IAKI fa il suo ingresso ufficiale su TikTok Shop, e lo fa con uno stile che ci rappresenta: creativo, ironico e fuori dagli schemi. Il nostro primo prodotto? Si chiama Borraccina, ed è molto più di una semplice borraccia. È uno storytelling liquido, un contenuto pensato per raccontare chi siamo e come comunichiamo sulla piattaforma.
Perché TikTok Shop?
Negli ultimi mesi, TikTok ha rafforzato la sua posizione come canale e-commerce emergente. Con il lancio di TikTok Shop, il social più virale del momento diventa anche una piattaforma per vendere direttamente ai consumatori, integrando contenuti e conversioni in un unico ecosistema. Un’opportunità che IAKI, da sempre attenta ai nuovi trend digitali, non poteva lasciarsi sfuggire.
Aprire il nostro TikTok Shop significa sperimentare, osservare da vicino il comportamento degli utenti e, soprattutto, mettere in pratica quello che proponiamo ogni giorno ai nostri clienti: contenuti che convertono, prodotti che raccontano storie.
Borraccina: la borraccia di IAKI
Il nostro debutto su TikTok Shop è segnato da un oggetto simbolico: Borraccina, la nostra prima produzione firmata IAKI. Non è un gadget qualsiasi, ma un contenuto travestito da prodotto. O un prodotto travestito da contenuto. In ogni caso, è lei: la Borraccina. Il video di lancio è stato pensato per integrarsi perfettamente nel feed di TikTok: ritmo serrato, tone of voice giocoso, visual d’impatto. L’obiettivo? Divertire, incuriosire e, naturalmente, vendere.
Ma non finisce qui: Borraccina sarà protagonista di una lunga serie di video, contenuti e storytelling. Un vero e proprio format che porterà avanti, con ironia e coerenza, la voce di IAKI su TikTok. Episodi, situazioni improbabili, dietro le quinte e piccoli sketch creativi: la borraccia diventa personaggio, simbolo e amplificatore del nostro approccio creativo al digital.
Non solo creatività: un progetto che guarda oltre
Perché per essere davvero l’agenzia specializzata di TikTok Shop, dobbiamo sapere come funziona da dentro. Ed è esattamente quello che stiamo facendo.
Nel nostro shop inseriremo solo prodotti unici e personalizzati, frutto di creatività pura e collaborazioni con artisti emergenti e visionari del panorama creativo (non facciamo spoiler, ma ne vedrete delle belle).
E non è tutto: il ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza. Collaboreremo con fondazioni e realtà solidali selezionate, per dare un impatto concreto al nostro lavoro. Non sveliamo ancora i dettagli, ma possiamo dire che sarà un’iniziativa bella, utile e coerente con i valori di IAKI.
Cos’è TikTok Shop?
Se non hai ancora approfondito cos’è e come funziona TikTok Shop, ecco un breve recap: si tratta della nuova funzione integrata all’interno di TikTok che permette a brand, creator e aziende di vendere prodotti direttamente sulla piattaforma, creando una sinergia diretta tra contenuto e conversione.
Nel mondo dei social media, i trend nascono e si esauriscono nel giro di pochi giorni. Partecipare a una tendenza nel momento giusto può aumentare esponenzialmente la visibilità di un brand. Tuttavia, per chi opera all’interno di una nicchia, seguire un trend in modo poco coerente può risultare controproducente. Il rischio? Perdere credibilità e sembrare fuori contesto.
Una nicchia non è solo un segmento di mercato: è una community con interessi, valori e linguaggi ben precisi. Lavorare in modo mirato su una nicchia significa costruire un legameforte con il proprio pubblico. Per questo motivo, ogni contenuto deve essere coerente con le aspettative e le esigenze di chi ti segue.
Quando un brand prova a “forzare” un trend senza adattarlo davvero alla propria identità, il pubblico se ne accorge. E la conseguenza è una perdita di fiducia e autorevolezza. La regola d’oro è semplice: ogni trend deve essere filtrato attraverso la lente della propria nicchia.
Analizzare prima di agire: il trend è rilevante?
Non tutti i trend sono adatti a tutte le realtà. Prima di prendere parte a una tendenza, è essenziale chiedersi:
Questo trend interessa davvero il mio pubblico?
Posso integrarlo in modo naturale nei miei contenuti?
Aggiunge valore alla comunicazione o è solo un pretesto?
Solo se la risposta a queste domande è positiva ha senso investire tempo e risorse per creare un contenuto su quel trend. Diversamente, è meglio passare oltre: nella comunicazione di nicchia, ogni scelta va fatta con consapevolezza.
Tradurre il trend nel linguaggio della propria nicchia
Ogni nicchia ha il suo modo di comunicare. C’è chi predilige l’ironia, chi la professionalità, chi una narrazione più empatica. Prendere un trend popolare e reinterpretarlo con il tono di voce del proprio brand è la chiave per renderlo efficace.
Facciamo un esempio: se sei un brand nel settore food healthy e va di moda un audio ironico sulla “golosità”, potresti usarlo per parlare dei tuoi snack salutari che soddisfano il palato senza sensi di colpa. Il contenuto segue il trend, ma resta perfettamente allineato con la tua nicchia.
Integrare il trend nei format esistenti
Adattare un trend non significa stravolgere il piano editoriale. Anzi, è preferibile inserire il trend nei format già rodati, così da non perdere riconoscibilità. Puoi usarlo, ad esempio:
come introduzione leggera a un contenuto informativo;
come spunto per creare un post di storytelling legato al tuo settore;
come hook creativo per mostrare un prodotto o servizio.
In questo modo, il trend diventa uno strumento, non il fine del contenuto.
Scegliere i trend giusti
Uno degli errori più comuni è pensare che si debba “essere su tutto” e per forza. In realtà, scegliere pochi trend, ma strategici, è spesso più efficace. La selezione deve basarsi su criteri chiari:
Rilevanza per la nicchia.
Coerenza con la voce del brand.
Possibilità di offrire un punto di vista originale.
Seguire un trend solo perché “lo fanno tutti” è il modo più veloce per sembrare forzati. Meglio aspettare un’occasione più adatta e preparare un contenuto ben costruito.
Esempi di trend adattati alle nicchie
Alcune nicchie riescono particolarmente bene ad adattare i trend. Ecco qualche esempio concreto:
Formazione e coaching: trasformano audio virali in mini-lezioni o pillole educative.
Beauty e fashion: utilizzano challenge o format visivi per mostrare trasformazioni e prodotti.
Wellness e mindfulness: reinterpretano trend rumorosi in chiave slow e rilassante.
Marketing e business: sfruttano meme e riferimenti virali per spiegare concetti complessi in modo semplice.
In tutti questi casi, il trend viene piegato al linguaggio della nicchia, non il contrario.
Ne abbiamo cavalcati di trend
Ogni giorno, il nostro dipartimento NGL (Next Generation Lab) si dedica allo studio approfondito dei trend emergenti, fornendo ai Content Manager insight preziosi per valutare come e quando integrarli nei contenuti in modo autentico e coerente con la nicchia di ciascun cliente. Questo approccio ci permette di non seguire i trend a caso, ma di trasformarli in opportunità strategiche e personalizzate.
Un esempio concreto è il trend del TikTok Shop, che stiamo cavalcando non solo attraverso articoli e approfondimenti sul nostro blog, ma anche con il lancio del nostro canale TikTok dedicato. Così sperimentiamo direttamente nuove strategie di shopping social, portando innovazione e risultati concreti ai nostri clienti.
A Milano, il Natale non è solo luci, regali e shopping. È anche e soprattutto un grande palcoscenico urbano dove la creatività incontra l’identità dei brand e si fa spettacolo.
Negli ultimi anni, il progetto “Il Natale degli Alberi”, promosso dal Comune di Milano e ideato da Marco Balich, ha trasformato le piazze della città in una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto, animata da installazioni creative firmate dai grandi marchi italiani e internazionali.
Ogni albero racconta una storia, e ogni brand che partecipa diventa narratore visivo del proprio universo valoriale, coinvolgendo i cittadini e i visitatori in un’esperienza immersiva, sorprendente e spesso interattiva.
Un progetto che unisce branding, creatività e spirito natalizio
Il Natale degli Alberi nasce nel 2020 come risposta simbolica alla pandemia, con l’obiettivo di portare bellezza, speranza e un senso di comunità attraverso l’arte pubblica.
L’idea di Marco Balich – noto per le sue cerimonie olimpiche e per le produzioni immersive – è semplice quanto potente: trasformare le piazze milanesi in una costellazione di alberi tematici, ciascuno realizzato da un brand diverso.
Ogni installazione è pensata per essere unica e rappresentativa dell’identità del marchio che la promuove, offrendo un’esperienza visiva e spesso interattiva. Il risultato? Una mappa urbana del Natale che fonde comunicazione, design, tecnologia e storytelling.
I brand protagonisti del Natale degli Alberi
Lunghissima è la lista dei brand che hanno scelto il Natale degli Alberi di Milano come palcoscenico per i propri festeggiamenti. A partire dall’iconico albero Swarovsky in Galleria, poi sostituito dal criticato albero Gucci e infine da Dior, Milano è stata impreziosita da marchi fashion, del mondo food, da banche, Assicurazioni e Istituzioni, emittenti radiofoniche, piattaforme streaming e gestori di energia.
I cittadini sono stati coinvolti in installazioni partecipative, come l’albero Chanel in Cordusio con un percorso sensoriale di 9 minuti, il villaggio VeraLab all’Arco della Pace o quello Coca Cola in Piazza Beccaria.
E c’è stato spazio anche per la ricercar scientifica con istituzioni come Fondazione Veronesi o A.I.R.C. Insomma, ogni Natale la città diventa un percorso tutto da scoprire albero dopo albero, luminaria dopo luminaria.
Ecco una lista dei principali brand che hanno partecipato al Natale degli Alberi:
· Esselunga
· Lavazza
· AC Milan / Fondazione Milan
· Fondazione Fiera Milano
· Yes Milano
· Deloitte
· Webuild
· Fondazione Albero della Vita
· Gruppo San Donato
· A2A
· Tiffany & Co.
· Radio Deejay
· Banca Mediolanum
· BeCharge
· Fondazione Humanitas
· Confcommercio
· Fondazione Bracco
· BWH Hotel Group
· FederlegnoArredo
· Fondazione Fiera Milano
· Sogemi
· Coca-Cola
· Wopta Assicurazioni
· Chanel
· Gattinoni Group
· Crédit Agricole
· Intesa Sanpaolo
· Corriere della Sera
· AXA Assicurazioni
· Canon
· Lendlease
· Fondazione Progetto Arca
· Banco BPM
· Comune di Milano
· Confcommercio
· Gucci
· ENI Plenitude
· Fondazione Veronesi
· IG – Trading e Investimenti
· AC Milan
· VeraLab
· Unicredit
· NABA – Nuova Accademia di Belle Arti
· Trenord
· Fondazione Doppia Difesa
· Gruppo CAP
· Crédit Agricole
· Banco BPM
· Fondazione Milano Cortina 2026
· Comune di Milano
· TIM
· Moncler
· Barilla
· AMSA
· LEGO
· Motta
· AIRC
· Prysmian Group
· Esselunga
· Pandora
· Decathlon
· Chanel
Gli alberi più curiosi, sorprendenti e… discussi
Non sempre i più grandi sono i più memorabili. Alcuni degli alberi che hanno lasciato il segno lo hanno fatto per originalità, concept o capacità di coinvolgimento:
· Gucci (2023): un albero-giostra dal sapore surreale, molto instagrammabile (specialmente dagli hater).
· Chanel (2022): un albero alla cui base era collocato un percorso immerso, un viaggio nel brand e nel futuro. Un esercizio di stile elegante e iconico posizionato in Piazza Cordusio.
· Wopta (2022): design ottico che trasmette cura e protezione attraverso un’installazione interattiva e di grande impatto scenografico.
· IG (2023): flussi di luce e grafici dinamici per rappresentare i mercati, con una sorpresa per i visitatori: diventare protagonisti dell’installazione grazie a una pedana interattiva e da un’applicazione di Realtà Aumentata.
· LEGO (2024): mattoncini, colori e giochi per far sognare ogni generazione.
· AMSA (2024): riciclo e sostenibilità messi in scena in modo coinvolgente.
· Prysmian (2024): tecnologia e sostenibilità in chiave creativa.
· A.I.R.C. (2024): un albero per comunicare messaggi di speranza attraverso un albero “interattivo”.
· Motta (2024): un omaggio visivo al panettone milanese, con packaging storici.
· VeraLab (2024): un vero e proprio Christmas Village con tanto di pista di pattinaggio brandizzata.
Le luminarie brandizzate: storytelling nelle vie dello shopping
Parallelamente agli alberi, anche le luminarie natalizie nelle vie più iconiche della città sono diventate veri e propri strumenti di branding.
Molti brand hanno adottato porzioni di città per raccontare visivamente il proprio universo, trasformando le strade in percorsi immersivi:
· Swarovski, da anni protagonista in Galleria Vittorio Emanuele, ha arricchito le volte con cristalli e giochi di luce sofisticati.
· Dior ha incantato via Montenapoleone con archi floreali dorati e decorazioni ispirate al savoir-faire della maison.
· Dolce & Gabbana ha trasformato Corso Venezia in un presepe siciliano luminoso, tra folklore e opulenza.
· Yves Saint Laurent ha firmato le luminarie di Corso Vittorio Emanuele II con il logo in versione sparkling.
· Van Cleef & Arpels ha illuminato via della Spiga con motivi celesti e poetici, ispirati alle proprie collezioni di alta gioielleria.
· Amazon ha promosso messaggi solidali lungo Corso Garibaldi, con installazioni interattive legate a campagne di beneficenza.
· Chanel ha illuminato Corso Vittorio Emanuele con le shape del suo rilanciato Chanel nr. 5, in continuità con la domination presso La Rinascente.
· Gucci, oltre all’albero, ha arricchito la zona di Brera con elementi luminosi a tema.
· Pandora ha curato le luminarie nei pressi di San Babila con cuori, stelle e simboli affettivi.
Sicuramente ci sarebbe ancora molto altro da dire sul Natale degli Alberi ma, come è solito dire, “il meglio deve ancora venire”. E con l’apertura del bando del Natale degli Alberi 2025 il prossimo albero potrebbe essere quello del tuo brand.
Nel mondo dell’e-commerce, la fiducia è tutto. E su TikTok Shop, dove i contenuti video sono la regola, le recensioni diventano uno strumento potentissimo per convertire curiosi in clienti. Ma perché le recensioni funzionano così bene su questa piattaforma? E quali altri contenuti possono fare la differenza?
Recensioni su TikTok Shop: perché funzionano
Le recensioni su TikTok Shop non sono le classiche “5 stelle e un commento”. Sono video autentici, spesso girati direttamente dagli utenti o dai creator, in cui si mostrano i prodotti all’uso reale, con opinioni sincere, emozioni vere e zero filtri e contribuiscono fortemente al successo delle proprie strategie per creare contenuti efficaci su TikTok Shop. Questo crea una connessione immediata con chi li guarda.
Ecco cosa le rende vincenti:
Credibilità: le recensioni video generano fiducia, soprattutto quando non sembrano troppo patinate.
Engagement: i video review stimolano commenti, domande e interazioni, fondamentali per l’algoritmo di TikTok.
Educazione + ispirazione: spiegano come usare un prodotto, ma allo stesso tempo ispirano l’acquisto.
Recensioni e video recensioni su TikTok Shop: più che contenuti, vere leve di marketing
Le recensioni su TikTok Shop non si limitano a raccontare un prodotto: mettono in scena un’esperienza. In pochi secondi, un buon video può rispondere a dubbi, creare desiderio e generare azione. Ma attenzione: non tutte le recensioni funzionano allo stesso modo.
Ecco alcune tipologie di video recensioni che performano meglio:
Review “da esperto”
Quando il prodotto è tecnico (make-up, tech, skincare, gadget), una recensione dettagliata fatta da un creator competente può fare la differenza. I video che spiegano pro e contro in modo onesto sono spesso percepiti come contenuti di valore, non pubblicità.
Esempio: un creator beauty mostra un fondotinta sotto diverse luci e ne testa la durata dopo 8 ore. Risultato? Migliaia di commenti, salvataggi e wishlist attive.
Recensioni intrattenenti
L’umorismo è la chiave su TikTok. Recensioni ironiche, con montaggi rapidi e reazioni esagerate, spingono l’engagement e portano il prodotto sotto gli occhi di chi altrimenti avrebbe scrollato via.
Esempio: un utente recensisce una tazza auto-mescolante con esagerazioni comiche e uso in situazioni improbabili. Il video esplode in virale e la tazza va sold-out.
Recensioni in formato “duetto” o “reaction”
Un utente prova un prodotto, qualcun altro reagisce. Questo tipo di contenuto non solo amplia la portata del video originale, ma genera conversazioni attorno al brand.
Esempio: una creator recensisce una crema anticellulite, una fisioterapista duetta e spiega perché funziona. Risultato? Fiducia e condivisioni altissime.
L’autenticità premia: attenzione agli errori
Le recensioni troppo perfette o chiaramente sponsorizzate rischiano di ottenere l’effetto opposto: sfiducia. Gli utenti di TikTok sono esperti nel riconoscere un contenuto “finto”. Meglio un video girato con il telefono, un tono sincero e imperfetto, che un contenuto corporate fuori contesto.
Volete portare anche il vostro brand su TikTok Shop?
Noi di IAKI, agenzia specializzata in TikTok Shop, stiamo testando da mesi strategie, formati e contenuti insieme ai nostri clienti. Crediamo nel potere delle recensioni come leva concreta per vendere, ma soprattutto per costruire fiducia in modo autentico.
Stiamo già lavorando con diversi brand per creare review reali, coinvolgere micro creator, e costruire un flusso di contenuti adatti all’algoritmo e al pubblico di TikTok Shop. Siamo in fase di sperimentazione continua: testiamo format, stili, hook, e durate per trovare la formula vincente per ogni prodotto.
Contattateci e scoprite come possiamo aiutarvi a costruire la vostra presenza su TikTok Shop, sfruttando contenuti nativi, recensioni che vendono e strategie su misura. Basta contattarci.