Profili di gruppo Instagram, cosa sono e come usarli

Era nell’aria da alcuni mesi, da uno dei recenti annunci via Reel del Head of Instagram Adam Mosseri, ed eccoli finalmente sbarcare anche in Italia: i profili di gruppo Instagram!

Ma cosa sono esattamente? A primo impatto è facile confonderli con gli altri neo-arrivati sulla piattaforma, ovvero i canali broadcast, ma facciamo chiarezza e scopriamo tutte le info utili per te e per il tuo brand.

Profili di gruppo Instagram – A cosa servono?

Partiamo dalla base: i profili di gruppo Instagram sono profili condivisi e gestiti da più utenti, che danno la possibilità di pubblicare e gestire contenuti della stessa sfera di interesse.

All’interno di Meta infatti negli anni si sono accorti di come le community tendessero a creare piccole chat di gruppo per condividere contenuti e/o per organizzarsi. Integrando questa modalità di contatto direttamente come feature della piattaforma, Instagram ha l’obiettivo di avvicinare i membri delle community grazie a luoghi di connessione più pratici e costruiti ad hoc.

profili di gruppo instagram

Starete pensando che è lo stesso meccanismo dei gruppi Facebook, vero? Invece qui Instagram ci sorprende!

Non è un caso che i profili di gruppo Instagram si dividano infatti in privati e pubblici, ma con una sostanziale differenza: ogni gruppo può avere al suo interno al massimo 5.000 iscritti.

Profili pubblici e privati

I profili pubblici sono visibili a tutti gli utenti, l’iscrizione è libera così come la visualizzazione dei contenuti e all’interno si possono trovare post, storie e Reel.

I profili privati invece sono riservati ai soli iscritti, che possono visualizzarne i contenuti e pubblicarne di nuovi dopo l’approvazione degli amministratori. Questi ultimi hanno ovviamente anche la facoltà di invitare e/o accettare nuovi utenti e decidere se rendere successivamente il gruppo privato. Cosa che invece non può accadere in caso contrario.

profili di gruppo instagram

Con i profili di gruppo Instagram quindi, la tendenza di Meta è quella di avvicinarsi sempre di più a community verticali basate sugli interessi come aveva già annunciato nell’ormai “lontano” 2017.

Ora che hai tutte le informazioni necessarie non ti resta che analizzare l’utilità di un profilo di gruppo Instagram per il tuo brand e metterti all’opera per stringere un rapporto sempre più stretto con la tua community e aumentare la tua brand reputation.

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Algoritmo LinkedIn nel 2023: scopriamo insieme come funziona

Nel 2023, LinkedIn, la piattaforma più famosa tra i professionisti ha introdotto alcune novità sulla base dei risultati generati dall’utilizzo del social da parte degli iscritti, degli argomenti e delle tipologie di post con cui gli utenti interagiscono. Allora non ci resta che scoprire come funziona l’algoritmo LinkedIn nel 2023… e, perché no, darvi qualche tips da ricordare prima di pubblicare!

Quando e quanto andare online? 

Forse questa è la domanda che ci poniamo (o ci viene posta) più di frequente. 

Seguendo le indicazioni forniteci dall’algoritmo di LinkedIn possiamo vedere come anche questo social, allo stesso modo di Facebook, Instagram o Twitter, ha delle regole da seguire affinché i post siano efficaci. 

  • Per massimizzare la visibilità organica dei post è importante pianificare la pubblicazione quando la maggior parte della propria follower base è online. In linea di massima, trattandosi di un social  per professionisti, il momento migliore è durante la fascia oraria lavorativa. Quindi non alla mattina presto prima di andare al lavoro e neppure la domenica.
  • È sconsigliato pubblicare un contenuto nelle ore successive a quello precedente. L’algoritmo di LinkedIn considera il grado di engagement per ogni post, tendendo conto del tempo di permanenza, del numero di clic e di diffusioni, ecc …
  • Pubblicare ripetutamente molti post, generando però scarsa interazione, rischia di penalizzarli: potrebbe accadere che il basso tasso di interazione del primo post faccia si che la portata del seguente sia più ridotta. 
  • Ricondividere altri post va bene… ma senza esagerare. LinkedIn considera le diffusioni come nuovi contenuti quindi, seguendo il discorso fatto prima, anche in questo caso la crescita dei post potrebbe essere rallentata. 

Queste sono solo delle indicazioni, tutti i pubblici sono diversi! È sempre importante fare dei confronti con le metriche Analytics del proprio account per confermarli o per adattarli alle proprie esigenze. 

E i post più efficaci? 

Anche in questo caso l’algoritmo di LinkedIn ci dà delle indicazioni ben precise: diversificando le tipologie e i formati dei contenuti le probabilità di raggiungere un buon livello di impressions e di reach aumentano.

Video post

Su LinkedIn pubblicare contenuti video è molto semplice e si può fare in modi differenti. Si possono condividere attraverso l’embedding di un link esterno oppure pubblicando in modo nativo. Ma ci sono alcuni accorgimenti da tenere a mente.

  1. Più sono brevi, meglio è. I contenuti che durano più di 3 minuti rischiano di far diminuire le visualizzazioni di oltre il 90%. 
  2. Importantissimo scegliere un’immagine di copertina interessante, che attiri l’attenzione dei follower. 
  3. I video in cui i protagonisti sono persone che i follower conoscono e riconoscono generano un rendimento più alto. 

Slide post

I caroselli con immagini possono aumentare la portata dei post fino a quattro volte. Per creare uno slide post efficace il numero di slide deve essere compreso tra le quattro e le undici, ma soprattutto le immagini devono essere in alta definizione. 

Sondaggi

Porre le giuste domande alla propria audience può strizzare l’occhio verso risultati interessanti in termini di interazioni (ogni voto al sondaggio viene misurato da LinkedIn come engagement). 

Ultime 5 key raccomandation

  1. Non menzionare mai più di 15 account in ogni post 
  2. Il numero massimo di emoji da usare per ogni copy è di 10 e non più di 4 per ogni riga. 
  3. La lunghezza ottimale dei testi è compresa tra i 1200 e i 1800 caratteri
  4. Moderazione, moderazione, moderazione. Non far trascorrere più di 12 ore per la risposta ai commenti. 
  5. Cercare di non modificare il post nei 10 minuti dopo la pubblicazione. 

Questi consigli valgono un po’ per tutti, ma se siete un’azienda vi consigliamo di strutturare una strategia LinkedIn B2B insieme a dei professionisti. Contattaci o passa a trovarci!