Reverse marketing: quando il “parlar male di sé” può essere vantaggioso per la digital strategy

Ebbene sì… a volte screditarsi si rivela una scelta vincente per la propria digital strategy! Stiamo parlando del reverse marketing e di come questo possa totalmente ribaltare l’approccio dei brand nei confronti dei consumatori finali. 

Viviamo un’era in cui le persone hanno accesso a un’infinità di prodotti e a innumerevoli piattaforme di acquisto, ed è per questo che non sempre la pubblicità classica si rivela la decisione migliore. 

La chiave di volta sta nel cambiare prospettiva, approccio nella strategia digitale: non più convincere a comprare, ma generare curiosità verso il prodotto in modo anti convenzionale.

Come fare? 

Prendendo come riferimento la definizione del Dizionario Cambridge, il reverse marketing è: “un’attività volta a semplificare agli utenti la ricerca e la scelta dei prodotti, ad esempio attraverso la pubblicità generale piuttosto che con delle attività di marketing indirizzate a un particolare gruppo di possibili clienti”. 

In poche parole, il marketing inverso cercherà di instaurare con il consumatore un rapporto di fiducia, così che questo cercherà e selezionare il marchio di sua spontanea volontà. 

A volte posizionarsi in contrasto con il proprio brand e utilizzare un tono critico e polemico nei confronti dei propri prodotti può rivelarsi una scelta azzeccata.

Ed è qui che entra in gioco la psicologia inversa: quel meccanismo secondo cui si induce qualcuno a fare qualcosa fingendo di non volergli far attuare quella determinata azione. 

Funziona? Certo che sì! 

Secondo il principio della “reattanza psicologica”, gli esseri umani tendono a reagire in modo opposto quando gli viene proibito qualcosa; scatta così il desiderio di fare l’esatto contrario e i brand lo sfruttano a loro vantaggio.

C’è chi si è già cimentato nel marketing inverso? 

Sì, e il trend del #productregret ne è la prova. 

Di recente diversi beauty influencer hanno pubblicato sui loro canali social, TikTok e Instagram, dei video in cui recensivano in maniera negativa (e alquanto ironica) alcuni prodotti. Questo modo di comunicare insolito e creativo è riuscito a generare in poco tempo degli ottimi risultati, tanto da diventare virale! 

Dando uno sguardo al panorama italiano, un paio di mesi fa, anche @cliomakeup_official ha pubblicato un contenuto dal titolo “I prodotti Cliomakeup di cui mi sono pentita”.

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Clio (@cliomakeup_official)

’

Stava realmente parlando male dei suoi best seller? Ovviamente no! 

È un classico esempio di digital strategy basata sul marketing inverso: l’obiettivo è quello di presentare le caratteristiche vincenti degli articoli, ma con una vena ironica e polemica. L’uso di un linguaggio negativo, in riferimento alle caratteristiche positive dei prodotti, crea interesse nel consumatore che vorrà testare il prodotto per saperne di più. 

Il risultato finale è vincente e i numeri lo dimostrano! 

Che una comunicazione innovativa e non banale potesse aver successo e piacere agli utenti digital lo aveva già capito Takis nel 2018, anno in cui ha deciso di “conquistare” il Canada con una strategia di marketing disruptive. 

POV: 

  • Un mercato in cui i leader nel settore degli snack erano i Doritos.
  • Un target di utenza difficile da raggiungere.

STRATEGIA:

Avvalersi del reverse marketing e sfruttare i meccanismi di psicologia inversa per strutturare un lancio, online e offline, di impatto e assillante. 

Il risultato è stata una campagna in cui, al grido di “Don’t eat Takis” si invitavano le persone a non mangiare le famose patatine. Nel (falso) tentativo di scoraggiare gli acquisti e il following dei canali, subito dopo l’inizio della campagna, il brand ha reso la pagina Instagram @takiscanada privata. 

❗️SPOILER: è stato ottenuto l’effetto contrario. 

Infatti, confrontando i dati di mercato, Takis in Canada ha chiuso il 2018 con una percentuale di vendita superiore del +244% rispetto al 2017, diventando così il secondo snack più mangiato nel paese. 

Benché la finalità del marketing tradizionale e di quello inverso sia la stessa, ovvero vendere, la strategia è opposta: non convincere i consumatori a spendere sponsorizzando solo i lati positivi e catchy del prodotto, ma creare un interesse nei confronti del brand allontanandoli dall’idea di poter essere soltanto dei potenziali acquirenti. 

Vuoi iniziare a sviluppare una digital strategy sfruttando il reverse marketing? Strutturiamola insieme!

Per concludere: 

Con reverse marketing intendiamo l’insieme delle strategie di comunicazione che, sfruttando la psicologia inversa, rovesciano l’approccio tradizionale. Il fine rimane lo stesso, ovvero vendere, ma cambia l’approccio: non più convincere a comprare, ma generare curiosità verso il prodotto in modo anti convenzionale. 

 

 

La generazione cambia, la dichiarazione d’amore resta!

L’amore nasce, cresce e si trasforma così come le modalità per esprimerlo, che continuano a evolvere, di generazione in generazione.  

Prima dell’avvento dei social ci si dichiarava in maniera più “privata” attraverso le classiche lettere d’amore, oggi, invece, se non posti su Instagram con l’hashtag #couplegoals c’è il rischio che la tua dolce metà pensi che non l* ami abbastanza! 

Share the love: io e te 3mila like sotto il post

Una recente ricerca di TikTok ha rivelato che un terzo degli italiani pubblica dimostrazioni d’amore sui social media. Postare sui social contenuti sull’amore sembrerebbe far bene alla relazione: il 32% afferma infatti di apprezzare quando il proprio partner esprime il suo affetto online. 

Dalla letterina alla reaction tattica  💌  🤳

Sono ormai lontani i tempi di P.S. I love you con Holly e Gerry. Oggi siamo abituati a comunicare attraverso WhatsApp, emoji e gif e le dediche d’amore corrispondono a un like sotto a una foto o a una reaction su Instagram. Il video dei The Jackal riassume, in modo ironico, l’amore ai tempi dei social media, in uno sketch che prende spunto dall’originale dichiarazione d’amore del film Love Actually.

Single o in coppia, sotto a chi TikTokka

Tra le nuove modalità per esprimere il proprio amore c’è  “Il gioco delle coppie”, un duello TikTok di domande incalzanti e divertenti che invitano a scoprire di più sull’altro, attraverso il classico “quanto mi conosci?”

@rossweit Gioco di coppia🤣❤️ #couplegame #game #test #couplechallenge #challenge #perte #neiperte #coppia #funny #foryou #viral #goviral ♬ suono originale – Rossweit

Ma c’è un’altra forma di amore che si sta affermando attraverso i più attuali mezzi di comunicazione: quello per se stessi. Niente lacrime quindi o scene alla Bridget Jones, quest’anno via libera al #globinmode, ovvero la “modalità goblin”, ma con una rinnovata consapevolezza: l’accettazione di sé.  

@polatogloria Ecco quale sarà il trend del prossimo anno! 🫢 #polatogloria ♬ Lazy Sunday – Official Sound Studio

A prescindere dalla generazione a cui appartieni, tu come dichiari il tuo amore?

Qualunque sia la tua modalità preferita ricordati sempre che, come canta Miley Cyrus in “Flowers”, è sempre il momento giusto per regalarti dei fiori.

Generation of love: l’amore ai tempi dei social media

San Valentino è nell’aria e come sempre gli italiani amano le dimostrazioni d’affetto, soprattutto sui social media. Ma se non fosse solo il nostro partner a farci innamorare, ma anche un brand?

La “generazione self-love” 💆🏻‍♀️

Non solo amore di coppia, i social media sono uno spazio i cui celebrare i momenti più significativi della propria vita: lo sanno bene Gen Z e Millennial, che, più di tutti, postano contenuti self-love. Volersi bene è un atto importante e sui social si dimostra condividendo i propri risultati o trattando l’auto-accettazione di sé.

Dal profilo instagram @ashleygraham

L’amore nasce da un tap 📱🥰

I social media hanno rivoluzionato il modo di approcciarsi all’amore e accorciato le distanze tra i single: possiamo contattare chiunque in tempo reale.

Addio imbarazzo, adesso iniziare una conversazione richiede sicuramente meno coraggio! E il colpo di fulmine incontrato in palestra? Con un’accurata ricerca online nessun match è perso!

I Millennial e I post della nostra vita

Chi dichiara di più il proprio amore sui social? Sicuramente i Millennial! Secondo una ricerca di TikTok e Censuswide il 40% lo ha già fatto, o pensa che lo farà a breve, mentre oltre un terzo afferma di reagire positivamente quando il partner esprime online il proprio amore.

Da MSN a Facebook, passando per Whatsapp, sino a Instagram, i Millennial hanno ormai dimostrato di cavarsela molto bene quando si tratta di dediche online.

E quando a fare innamorare è un brand?

L’essere amati è un’ambizione proprio di tutti, anche dei brand. E accade così, proprio come quando ci si innamora di una persona, che non si riesca a pensare ad altro che quel prodotto o servizio.

Tutto comincia da un trigger, un innesco posto alla base della strategia, che riesce a calarsi dentro la routine guidando il target verso determinate azioni che, nel lungo periodo, porteranno alla nascita di una nuova relazione “romantica”.

Si può parlare anche in questo caso di amore a prima vista (o a primo assaggio)?

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Mulino Bianco (@mulinobianco)

Dal profilo instagram @mulinobianco