50 milioni di visualizzazioni: il benessere intimo rompe il silenzio

Nel mondo della cura personale, l’igiene intima resta una categoria particolare. Non vive solo nel territorio del beauty, né solo in quello dell’igiene: si muove ancora vicino alla salute, alla protezione e alla rassicurazione.

È una categoria fatta di gesti quotidiani, ma anche di domande non sempre esplicite, di attenzione al corpo, di ricerca di sicurezza e di bisogno di sentirsi “a posto”.

Per questo parlare di igiene intima oggi significa andare oltre la semplice promessa di pulito. Le persone cercano prodotti delicati, sicuri, facili da usare, ma anche capaci di dare una sensazione immediata di freschezza e benessere.

La sensorialità non è un dettaglio secondario: in questa categoria diventa una conferma concreta dell’efficacia percepita. La freschezza, per esempio, non comunica solo piacevolezza; diventa una prova di pulizia, comfort e protezione.

Il punto più interessante è che il vissuto dell’igiene intima resta ancora prudente. Molte persone si avvicinano alla categoria con un atteggiamento attento, quasi difensivo: cercano regole, consigli, conferme, spesso anche il parere di figure esperte.

Allo stesso tempo, però, cresce un approccio più attivo e consapevole. L’igiene intima non viene più percepita soltanto come risposta a un problema, ma come parte di un progetto più ampio di benessere personale.

Da qui emergono bisogni molto concreti: sentirsi fresche durante la giornata, scegliere prodotti rispettosi del pH, prevenire fastidi e irritazioni, avere soluzioni pratiche anche fuori casa, riconoscere ingredienti non invasivi e percepire il prodotto come delicato ma efficace. Sono bisogni semplici, ma non banali. Raccontano una categoria in cui la fiducia nasce dalla chiarezza.

In questo scenario, Intima+ si inserisce in un territorio di benessere quotidiano, con prodotti pensati per detergere, proteggere e rassicurare. Ma il punto non è parlare troppo del brand: il tema più rilevante è capire come una categoria ancora sensibile possa essere raccontata in modo più utile, vicino e naturale.

TikTok offre una lettura interessante. Negli ultimi sei mesi la conversazione sull’igiene intima è molto attiva: oltre 4.000 contenuti organici e 50 milioni di view raccontano un interesse reale verso il tema.

Questo significa che la domanda esiste.

Dall’analisi emerge anche che i contenuti più efficaci non sono quelli che si limitano a mostrare il prodotto, ma funzionano meglio i format che partono da una domanda concreta: quale detergente usare ogni giorno, come scegliere in base al bisogno, cosa significa rispettare il pH, quando serve una soluzione più fresca, come gestire l’igiene fuori casa.

In questi casi, il prodotto entra nella conversazione come risposta, non come messaggio promozionale isolato.
La normalizzazione è anch’essa una leva centrale.

L’igiene intima è un tema personale, che ha bisogno di contenuti semplici, informativi e non imbarazzati. 

La categoria può muoversi lungo quattro territori:
– il benessere, legato a salute e competenza; 
– la cura, legata alla prevenzione;
– l’armonia, legata alla serenità del rapporto con il proprio corpo; 
– la dimensione più libera e sensoriale, dove freschezza e comfort diventano parte dell’esperienza.

Il valore sta nel tenere insieme questi livelli senza forzare troppo il racconto.
Nel benessere intimo, oggi, la rilevanza si costruisce così: non alzando il tono, ma abbassando la distanza.

Parlare con naturalezza di freschezza, protezione, delicatezza e sicurezza significa aiutare le persone a vivere un gesto quotidiano con più consapevolezza e meno esitazione.

Gli snack salati come piccoli momenti di felicità quotidiana

Nel mondo dello snacking salato, di cui abbiamo già parlato nel nostro precedente articolo, Citterio presidia un territorio ampio e riconoscibile: quello della pausa gustosa e familiare.
I prodotti analizzati, Gli Irresistibili, Uno Due Tris salumi e Uno Due Tris merenda, raccontano tre modi diversi di vivere lo snack: il piacere immediato, la praticità del mini-pasto e il ricordo della merenda scolastica.

La forza comune è quella della marca: storica, riconoscibile, legata a sapore, genuinità e provenienza. Ma ogni prodotto interpreta questa promessa in modo diverso, rispondendo a bisogni specifici della categoria snack.


Gli Irresistibili: la tentazione salata

Gli Irresistibili lavorano sul territorio dell’indulgenza e del piacere. Stick di prosciutto crudo e salame BBQ uniscono praticità, gusto intenso, italianità, contenuto proteico e assenza di glutine e derivati del latte.
Il loro potenziale narrativo è già nel nome: “Irresistibili” richiama impulso, assaggio, desiderio.
Non è uno snack da spiegare troppo, ma da far vedere e provare.
Il racconto più efficace può quindi concentrarsi sul morso, sulla reazione spontanea, sulla voglia di concedersi una pausa salata diversa dal solito.

Uno Due Tris: praticità e memoria

Uno Due Tris salumi porta in formato snack un gesto molto italiano: pane, salume e formaggio. È una soluzione veloce, comoda e riconoscibile, pensata per chi cerca una pausa pronta ma comunque gustosa.

Uno Due Tris merenda, invece, aggiunge una dimensione più emotiva. È una merenda completa, associata al mondo della scuola, dell’infanzia e dell’intervallo. Proprio qui emerge uno degli aspetti più interessanti dell’analisi TikTok: il prodotto non viene ricordato solo per il gusto, ma per il momento di vita che rappresenta.

L’analisi TikTok sugli snack Citterio raccoglie centinaia di commenti, che mostrano una conversazione attiva e ricca di significati. Gli utenti non si limitano a reagire al prodotto, ma lo collegano a ricordi, preferenze, confronti e desideri di acquisto.

TikTok: i commenti raccontano desiderio e nostalgia

Uno Due Tris emerge come una merenda fortemente legata alla nostalgia scolastica. Il gusto salame viene citato come il più iconico e riconoscibile, mentre il tacchino genera sorpresa e curiosità perché meno presente nella memoria collettiva. Alcuni commenti raccontano inoltre il prodotto come una merenda “speciale”, quasi premium, ricordata come qualcosa che non tutti avevano sempre a disposizione.

Questa conversazione conferma che gli snack Citterio non attivano solo un bisogno funzionale, ma anche un immaginario emotivo: il piacere di ritrovare un gusto, il ricordo dell’intervallo, la curiosità verso una variante, il confronto con altri prodotti della stessa categoria.

Gli snack Citterio hanno un potenziale distintivo perché uniscono praticità, gusto e memoria.
Gli Irresistibili possono rafforzare il territorio della tentazione salata e del piacere immediato;
Uno Due Tris salumi può presidiare la pausa comoda e gustosa;
Uno Due Tris merenda può valorizzare il legame emotivo con la scuola e l’infanzia.

La sfida è trasformare questi segnali in un racconto più netto, più orientato alle reazioni e meno centrato solo sul prodotto.

200 milioni di visualizzazioni: l’haircare vuole prove, non promesse

La cura dei capelli sta cambiando linguaggio, oggi non riguarda più soltanto l’estetica della chioma, il colore o la piega finale. Sempre più spesso parla di salute, struttura, forza, luminosità e protezione. I capelli vengono trattati come una parte del corpo da ascoltare, capire e accompagnare con routine specifiche, quasi come accade nella skincare.

In questo scenario, il risultato resta importante, ma non basta più prometterlo. Le persone vogliono capire come arrivarci: quali passaggi seguire, in che ordine usare i prodotti, quale beneficio aspettarsi, come riconoscere un miglioramento reale. Il contenuto più efficace non mostra solo il “dopo”, ma rende leggibile il percorso.

Le tendenze della cura capelli lo confermano. Crescono l’attenzione per capelli lucidissimi ed effetto specchio, la ricerca di prodotti riparatori, i trattamenti per il cuoio capelluto, le formule multifunzione, le soluzioni disciplinanti e le routine personalizzate in base agli obiettivi. Il capello non è più solo da abbellire: è da rinforzare, proteggere, nutrire, valorizzare nella sua identità.

È qui che il territorio della riparazione e della luminosità diventa particolarmente interessante. Prodotti come Laminplex intercettano un bisogno molto attuale: ottenere un risultato visibile e quasi professionale, ma dentro una routine domestica, accessibile e replicabile. Il tema non è soltanto “capelli più belli”, ma capelli che appaiono più curati, più forti, più ordinati, più vicini all’immagine che la persona vuole dare di sé.

Vitalcare entra in questo contesto con un potenziale chiaro, ma il punto più rilevante non è insistere sul brand. Il vero tema è il modo in cui la categoria haircare può trasformare una promessa tecnica in un’esperienza comprensibile. Perché quando si parla di capelli danneggiati, spenti o difficili da gestire, le persone cercano soluzioni, ma anche prove.

TikTok mostra bene questa dinamica.

La categoria dei capelli rinforzati registra oltre 7.000 contenuti UGC e più di 200 milioni di view organiche in sei mesi: numeri che indicano quanto la cura capelli sia diventata un territorio ad alta conversazione. Non si tratta solo di mostrare prodotti, ma di spiegare percorsi, errori, trasformazioni e risultati.

I format più efficaci nella categoria sono quelli che rendono visibile il processo. Il prima/dopo funziona, ma funziona ancora meglio quando viene accompagnato da una spiegazione: perché il capello è danneggiato, quale prodotto usare, come applicarlo, cosa cambia dopo alcuni passaggi. Il glow up capelli, quando è raccontato step by step, diventa utile e aspirazionale allo stesso tempo.

Anche la voce dell’esperto ha un ruolo forte. Una parrucchiera, un dottore specializzato, una creator verticale può trasformare una recensione in un consiglio pratico. In una categoria dove il risultato è visivo, ma la scelta è spesso complessa, la mediazione di chi spiega diventa una leva di fiducia.

Per questo la comunicazione haircare oggi dovrebbe spostarsi da una logica puramente descrittiva a una logica di percorso. Non basta dire che un prodotto ripara, illumina o rinforza. Serve mostrarlo e dimostrarlo.

Nel mercato haircare, la desiderabilità nasce sempre più dalla possibilità di vedere e replicare. Le persone vogliono immaginare il risultato su di sé, ma anche capire come ottenerlo. E i brand che riescono a trasformare il risultato in un percorso semplice da seguire hanno più possibilità di entrare davvero nelle routine delle persone.

Gamification sui Social Media

Catturare l’attenzione degli utenti è sempre più difficile dati i numerosi e continui stimoli a cui tutti veniamo sottoposti. Una strategia efficace per migliorare la user experience e aumentare l’engagement è la Gamification sui Social Media, ovvero l’applicazione di elementi tipici dei giochi in contesti non ludici al fine di motivare l’interazione, rendendo le esperienze degli utenti più divertenti e coinvolgenti.

Cos’è la Gamification?

La gamification è un approccio che utilizza principi, meccaniche e dinamiche tipiche dei giochi per coinvolgere le persone e influenzarne i comportamenti in contesti non prettamente ludici. Questo può includere l’assegnazione di punti, badge, classifiche, sfide e premi per incoraggiare determinate azioni o comportamenti.

Come Funziona la Gamifacation sui Social Media?

Sulle piattaforme di social media la gamification può essere implementata in vari modi per incentivare l’interazione e la partecipazione degli utenti:

Badge e Riconoscimenti: si possono utilizzare badge e riconoscimenti per premiare gli utenti che compiono determinate azioni, come ad esempio la frequenza di utilizzo dell’app. Su Facebook attraverso l’uso di badge si possono segnalare gli utenti più attivi all’interno dei gruppi o delle pagine. I badge fungono da incentivo per continuare a utilizzare la piattaforma e per condividere le proprie attività con gli amici.

Punti e Livelli: alcuni social media, come Reddit, utilizzano un sistema di punti e livelli basato sulle interazioni degli utenti con i contenuti. Ad esempio, gli utenti possono guadagnare punti tramite like ai post e salire di livello sulla piattaforma in base alla quantità e alla qualità delle loro interazioni.


Sfide e Concorsi: le sfide e i concorsi sono un modo popolare per coinvolgere gli utenti e stimolare la creatività sui social media. Piattaforme come Instagram e TikTok spesso ospitano hashtag challenge in cui gli utenti sono incoraggiati a creare contenuti correlati a un tema specifico e condividere i loro contributi con la community. Queste sfide possono generare un’enorme partecipazione e coinvolgimento da parte degli utenti, aumentando la visibilità della piattaforma e dei contenuti generati dagli utenti stessi.

Progressi e Obiettivi: molte piattaforme di social media includono funzionalità che consentono agli utenti di impostare e monitorare i propri progressi e obiettivi personali. Ad esempio, su LinkedIn, gli utenti possono completare il proprio profilo, acquisire competenze e connettersi con altre persone per raggiungere determinati traguardi professionali. Questo processo di progressione fornisce un incentivo tangibile per gli utenti motivandoli a rimanere attivi sulla piattaforma.

Brand che hanno utilizzato con successo la Gamification sui Social Media

Ecco un paio di esempi di aziende che utilizzato con successo la gamification all’interno delle loro strategie di comunicazione.

Sony

Ha utilizzato la gamification per il lancio della PS5.

Il pay off della campagna marketing Be the first recitava “Chi sarà il primo a vincere la Console PlayStation 5? Un caveau inespugnabile. Una corsa contro il tempo. E 5 enigmi da risolvere.”

È stato realizzato un sito dedicato a una caccia al tesoro dove inserire le soluzioni ai 5 enigmi proposti. In palio per il primo utente in grado di fornire le soluzioni corrette l’ingresso dentro il caveau che conteneva una Playstation 5 con tutti gli accessori. Per tutti gli altri una lotteria ad estrazione.

Nel sito e negli account Instagram e Facebook Sony e delle società coinvolte (hanno collaborato siti di settore e rivenditori come MediaWorld, UniEuro, EveryEye e Multiplayer) sono stati pubblicati gli enigmi da risolvere durante la caccia al tesoro, rilasciando via via i quesiti nelle settimane antecedenti al lancio della console.

Un campagna che ha ben utilizzato la gamification nei social media attraverso il classico gioco della caccia al tesoro, sfruttando la leva della ricompensa (reward principale la vincita immediata e reward secondario l’estrazione tra tutti i partecipanti.

La scelta di veicolare i contenuti nel tempo attraverso i social media ha fidalizzato gli utenti, che avevano tutto l’interesse a tornare sulle pagine social per procedere nelle tappe del gioco aumentando al contempo la brand awarennes.

Il count down ha tenuto l’attenzione viva sul lancio della nuova PS5.

Sephora

Sephora Beauty Insider è un programma che consente ai clienti di accumulare punti che possono essere riscattati per ottenere una serie di premi, tra cui prodotti esclusivi, campioni ed esperienze di bellezza.

I clienti iniziano con il livello Insider e possono passare allo status VIB (Very Important Beauty Insider) o Rouge in base alla loro spesa annuale. Ogni livello offre vantaggi crescenti.

Il programma Beauty Insider di Sephora incoraggia i clienti a impegnarsi con il marchio, a ripetere gli acquisti e a partecipare attivamente alla comunità di Sephora sui social media, facendo crescere la fidelizzazione e creando un forte legame tra i clienti e il marchio Sephora.

Gamification sui social media
Fonte Sephora.com

Sephora organizza anche sfide online e giochi interattivi su piattaforme come Instagram e TikTok, incoraggiando i clienti a creare i propri contenuti di bellezza per mostrare le proprie abilità nel trucco.

I vantaggi dell’utilizzo della gamification sui social media

La gamification sui social media può essere una strategia vincente per coinvolgere gli utenti. Integrando elementi tipici dei giochi all’interno delle piattaforme, i brand possono:

  • Stimolare l’interazione
  • Aumentare l’engagement
  • Migliorare l’user experience
  • Rendere l’utente protagonista
  • Fidelizzare gli utenti
  • Incrementare la brand awareness

Vuoi implementare la gamification nella tua strategia di marketing? Contattaci!

Strategie Instagram per brand food: una semplice guida per contenuti wow

Quante volte, scorrendo il feed di Instagram, ci siamo imbattuti in contenuti food da far venire l’acquolina in bocca? Può sembrar facile realizzare foto o video capaci di fermare lo scroll dell’utente, ma non è proprio così. In questo articolo vi sveliamo, in modo semplice, come costruire efficaci strategie Instagram per un brand food 😉 

Strategie Instagram per un brand food: tips utili

Al giorno d’oggi, Instagram è una piattaforma piena zeppa di contenuti di qualsiasi entità e diventa dunque difficile farsi notare dagli utenti. Diventa ancora più complicato quando il nostro brand fa parte del settore food, un mondo assai competitivo anche sui social media.

E allora, come possiamo farci notare e costruire una strategia Instagram davvero vincente?

Partiamo dalle basi

Le prime cose da chiedersi sono 3:

  • Qual è il target di riferimento?
  • Quali sono i contenuti più amati dall’algoritmo della piattaforma?
  • E i trend più seguiti?

Una volta risposto a queste semplici domande, possiamo iniziare a costruire un piano d’attacco.

⚠ Ricordate: i contenuti Instagram devono raccontare i prodotti del brand, non essere semplicemente mostrati.

Foto e video dall’effetto wow, ma non solo!

Come sappiamo, su Instagram si comunica tramite foto o video (detti Reels), a cui è possibile aggiungere del testo e/o scrivere una didascalia di accompagnamento.

Ecco 4 tips utili per strategie di brand food:

 

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  • Tra i contenuti più popolari su Instagram per i brand food, ci sono certamente le ricette. Per la vostra community è utile far vedere come utilizzare al meglio i prodotti offerti. Date spazio alla fantasia e proponete al target dei piatti gustosi preparati con il vostro delizioso prodotto. E ricordate: rendetelo protagonista, ma unico! Qui, ad esempio, abbiamo realizzato una video ricetta con Tonno Nostromo Apri Gira Facile, semplice ma al tempo stesso invitante.

 

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  • Quando parliamo di ricette, il set deve essere curato nei minimi dettagli, ma non troppo impostato in stile set fotografico. In altre parole, è necessario che gli utenti percepiscano il contenuto come reale, casalingo, di facile riproduzione. Può risultare utile contornare il piatto da classici strumenti da cucina impiegati per la realizzazione della ricetta. È vero, sembra super complicato produrre un contenuto realistico, ma perfetto; non preoccupatevi, noi abbiamo esperienza in questo 😉  
  • Date un’occhiata ai trend del momento. Ad esempio, per il settore food, sui social media sono molto apprezzati i video “ASMR”, capaci di donare una sensazione di rilassamento grazie al solo rumore degli strumenti utilizzati per cucinare.

Creator e foodblogger per strategie Instagram vincenti

La chiave per i social media è: collaborare.

Instagram non è popolato solo da utenti passivi che scrollano contenuti, ma anche (e soprattutto!) da persone che li creano. Tra questi, ci sono i creator, utenti che creano contenuti originali e accattivanti per brand e aziende.

Perché collaborare con loro? 3 motivi:

  1. Sono professionisti del settore, dunque sanno come trattare il prodotto
  2. L’idea creativa parte proprio da loro. Ciò consente di proporre contenuti sempre nuovi e mostrare il prodotto sotto diversi punti di vista
  3. I creatori conoscono i trend del momento e li sfruttano per aumentare le possibilità che il contenuto vada virale.

Sapete qual è la vera sfida? Scegliere le persone giuste. Noi di IAKI abbiamo scelto (e scegliamo!) i creator food migliori:

  1. Qui per Fattoria Scaldasole
  2. E qui per Tonno Nostromo.

Può sembrare facile creare strategie Instagram per brand food e incontrare gli interessi del target, ma ci vuole attenzione, passione e esperienza.

Qui vi raccontiamo la nostra social media strategy per Monari Federzoni e Bongiorno Vinegardrink.

Se siete alla ricerca di un’agenzia esperta per costruire strategie Instagram per brand food, contattateci! 

 

 

Social media marketing efficace: come usare (bene) i Reel

Premessa

Perché questo articolo?
La crescente domanda di short video fa sì che i reel diventino sempre di più uno strumento fondamentale per chi si occupa di social media marketing. Instagram inoltre rilascia costantemente nuove funzionalità e aggiornamenti. Non si è mai abbastanza aggiornati, motivo per cui è il momento di fare un recap. 

L’interesse crescente per i reel è un loop: cresce l’interesse per gli short video, Meta li premia con l’algoritmo, questi guadagnano più visibilità, vengono fruiti di più e così via.

I reel possono essere il luogo ideale dei brand per esprimersi con maggiore creatività e divertimento; creare narrazioni avvincenti che suscitino entusiasmo e coinvolgimento.

Secondo Instagram:

“oltre il 45% degli account interagisce con un Reel nell’app almeno una volta alla settimana”

6 indicazioni per creare Instagram Reel

Veniamo a noi, abbiamo raccolto una serie di consigli utili per fare un buon social media marketing con focus sui Reel: 

Nail the hook

Metti in evidenza il brand nei primi secondi dei reel. Se l’obiettivo è la conversione, mostrare il vostro prodotto o servizio in azione potrebbe essere un’idea vincente

Sperimentare con le transitions 

Soprattutto grazie all’effetto TikTok, la creatività è diventata fondamentale nei video di breve durata. Il nostro consiglio è di sperimentare quanto più possibile per due motivi: da una parte intrattenere gli utenti e dall’altra mostrare la personalità del brand. Non sai da dove cominciare? Studia i competitor, ma non solo, altri brand, creator, profili che tu stessə segui e chiediti cosa ti piace e perché ti interessa.

Salvare un audio

Trovi un audio super interessante in un altro reel che ti stuzzica? Salvalo e lascialo da parte. Quando vai a pensare i contenuti per il PED, perché non partire proprio da quell’audio di tendenza salvato? Potrebbe nascere una bella intuizione.

Azzeccare il ritmo!

La musica gioca un ruolo fondamentale nel formato reel, di cui infatti oltre l’80% viene visualizzato con l’audio attivo (a differenza delle igs). Ma ti immagini un video con una canzone che non c’entra niente, fuori ritmo? L’interesse cala drasticamente. Sincronizzare i contenuti con la musica può giocare un ruolo chiave nelle tue campagne Instagram facendo sì che il reel abbia delle elevate prestazioni.

Collaborare 🤝

Chi meglio di un (bravo/a) creator sa come realizzare un reel efficace? Associarsi a “volti” di questo tipo, può essere un modo molto strategico di attingere a un bacino di creatività altrimenti inesplorato. 

La creatività non è per tutti, ma per fortuna c’è chi può farlo per te. Basta trovare il creator giusto! Se non sai da dove cominciare, ci siamo noi a supportarti. Affidarsi a un’agenzia di social media marketing competente è sempre una buona scelta. 

I consigli degli esperti

È utile anche seguire gli “addetti ai lavori” per capire le tendenze della piattaforma.
Tra i consigli più importanti condivisi recentemente d Instagram, uno forse ti sorprenderà. A differenza di quello che spesso è stato al centro dei consigli in passato, il feed personale di instagram non è più così importante. O meglio, esteticamente importa solo al proprietario, non inficia sulle performance dei post. Gli utenti che interagiscono con il tuo post, quasi sempre lo vedono dalla home e non dal tuo profilo. Quindi meglio concentrare le risorse sulla qualità del contenuto singolo e non della griglia.

Se invece per il tuo brand è fondamentale l’estetica del feed, ti suggeriamo un trucchetto: quando crei un reel, prepara una foto cover che sia uniforme all’interno del profilo. In questo modo potrai pubblicare il reel non solo nella sezione apposita ma anche come contenuto nel grid senza rovinarne l’armonia estetica.

Tips & Tricks 

E infine una serie di spunti da ricreare con il tuo brand che possono aiutarti a sbloccare la creatività:

Questo o Quello?

Metti a confronto due prodotti o servizi e chiedi agli utenti di votare quello che preferiscono. In questo modo stimolerai le interazioni

 

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Visual identity

Fai in modo che i tuoi video abbiano qualcosa di riconoscibile, un colore, uno sfondo, un particolare. In questo modo rafforzerai la tua identità visiva

Brand all’opera

Mostra il tuo prodotto o servizio all’opera, nella quotidianità. Questo avvicinerà l’utente alla marca, accorciando le distanze

 

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Via Beyou

Behind-the-scenes

Mostrare il dietro le quinte della tua attività è un ottimo modo per dimostrare autenticità.

Ad esempio, “com’è fatto” per mostrare l’attività produttiva. Oppure, hai un piccolo brand e impacchettare i prodotti occupa molto tempo? No problem, sfrutta quel tempo per creare un reel “pack an order with me”. Mostra ai tuoi follower come ti dedichi a loro, si sentiranno più vicini.

 

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Il punto vendita

I tuoi prodotti sono venduti in uno store? Non te lo dimenticare! Non hai uno store ma hai un laboratorio? Va bene lo stesso. Mostralo, ma fallo in modo originale. Qui sotto un esempio 

Via instagramforbusiness

Contenuti evergreen

A volte può essere utile puntare su contenuti reel che siano sempre utili e rilevanti per il brand e per la community, ad esempio “FAQ”, storia del brand, “how-to”, o contenuti divertenti sempre validi 

 

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Via miscusi.family

Conclusioni

Ecco qui! Ora hai tutti gli strumenti per conoscere al meglio l’uso dei reel nelle tue campagne Instagram e qualche spunto in più da mettere subito in pratica. Il social media marketing non è sempre facile, e soprattutto richiede molto tempo. 

Iaki è a tua disposizione per aiutarti a realizzare una strategia di crescita! Parliamone qui  

Una strategia social media marketing vincente? Falli ridere!

Quando si crea una strategia di social media marketing, si pensa sempre a cercare di realizzare contenuti che siano memorabili, ma non sempre si riesce. I contenuti possono sembrare troppo autoreferenziali, poco accattivanti o semplicemente noiosi. Per riuscire nell’impresa, una strategia spesso utilizzata è quella dell’ironia o ancora meglio dell’inside joke. Si tratta di un’ironia con riferimenti specifici alla propria brand community e che, per questo, può essere maggiormente impattante su di essa.

Pensaci, quali sono le pubblicità che ricordi di più? E perché proprio quelle che ti hanno fatto ridere? Se fai ridere i tuoi follower, c’è più possibilità che il tuo brand venga ricordato.

Fare inside joke (senza sembrare banali)

1. Be yourself

Il successo di strategie social media marketing impattanti e funzionali, è dovuto alla comprensione che l’autenticità è ciò che regna sui social media oggigiorno. Il che significa spostare il focus dalle vendite alla creazione di contenuti divertenti e stimolanti con cui il proprio pubblico entri in risonanza e interagisca.

Associare il proprio brand ad un “volto umano” migliorerà quindi la percezione del pubblico e permetterà di diffondere contenuti interessanti senza che vengano associati a quella fastidiosa sensazione di interruzione, ccome spesso accade.

2. Crea un legame con il pubblico

Il legame con il cliente è fondamentale per il successo di un’impattante strategia social media, in particolare per i consumatori ambiti come i millennial e i membri della genZ. Competenza e qualità non sono più sufficienti. Sfortunatamente, capita anche alle aziende con prodotti eccezionali di dover lottare per assicurarsi delle vendite, se i consumatori non sono in grado di identificare o connettersi al messaggio del brand.

3. Punta sulla tua brand community

L’ironia è ancora più efficace se si evolve in inside joke, traendo direttamente ispirazione dalla propria community e da situazioni concrete che riguardano il brand. Di inside joke nel social media marketing ne sa qualcosa Ryanair, che ha preso le abitudini, i commenti positivi e soprattuto negativi dei propri clienti e li ha usati come ispirazione per la creazione dei propri contenuti social.

@ryanair_it

bentornati a bordo ✈️ #ryanairitalia #ryanair

♬ gford._ gets no maidens – $avøry-$adisticpai

4. Non finisce qui…

Per rafforzare maggiormente il legame creato con la tua community, è meglio comunicare con il loro stesso tone of voice. Anche nell’interazione quotidiana nei commenti, fa la differenza rispondere in modo accattivante alla community, saperla sorprendere e coinvolgere. Non basta pubblicare un contenuto divertente, bisogna sostenerlo e aggiungere valore al proprio messaggio, dando spazio al contributo della community, che non potrà che fidelizzarsi sempre di più al brand!

5. In conclusione: se li fai ridere non si dimenticheranno facilmente di te

Le sensazioni positive si imprimono nella memoria. Un contenuto davvero divertente non fa solo ridere, ma lascia un’impressione indelebile, collegando così il brand alle emozioni positive. Se vuoi iniziare a strutturare un’efficace strategia di social media marketing per il tuo brand, sei nel posto giusto. Parliamone!

Campagne Facebook e Instagram, novità in casa Meta: Advantage+ Shopping

A marzo 2022 Meta ha lanciato Advantage+, un gruppo di prodotti che utilizza l’apprendimento automatico per rendere la vita degli inserzionisti più semplice. Il pacchetto automatizza la creazione di campagne pubblicitarie a 360°, dal budget alle offerte, dagli annunci alle creatività.
Più recentemente, il 15 agosto 2022, Meta ha introdotto le campagne Facebook e Instagram Advantage+ Shopping, ovvero campagne shopping automatizzate.

Quali vantaggi comporta Advantage+ Shopping nelle campagne Facebook?

Se prima gli inserzionisti dovevano testare manualmente diversi elementi come budget, creatività e pubblico per trovare la combinazione migliore adesso, ora le campagne Facebook con Advantage+ Shopping fanno tutto in automatico grazie all’intelligenza artificiale.

Pensate per chi si occupa di social media marketing, le campagne Advantage+ Shopping velocizzano il processo di creazione degli annunci e creano un massimo di 150 combinazioni creative alla volta.

Vediamo i benefici delle campagne Advantage+ Shopping nello specifico:

  1. Semplificano e velocizzano la costruzione della campagna
  2. Usano l’intelligenza artificiale per creare combinazioni di annunci che possano raggiungere determinati obiettivi
  3. Suggeriscono e recuperano elementi che hanno funzionato bene nelle campagne precedenti
  4. Ottimizzano i risultati in base alle preferenze dei singoli consumatori

Le campagne Advantage+ Shopping sono vantaggiose anche per i brand, vediamo perché:

Parliamo di budget, con le campagne Advantage+ Shopping si può creare un segmento di pubblico già esistente e allocarvi un budget massimo. Meta ha riscontrato che il costo per conversione delle campagne Advantage+ Shopping è inferiore del 12% rispetto alle campagne tradizionali.

I costi di acquisizione si vanno ad abbattere drasticamente grazie all’automazione delle campagne e si va ad aumentare il ROAS.

E i nuovi pubblici delle Campagne Facebook?

Si possono esplorare nuovi pubblici che non pensavamo fossero adatti ai nostri tipi di annunci, con la personalizzazione data dall’intelligenza artificiale è più facile e più veloce escludere diversi target.
In più, il pubblico viene colpito in maniera più diretta poiché gli viene mostrato un annuncio personalizzato al 100% in base ai suoi interessi. Anche le immagini e i testi vengono adattati in base al posizionamento.

Negli Stati Uniti le campagne Advantage+ Shopping prevedono la possibilità di aggiungere un negozio come destinazione per le campagne di acquisto Advantage+. Grazie all’intelligenza artificiale Meta sarà in grado di indirizzare le persone direttamente sul sito web del rivenditore o sull’inserzione a seconda di quale è più probabile che converta.

Essendo una novità in casa Meta i risultati sono ancora pochi ma già molto incoraggianti! E voi, siete pronti per avventurarvi in questo nuovo social media marketing? Parliamone insieme.

 

Social media marketing inclusivo: guida al Pride Month

Giugno lo sappiamo è il Pride Month e noi non perdiamo l’occasione per fare una riflessione sul social media marketing… inclusivo. I consumatori sono sempre più sensibili a messaggi pubblicitari diversi dagli standard e ai marchi che facciano delle responsabilità sociali ed etiche il loro modus operandi, senza considerarla una moda, ma un vero sentimento diffuso e impossibile da ignorare.

Cos’è il social media marketing inclusivo?

Grazie al social media marketing inclusivo si mira a modificare la comunicazione social verso un linguaggio più naturale e autentico, non indirizzato ad un solo target di riferimento.

Il lato demografico viene affiancato alle differenze di reddito, di genere, di orientamento sessuale e religioso, di etnia  e cultura, racchiudendole tutte in un’unica strategia di comunicazione.

Impossibile fornire una definizione univoca più in generale di marketing inclusivo: un insieme di strategie e di contenuti che riguarda non solo le singole campagne pubblicitarie o i singoli messaggi, ma che a volte ridefinisce anche il social media marketing del marchio stesso.

Un vero e proprio rebranding, che permette di parlare ai consumatori includendoli nella propria visione, nei propri valori e in un’immagine che li rispecchi.

Brand: come possono adottare la comunicazione inclusiva in modo efficace?

Puntare sull’autenticità è la chiave. Per rendere inclusivo il social media marketing, occorre rispettare i valori del brand.
Ma prima di tutto occorre conoscere a pieno il proprio mercato.

Ad esempio, lanciare una campagna advertising, partendo da un argomento etico di forte attualità ma che non corrisponde alla reale identità di ciò che costantemente trasmette quel determinato  brand , non porterà al raggiungimento di alcun obiettivo.

Per promuovere la diversità occorre andare oltre il proprio target ideale, in modo da non far percepire come “irraggiungibile” il proprio prodotto da tutti gli altri.

Perseguire l’inclusività anziché l’esclusività. Questo riguarda il tono della comunicazione, la decisione di ribaltare gli stereotipi creando una cultura anche visiva che rappresenti le differenze.

Giugno, mese del Pride = social media marketing inclusivo?

Come ogni anno, Giugno porterà migliaia di aziende a cambiare il loro logo sui profili social, adottando temporaneamente i colori dell’arcobaleno. Ma quante fra queste mettono in campo davvero delle iniziative concrete? Pochissime.

Tale azione prende il nome di Rainbow washing.

Recentemente però, gli utenti sono sempre più interessati a scoprire cosa si cela dietro quel cambio logo e quali azioni sono state realmente attutate dal brand.

Le bandiere multicolore non bastano: è necessario che il linguaggio, la comunicazione, il marketing e l’etica aziendale si incontrino nello stesso punto.

Inclusione non significa solo diversità

Il 70% della Generazione Zeta  preferisce un marchio che dimostri inclusione e rispetto delle differenze, perché attraverso i suoi messaggi promozionali ha la possibilità di identificarsi in una delle molteplici facce della società.

Il social media marketing inclusivo segna l’inizio di un percorso virtuoso per i brand perché genera fiducia, fedeltà e passaparola positivo.

Come parlare di “Food” sui social? La nostra ricetta!

Comunicare il food sui canali social (e farlo in modo davvero efficace) non è così semplice come può sembrare.

Avete presente quelle foto di cibi che vedete sui social e che vi fanno subito venire l’acquolina? Ecco, realizzarle non è una passeggiata, come anche parlare di food sui social (e farlo bene).

La difficoltà principale risiede nel fatto che è un settore estremamente competitivo e in grande espansione; non basta comunicare il prodotto, la differenza tra un brand che si limita a presentare il prodotto e uno che lo racconta è abissale!

Raccontare un prodotto, infatti, significa trasmettere con i contenuti la filosofia del brand stesso, i principi solidi che incarna.

La fruizione dei contenuti non deve essere solo visiva; una bella foto sicuramente genera ottimi insight (like, commenti, condivisioni), ma uno storytelling creato ad hoc ha come obiettivo quello di suscitare emozioni e di “imprimere” il ToV personale del brand nella mente del consumatore.
Un obiettivo decisamente più a lungo termine di una foto #foodporn.

D’altronde a cosa servono numeri importanti se poi il consumatore non distingue un brand dall’altro?

Chi ben incomincia…

Come ogni strategia che si rispetti anche quella di un brand food parte dalla scelta del target; a chi ci rivolgiamo?
Calibrare il tone of voice della comunicazione permette di costruire lo storytelling più funzionale per la nostra audience.

… è a metà dell’opera

E poi? Dedicare una parte del filone editoriale alla comunicazione di prodotto e un’altra parte ad una comunicazione più “alta” che racconti i valori del brand.

Mentre la tipologia di contenuti product-centred deve invogliare i consumatori all’acquisto, la pubblicazione di post relativi ai core values deve trovare coerenza con i valori stessi del brand e, ovviamente, raccontarli.

Ad esempio, il rischio di greenwashing aumenta se il brand non ha mai manifestato un impegno attivo nel green e produce un effetto boomerang che si ripercuote sull’immagine del brand agli occhi dei consumatori.

Niente di peggio di partire con buone intenzioni e trovarsi a dover giustificare un’attività di comunicazione con una folla inferocita di potenziali consumatori.

Il food sui social: le nostre tips

Oltre alla valorizzazione della filosofia del brand è una buona pratica creare rubriche di consigli relativi ai prodotti comunicati.

Ricette, momenti di consumo, consigli sulla consumazione; il tutto guidato da uno storytelling convincente e coerente.

Chiedetevi sempre: per quale motivo un utente dovrebbe seguire la mia pagina? Quale valore porto con i miei contenuti?

Ciò che porta gli utenti a instaurare un rapporto di fiducia con un marchio è riconoscergli un valore aggiunto, un’utilità se non pratica quantomeno ispirazionale. Per questo motivo anche un approccio più verticale sui consigli legati a temi sociali come lo spreco alimentare e l’inquinamento sono molto apprezzati dagli utenti.

La nostra case

È il caso del nostro cliente Scaldasole, brand di yogurt e spremute, con il quale abbiamo concordato una strategia basata sia sulla comunicazione dei prodotti (peraltro non fine a sé stessa, ma che racconta un’occasione d’uso) sia sull’importanza del BIO.

Un filone editoriale, infatti, prevede contenuti video in cui si danno consigli ai consumatori su cosa significa essere green ed eventualmente come diventarlo.

In questo caso, approfittando di un RTM, abbiamo realizzato un “contenuto tips” per salvaguardare le api. Un argomento trasversale rispetto al food, ma che intercetta i principi di ecosostenibilità di Scaldasole.

Un altro aspetto fondamentale della comunicazione messa in atto su Scaldasole riguarda l’utilizzo di creator per la realizzazione di contenuti fotografici.

 

L’esternalizzazione della produzione dei contenuti è utile nella misura in cui si vuole ottenere un risultato di qualità grazie all’intervento di professionisti del settore.

L’obiettivo, inoltre, può essere duplice: un’eventuale pubblicazione dello stesso contenuto sul profilo del/la creator aumenta difatti la reach potenziale della foto, contribuendo a far conoscere il brand anche a nuovi utenti.

Per concludere

La comunicazione nel settore food ha quindi bisogno di molti accorgimenti, sia da un punto di vista di creazione dei contenuti che di racconto della filosofia del brand.

Il tutto, ovviamente, senza perdere di vista la bontà del prodotto: non scordiamoci che anche l’occhio vuole la sua parte!

Vuoi iniziare a comunicare il tuo brand di food in modo efficace? Noi siamo qui, contattaci!