I fondamentali per una strategia social efficace

Quando un brand si affida a un’agenzia per creare una strategia social spera sempre che questa sia efficace.

Spesso però accade che, complici metriche non sempre trasparenti e una lettura frettolosa dei report, questa strategia non si riveli esattamente a prova di bomba, anche se i dati sembrano dire il contrario.

Per questo abbiamo voluto cercare di fare chiarezza stilando una check-list per una strategia social che funzioni veramente e che dia risultati.

Certo, gli obiettivi possono variare per ciascun brand, ma questa panoramica è stata pensata per raccontare i fondamentali, ciò che è bene tenere a mente quando si studia una strategia social (e per non cadere in facili tranelli).

Se vi abbiamo messo la pulce nell’orecchio continuate a leggere! 👇

Cosa tenere d’occhio in una strategia social

Eccoci con alcuni fondamentali che potete trovare nella nostra check-list e che ogni brand manager dovrebbe conoscere come le proprie tasche:

  • Vanity metrics: vi hanno mai spiegato che il numero di fan e follower di vostri profili NON sono poi così importanti? Beh, allora è il momento di chiedere spiegazioni, perché quei 100.000 utenti che seguono la vostra pagina non sono le persone che raggiungete con i vostri post!

strategia social_vanity metrics

  • Le reach non sono tutte uguali: c’è una bella differenza tra il dato di “Engagement rate” e quello di “Reach engagement rate”, lo sapevate? Ok, se non vi hanno mai detto quale tra i due è davvero importante per valutare l’efficacia della vostra strategia social, è il momento di alzare la mano e fare questa domanda (all’agenzia giusta 😎).

strategia social_engagement rate

  • Le visualizzazioni dei video: sì, ma non parliamo solo del numero canonico delle views di almeno 3 secondi di video: andate più a fondo e analizzate i dati di permanenza! Il vostro video può essere considerato di successo solo se viene visto fino alla fine, vi possiamo spiegare noi come raggiungere questo obiettivo.

strategia social_video

  • Influencer marketing: gli influencer con centinaia di migliaia di follower sono il sogno di tutti, ma quanto possono davvero giovare al vostro brand? E sapranno creare conversazioni interessanti sulla marca? Ci sono alcune domande essenziali da porsi prima e dopo una collaborazione, noi ve le anticipiamo!

strategia social_influencer

  • Qual è il vostro target? Sembra una domanda innocua, ma in realtà è più insidiosa di quanto si pensi… La vostra strategia social è ben segmentata sui pubblici a cui vi rivolgete? E le vostre campagne di sponsorizzazione? Fondamentale è anche la creazione di contenuti ad hoc, noi negli anni ne abbiamo realizzati moltissimi.

strategia social_target

Queste sono solo alcune anticipazioni di quello che trovate nella nostra check-list per una strategia social super efficace.

Scaricate il pdf QUI e mettete alla prova la vostra strategia: se qualcosa non vi torna o se vi accorgete che i vostri report non vi raccontano tutta la verità (e nient’altro che la verità), è il momento di scriverci o chiamarci!

Natale sui social: come comunicare in modo efficace se sei un brand

Siamo a Novembre e la stagione natalizia è nell’aria – sono già comparsi i primi addobbi e nelle strade iniziano a comparire luci di Natale, ma anche i brand si stanno preparando per sfruttare al meglio il periodo di shopping più intenso dell’anno.

Proprio così, le “vacanze” sono alle porte ed è il momento di ideare le vostre campagne di Natale sui social ad hoc per ottimizzare la user experience.

In questo periodo, come sappiamo, si tende ad affollare i negozi alla ricerca dei regali perfetti. La concorrenza è tanta e bisogna capire come catturare l’attenzione del pubblico abbastanza a lungo da incoraggiare le vendite. Il miglior modo, soprattuto in questo periodo post pandemia, è utilizzare una social media strategy creativa e innovativa.

Il lockdown ha avuto un impatto significativo sul comportamento delle persone. L’influenza dei social media è cresciuta, con il 25% degli utenti che dichiara di aver acquistato articoli online a seguito della visione di un post, o di commenti di altre persone. Gli acquirenti più giovani sono più propensi a fare un acquisto dopo aver visto un post sui social media, e circa il 47% dei giovani tra i 18 e i 34 anni dice di esserne influenzato.

Portare lo spirito natalizio sui Social Media

Uno dei punti più importanti è portare lo spirito del Natale sui tuoi canali. Gli utenti adorano il clima natalizio e più i brand si avvicinano a questo clima più saranno felici e coinvolti nell’acquistare un prodotto.

via GIPHY

Ecco alcune delle possibili strategie per invitare il cliente a fidelizzarsi e ad acquistare:

  • Preparare il proprio sito web per gli acquirenti durante il Natale può essere la migliore campagna di marketing per le vacanze: un design rinnovato della home page e i temi delle vacanze natalizie mostrano un livello più alto di coinvolgimento, che migliora l’esperienza dell’utente;
  • I giveaway e i concorsi di Natale sono metodi molto convenienti per aiutare a coinvolgere i tuoi follower, acquisirne di nuovi e creare l’hype per un evento imminente. Potete facilmente spaziare da un concorso di hashtag su Twitter, a un concorso di captions su Facebook, a delle challenge a tema su TikTok;
  • L’e-mail marketing è una strategia efficace se gestita accuratamente. Questo canale non è solo diretto, è anche personalizzato, il che rende il messaggio più efficace. Gestisci la tua lista di clienti e invia loro email personalizzate e studiate sui loro bisogni e desideri;
  • Influencer Marketing: collaborare con gli influencer è una delle strategie di marketing per le vacanze più usate, poiché si raggiungono nuovi pubblici, aumentando la consapevolezza del brand. Il 17% delle aziende spende più della metà del loro budget in influencer.

Natale sui social, come pianificare la tua campagna

Con il Natale alle porte, è il momento di iniziare a pianificare la tua campagna sui social media per la stagione delle feste.

  1. Capire il tuo pubblico: guardando i dati demografici e identificando ciò che il target vuole vedere è il miglio modo per iniziare a pianificare una campagna. Ovviamente bisogna essere consapevoli del tipo di contenuto che l’utente preferisce (es. immagini, video, reel e stories)
  2. Definire i tuoi obiettivi: qualunque sia l’obiettivo, è fondamentale definirlo all’inizio e pianificare i prossimi passi in funzione di esso. Lo scopo è quello di sapere a fine campagna se il risultato è stato ottenuto o no.
  3. Creare la tua campagna: si può iniziare con un concorso fotografico natalizio o con una campagna video. Le possibilità sono molte, si deve scegliere un’idea e portarla avanti. La cosa importante è rendere l’utente partecipe e farlo interagire con il brand.
  4. Promuovere la tua campagna: alcune delle cose a cui devi pensare durante questo passo sono le piattaforme su cui caricherai la tua campagna e quando. Creare un programma ben definito di contenuti è una parte essenziale dell’intero processo e vi aiuterà ad ottenere gli obiettivi stabiliti.

Il Natale arriva su TikTok in modo originale

La piattaforma del momento, TikTok, è il luogo in cui le aziende vengono scoperte e sono anche in grado di espandere rapidamente il proprio pubblico. Il 47% degli utenti di TikTok ha preso una decisione di acquisto i base a ciò che ha visto sul social e l’80% dei TikTokers della Gen Z ha influenzato i genitori nell’acquisto.

La piattaforma mette a disposizione un tool (TikTok For Business), dove puoi liberare il lato creativo del tuo brand. Un luogo completamente immersivo in cui c’è pubblico per ogni voce.

Indipendente dal tipo di prodotto o brand, TikTok è il luogo giusto per promuoversi.

 

@miyaevarenae Christmas date night 🥹🎄☃️💫 #christmas #christmasdate #datenight #pizza #pizzadatenight #relationship #couple #cozydatenight #fyp #foryou #foryoupage #viral ♬ Last Christmas – Wham!

Altra cosa importante è che la piattaforma ha lanciato la nuova funzionalità s-commerce (social commerce) all’interno dell’app, permettendo ai brand di vendere direttamente ai consumatori. Fino ad ora, i marchi hanno avuto difficoltà a quantificare i risultati delle vendite da TikTok, ma ora che le vendite arrivano direttamente dalla piattaforma, sempre più brand si lanciano sul social.

Quale miglior modo per cavalcare il periodo di Natale se non utilizzando le piattaforme social? Siamo pronti per vedere un vulcano di attività!

TikTok in particolare sarà invasa dalla promozione dei brand con le #Challenges virali, branded content, influencer marketing, posizionamenti adv tradizionali, hashtag sponsorizzati, sponsorizzazioni musicali e live stream.

Ma siamo sicuri di una cosa, non perderemo mai lo spirito natalizio e avremo un modo per entrare a far parte della cultura delle Next Gen.

 

Facebook tra meta-comunicazione, real time e operazioni nostalgia

In principio fu IKEA a smuovere le acque dei social media su Facebook così facendo capire poco dopo che no, non era stato un errore, anzi, un discreto test per vedere quante interazioni riuscivano a fare 6 lettere a caso (diventate anche un hashtag #hhsdjh).

Il caso più recente? Il polverone sollevato da Unieuro prima di Natale e replicato pochi giorni fa, per confermare che no, quello non era un post estemporaneo o “sbagliato” ma fortemente voluto (e studiato, come questo).

Questo è un normalissimo post che parla di questa ottima lavatrice LG scontata del 54%. Non c’è altro da vedere….

Pubblicato da Unieuro su Martedì 12 gennaio 2021

Ma quanto è utile questa strategia di meta-comunicazione in termini di marketing? Geniale se l’obiettivo è far parlare di sé ed entrare nell’immaginario del pubblico degli addetti ai lavori (non a caso poi ne nascono libri, gadget, ecc…), un po’ meno forse per supportare le vendite, visto che tutta questa macchina sembra montata più per chi lavora nella comunicazione e non per l’acquirente finale che una tv o una lavatrice la deve comprare veramente.

Il Real time

Questo filone si aggiunge a un altro trend dei social media che da anni spopola: i brand che cavalcano il real time come core strategy. In questo caso come non citare i sempreverdi Ceres, Taffo che con i loro post strappano sempre una risata.

e la Lidl Italia muta.

Pubblicato da Taffo Funeral Services su Mercoledì 18 novembre 2020

Skipper Zuegg

COMUNICATO AZIENDALE.

Se avete dimenticato un succhino sotto il banco a febbraio, vi suggeriamo di controllare la data…

Pubblicato da Skipper Zuegg su Lunedì 14 settembre 2020

o Durex

Un mandato di lunga durata.

#durex #durexItalia #election2020

Pubblicato da Durex su Martedì 3 novembre 2020

Operazione nostalgia

Una tendenza degli ultimi mesi dei brand sui social media (e anche qui Facebook la fa da padrone) prevede una perfetta “operazione nostalgia” per coinvolgere emotivamente chi ha superato i 30 anni ed è cresciuto a pubblicità e tormentoni. Due esempi sono quelli di (ancora una volta) Skipper Zuegg, con uno dei suoi jingle più famosi

Ci sono due tipi di persone: quelli che capiranno al volo questo post e quelli che faranno sentire vecchi i propri genitori chiedendone il significato ❤️

Pubblicato da Skipper Zuegg su Sabato 8 agosto 2020

e da Subaru Italia, cha ha recuperato uno dei migliori sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo per una comunicazione che a qualcuno avrà fatto scendere una lacrimuccia.

Stai già ridendo? Allora sei pronto per l’#ExtraordinaryXmas di Subaru. Seguici e continua a divertirti con noi!
#WeAreSubaru

Pubblicato da Subaru Italia su Mercoledì 2 dicembre 2020

Da qui si spalanca non una porta ma un portone di possibilità perché, soprattutto su Facebook dove il pubblico è sempre più “-anta”, il tormentone anni ’90 potrebbe funzionare: un messaggio caldo, rassicurante ed empatico… Sì, anche quando si parla della Subaru “Baracca”.

Voi cosa ne pensate? Al di là del gusto personale, pensate che sia una comunicazione efficace o si sta perdendo la bussola?

Influencer Marketing: how to

Come fare influencer marketing? Bhe, basta mandare il nostro prodotto a qualche personaggio con molti followers e chiedergli di fare un post. FACILISSIMO.

Ehm, no. Forse questa è la definizione di influencer marketing del famoso “cugino che sa usare i social”. Siamo pronti a mettere la mano sul fuoco che questa “strategia” non porterà il minimo risultato.
Dopo aver aperto questa busta CHOC e aver sconvolto convinzioni profondissime, ci sembra il caso di rimediare.

La verità è che occuparsi di influencer marketing è più che altro paragonabile al montare un mobile della famosa catena di arredamento svedese. Se non si conoscono i passaggi, il rischio che il risultato finale sia ben lontano dalle aspettative è davvero alto.

Quindi mettetevi comodi, oggi vi sveliamo i 5 step fondamentali per la costruzione di un progetto di influencer marketing.

1) Stabilire un obiettivo

No, non è una banalità. Ed è anche il motivo per cui quell’attività bellissima che avete visto realizzare ad un brand potrebbe non essere quella giusta per un altro.

Bisogna avere ben chiaro dall’inizio cosa si vuole ottenere: visibilità per il brand, lanciare un nuovo prodotto o servizio, incrementare le vendite, raccogliere contatti. Questo primo passaggio influenzerà a cascata i prossimi step del nostro progetto di influencer marketing.

2) Definire un progetto

Ora è il momento di passare al “come”. Servirà un’idea unica, che coinvolga i canali giusti, sia pensata apposta per il brand in questione e per lo scopo che vogliamo raggiungere. Questa componente creativa dovrà affiancarsi ad una meccanica solida e misurabile, che ci permetta di stabilire dei KPI da raggiungere con l’influencer marketing.

3) Scegliere le persone giuste per l’Influencer Marketing

Tra il mare magnum di influencer presenti sui social bisognerà selezionare quelli più adatti, che sapranno sposare al meglio il progetto e quindi farci raggiungere gli obiettivi. Ecco cosa dovremo valutare nella scelta:

  • Audience quantitativa, nano, micro, macro o mega influencer. Qual è la giusta misura? Ebbene la risposta corretta non esiste, dipende tutto da obiettivi, tipo di prodotto/brand e -non mentiamoci- anche dal budget a disposizione. L’importante è che la scelta abbia una motivazione precisa.
  • Audience qualitativa, non solo i numeri sono importanti ma anche le caratteristiche della base fan dell’influencer. È fondamentale che questa corrisponda la nostro cliente tipo per età, sesso, geolocalizzazione se importante (pensiamo al lancio di un pop-up store in una determinate città) e per interessi. Se, ad esempio, vogliamo promuovere l’uscita di un libro a tema fashion sceglieremo personalità interessate al mondo della moda, che pubblicano contenuti sull’argomento e sono quindi seguite da utenti interessati a questo settore.
  • Le conoscenze. Alcuni progetti infatti prevedono un certo know-how nel settore merceologico del brand. Pensiamo ad un marchio di attrezzature sportive, che ha bisogno di comunicare le caratteristiche tecniche di un nuovo prodotto. Sarà utile scegliere qualcuno che abbia conoscenze e quindi credibilità per promuovere questo articolo.
  • Il modo di comunicare. In base al progetto creativo infatti potrebbero servire diverse competenze. Cerchiamo qualcuno che realizzi un video e che quindi abbia dimestichezza nell’editing? O la nostra meccanica prevede un racconto del prodotto/brand e preferiamo persone con spiccate doti di storytelling? Oppure preferiamo affidarci ad un content creator, cioè qualcuno che non faccia solo da cassa di risonanza ma metta il proprio contributo nella creazione del materiale creativo.
    In questo articolo vi raccontiamo qualche cosa in più sulla fase di selezione degli ambassador di un progetto di influencer marketing.

4) Gestire il progetto di Influencer Marketing

Fino ad ora abbiamo visto le fasi preparatorie del progetto di influencer marketing. Ora si entra nel vivo della questione, si mettono davvero le mani in pasta.
Dopo la mappatura dei nomi tra cui scegliere, partirà la fase di contatto e contrattazione con gli influencer, per definire i termini della collaborazione.
Passeremo poi alla fase di brief, in cui si comunicano tutti i dettagli dell’attività: numero di post, tipologia, must have (compare il prodotto, esiste un #, tempistiche, condivisione delle informazioni tecniche…) e quella di gestione dei content creator che abbiamo scelto.
Bisognerà quindi controllare i flussi di consegna dei contenuti, le richieste di rework ed infine il controllo delle pubblicazioni.

5) Analisi dei risultati dell’Influencer Marketing

Una volta terminato il progetto di influencer marketing e pubblicati tutti i contenuti, si passerà alla fase di reportistica. Analizzare i risultati servirà a capire se abbiamo raggiunto i KPI stabiliti a inizio progetto. Abbiamo raggiunto il numero di utenti sperati? Il codice sconto che abbiamo attivato è stato utilizzato? Quante visite ha ottenuto la nostra landing page?
L’analisi dei dati raccolti dell’influenzar marketing ci servirà per raccogliere insight interessanti. Alcuni influencer posso aver ottenuti numeri migliori oppure alcuni formati e canali sono stati più performanti; queste evidenze saranno fondamentali per mettere le basi ad un nuovo progetto di influencer marketing.
Dite la verità, dopo aver scoperto i retroscena di una strategia di influencer marketing, vi sentite un po’ così ⬇️

Non vi preoccupate, abbiamo una soluzione. Aprite la vostra casella mail e scrivete a citofona@iaki.it, ci faremo una bella chiacchierata e saremo pronti a proporvi non un progetto di influencer marketing ma IL progetto di influencer marketing perfetto per voi.

Gli eventi ai tempi del Covid: l’opportunità è digitale

Il mondo degli eventi è stato il primo a fermarsi non appena è arrivato il Covid e, molto probabilmente, sarà l’ultimo a ripartire per come lo conosciamo. Durante il periodo estivo pian piano qualcosa ha ripreso a ingranare, ma gli eventi vanno ora nuovamente incontro a una fase di fermo.

I lavoratori dello spettacolo hanno manifestato il 10 ottobre in Piazza Duomo a Milano per chiedere al governo attenzione e interventi per far ripartire il settore e soprattutto per far tornare al lavoro gli oltre 570.000 professionisti fermi ormai da febbraio. Nonostante le argomentazioni della manifestazione Bauli in piazza con il recente Decreto Ministeriale del 25 ottobre è ufficiale, gli eventi e i congressi chiudono nuovamente, nonostante i rigidi protocolli di sicurezza adottati.

L’event industry sta soffrendo moltissimo, un settore che produce 65,5 miliardi di euro con un impatto sul PIL italiano di 36,2 miliardi di euro/anno e che coinvolge 569 mila addetti ai lavori.
I danni prodotti dal Covid sono incalcolabili e incideranno in maniera profonda anche sul 2021.
Si stima che ogni anno agli eventi partecipino 56,4 milioni di persone (dati Oxford Economics/Istituto AstraRicerche/ADC Group).

Non sono solo gli organizzatori degli eventi, tantissime altre microimprese gravitano intorno a questo settore: allestitori, catering, interpreti, operatori video, albergatori e tanto altro.

IAKI - Eventi 1

L’opportunità del digitale

Ad oggi, secondo Events&LiveIndustry, l’iniziativa che raggruppa le associazioni della comunicazione live, dell’industria dei meeting e di tutta la filiera dalle agenzie alle aziende, sono stati cancellati più della metà degli eventi previsti per il 2020 e manca la possibilità concreta di programmare il calendario degli eventi del 2021.

Non è detto che non esistano però altre forme per connettersi con il grande pubblico: il mondo degli eventi può sempre più evolvere in altre forme grazie alla digital transformation e creare nuovi punti di contatto tra persone e luoghi.

Grazie alla digitalizzazione (qui una nostra riflessione a riguardo) è possibile rendere accessibili dei contenuti indipendentemente dalle possibilità fisiche e materiali del momento che stiamo vivendo.

La tecnologia è un alleato per colmare le distanze e vincere la sfida del distanziamento sociale, uno strumento per veicolare in modo efficace messaggi e contenuti. Facendo vivere gli eventi anche nel digitale e non solo nei consueti luoghi fisici il consumatore ha la possibilità di vivere nuove esperienze.

IAKI - Eventi

Gli eventi migrano nel web

Dal momento che non è ancora possibile programmare con certezza degli eventi con un grande pubblico perché non sfruttare il web anche per relazionarsi? Tutti gli attori coinvolti nel mondo degli eventi possono grazie al digitale ritrovarsi in un ambiente virtuale, come ad esempio una piattaforma web, per creare relazioni e mandare avanti i propri settori di attività.

Fiere, festival, concerti, sono tanti gli eventi che a causa del Covid hanno dovuto annullare e posticipare a data da destinarsi i propri appuntamenti, ed ancora oggi purtroppo è difficile riuscire a prevedere e pianificare ciò che accadrà nei prossimi mesi. Ma il web può fornire delle alternative.

Eventi di moda

Anche un grande evento come la settimana della moda maschile di Parigi ha deciso di migrare sul web realizzando un evento solamente online. La Federazione dell’alta moda e della moda francese hanno deciso di organizzare l’evento in formato digitale su una piattaforma web dedicata. La sfilata e la presentazione di ogni azienda di moda sono stati mostrati con un video, con una sezione editoriale con contenuti interamente disponibili per la stampa.

Eventi gaming

Gli eventi trovano inoltre spazio nel mondo del gaming. Nessuno scorderà come il noto rapper e discografico statunitense Travis Scott ha radunato durante il lockdown 12 milioni di persone attraverso lo storico videogioco Fortnite per il suo concerto virtuale. Gli appassionati di Fortnite hanno assistito all’evento da ogni parte del mondo, ma non solo. Il concerto è stato seguitissimo anche su altri contenitori video streaming come Twitch e Youtube. Secondo i dati diffusi da Epic Games, in totale 12,3 milioni di persone hanno assistito al concerto su Fortnite battendo il precedente record di 10,7 milioni durante l’evento del musicista Marshmello del 2019.

Eventi musicali

Gli eventi musicali vivono anche su Twitch TV. La popolarissima piattaforma streaming, inizialmente luogo esclusivo dei gamer, è stata acquistata da Amazon. Ad oggi se la contende con i colossi come YouTube e Instagram. Tantissimi musicisti si esibiscono su Twitch in streaming nel proprio studio casalingo, fanno dj set, rilasciano interviste. Oltre ad esserci concerti, festival, show. La musica è presente su Twitch da prima della quarantena, ma ora più che mai diventa uno spazio dove entrare in contatto. Il poter impostare una connessione live tra streamer e utente, che può partecipare attivamente attraverso la chat della piattaforma, fa si che l’utente si sente parte integrante dello show proposto.

Investire nel digital non vuol dire solamente colmare il forzato vuoto imposto da questo momento storico. Significa viverlo come un’opportunità. Quando gli eventi potranno ricominciare a ospitare migliaia di persone, la piattaforma digitale potrà sempre vivere in parallelo all’offline.

Incontrarsi negli scenari virtuali, quali vantaggi?

Questa nuova veste degli eventi apre nuove opportunità:

  • Networking worldwide: in questa epoca Covid gli spostamenti continuano a essere incerti, grazie al web i partecipanti possono connettersi ovunque si trovino. Il pubblico diventa quindi più ampio e variegato. I confini si annullano. Partecipando virtualmente all’evento lo si può fare da qualsiasi parte del mondo, aumentando così esponenzialmente il pubblico a cui ci si può rivolgere.
  • Contenuti più fruibili: sul digitale non è necessario girare un evento per ore, perché tutto è a portata di clic. Pensiamo a una fiera ricca di stand o a un festival dove si esibiscono tanti artisti. Trovare ciò che interessa veramente spesso nell’offline risulta dispendioso in termini di tempo ed energia. I contenuti di un evento online sono più immediati e facili da scoprire. Ad esempio attraverso i filtri di un campo di ricerca di un sito.
  • Maggiore conoscenza dei propri interlocutori: è più facile profilare e conoscere il proprio target. Gli incontri si possono dilazionare nel tempo permettendo maggiori approfondimenti. Attraverso la piattaforme web si possono condividere sondaggi mirati per focalizzare i punti di forza e le aree di miglioramento dei propri eventi. Oltre ad avere una reportistica più dettagliata dei contatti avviati.

La fase che stiamo vivendo è indubbiamente difficile e unica. È importante cercare di trasformare i problemi in opportunità per cambiare, sperimentare. Creare nuovi modi per veicolare i propri prodotti e coinvolgere il pubblico. Il mondo digitale è un’occasione di ripartenza per tanti settori, non solo per il mondo degli eventi.

E noi di IAKI siamo qua pronti ad aiutarvi a fare chiarezza in questi incerti scenari e per supportarvi nel realizzare eventi digitali di successo e campagne di comunicazioni vincenti anche in questo difficilissimo periodo storico.

Instagram Reels vs Tik-Tok: la sfida continua?

Instagram ha sempre messo al primo posto l’esperienza dell’utente e le possibilità di personalizzazione dei contenuti sulla piattaforma. Valorizzare la modalità di fruizione dei contenuti e l’esperienza dell’utente (ne avevamo parlato qui) è un fil rouge che lega le modifiche apportate alla piattaforma negli ultimi anni. Dall’introduzione delle stories nel 2013, alle tante features lanciate negli anni, fino alla rimozione dei like.  Ogni occasione ha reso più esclusivo e totalizzante il “vivere” l’ecosistema Instagram. 
Allora, complice il boom di dowload di Tik-Tok, eccola lì l’idea per l’ennesimo upgrade: Instagram Reels.

Che cos’è Instagram Reels?

Instagram Reels è un modo completamente nuovo per creare contenuti video divertenti e coinvolgenti da Instagram Stories. Appare molto simile a Tik-Tok nelle dinamiche di creazione contenuti.

Gli utenti potranno registrare video clip di 15 secondi, dotarli di effetti, inserire una traccia musicale e condividerli su Stories.

IAKI - Reels
Fonte: https://techcrunch.com/2019/11/12/instagram-reels/

Alcuni tricks and updates li aveva forniti Instagram stesso parlando di tracce musicali, stimolando ai più attenti quesiti sulla possibile release di succose novità.
Dopo essere stato testato per la prima volta in Brasile , IG Reels sembrerebbe essere in fase di release in molti paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Germania e molti altri.

Instagram Reels: una sfida aperta a TikTok?

Instagram raccoglie il format lanciato da Tik-Tok, dell’app più scaricata in questo 2020 per offrire ai propri utenti la possibilità di avere tutto in un unico posto. Siamo di fronte ad una svolta epocale? Forse.

Oltre il format che viene replicato dal social cinese rivolto all’entertainment, molto diffuso soprattutto tra la Generazione Z, Instagram Reels ci proietta in uno scenario completamente diverso, appunto totalizzante.

La popolazione social di Instagram, che ha superato il miliardo di utenti iscritti, potrebbe orientarsi verso una combinazione unica:

  • L’intrattenimento premeditato e narrato, sfruttando le numerosissime features a disposizione (tra le IG stories e, appunto, Reels)
  • Valorizzazione di contenuti spontanei e autobiografici, aggiungendo qualcosa in più alle proprie stories (in cui Reels diventerebbe quel qualcosa in più).

Questa combinazione manca a TikTok, essendo un social più orientato verso l’ entertainment puro che il “racconto” quotidiano e spontaneo che rende possibile invece Instagram.
Quindi il dubbio, che probabilmente aleggerà tra creators e utenti più attivi, sarà legato a quale social usare.
I presupposti dell’esperienza unica

Instagram Reels by Robby Stein

Con queste parole Robby Stein, Instagram Director of Product Management, parlava di Reels qualche mese fa:
”Non ci sono due prodotti esattamente uguali, e in fin dei conti, la condivisione di video con la musica è un’idea piuttosto universale che pensiamo possa interessare a tutti. L’attenzione si è concentrata su come rendere questo formato unico per noi”.

E ancora “I tuoi amici sono già tutti su Instagram. Credo che questo sia vero solo per Instagram” – fissando i paletti per la release di Instagram Reels. Accentrare tutte le possibilità creative, valorizzare l’esperienza dell’utente sul canale, rendere unico il processo di creazione di scatti, sono tutte dinamiche che porteranno ad un Instagram sempre più completo.

Tutto più semplice quando hai quasi la certezza che ogni tuo amico, così come ogni brand che intendi seguire, decida di dare priorità ad Instagram quale canale di presidio e pubblicazione. Utenti, creators, influencers e ad anche i numerosssimi brand presenti sulla piattaforma, avranno un altro modo per intercettare il proprio pubblico. 
Quindi, teniamoci forte e prepariamoci a nuove tipologie di contenuti trending e dinamiche di interazione sempre più complete e caratterizzanti.

Real Time Marketing: la top 4 dei vantaggi

Real Time Marketing che passione! C’erano una volta i contenuti programmati da giorni e giorni, quelli che ci facevano spremere le meningi per trovare l’incastro perfetto tra obiettivo di comunicazione, mood del brand e tone of voice. Un bel giorno è arrivato il Real Time Marketing che ha stravolto tutto… o quasi. Ripassiamo quindi che cos’è il RTM e scopriamo quali sono i suoi vantaggi.

Real Time Marketing: facciamo un ripasso

Considerare il brand come parte di un ambiente più ampio è importante oggi più che mai. Soprattutto nel mondo dei social network, dove tutti siamo legati inesorabilmente a ciò che ci circonda, anche le aziende devono trovare il loro posto. Non stiamo parlando di entrare nel mondo di Matrix, ma di guardarsi intorno e sfruttare positivamente gli avvenimenti per valorizzarsi.

Abbiamo parlato di RTM in questo articolo, ma c’è ancora tanto da sapere. È infatti importante capire perché il Real Time Marketing può essere l’approccio giusto per la comunicazione di un brand e quali sono i suoi vantaggi.

Questa tipologia di marketing mette al centro le occasioni della vita di tutti i giorni per coinvolgere gli utenti, soprattutto quando si vuole scatenare in loro una reazione. Solitamente si cerca di essere ironici e divertenti, cercando di (re)interpretare tutto con una comunicazione che sia in linea con gli obiettivi.

Non è però l’unico modo per cavalcare quest’onda: anche supportare una causa seria con il proprio brand può essere fatto con un tono di voce più serio e adatto, pur rimanendo nei confini del Real Time Marketing.
Il brand diventa più umano e si avvicina all’utente, dimostrandosi così meno “patinato” e rigido e più attento e reattivo a ciò che avviene intorno.

La top 4 dei vantaggi del RTM

Quali sono quindi i vantaggi per le aziende che scelgono di utilizzare il Real Time Marketing come approccio di comunicazione?

  • Tu sei tu, io sono io: quando si comunica è importante non essere tutti una copia l’uno dell’altro. Infatti prendere ispirazione può essere un ottimo punto di partenza, ma non dovrebbe mai essere quello di arrivo. Legandosi ad eventi che accadono e a trend, l’azienda può esprimersi anche sotto altri punti di vista e mostrarsi sotto una luce diversa agli utenti.
    Inoltre, scegliere il giusto avvenimento è di cruciale importanza, non tutto quello che passa in convento va bene. Ci si può differenziare nel modo di comunicare, ma anche semplicemente nella scelta dello stesso, per mantenere una coerenza di fondo.
  • Brands or Humans: parola chiave umanizzare. Uscire dai propri schemi per comunicare i Real Time Moments permette al brand di essere percepito come più umano e meno come un’entità distante anni luce che parla per esempio solo dei propri prodotti. Inoltre gli utenti saranno più spinti a interagire con contenuti a loro più vicini, che siano ironici o che trattino di un tema di loro interesse. Abbiamo approfondito il tema anche in ottica CRM in questo articolo.
  • È tutta una questione di percezione: la percezione del brand da parte dell’utente è fondamentale per instaurare un rapporto duraturo nel tempo. L’immagine che si comunica di se stessi dipende da svariati fattori, tra cui gli argomenti che si trattano tutti i giorni. Per questa ragione utilizzare il Real Time Marketing per modificare la percezione dell’utente nei confronti del brand è un’ottima scelta, se fatta con criterio e nel modo giusto.
    Non tutti i canali e tutte le aziende sono adatti, se per esempio lo scopo è solo far conoscere i vostri prodotti e come vengono realizzati, il RTM non è la strada che fa per voi. Se invece volete riscaldare la comunicazione è il momento di dargli una chance!
  • Visibili anche dallo spazio: meme virali, giornate internazionali e avvenimenti che fanno rapidamente il giro di internet sono occasioni perfette per essere sfruttate con lo scopo di aumentare la propria visibilità. Cavalcare l’onda e creare un contenuto ad hoc che possa coinvolgere gli utenti al primo colpo è essenziale. Per questa ragione, il Real Time Marketing può essere anche un’ottima chiave per farsi conoscere sul Pianeta Social e attrarre attenzione. Associando per esempio un hashtag correlato, usando una grafica che catturi o un copy di accompagnamento studiato, il gioco sarà fatto!

Adesso conoscete i vantaggi del Real Time Marketing e perché può essere uno strumento molto utile per brand e aziende che vogliono comunicarsi al meglio. Siete curiosi di provarlo?

Il Customer Relationship Management in epoca Covid-19: la formula per umanizzare i brand

Il Customer Relationship Management è da sempre la patata bollente della comunicazione. State ancora aspettando di ricevere risposta su Facebook o Twitter alla richiesta di informazioni rivolta al vostro operatore telefonico? Forse a breve riceverete una risposta, e ci è voluta una pandemia globale.

Il Covid-19 ha causato gravi danni economici in tutto il mondo. Compreso il rovesciamento delle priorità dei consumatori, pronti a mettere in secondo piano da un giorno all’altro il loro potere di acquisto, per destinare interesse, fondi e attenzioni ad altri messaggi, quelli legati alla sicurezza, all’autoconservazione e al risparmio.

IAKI - Customer Relationship Management
Fonte: Insidemarketing.it

Un nuovo modello di business per le imprese

Il nuovo modello di comportamento dei brand vede un offuscamento del confine tra le imprese, la società e le persone, con una netta e più profonda integrazione degli orientamenti di valore pubblico, ambientale e commerciale. Come si traduce questo cambiamento in modelli di business? Ecco degli esempi:

  • Qantas e Air New Zealand hanno riadattato le loro flotte passeggeri per i voli cargo, in modo da poter consegnare forniture mediche essenziali
  • Louis Vuitton, Prada, Armani e altri hanno riconvertito i loro siti di produzione per produrre centinaia di migliaia di mascherine chirurgiche, camici monouso e protezioni sanitarie
  • FCA e Ferrari, insieme a Marelli, hanno messo i loro impianti e dipendenti a disposizione di Siare Engineering International, leader nella progettazione e produzione di apparecchiature medicali a livello mondiale
IAKI - Customer Relationship Management 2
Fonte: www.centralmarketingintelligence.it

Risposta immediata all’emergenza Covid, ma il futuro?

Se l’adeguamento delle strategie di marketing è mirato a vivere nel Q2 del 2020, cosa si prospetta guardando un attimo più in là a livello di comunicazione ed interazione con gli utenti/consumatori? Come si evolverà il Customer Relationship Management?. I brand che vogliono percorrere in modo virtuoso la strada del marketing digitale devono seminare oggi quello che oculatamente raccoglieranno nei prossimi mesi, anche perché l’internet è sovraffollato, ma almeno siamo salvi dagli assembramenti.

Una ricerca di Global Web Index ci presenta una divisione degli accessi ai social media in tutte le fasce di età:

  • il 27% tra la Gen Z
  • il 30% tra i Millennials
  • il 29% tra la Gen X
  • il 15% tra i Boomer

Ecco perché le attivazioni, campagne e strategie digitali dovranno essere impostate per poter vivere cross-gen e adattate al post emergenza Covid:

  • Gucci invita tutti i suoi follower ad entrare nella #GucciCommunity, dando un contributo economico per combattere la situazione di crisi attraverso campagne di crowdfunding oggi, ma questa campagna può funzionare anche in futuro
  • L’adv out of home è trending per comunicare il distanziamento sociale oggi, ma non sarà più utile se cambieranno le abitudini dei consumatori/utenti
  • Il primo passo dell’adeguamento della comunicazione è stato cavalcare il trend di modificare i loghi distanziando font ed elementi, ma per il futuro serve una messa a terra a lungo termine della strategia, in modo che dal logo i prossimi ad allontanarsi non siano i consumatori

IAKI - Brand distanziati

Customer Relationship Management: non fiori, ma una comunicazione empatica

I consumatori, che sui social sono utenti, come si possono rendere conto di questo cambiamento, al netto delle prime iniziative immediate di riconversione produttiva? La risposta è: nelle conversazioni con i brand in senso lato, che per le aziende a livello strategico e in senso stretto prende il nome di community management declinato in tutte le sue strategie:

  • Fare social media listening
  • Usare tool di social media monitoring
  • Destinare risorse formative e di allineamento agli specialist e ai community manager

Una strategia di comunicazione credibile e affidabile vede queste tre leve azionate contemporaneamente. Da messaggi realistici, rassicuranti, gentili e positivi, non più artefatti da logiche troppo pubblicitarie e poco empatiche. La riuscita è legata ad una componente umana: le persone.

E saranno proprio le persone intese come gli specialist e i community manager, dei distaccamenti social interni delle aziende o delle agenzie, a favorire il processo di umanizzazione dei brand, necessario in questo livello zero post coronavirus.

Il futuro del Customer Relationship Management

Come faranno? Probabilmente così:

  • Adegueranno il Tone Of Voice delle conversazioni con gli utenti
  • Sceglieranno di affiancare comunicazioni di aggiornamento sulla situazione locale dell’emergenza Covid-19
  • Stravolgeranno il piano editoriale, cancellando o rimandando post considerati non consoni
  • Troveranno la chiave di comunicazione verso gli utenti per valorizzare l’adeguamento delle strategie aziendali, così da comunicarle agli utenti in modo vero, genuino e trasparente
  • L’interpretazione del flusso comunicativo sarà meno spersonalizzata, in modo che risultino più umane e meno spersonalizzate anche l’immagine e la brand reputation dell’azienda di riferimento
IAKI - EA
Fonte: https://twitter.com/eaitalia

Se provassimo a stilare delle linee guida o un breve vademecum del community manager i passaggi fondamentali potrebbero essere questi:

  • Frequenza: comunicate con i follower dei vostri profili con la maggiore frequenza possibile. Come? Attraverso riscontri pro-attivi ai messaggi positivi (live), interazioni. E ancora: approfondimenti tramite messaggi privati e rispondendo nei commenti sugli argomenti che possono dare informazioni a tutta la community
  • Empatia: capire e riconoscere la frustrazione degli utenti è fondamentale per dare una risposta adeguata e tempestive a qualsiasi tipo di richiesta, rimandando ad un customer service se possibile per approfondimenti dei casi one-to-one
  • Cortesia: gli specialisti che rispondono e gli utenti che chiedono sono entrambi essere umani: la chiave sta nell’essere semplicemente naturali, facendo sentire il proprio interesse e la propria vicinanza attraverso un Tone of Voice curato e cortese
  • Comprensione: i toni degli utenti potrebbero essere molto spesso non propriamente educati e comprensivi; è sufficiente non personificare nervosismi, sarcasmo o critiche. È importante ricordarsi sempre che gli specialisti stanno offrendo un servizio a nome di un brand. Quindi qualsiasi comunicazione deve essere centrata e a fuoco con i valori e la mission aziendale

Al termine di questo processo di adeguamento della comunicazione digitale, contaminata dalla componente umana dei singoli addetti ai lavori, forse sarà possibile ricevere risposte più tempestive ma soprattutto più empiricamente vicine a noi, anche da parte di quei community manager un po’ più farfalloni.

Live streaming sui social: perché, dove e come farle

Facebook, Instagram, Twitter, TikTok, Youtube, Twitch: ormai su tutte le piattaforme social abbiamo la possibilità di organizzare una live streaming.

Gli elementi di unicità delle dirette sui social sono: l’idea di vedere qualcosa che sta accadendo in tempo reale, non registrato, e la possibilità di interagire al secondo con il video. Nessun altro strumento offre queste possibilità di connessione tra marca e community.

Bene, ma perché dovremmo fare una diretta sui social? Cosa succederà? Su quale canale è meglio farla? Soprattutto: come si fa?

Dateci solo 5 minuti e risponderemo a tutte le domande a tema “live streaming” che possono venirvi in mente!

Perché inserire nel piano di comunicazione le live streaming?

Il momento della diretta sui social rappresenta un appuntamento privilegiato con la community. Possiamo paragonarlo a un vero e proprio evento in cui diamo la possibilità alla nostra fan base di incontrare virtualmente il nostro brand e, soprattutto, poter parlarci.
Già, perché l’elemento chiave delle dirette social è proprio lo scambio con gli utenti, la possibilità di poter rispondere alle loro domande, raccogliere feedback o studiare meccaniche di gaming che li ingaggino.
Non dimentichiamo un altro punto forte delle live streaming: il fatto di poter amplificare la comunicazione oltre qualsiasi limite geografico. Se, ad esempio, scegliamo di organizzare una dirette durante l’evento di lancio di un prodotto, avremo modo di coinvolgere anche chi non sarà fisicamente presente.
Inoltre su alcuni social le live possono essere salvate, continuare a generare visualizzazioni, e quindi dare visibilità al brand, oltre il loro termine.

Scegliere il tema della vostra diretta sui social

Le occasioni per organizzare una live streaming possono essere diverse:

  • Amplificare un evento off line
  • Intervista di approfondimento su temi importanti per la nostra comunicazione
  • Q&A con la community
  • Tutorial
  • Stream di eventi pensati proprio per vivere esclusivamente sul web
  • Sessioni di intrattenimento o gaming

Insomma, tutto dipende dalla marca e dall’obiettivo di comunicazione che vogliamo raggiungere. Sarà questo elemento a determinare il format creativo live più adatto e ingaggiante per il brand.

Per esempio, per la rivista IlLibraio ci siamo occupati di diverse dirette Facebook legate all’uscita di particolari libri del gruppo editoriale GeMS. Durante la live, l’autore risponde a domande, curiosità ma anche semplici complimenti fatti dai lettori.
Tra le dirette ricordiamo quella con la scrittrice Monica Pais, che ha generato più di 20.000 visualizzazioni e oltre 700 interazioni, di cui 233 commenti.

Dove trasmettere la vostra live streaming?

Lo abbiamo detto all’inizio, ormai tutte le piattaforme social ci permetto di organizzare delle live streaming. Attenti però: la scelta del dove è importante tanto quanto il contenuto della diretta.
Già, perché possiamo pensare alla meccanica più coinvolgente, creare un appuntamento imperdibile e ingaggiare testimonial d’eccezione ma se scegliamo di fare la nostra diretta social sul canale sbagliato i risultati non saranno quelli sperati.
Qui la domanda da porci è solo una: “Qual è il canale in cui troviamo il target che volgiamo colpire?”.
Chiaramente questa scelta influenzerà anche le meccaniche della live streaming, quindi è bene scegliere con strategia la piattaforma più adatta alle esigenze.

Come organizzare una diretta sui social?

Abbiamo capito perché fare una live, cosa dire e su quale canale. Ma in pratica: come si fa?
Dalla nostra esperienza di molti anni, abbiamo stilato una to do list che comprende:

  • Fare dei test e settare i canali in maniera adeguata, grazie alla collaborazione tra i nostri team social e team tecnico;
  • Organizzare la produzione, dalle luci alle riprese fino alla regia, scegliendo una soluzione light o più strutturata in base alle esigenze;
  • Preparare nel dettaglio la scaletta di quanto accadrà: diretta sì, ma le gaffe meglio evitarle! Fondamentali in questa fase saranno il team copy e il project manager;
  • Pensare alla gestione della community e delle interazioni: moderare, inoltrare domande e commenti a chi conduce la diretta, animare la conversazione con gli utenti saranno le attività in carico al community manager. Non dimentichiamo infatti che la partecipazione della fan base è fondamentale per la buona riuscita della della live streaming;
  • Studiare e realizzare un piano di comunicazione di teasing per la diretta e un follow-up per dare spazio al contenuto anche quando avremo spento le camere.

Questi sono solo alcuni dei dettagli da affrontare nell’organizzazione di una live. Altri dettagli dipenderanno dal format pensato per l’evento.

Non fatevi quindi ingannare dal temine “diretta”: non c’è nulla di improvvisato in una live streaming!
Ecco perché è meglio non correre rischi ma affidarsi a noi! Volete una prova?
Guardate cosa abbiamo pensato per il lancio di Fifa20, per il quale abbiamo gestito tutta la diretta YouTube: dall’idea creativa alla produzione.

Follower building, per una community di veri affezionati!

Ve la ricordate quella canzoncina che diceva: “Per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l’albero […]”? Ecco! Anche il mondo dei social media funziona nello stesso modo: per costruire una community forte e affezionata la chiave è avere gli elementi giusti e tanta costanza. Scopriamo perché l’attività di follower building è cruciale nella crescita della comunità digitale.

Parola d’ordine: community!

Il cuore pulsante dei nostri amati social networks è la community, un gruppo di persone che si ritrovano su una stessa pagina, gruppo o a seguire lo stesso hashtag perché interessate a quel determinato tema. Il mondo digitale ci permette di comunicare attraverso gli schermi, alimentando i nostri interessi e le nostre passioni. Anche in un periodo come questo, nel quale non possiamo incontrarci, se non virtualmente, il digital è venuto in nostro soccorso, come vi abbiamo raccontato in questo articolo.

Follower building: uno su mille ce la fa!

L’audience virtuale di una pagina cresce gradualmente se accompagnata da una corretta strategia di comunicazione. La community si sviluppa nel tempo grazie alla fiducia che l’utente ha verso il brand. Quest’ultima si può sviluppare giorno dopo giorno anche attraverso l’animazione di pagina, ma non solo.
Alcuni conoscono già i nostri prodotti o servizi e il nostro lavoro è quello di far capire quanto siamo affidabili e quanto la nostra pagina sia il luogo giusto dove riunirsi davanti a un caffè per parlarne.
Ma cosa succede quando il pubblico non ci conosce in profondità o ci vede solo come uno fra mille?
È semplice: dobbiamo farci notare! Scopriamo come.

via GIPHY

Come dice il termine stesso follower building, l’obiettivo di questa attività è quello di costruire un gruppo di follower (possibilmente affezionati) sui nostri profili. La chiave di volta sta nel dialogare con gli utenti, mostrando loro le nostre qualità e i nostri punti di forza.
Per rendere tutto più semplice proviamo a dividere questa attività in due categorie.

Sponsorizzazioni

Attraverso le attività di sponsorizzazione possiamo scegliere il pubblico con cui ci interessa comunicare. Immaginatevi un arciere con l’arco e le sue frecce, che sceglie con calma il bersaglio e colpisce chi vuole, in modo mirato e preciso. Sponsorizzando i post e i contenuti possiamo arrivare a comunicare agli utenti i nostri valori, i nostri prodotti e i temi intorno ai quali vogliamo instaurare una relazione con loro.

Crescita organica

La crescita dei follower è diversa quando non ci si affida alle sponsorizzazioni. Ci vuole un lavoro di ricerca più accurato che parta da una conoscenza del brand e degli elementi che possono far brillare gli occhi ai nuovi utenti. Qualità, customer service, messaggio condiviso dal brand, etc. Il follower building organico richiede sicuramente qualche abilità degna di Sherlock Holmes, per decifrare gli indizi e capire chi sono gli utenti che più facilmente potranno diventare dei follower affezionati. Come fare?

  1. Rispondere sempre ai commenti: all’ utente che pone una domanda o a colui che inciampa in uno dei nostri post per pura casualità, bisogna riservare il trattamento da star. Cerchiamo di essere sempre disponibili e rispondere ai commenti più svariati;
  2. Osservare chi interagisce con il nostro profilo anche in maniera più “discreta”, per esempio mettendo like o taggandoci in un post dove vengono citati i nostri prodotti o servizi. Sarà felicissimo di essere stato notato e di ricevere degli apprezzamenti o domande da parte nostra;
  3. Se usa il vostro hashtag è da sposare: non esitiamo a commentare e a mettere like. Infatti, usando il nostro hashtag, soprattutto se molto specifico, dimostrerà di seguirci o al contrario sarà un buon metodo per il brand per scoprire chi potrebbe diventare un follower più affezionato;
  4. Abbiamo sentito dire condivisione? Ebbene sì! Tutti i contest o le challenge che richiedono agli utenti di re-condividere un proprio contenuto, sono un ottimo modo per farsi conoscere da chi non seguiva la nostra pagina.

Il consiglio che fa la differenza: al follower piace essere ascoltato, coccolato e notato. Per queste ragioni quando atterra sul nostro profilo, dovrebbe trovare facilmente le informazioni che cerca. Noterà subito come sono le risposte agli altri utenti, il linguaggio che utilizziamo e la nostra disponibilità. Per questa ragione un buon Customer Relationship Management (CRM) è sempre un’ottima strategia per costruire le relazioni con i follower.

E voi, applicate già il follower building sui vostri profili?

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