Per la realizzazione della quarta puntata della video serie “I territori dell’energia che cambia tutto”, Edison ha lavorato con IAKI per raccontare la Campania, una regione dove la storia e l’innovazione energetica si intrecciano ogni giorno. Dopo Sicilia, Veneto e Puglia, il viaggio è proseguito quindi tra comunità locali, impianti e progetti che contribuiscono in modo concreto alla transizione energetica. Il progetto si inserisce nel disegno della nuova piattaforma di comunicazione corporate omnicanale “Futuro in Corso”, che stiamo sviluppando insieme a Edison.
Il nuovo capitolo del viaggio
IAKI ha accompagnato Edison lungo le tappe di questo avvincente percorso campano, vivendo da vicino la realizzazione del racconto: dalla pianificazione delle riprese alla regia sul campo, insieme ai protagonisti che portano avanti l’energia sul territorio.
Un lavoro corale, che ci ha permesso di mostrare come l’impegno dell’azienda si traduca in azioni concrete a favore di persone, imprese e amministrazioni locali.
L’energia raccontata da chi la vive
A guidare il racconto è stato il content creator Ciro Cozzolino, voce autentica della regione, che ha attraversato la Campania per scoprire l’energia di Edison in tutte le sue forme: dal fotovoltaico di Battipaglia all’eolico di Foiano di Val Fortore, fino al biometano di Caivano e al termoelettrico di Presenzano, ogni tappa ha mostrato volti diversi dell’energia.
Il viaggio ha poi chiarito l’impatto più concreto di queste energie: dall’efficientamento dell’illuminazione pubblica di Salerno, al contributo dato alle aziende come il Pastificio Lucio Garofalo di Gragnano, fino ai servizi per i consumatori nei negozi Edison. Senza dimenticare il lato sociale, con le iniziative dedicate ai ragazzi e alle ragazze del Borgo Sant’Antonio Abate a Napoli, simbolo di come l’energia possa generare valore condiviso anche a livello comunitario.
L’attenzione al territorio si è riflessa anche nella scelta della colonna sonora: i brani della grande tradizione napoletana inclusi nel video sono stati reinterpretati da “Per La Voce Che Abitiamo”, trio di formazione jazzistica che sperimenta un repertorio che mescola musica cantautorale del sud Italia a quella spagnola e sudamericana.
A rendere ancora più autentico il racconto ha contribuito la casa di produzione “TWL Media”, realtà locale che ha catturato con immagini di forte impatto scenico la vitalità di ambienti naturali e comunità in movimento.
Un racconto condiviso, da condividere
Il progetto è nato come un racconto multicanale, pensato per far vivere la Campania e le sue comunità su più piattaforme. Oltre al video hero, pubblicato sul canale YouTube di Edison, una serie di clip accompagnerà il pubblico sui diversi canali social del Gruppo. Sul sito corporate edison.it è disponibile, inoltre, una landing page dedicata, con approfondimenti e una cartina interattiva che mostra le iniziative e i progetti raccontati nel video, permettendo di esplorare il territorio passo dopo passo.
Per noi di IAKI,essere parte di questo racconto ci ha permesso di restituire, attraverso le immagini e le storie raccolte, la vitalità di una regione che, pur restando fedele alla propria identità, sa guardare al futuro.
Aprile si preannuncia un mese rivoluzionario. Perché? Segna l’arrivo in Italia di TikTok Shop, l’innovativa piattaforma di shopping che cambierà le regole del gioco. In questo articolo scopriremo insieme come funziona, quali opportunità offre e, soprattutto, perché IAKI è l’agenzia giusta per aiutarti a sfruttarne al massimo il potenziale.
Indice
TikTok Shop: da piattaforma di intrattenimento a e-commerce
TikTok: cos’è e come funziona
TikTok Shop e l’Affiliate Program: come attrarre gli influencer
IAKI: l’agenzia specializzata per il successo su TikTok Shop
TikTok Shop: da piattaforma di intrattenimento a e-commerce
TikTok non è solo una piattaforma di intrattenimento. È molto di più: detta le regole del gioco nell’intero ecosistema digitale. I numeri parlano chiaro: con oltre 27 milioni di utenti attivi mensili italiani e 100 minuti spesi in media al giorno, TikTok ha rivoluzionato il modo in cui consumiamo contenuti e interagiamo online.
Non a caso, ciò che TikTok introduce diventa presto uno standard per altre piattaforme: Instagram, Facebook e persino YouTube adottano sempre più funzionalità ispirate al modello di TikTok.
TikTok è la nuova TV, che colpisce tutti. Non é più, infatti, solo il regno della Gen Z: cresce la percentuale di utenti 35+ (ben 7% in più rispetto al 2023) rendendolo un canale sempre più strategico per i brand.
Ha trasformato il modo in cui scopriamo prodotti, ci informiamo e facciamo acquisti (l’ hashtag #TikTokMadeMeBuyIt ha registrato ben 90 miliardi di contenuti), diventando un vero e proprio motore di ricerca per molti utenti. Sempre più spesso, le persone si affidano a TikTok per scoprire nuovi prodotti e tendenze, utilizzandolo come un motore di ricerca alternativo a Google.
Fonte: TikTok
Qui entra in gioco il content commerce: TikTok ha reso i contenuti non solo strumenti di engagement, ma veri e propri driver di vendita. Grazie a format coinvolgenti, recensioni autentiche e una community iper-attiva, il percorso dall’ispirazione all’acquisto si è accorciato come mai prima d’ora. Con funzionalità come TikTok Shop e il live shopping, il confine tra intrattenimento e shopping si è dissolto, trasformando la piattaforma in un ecosistema in cui il contenuto è commercio e il commercio è contenuto. Con TikTok, l’e-commerce non è più solo transazione, ma esperienza.
TikTok Shop: cos’è e come funziona
TikTok Shop è la soluzione per il mondo dell’e-commerce, integrando perfettamente il processo d’acquisto all’interno dell’esperienza utente. Il sistema permette di acquistare direttamente dalla piattaforma attraverso quattro modalità principali:
Live Shopping: durante le dirette, gli utenti possono acquistare prodotti in tempo reale con un semplice click.
Shoppable Videos: i video mostrano prodotti acquistabili con un tap, creando una shopping experience fluida e intuitiva.
Vetrina prodotto: una sezione dedicata all’interno del profilo dei brand, con schede dettagliate per ogni articolo, rendendo l’esperienza simile a quella di un e-commerce tradizionale.
Shop Tab: direttamente in feed con una sezione ad hoc, l’utente può effettuare acquisti, a seconda anche delle preferenze basate sul proprio algoritmo.
L’esperienza di acquisto su TikTok Shop è molto simile a quella degli e-commerce più famosi, come Amazon, così come l’interfaccia, con schede prodotto dettagliate, recensioni e un checkout fluido. Tutto il funnel avviene interamente nella stessa piattaforma. Davvero un gioiello.
Fonte: TikTokNewsRoom
TikTok Shop e l’Affiliate Program: come attrarre gli influencer
Una delle grandi novità di TikTok Shop è il suo Affiliate Program, che segna un passo avanti nelle opportunità di monetizzazione per i creator. Questo programma consente agli influencer di generare guadagni attraverso la collaborazione con brand e venditori indipendenti, favorendo una sinergia tra il mondo dei contenuti creativi e quello dell’e-commerce.
Il meccanismo è semplice ma potente: i creator possono promuovere prodotti utilizzando tag, hashtag e schede prodotto direttamente all’interno dei loro video e post, facilitando il processo di acquisto per i follower. Ogni vendita generata grazie al contenuto del creator comporta una commissione, permettendo agli influencer di guadagnare in modo diretto in relazione alle performance delle loro promozioni.
Questa evoluzione della piattaforma offre numerosi vantaggi sia per i brand che per gli influencer:
Per i marchi è una possibilità unica per amplificare la loro visibilità in modo più mirato, sfruttando il potere della creatività e dell’autenticità dei creator, che sono in grado di connettersi con il loro pubblico in modo genuino.
Per i creator, invece, rappresenta una nuova fonte di reddito che premia l’impegno e la capacità di coinvolgere il proprio pubblico. Inoltre, il sistema di affiliazione integrato direttamente nell’app facilita il monitoraggio delle vendite e delle commissioni, rendendo il processo ancora più trasparente ed efficiente.
Questa dinamica rende le campagne di influencer marketing ancora più potenti, con un impatto diretto sulle vendite. Non solo i creator possono monetizzare i propri contenuti, ma contribuiscono anche al rafforzamento dell’ecosistema di e-commerce su TikTok. In questo scenario, la content creation non è più solo un’attività creativa, ma si trasforma in una leva strategica fondamentale per il successo di vendite online, abbattendo le barriere tra contenuti e acquisti.
IAKI: l’agenzia specializzata per il successo su TikTok Shop
TikTok Shop sta rivoluzionando il mondo dell’e-commerce, offrendo ai brand un’opportunità unica per connettersi con un pubblico altamente coinvolto. Per emergere in questo scenario dinamico, è fondamentale affidarsi a un’agenzia specializzata che conosce a fondo la piattaforma e le sue strategie vincenti. IAKI, con oltre 20 anni di esperienza nel Social Media Marketing, è l’agenzia specializzata ideale per aiutarti a sfruttare al meglio TikTok Shop, dalla creazione della content strategy alla gestione delle campagne pubblicitarie, dalla creazione dei contenuti video per il catalogo fino all’integrazione con altri canali digitali e fisici.
Perché scegliere IAKI per TikTok Shop?
Il successo su TikTok dipende dalla capacità di coinvolgere il pubblico con contenuti autentici e ingaggianti. La nostra Talent Activation Unit, Cimiciurri, ti aiuta a individuare e attivare i migliori creator per il tuo brand, trasformando il loro talento in branded content efficaci.
Grazie a CimiCheck, la nostra piattaforma proprietaria data-driven, analizziamo i creator con un approccio quali-quantitativo, selezionando solo i profili più adatti al tuo target. In più, forniamo dashboard personalizzate per monitorare e ottimizzare le performance in tempo reale.
Un contenuto di qualità è essenziale, ma senza una strategia paid efficace, il tuo messaggio rischia di non raggiungere il pubblico giusto. Dal 2020, in IAKI creiamo e gestiamo campagne pubblicitarie su TikTok, ottimizzando il budget e sviluppando adv mirate che parlano il linguaggio della piattaforma.
TikTok premia contenuti originali, dinamici e coinvolgenti. Per questo, il nostro team creativo progetta contenuti accattivanti e sviluppa un piano editoriale strategico, monitorando costantemente le performance per affinare la tua presenza sulla piattaforma.
Inoltre, realizziamo video su misura per presentare al meglio i tuoi prodotti, sia nel feed che nel catalogo di TikTokShop. Grazie al nostro studio shooting dedicato, produciamo contenuti di alta qualità ottimizzati per la piattaforma, garantendo un perfetto equilibrio tra estetica e performance. Ti supportiamo anche nella gestione del Live Shopping, trasformando ogni diretta in un’opportunità concreta di vendita.
TikTok Shop è il futuro dell’e-commerce: inizia ora con IAKI
TikTok Shop non è solo una nuova opportunità di vendita, ma una rivoluzione nel mondo dello shopping online. Con IAKI al tuo fianco, potrai sfruttare tutto il suo potenziale e trasformare il tuo business.
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Catturare l’attenzione degli utenti è sempre più difficile dati i numerosi e continui stimoli a cui tutti veniamo sottoposti. Una strategia efficace per migliorare la user experience e aumentare l’engagement è la Gamification sui Social Media, ovvero l’applicazione di elementi tipici dei giochi in contesti non ludici al fine di motivare l’interazione, rendendo le esperienze degli utenti più divertenti e coinvolgenti.
Cos’è la Gamification?
La gamification è un approccio che utilizza principi, meccaniche e dinamiche tipiche dei giochi per coinvolgere le persone e influenzarne i comportamenti in contesti non prettamente ludici. Questo può includere l’assegnazione di punti, badge, classifiche, sfide e premi per incoraggiare determinate azioni o comportamenti.
Come Funziona la Gamifacation sui Social Media?
Sulle piattaforme di social media la gamification può essere implementata in vari modi per incentivare l’interazione e la partecipazione degli utenti:
Badge e Riconoscimenti: si possono utilizzare badge e riconoscimenti per premiare gli utenti che compiono determinate azioni, come ad esempio la frequenza di utilizzo dell’app. Su Facebook attraverso l’uso di badge si possono segnalare gli utenti più attivi all’interno dei gruppi o delle pagine. I badge fungono da incentivo per continuare a utilizzare la piattaforma e per condividere le proprie attività con gli amici.
Punti e Livelli: alcuni social media, come Reddit, utilizzano un sistema di punti e livelli basato sulle interazioni degli utenti con i contenuti. Ad esempio, gli utenti possono guadagnare punti tramite like ai post e salire di livello sulla piattaforma in base alla quantità e alla qualità delle loro interazioni.
Sfide e Concorsi: le sfide e i concorsi sono un modo popolare per coinvolgere gli utenti e stimolare la creatività sui social media. Piattaforme come Instagram e TikTok spesso ospitano hashtag challenge in cui gli utenti sono incoraggiati a creare contenuti correlati a un tema specifico e condividere i loro contributi con la community. Queste sfide possono generare un’enorme partecipazione e coinvolgimento da parte degli utenti, aumentando la visibilità della piattaforma e dei contenuti generati dagli utenti stessi.
Progressi e Obiettivi: molte piattaforme di social media includono funzionalità che consentono agli utenti di impostare e monitorare i propri progressi e obiettivi personali. Ad esempio, su LinkedIn, gli utenti possono completare il proprio profilo, acquisire competenze e connettersi con altre persone per raggiungere determinati traguardi professionali. Questo processo di progressione fornisce un incentivo tangibile per gli utenti motivandoli a rimanere attivi sulla piattaforma.
Brand che hanno utilizzato con successo la Gamification sui Social Media
Ecco un paio di esempi di aziende che utilizzato con successo la gamification all’interno delle loro strategie di comunicazione.
Sony
Ha utilizzato la gamification per il lancio della PS5.
Il pay off della campagna marketing Be the first recitava “Chi sarà il primo a vincere la Console PlayStation 5? Un caveau inespugnabile. Una corsa contro il tempo. E 5 enigmi da risolvere.”
È stato realizzato un sito dedicato a una caccia al tesoro dove inserire le soluzioni ai 5 enigmi proposti. In palio per il primo utente in grado di fornire le soluzioni corrette l’ingresso dentro il caveau che conteneva una Playstation 5 con tutti gli accessori. Per tutti gli altri una lotteria ad estrazione.
Nel sito e negli account Instagram e Facebook Sony e delle società coinvolte (hanno collaborato siti di settore e rivenditori come MediaWorld, UniEuro, EveryEye e Multiplayer) sono stati pubblicati gli enigmi da risolvere durante la caccia al tesoro, rilasciando via via i quesiti nelle settimane antecedenti al lancio della console.
Un campagna che ha ben utilizzato la gamification nei social media attraverso il classico gioco della caccia al tesoro, sfruttando la leva della ricompensa (reward principale la vincita immediata e reward secondario l’estrazione tra tutti i partecipanti.
La scelta di veicolare i contenuti nel tempo attraverso i social media ha fidalizzato gli utenti, che avevano tutto l’interesse a tornare sulle pagine social per procedere nelle tappe del gioco aumentando al contempo la brand awarennes.
Il count down ha tenuto l’attenzione viva sul lancio della nuova PS5.
Sephora
Sephora Beauty Insider è un programma che consente ai clienti di accumulare punti che possono essere riscattati per ottenere una serie di premi, tra cui prodotti esclusivi, campioni ed esperienze di bellezza.
I clienti iniziano con il livello Insider e possono passare allo status VIB (Very Important Beauty Insider) o Rouge in base alla loro spesa annuale. Ogni livello offre vantaggi crescenti.
Il programma Beauty Insider di Sephora incoraggia i clienti a impegnarsi con il marchio, a ripetere gli acquisti e a partecipare attivamente alla comunità di Sephora sui social media, facendo crescere la fidelizzazione e creando un forte legame tra i clienti e il marchio Sephora.
Fonte Sephora.com
Sephora organizza anche sfide online e giochi interattivi su piattaforme come Instagram e TikTok, incoraggiando i clienti a creare i propri contenuti di bellezza per mostrare le proprie abilità nel trucco.
I vantaggi dell’utilizzo della gamification sui social media
La gamification sui social media può essere una strategia vincente per coinvolgere gli utenti. Integrando elementi tipici dei giochi all’interno delle piattaforme, i brand possono:
Stimolare l’interazione
Aumentare l’engagement
Migliorare l’user experience
Rendere l’utente protagonista
Fidelizzare gli utenti
Incrementare la brand awareness
Vuoi implementare la gamification nella tua strategia di marketing? Contattaci!
Il marketing digitale è in continua evoluzione, e anche l’ottimizzazione per motori di ricerca vive continui adattamenti.
Quali saranno i nuovi trend SEO 2024?
L’intelligenza artificiale e la Search Experience Optimization (SXO)
La Search Generative Experience (SGE) di Google
Le ricerche senza clic
La video SEO
Creare valore per l’utente
Trend SEO #1: l’Intelligenza Artificiale e la Search Experience Optimization (SXO)
Il grande successo e la risonanza avuta nell’ultimo anno dall’Intelligenza Artificiale non interessa solo la revisione dei testi, la modifica delle immagini e il rapporto con i clienti. Anche nell’ottimizzazione dei motori di ricerca l’Intelligenza Artificiale ha e avrà sempre più un ruolo centrale, un trend SEO 2024 da seguire.
Come affrontato in questo articolo le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale nel campo del marketing sono moltissime. I sistemi basati sull’intelligenza artificiale verranno sempre più impiegati per ottimizzare l’esperienza degli utenti nell’utilizzo dei motori di ricerca.
Certo, l’aggiornamento degli algoritmi dei motori di ricerca o i diversi fattori di ranking sono pane quotidiano per chi lavora nel web da sempre. Quello che ora veramente cambia è il modo il cui gli utenti fanno le lororicerche su internet.
Il crescente utilizzo degli assistenti digitali e il forte successo dei chatbot (ChatGPT su tutti) influenza il modo di interagire degli utenti.
L’interazione con i motori di ricerca diventa più conversazionale, ognuno di noi, quando usa comandi vocali e linguaggio naturale, conta di avere delle risposte pertinenti e immediate.
Bisogna dunque focalizzarli sulla Search Experience Optimization (SXO), ovvero l’unione tra la SEO (Search Engine Optimisation) e la UX (User Experience).
Una strategia che si concentra non solo sul miglioramento della visibilità nei motori di ricerca, ma anche sull’ottimizzazione dell’esperienza dell’utente.
Come farlo?
Rendendo i siti e i contenuti facilmente accessibili non solo per i motori di ricerca, ma anche per i sistemi di intelligenza artificiale generativa che elaborano una grandissima quantità di informazioni tra quelle disponibili in rete e le trasformano in risposte per gli utenti.
La comunicazione dovrà dunque essere organizzata intorno a contenuti chiari e coerenti, affinché tutti gli argomenti possano essere utilizzati correttamente dagli algoritmi che processano le domande rivolte dagli utenti ai chatbox.
Trend SEO #2: la Search Generative Experience (SGE) di Google
Google ha (per il momento solo in America) introdotto la Search Generative Experience (SGE) un’esperienza di ricerca avanzata che apre nuovi orizzonti nell’ambito dell’informazione digitale.
In cosa consiste?
Per numerose query, Google è in grado di fornire un risultato generato automaticamente dall’Intelligenza Artificiale, fornendo non solo risposte chiare e concise alle domande dell’utente, ma anche immagini esplicative, link utili e suggerimenti di ricerca che favoriscono l’approfondimento dell’argomento.
Attraverso la SGE si possono dunque meglio comprendere le richieste delle persone fornendo risultati di ricerca più pertinenti e personalizzati.
La Search Generative Experience migliora le interazioni dell’utente e fornisce un modello di coinvolgimento conversazionale.
Un sistema che, fornendo informazioni rilevanti e suggerimenti specifici, consente una navigazione più tempestiva e intuitiva, che si traduce per gli utenti in soddisfazione nell’ottenere ciò di cui hanno veramente bisogno con un risparmio di tempo, non dovendo più inserire query lunghe o dovendosi districare tra più risultati prima di trovare ciò che si cerca specificatamente.
Trend SEO #3: le ricerche senza clic
Quest’anno aumenteranno sempre più le ricerche senza clic.
A chi di noi non capita di fare delle ricerche nei motori di ricerca, visualizzare ciò che ci serve direttamente nella SERP (la pagina dei risultati del motore di ricerca) e di non effettuare poi alcun clic?
Secondo uno studio di Semrush, piattaforma per ricerca di parole chiave e dati di ranking online, il 57% delle ricerche effettuate da dispositivi mobile e circa un quarto di quelle fatte da desktop non producono alcun clic sui risultati organici o a pagamento.
Questo capita soprattutto quando si fanno ricerche su attività o servizi locali (ad esempio un ristorante), le informazioni da carpire sono immediate (ad esempio l’indirizzo o gli orari di apertura) e non diventa dunque “necessario” per l’utente cliccare per scoprire di più.
Ottimizzare la SEO per fronteggiare questa tendenza SEO 2024 è fondamentale: riuscendo a conquistare le prime posizioni dei risultati di ricerca, anche qualora non si dovessero avere clic di approfondimento, farà si che aumenti la riconoscibilità del brand aumentando così la brand awareness.
Diventa dunque sempre più importante lavorare per costruirsi una reputazione sul campo, affinché si si possa essere riconosciuti come affidabili e autorevoli agli occhi degli utenti.
Trend SEO #4: la video SEO
Quando si parla di ottimizzazione non si parla solo di contenuti testuali o del modo di strutturare la navigazione dei propri siti. È fondamentale, in questo nuovo anno più che mai, focalizzarsi anche nella “Video SEO” affinché vengano mostrati tra i primi risultati come risposta alle ricerche degli utenti.
I contenuti video, strumento che è e che rimane un formato chiave nelle strategie di comunicazioni digitale, continueranno ad aumentare, facendo così crescere la concorrenza.
Secondo Semrush più di una persona su due è più propensa a ricondividere un video rispetto ad altri tipi di contenuti.
L‘89% delle personeafferma che nel 2023 la visionedi un video le ha convinte ad acquistare un prodotto o un servizio e che nel 2024 vuole vedere più video da parte dei brand.
L’attenzione nel modo in cui vengono realizzati e pubblicati i video diventa dunque sempre più importante per garantire il successo del proprio brand: un trend SEO 2024 da seguire e cavalcare.
Trend SEO #5: creare valore per l’utente
Porre l’utente al centrodelle proprie strategie digitali sarà un trend SEO imprescindibile nel 2024.
Per sviluppare strategie digitali successo, anche nell’ottimizzazione dei motori di ricerca, bisognerà guardare a 360° gradi, concentrandosi non solo su specifici contenuti di interesse ma realizzando in toto siti e presenze digitali che rispondano all richieste degli utenti, fornendo contenuti utili e di valore capaci di soddisfare le esigenze.
Nel 2024 la SEO si orienterà verso un approccio più centrato sull’utente, etico e tecnicamente avanzato.
Conoscere, analizzare e comprendere il proprio target sarà ora più che mai fondamentale: noi sappiamo come farlo, contattaci o vieni a trovarci in Via Panzeri 10 a Milano.
Il Community Based Marketing (CBM) è una strategia di marketing progressiva che si concentra sulla creazione e sull’alimentazione di una comunità attiva intorno a un marchio o a un prodotto. L’obiettivo è quello di promuovere il coinvolgimento dei clienti, aumentare la fedeltà dei clienti e, infine, aumentare vendite e interazioni nei confronti del brand. In questo articolo approfondiremo la natura del CBM, i suoi punti di forza, gli approcci innovativi e quali sono i requisiti necessari per strutturare un ambiente ad esso favorevole.
Cosa è il Community Based Marketing
Il CBM è una strategia di marketing che si concentra sul coinvolgimento diretto con i clienti attraverso comunità online e offline. Questo approccio considera i clienti non solo come destinatari passivi di messaggi promozionali, ma come partecipanti attivi in grado di contribuire al successo del marchio. Le aziende che adottano il CBM cercano di creare un legame emotivo tra i clienti e il marchio, incoraggiando la partecipazione attiva, la collaborazione e la condivisione di esperienze.
Come si costruisce un ambiente favorevole al CBM?
Come abbiamo visto e come approfondiremo in seguito, il Community Based Marketing è una strategia ottima per costruire una clientela fidata e di qualità. Tuttavia per arrivare ad un risultato di questo tipo sono necessari alcuni importanti accorgimenti e degli step di fondamentale importanza.
Definire la tua comunità:
Prima di tutto, è necessario identificare chi sono i tuoi clienti e cosa vogliono. Ciò può includere la comprensione dei loro interessi, desideri, bisogni e comportamenti. Questo ti aiuterà a creare una comunità che sia rilevante e coinvolgente per loro.
Creare una piattaforma di comunità:
Avrai bisogno di un luogo dove la tua comunità possa riunirsi e interagire. Ciò potrebbe essere un forum online, una piattaforma di social media, un’app mobile o un sito web dedicato. La piattaforma dovrebbe essere facile da usare, accessibile e fornire strumenti per facilitare la comunicazione e la collaborazione. La stessa natura di molti social network oggigiorno largamente utilizzati (Facebook, Instagram, X), se utilizzati con accortezza, possono meravigliosamente svolgere questa funzione.
Fornire contenuti coinvolgenti:
Il contenuto è il cuore di qualsiasi comunità. È imperativo creare contenuti che siano rilevanti, interessanti e utili per la tua comunità. Questo potrebbe includere articoli di blog, video, webinar, guide, quiz, sondaggi e altro ancora.
Promuovere l’interazione e la partecipazione:
La partecipazione attiva dei membri è fondamentale per il successo di una comunità. Dovresti incoraggiare i membri a condividere le loro idee, esperienze e feedback. Ciò potrebbe includere la creazione di forum di discussione, l’organizzazione di eventi virtuali o fisici, o l’implementazione di un sistema di incentivi che daranno agli utenti sconti o accesso anticipato a promozioni e nuovi prodotti.
Monitorare, migliorare, ripetere:
Infine, dovresti monitorare costantemente la tua comunità per vedere cosa funziona e cosa no. Ciò potrebbe includere l’analisi dei dati di partecipazione, il feedback dei membri e le prestazioni dei contenuti. Dovresti poi utilizzare queste informazioni per migliorare continuamente la tua comunità creando un circolo virtuoso dove la tua community sarà parte integrante del processo di realizzazione dei contenuti.
In conclusione, costruire un ambiente adatto al CBM richiede un impegno a lungo termine e uno sforzo continuo. Tuttavia, con la giusta strategia e gli strumenti giusti, è possibile creare una comunità che sia coinvolgente, gratificante e vantaggiosa sia per il brand che per i clienti.
Dove il Community Based Marketing eccelle
Il CBM eccelle in settori in cui l’interazione tra il cliente e il marchio è fondamentale. Questo include, ma non si limita a, settori come il retail, l’ospitalità, l’intrattenimento e la tecnologia. In questi settori, il feedback dei clienti e l’interazione possono guidare l’innovazione del prodotto, migliorare il servizio al cliente e creare un senso di appartenenza tra i clienti.
Nuovi Approcci al CBM
Con l’avvento dei social media e delle piattaforme di comunità online, il CBM ha assunto una nuova dimensione. I brand possono ora interagire direttamente con i clienti in tempo reale, rispondere ai loro feedback, risolvere i problemi e condividere contenuti coinvolgenti. Questo approccio più diretto e personalizzato ha portato a un aumento del coinvolgimento dei clienti e a una maggiore fedeltà al marchio.
Future Best Practices per il CBM
In futuro, le aziende dovranno adottare un approccio più strategico e personalizzato al Community Based Marketing. Questo potrebbe includere l’uso di dati e analisi per comprendere meglio i clienti, la creazione di contenuti personalizzati che rispondano alle loro esigenze e interessi, e l’implementazione di programmi di fidelizzazione che ricompensino la partecipazione attiva alla comunità. Le aziende dovranno inoltre essere più trasparenti e autentiche nelle loro interazioni con i clienti, poiché questi valori sono fondamentali per costruire una comunità forte e impegnata.
In conclusione, il Community Based Marketing offre un approccio efficace per coinvolgere i clienti e costruire relazioni durature. Con l’uso strategico di tecnologie emergenti e l’adozione di best practices innovative, i brand possono utilizzare il CBM per creare un vantaggio competitivo e guidare la crescita a lungo termine.
Se vuoi approfondire il tema del Community Based Marketing puoi trovarci qui, saremo felici di fare due chiacchiere con te!
Perché il community management per le banche è così importante?
L’attenzione agli utentiche interagiscono con i contenuti e il modo in cui lo si fa rispecchia l’orientamento dell’azienda verso il cliente. E il servizio alle persone è centrale nel posizionamento delle banche e nella loro percezione da parte dei clienti! Per questo nella stesura di una social media strategy è importante dedicare un’attenzione specifica alla gestione delle interazioni.
Vediamo ora in che modo il community management rappresenta una leva strategica preziosissima per le banche.
Può essere un valido strumento di ascolto dei consumatori
La corretta impostazione del community management (di cui abbiamo già parlato in questo articolo) rappresenta lo step base per trasformare il CRM social in consumer listening. A questo va aggiunto un tool di gestione dei commenti e ottime capacità di analisi dei dati: si otterrà così un report sfaccettato in grado di riflettere il sentiment degli utenti verso la banca.
Quali informazioni può rivelare il community management alla banca
Cosa scrivono le persone sotto i post? Attraverso la classificazione dei messaggi e commenti che si ricevono possiamo capire quali sono le casistiche più diffuse, quali volumi raccolgono e come si muovono mese dopo mese.
Questa analisi può dare evidenza alla banca di territori potenzialmente di crisi, di servizi e prodotti che raccolgono feedback negativi oppure su cui si richiedono più informazioni. Queste informazioni rappresentano un bacino di spunti per lo sviluppo del portfolio di prodotti e servizi della banca.
Classificare il sentiment dei commenti è sicuramente un’altra scelta di community management utile a fornire alla banca un’idea della percezione dell’azienda. Confrontando i risultati mese per mese si potranno monitorare le variazioni, capendo così se ci sono aree di intervento da implementare oppure se azioni già intraprese stanno fruttando.
È interessante capire anche chi interagisce con i contenuti: chi è già cliente o potenziali tali? Questo dato fornirà preziosi insight sulla strategia di sponsorizzazione, orientando potenzialmente la massimizzazione degli sforzi su uno o l’altro target.
L’analisi del community management quindi costituisce non solo una leva strategica nell’ambito social: si rivela infatti anche un ottimo strumento per indirizzare scelte di posizionamento e comunicazione che vanno oltre il digital e atterrano sull’offline.
Monitorare le potenziali crisi
L’interazione con la community è in grado di fornire alla banca alert su situazioni potenzialmente di crisi, più o meno gravi.
Immaginiamo uno scenario in cui, in una giornata, il team di socialCRM rileva diverse segnalazioni che riguardano una determinata filiale o il malfunzionamento di uno specifico servizio. Un’attenta gestione di commenti e messaggi privati permetterà di rilevare i volumi potenzialmente in crescita su un argomento e attivare una procedura di contenimento. Le azioni principali saranno infatti:
Definizione una risposta standard da fornire agli utenti, condivisa tra social CRM e CRM/Comunicazione interni alla banca
Creare una label all’interno del tool di gestione per quantificare i messaggi, permettendo un reporting più accurato
Attivare strumenti di web listening per monitorare la crisi oltre gli spazi social owned, in tutti i social media
Può suggerire insight per lo sviluppo di prodotti e progetti
Il community management non è solo questione di numeri: anche l’analisi di contenuto è molto importante. Valutando il contenuto di ciò che viene scritto, la strategia social media può fornire interessanti insight, potenzialmente d’ispirazione per la banca. Gli scenari possibili sono molti:
Captare un bisogno del target e cogliere un potenziale spazio di sviluppo prodotto e servizio
Nell’ambito di partnership o sponsorship, possono sorgere dei suggerimenti: invitare personaggi noti e rilevanti agli eventi, collaborare con un’azienda finora non presa in considerazione, scoprire che le persone sono interessate a un particolare argomento
Un personaggio in vista o un influencer potrebbe commentare i nostri contenuti, aprendo le porte a una collaborazione fruttuosa
Se correttamente gestiti quindi, i social media si trasformano in opportunità di contatto e ascolto dei propri clienti e sono in grado di fornire informazioni preziose per la crescita del business aziendale.
Se vuoi approfondire il tema del community management nel settore bancario puoi trovarci qui, saremo felici di fare due chiacchiere con te!
L’incontro tra il mondo del banking e social media è un fenomeno ormai affermato da anni. Abbiamo già parlato delle 5 regole per una social media strategy vincente nel settore bancario, abbiamo però deciso di dedicare un approfondimento ai possibili target di comunicazione e alle loro differenze.
Negli ultimi anni le banche hanno nuovi potenziali consumatori: quelli appartenenti alla GenZ. Dopo anni di esperienza, sappiamo che questa generazione rappresenta un vero e proprio punto di rottura nel campo della comunicazione: sono infatti i primi veri digital native e questo li porta ad avere regole di fruizione totalmente diverse dalle generazioni che li hanno preceduti.
Banking e social media: come impostare una strategia cross-generazionale
Le variabili da tenere in considerazione per una content strategy che comunichi un prodotto o un servizio ad ogni target sono 4.
Selezionare il giusto canale
Scegliere il giusto focus
Attenzione al tono di voce
Anche l’occhio vuole la sua parte
Questa to do list, unita ad una strategia media mirata e al giusto tocco creativo, darà vita a contenuti davvero efficaci per la generazione che vogliamo raggiungere.
Come comunicare lo stesso prodotto a due generazioni diverse
Chiariamo il concetto con un esempio. Vogliamo comunicare la possibilità di inserire la carta di credito sul cellulare e utilizzare lo smartphone per pagare nei negozi fisici. Questa comunicazione non ha di per sé un particolare target generazionale: può interessare un Gen X o un Boomer così come un GenZ.
Ecco un esempio di come possiamo differenziare i contenuti in base alle generazioni, riprendendo la check list di prima.
Comunicazioni banking e social media per il target Gen X/Boomer
COPY DI LANCIO:Attiva Apple Pay e cambia il tuo modo di fare acquisti! Le tue carte BANK saranno sempre a portata di mano e solo tu potrai autorizzare il pagamento. Scopri i vantaggi e la sicurezza Apple Pay: [link]
Un formato statico: chiaro ed immediato, comunica tutte le informazioni unitamente
Anche la lunghezzadeitesti è ridotta, per una fruizione immediata del concetto
Visualizziamo il servizio con uno smartphone,device sicuramente più affine al target
Il focusdei testi è la sicurezza, per contrastare pregiudizi rispetto ai metodi di pagamento tradizionali. Comunichiamo il concetto nel testo principale e lo rafforziamo nel testo secondario, rassicurando che si attiva solo tramite riconoscimento biometrico
Anche il copydilancio rimarca il tema della sicurezza e invita a un ulteriore approfondimento sul sito
COPY DI LANCIO:Dai, evolviti e paga anche tu con Apple Pay! Scopri tutti i vantaggi: [link]
Per attirare l’attenzione del target giovane (che fruisce un numero di contenuti altissimo in una giornata, scrollando al primo sguardo ciò che non interessa) optiamo per una costruzione di contenuto differente: partiamo con una domanda diretta che riguarda il loro comportamento, per arrivare poi al prodotto
Questo porta alla scelta di un formato più complesso, un video, che ci permette la costruzione del breve storytelling
Il ToV è ironico per attirare l’attenzione, così come è ironica la scelta delle immagini a inizio contenuto
Il prodotto è descritto mettendo in luce la praticità del sistema, sia attraverso scelte lessicali che nell’inserimento dello smartwatch come device
Il copydilancio è breve e si mantiene su un tono ingaggiante e informale. La CTA all’approfondimento sul sito gira attorno ai vantaggi del sistema, richiamando l’idea della praticità
Conoscere i comportamenti digitali e le caratteristiche di ogni generazione ci dà la possibilità di costruire contenuti ad hoc per ciascuna, per dare vita a una social media strategy davvero efficace per una banca.
Se vuoi approfondire il nostro approccio generation driven, puoi trovarci qui, saremo felici di fare due chiacchiere con te!
Da tempo banche e social media si sono incontrati, dando vita a diversi spazi utili alle strategie di comunicazione di piccoli e grandi istituti di credito e alle esigenze di informazione e contatto dei loro clienti.
Le possibilità che i social offrono a questo settore sono numerose: interazione con clienti attuali e potenziali, comunicazione di servizi e prodotti e più in generale l’opportunità di raccontare le attività della banca nel contesto del territorio e della vita sociale nel suo complesso.
La presenza delle banche nella vita sociale, al di là della pura erogazione di servizi finanziari, fa sì che una strategia social media per una banca debba essere per definizionetailor-made, perché al di là delle similitudini dei servizi offerti, il posizionamento della banca nella vita culturale, sportiva e sociale e le sue nuove strategie ESG sono uniche e distintive.
Vediamo insieme le 5 regole d’oro per una strategia social media efficace per una banca:
Prodotti e servizi sono sicuramente due topic di comunicazione importanti per una banca sui social media.
Nel complesso della comunicazione social media, è fondamentale dare vita a un piano editoriale ricco e distintivo che veicoli l’offerta commerciale. Tuttavia l’offerta di un istituto bancario potrebbe essere percepita come simile a quella della concorrenza.
Per questo è bene attingere anche ad altri argomenti che riflettono il posizionamento della banca e rappresentano un prezioso bacino di contenuti:
Racconto delle attività CSR / ESG
Condivisione dei risultati dei progetti CSR / ESG
Sponsorship e partnership in ambito culturale, sociale e sportivo
Comunicazioni corporate
Bilanciare il mix di contenuti in maniera corretta è fondamentale per rispecchiare il posizionamento dell’azienda e riuscire a rispondere agli obiettivi di comunicazione della strategia.
2. Ad ogni canale la giusta pubblicazione
Un altro elemento che costruisce la strategia social media è la valutazione dei canali social da attivare. Di fatto ogni piattaforma è popolata da target anagrafici differenti, ha funzioni diverse, viene utilizzata con spirito differente e infine è caratterizzata da formati peculiari.
Gli utenti hanno aspettative e comportamenti diversi quando navigano le diverse piattaforme social: nelle pagine Facebook delle banche troviamo spesso lamentele o richieste di supporto, mentre su Instagram si raccolgono maggiormente interazioni positive legate alle attività di sponsorship o ESG.
Per questo scegliere con cura la distribuzione dei contenuti sui canali è imprescindibile per una strategia social media efficace; il “mirroring” deve avere un ruolo secondario, spesso residuale.
3. Essere riconoscibili, per non essere una banca qualsiasi
Se facciamo un po’ di benchmark tra le banche sui social media, notiamo quanto spesso i contenuti abbiano un aspetto simile. Ovviamente quasi tutte le aziende utilizzano fotografie da database immagini: nulla di male se questa scelta è supportata dallo sviluppo di una visual identity riconoscibile.
Tra i tanti elementi che concorrono all’identità grafica social troviamo:
Palette colori definita
Elementi grafici peculiari
Set animazioni uniformi
Linee guida sulla scelta delle immagini
Dos e don’ts nella post produzione delle immagini
Queste scelte costruiscono la coerenza dei nostri feed, permettono ai nostri contenuti di essere riconoscibili al primo sguardo e mantengono la nostra identità anche tra piattaforme e formati diversi. Parte fondamentale per una strategia social media efficace per una banca è la stesura di un documento di visual identity social media che delinei tutti questi elementi.
4. Il tono di voce giusto
I social media hanno un linguaggio proprio, diverso dalla comunicazione monodirezionale di altri canali. E non basta: ogni social network incarna peculiarità di linguaggio uniche, che dipendono dall’anagrafica dei sui membri, dalle sue finalità d’uso, dai formati testuali e visuali e anche dalla sua storia.
La vera sfida è trovare il giusto bilanciamento tra le esigenza dei social, della singola piattaforma e del tono di voce di marca, che deve mantenere la sua connotazione. In questo modo avremo contenuti credibilinel contesto in cui sono pubblicati e perfettamente bilanciati tra le 2 anime: banche e social media.
Anche il pubblico a cui ci rivolgiamo fa la differenza: ad esempio, se vogliamo comunicare un prodotto sia ai Millennials che alla Gen Z dovremo utilizzare codici e toni differenti. Se siete curiosi, in questo articolo abbiamo proprio approfondito il tema della comunicazione multi-generazionale delle banche sui social media.
5. Un’attenta gestione delle interazioni
Il bello dei social media è che non è solo il brand a parlare al pubblico, ma anche i consumatori hanno la possibilità di parlare alla marca. I motivi per cui gli utenti interagiscono con i post social o tramite direct message sono svariati: richieste di informazioni, ricerca di supporto, condivisione di esperienze positive e non, richieste alla stessa community di opinioni su prodotti o servizi. La gestione delle interazioni è uno strumento potentissimo di marketing e costituisce una componente essenziale di una strategia social media.
Ecco le regole d’oro del community management per le banche:
Prevedere periodo di formazione delle risorse dell’agenzia social, per gestire in autonomia e rapidamente alcune tipologie di richieste e commenti
Impostare un documento di FAQ e tenerlo aggiornato, per facilitare il lavoro di community management con template di risposte approvate
Avere procedure e strumenti di condivisione di informazioni tra chi gestisce il CRM internamente alla banca e chi si occupa del social CRM, così da poter affrontare casi inusuali con la massima efficienza
Elaborare un documento di tone of voice che si adatti alle diverse casistiche: differente sarà infatti il tono di risposta a un commento negativo rispetto all’interazione con un commento positivo
Avvalersi di un tool di ticketing che aiuti non solo a gestire le risposte ma anche a tenere traccia dei casi aperti e evasi
A questo tema abbiamo dedicato anche un approfondimento, in cui vi raccontiamo quanto un buon community management possa essere prezioso per l’azienda.
Il mondo dei social media è caratterizzato da continue novità, cambiamenti di algoritmo, lanci di features e nuovi trend. Questo scenario sempre in movimento può sembrare in contrasto con strutture complesse come le banche, in cui i processi decisionali sono molto strutturati e i contenuti da comunicare estremamente delicati.
Come agenzia di comunicazione siamo sempre aggiornati su questi aspetti e siamo in grado di rivedere in modo agile la strategia, per garantire alle banche pagine social media sempre aggiornate ma coerenti con il loro posizionamento.
Se ti abbiamo incuriosito puoi trovarci qui, saremo felici di fare due chiacchiere con te!
La bellezza, lo sappiamo bene, è da sempre uno dei temi più caldi sui social! Per questo è importante che i beauty brand scelgano una Social Media Strategy coinvolgente, che possa aiutarli a distinguersi dai competitor e guadagnarsi posto nel cuore del pubblico. Quali accorgimenti adottare per parlare di beauty sui Social Media? Quale tipo di contenuti preferire? Quali messaggi trasmettere? In questo articolo vedremo 5 consigli per impostare una Beauty Social Media Strategy efficace.
1. User-generated content: ingaggia la tua community!
Il primo passo per creare un legame con i consumatori è quello di metterli al centro della tua Strategia Social Media. Come fare? Gli UGC sono la risposta! Inserire questi contenuti nella tua programmazione social ti aiuterà a creare una community di beauty enthusiasts attorno al tuo brand, che apparirà molto più credibile e vicino alle persone. Un bonus point? Gli UGC sono contenuti organici, ma con un grande potenziale di reach!
Come ottimizzare la creazione di UGC?
La parola magica: Dialogo! Coinvolgi i tuoi utenti, ispirali e parla con loro! Assicurati di utilizzare le call-to-action nei tuoi copy, sfrutta gli strumenti di interazione e apri un canale di dialogo con il tuo pubblico. Gli utenti si sentiranno più vicini al brand e più invogliati a dare il proprio contributo!
Un ritorno in visibilità: un buon modo per favorire la continua creazione di UGC è sicuramente quello di ricondividerli sulle tue pagine social in maniera regolare. In questo modo, ti posizionerai come un brand che dà spazio alle storie e alla creatività delle persone.
Niente crea aggregazione come un #hashtag: assicurati di sceglierne uno che sia impattante e riassuntivo dei valori del tuo brand, e utilizzalo quando inviti gli utenti alla creazione di contenuti. Sarà un segno distintivo della tua community, nonché un ottimo canale di raccolta per i tuoi UGC
2. Il potere dei Beauty Tutorial
Il solo prodotto non basta più: i consumatori vogliono vederlo all’opera e conoscerne tutti i segreti. E niente è meglio di un Beauty Tutorial per “svelare il trucco”! Il valore aggiunto del tutorial sta sicuramente nella possibilità per l’utente di vedere il prodotto in azione e scoprirne i migliori metodi di utilizzo. Ma anche la persona che compare nel video può fare la differenza! Scegliere un Beauty Creator in linea con i valori del tuo brand e con una fanbase forte aumenterà la tua credibilità e ti aiuterà a guadagnare la fiducia di un vasto bacino di utenti.
Come realizzare un Beauty tutorial vincente? Ecco alcune tips:
Mai dilungarsi troppo nelle spiegazioni! Rischi di perdere il focus del tuo messaggio e l’attenzione del tuo utente
Divertiti con l’editing: i video senza tagli rischiano di essere eccessivamente lunghi e monotoni, un editing accurato e la musica giusta possono fare la differenza!
Non “ti insegno come truccarti” ma “mi preparo con te”: non porti al di sopra del consumatore, ma dagli dei consigli su come valorizzare al meglio i suoi punti di forza!
3. Non dimenticare TikTok nella tua strategia social media!
Get ready with me, Beauty hacks e Beauty reviews sono tra i contenuti più diffusi su TikTok, che si conferma tra le piattaforme più influenti per gli acquisti d’impulso: come riporta questo articolo di Statusphere, il 67% degli utenti su Tiktok affermano che la piattaforma li ha spinti all’acquisto senza previa intenzione. Vuoi trarre il meglio dalla tua Social Media Strategy su TikTok? Ricordati di rimanere sempre aggiornato sui trend!
4. Sii inclusivo
In una società composita e sfaccettata come la nostra, dove ogni persona deve trovare il proprio spazio di rappresentazione, non è più credibile che la comunicazione di un brand si limiti a rappresentare solo alcune categorie di pubblico. Gli standard di bellezza sono una nozione superata, così come la convinzione che il target femminile sia l’unico possibile per un brand Beauty.
Il make-up e la skincare sono per tutti, perché tutti hanno il diritto di sentirsi a proprio agio nella propria pelle. Un brand beauty che vuole comunicare efficacemente sui Social Media, quindi, deve saper parlare a tutti e rappresentare il pubblico nella sua eterogeneità, celebrando la diversità in ogni suo aspetto.
È il momento, per i Beauty brand, di adottare un linguaggio inclusivo, senza fare distinzioni di genere e oltrepassando tutte le barriere sociali e culturali. Quelle non andranno mai di moda!
5. Non limitarti a comunicare il prodotto, comunica dei valori
Il messaggio chiave di una beauty Social Media Strategy vincente è uno solo: la bellezza non è l’assenza di difetti, ma sentirsi bene nella propria pelle. La comunicazione di un Brand Beauty deve quindi spingersi oltre gli stereotipi di bellezza: il prodotto sarà lo strumento indispensabile per valorizzare la bellezza unica e irripetibile di ogni persona.
Con l’arrivo della fine dell’anno Google, attraverso Google Trends ci regala come sempre un excursus sui mesi passati dal punto di vista della particolare lente delle ricerche online.
I risultati forniti da Google Trends in Italia sono un ottimo strumento per guardare e comprendere quello che è accaduto, sapendo che in queste ricerche ci sono le curiosità, i topic, i sentimenti e le necessità di tutto il Paese.
Non si tratta di classifiche assolute, ma degli argomenti che hanno fatto registrare i maggiori picchi di ricerca rispetto al 2020. Ovviamente tutto questo cercheremo di valutarlo anche con un occhio di riguardo verso i brand, che spesso possono trovare ottimi spunti per i progetti da impostare per l’anno successivo.
Google Trends, le parole dell’anno
Serie A
Europei
Classroom
Raffaella Carrà
Champions League
Roland Garros
Christian Eriksen
Wimbledon
Green Pass
Matteo Berrettini
Tra le parole più cercate nel 2021 c’è tantissimo sport. Sicuramente il 2021 è stato un anno di grandi traguardi per l’Italia, tra la vittoria degli europei e l’emozionante percorso a Wimbledon di Berrettini. Questo e molto altro ha scatenato emozioni forti, che hanno calamitato l’attenzione e le query di milioni di italiani che dopo mesi di distanziamento hanno trovato nello sport quel senso di collettività di cui tanto si necessitava.
Tra le parole più cercate ci sono anche l’addio a Raffaella Carrà, ma anche Mario Draghi, lo Spid, il Ddl Zan.
Nella lista delle parole più digitate dagli italiani negli ultimi 12 mesi spiccano il Green Pass e Raffaella Carrà, scomparsa il 5 luglio scorso, che ha commosso tutta l’Italia. Segue poi Christian Eriksen, Champions League, Serie A (che è inoltre tra gli eventi più cercati dell’anno), Roland Garros, Wimbledon e Matteo Berrettini.
Tra la top 3 della lista c’è anche Classroom, il programma per la didattica a distanza.
Ecco quindi il primo esempio di come un brand può posizionarsi e coprire le grandi esigenze degli utenti. Parliamo ovviamente di Google, che ha implementato la funzione Classroom per permettere agli studenti di tutto il globo e di tutte le età di continuare al studiare nel modo più ottimale.
Ma ci sono altri brand che che si sono inseriti nel “mercato” della DAD con software ad hoc, come Moodle, TeamSpeak o Office 365 Education di Microsoft, solo per citarne alcuni.
Anche quest’anno il covid-19 è stato il centro delle nostre ricerche
Naturalmente, molte delle ricerche degli utenti italiani si sono rivolte alla caccia alle informazioni e agli aggiornamenti per gestire, dal punto di vista pratico e psicologico, l’emergenza.
In cima alla lista delle keywords troviamo Green Pass, lo strumento che sta permettendo a molti locali di tornare a capienze più o meno pre-pandemiche.
Come…
Scaricare il Green Pass
Finisce Masha e Orso
Prenotare il vaccino
Fare lo SPID
Prenotare la terza dose
Tramite la keyword“Come..” vediamo che il tema della pandemia compare spesso (sì, oltre a voler assolutamente scoprire come finisce Masha e Orso 😊 ma noi non faremo spoiler). Le persone si sono chieste come scaricare il green pass, ma anche come prenotare il vaccino e la terza dose.
Insomma, dai dati che si possono analizzare con Google Trends è più facile per i brand intercettare quali sono gli interessi e le esigenze degli utenti, che siano globali o di una determinata area geografica.
È importante quindi saper sfruttare tutti gli strumenti a disposizione per migliorare diversi aspetti della propria comunicazione, iniziando dalla SEO, passando per i la progettazione di strategie a breve, medio e lungo termine.
Google ogni anno raccoglie i maggiori trend, in una nuova declinazione dell’analisi che nasce sotto il principio dello “Zeitgeist” (spirito culturale).
Dalle query emerge quindi cosa differenzia il nostro periodo storico e le informazioni che rispecchiano gli eventi accaduti nel tempo. Per questo Google Trends diventa una sorta di “libro di storia” digitale, che in futuro ci ricorderà cosa ci ha caratterizzato negli anni.