Il Customer Relationship Management in epoca Covid-19: la formula per umanizzare i brand

Il Customer Relationship Management è da sempre la patata bollente della comunicazione. State ancora aspettando di ricevere risposta su Facebook o Twitter alla richiesta di informazioni rivolta al vostro operatore telefonico? Forse a breve riceverete una risposta, e ci è voluta una pandemia globale.

Il Covid-19 ha causato gravi danni economici in tutto il mondo. Compreso il rovesciamento delle priorità dei consumatori, pronti a mettere in secondo piano da un giorno all’altro il loro potere di acquisto, per destinare interesse, fondi e attenzioni ad altri messaggi, quelli legati alla sicurezza, all’autoconservazione e al risparmio.

IAKI - Customer Relationship Management
Fonte: Insidemarketing.it

Un nuovo modello di business per le imprese

Il nuovo modello di comportamento dei brand vede un offuscamento del confine tra le imprese, la società e le persone, con una netta e più profonda integrazione degli orientamenti di valore pubblico, ambientale e commerciale. Come si traduce questo cambiamento in modelli di business? Ecco degli esempi:

  • Qantas e Air New Zealand hanno riadattato le loro flotte passeggeri per i voli cargo, in modo da poter consegnare forniture mediche essenziali
  • Louis Vuitton, Prada, Armani e altri hanno riconvertito i loro siti di produzione per produrre centinaia di migliaia di mascherine chirurgiche, camici monouso e protezioni sanitarie
  • FCA e Ferrari, insieme a Marelli, hanno messo i loro impianti e dipendenti a disposizione di Siare Engineering International, leader nella progettazione e produzione di apparecchiature medicali a livello mondiale
IAKI - Customer Relationship Management 2
Fonte: www.centralmarketingintelligence.it

Risposta immediata all’emergenza Covid, ma il futuro?

Se l’adeguamento delle strategie di marketing è mirato a vivere nel Q2 del 2020, cosa si prospetta guardando un attimo più in là a livello di comunicazione ed interazione con gli utenti/consumatori? Come si evolverà il Customer Relationship Management?. I brand che vogliono percorrere in modo virtuoso la strada del marketing digitale devono seminare oggi quello che oculatamente raccoglieranno nei prossimi mesi, anche perché l’internet è sovraffollato, ma almeno siamo salvi dagli assembramenti.

Una ricerca di Global Web Index ci presenta una divisione degli accessi ai social media in tutte le fasce di età:

  • il 27% tra la Gen Z
  • il 30% tra i Millennials
  • il 29% tra la Gen X
  • il 15% tra i Boomer

Ecco perché le attivazioni, campagne e strategie digitali dovranno essere impostate per poter vivere cross-gen e adattate al post emergenza Covid:

  • Gucci invita tutti i suoi follower ad entrare nella #GucciCommunity, dando un contributo economico per combattere la situazione di crisi attraverso campagne di crowdfunding oggi, ma questa campagna può funzionare anche in futuro
  • L’adv out of home è trending per comunicare il distanziamento sociale oggi, ma non sarà più utile se cambieranno le abitudini dei consumatori/utenti
  • Il primo passo dell’adeguamento della comunicazione è stato cavalcare il trend di modificare i loghi distanziando font ed elementi, ma per il futuro serve una messa a terra a lungo termine della strategia, in modo che dal logo i prossimi ad allontanarsi non siano i consumatori

IAKI - Brand distanziati

Customer Relationship Management: non fiori, ma una comunicazione empatica

I consumatori, che sui social sono utenti, come si possono rendere conto di questo cambiamento, al netto delle prime iniziative immediate di riconversione produttiva? La risposta è: nelle conversazioni con i brand in senso lato, che per le aziende a livello strategico e in senso stretto prende il nome di community management declinato in tutte le sue strategie:

  • Fare social media listening
  • Usare tool di social media monitoring
  • Destinare risorse formative e di allineamento agli specialist e ai community manager

Una strategia di comunicazione credibile e affidabile vede queste tre leve azionate contemporaneamente. Da messaggi realistici, rassicuranti, gentili e positivi, non più artefatti da logiche troppo pubblicitarie e poco empatiche. La riuscita è legata ad una componente umana: le persone.

E saranno proprio le persone intese come gli specialist e i community manager, dei distaccamenti social interni delle aziende o delle agenzie, a favorire il processo di umanizzazione dei brand, necessario in questo livello zero post coronavirus.

Il futuro del Customer Relationship Management

Come faranno? Probabilmente così:

  • Adegueranno il Tone Of Voice delle conversazioni con gli utenti
  • Sceglieranno di affiancare comunicazioni di aggiornamento sulla situazione locale dell’emergenza Covid-19
  • Stravolgeranno il piano editoriale, cancellando o rimandando post considerati non consoni
  • Troveranno la chiave di comunicazione verso gli utenti per valorizzare l’adeguamento delle strategie aziendali, così da comunicarle agli utenti in modo vero, genuino e trasparente
  • L’interpretazione del flusso comunicativo sarà meno spersonalizzata, in modo che risultino più umane e meno spersonalizzate anche l’immagine e la brand reputation dell’azienda di riferimento
IAKI - EA
Fonte: https://twitter.com/eaitalia

Se provassimo a stilare delle linee guida o un breve vademecum del community manager i passaggi fondamentali potrebbero essere questi:

  • Frequenza: comunicate con i follower dei vostri profili con la maggiore frequenza possibile. Come? Attraverso riscontri pro-attivi ai messaggi positivi (live), interazioni. E ancora: approfondimenti tramite messaggi privati e rispondendo nei commenti sugli argomenti che possono dare informazioni a tutta la community
  • Empatia: capire e riconoscere la frustrazione degli utenti è fondamentale per dare una risposta adeguata e tempestive a qualsiasi tipo di richiesta, rimandando ad un customer service se possibile per approfondimenti dei casi one-to-one
  • Cortesia: gli specialisti che rispondono e gli utenti che chiedono sono entrambi essere umani: la chiave sta nell’essere semplicemente naturali, facendo sentire il proprio interesse e la propria vicinanza attraverso un Tone of Voice curato e cortese
  • Comprensione: i toni degli utenti potrebbero essere molto spesso non propriamente educati e comprensivi; è sufficiente non personificare nervosismi, sarcasmo o critiche. È importante ricordarsi sempre che gli specialisti stanno offrendo un servizio a nome di un brand. Quindi qualsiasi comunicazione deve essere centrata e a fuoco con i valori e la mission aziendale

Al termine di questo processo di adeguamento della comunicazione digitale, contaminata dalla componente umana dei singoli addetti ai lavori, forse sarà possibile ricevere risposte più tempestive ma soprattutto più empiricamente vicine a noi, anche da parte di quei community manager un po’ più farfalloni.

Live streaming e social distance: una diretta ci salverà

Le live streaming sono state un po’ una benedizione durante l’emergenza sanitaria degli ultimi mesi. Inutile negarlo, ci sono attività che nella fase 2 (ma anche più avanti) sono di difficile realizzazione visto che la distanza sociale rimane una realtà. Come fare se le regole dicono ancora: niente assembramenti e distanza di almeno 1 metro tra le persone?

Che fine fanno tutti gli incontri che prevedono la presenza di 100, 500 o migliaia di persone nel medesimo luogo allo stesso momento? Non parliamo solo del campionato di Serie A, ma anche di manifestazioni culturali, festival o più semplicemente di presentazioni di libri.

Naturalmente è tutto da rivedere, emergenza coronavirus e sicurezza impongono una totale revisione degli spazi e dei modi di fruizione degli incontri fisici, ed è qui che la tecnologia viene in aiuto di artisti e pubblico.

Sì, perché se c’è una cosa che ci hanno insegnato le piattaforme di videoconferenza come Zoom e Skype negli ultimi tre mesi, è che una video call azzera le distanze.

Ma ci sono altri vantaggi dal punto di vista della comunicazione, vediamoli insieme:

  • Una live streaming si può seguire ovunque: o altrimenti detto, se il tuo pubblico non può venire da te, vai tu da lui! In termini di comodità non ci sono paragoni né è possibile pensare a scenari migliori: si evitano file, attese e basta veramente un clic per partecipare a un incontro online.
    Un esempio? Le dirette streaming del Salone del Libro che causa Covid-19 ha posticipato l’evento in fiera a settembre, ma non ha voluto rinunciare a qualche occasione di incontro con gli autori a maggio. (Ad aprire SalToEXTRA è stato Alessandro Barbero, con una lectio inaugurale che ha fatto la gioia dei fan dello storico. 🔥)
  • La live streaming elimina le sovrastrutture: evviva, finalmente un modo per dare ampio spazio alla sostanza! Si eliminano i “rumori” di fondo e i riempitivi per andare dritti al punto, per la gioia di chi ama la concretezza. Un esempio? I tanti webinar (tipo questo di Università Cattolica) che hanno animato la rete in questi mesi particolari o le dirette di Marco Montemagno, personalità del mondo web e tech. 📢
  • La live streaming è perfetta per gli utenti che amano interagire: la diretta si guarda, è vero, ma durante tutta la durata è possibile partecipare attivamente: sarà per questo che Instagram ha dedicato alla modalità diretta una sezione Q&A impostata unicamente alle domande della community a cui i protagonisti della live possono rispondere?

IAKI - Instagram Q&A live streaming

Ecco, se il vostro brand ha qualcosa da dire in questo momento, le live streaming sono la risposta!

Su che canale farle? A questo proposito non avete che l’imbarazzo della scelta: Facebook, Instagram e Youtube sono sicuramente i social più utilizzati, ma anche Twitch e Twitter potrebbero regalarvi grandi soddisfazioni. E no, non dovrete ingaggiare una troupe cinematografica.

Per una live streaming Facebook ad esempio potrete pensare a creare una diretta con regia in modo da:

  • Dare il giusto spazio in video a ogni relatore, regolare il volume dei loro microfoni, ecc
  • Condividere una schermata o inserire un elemento grafico o video
  • Customizzare con grafiche e overlay
  • Far comparire nel video un commento social da parte di un utente
  • Invitare partecipanti del pubblico alla live

Insomma, nulla da invidiare a un’occasione di incontro fisica, ma con un plus non indifferente: un risparmio economico importante. Pensate solo a spostamenti, vitto, alloggio, logistica, attrezzatura, prenotazioni location e tanto altro…

Dite la verità, vi stiamo tentando eh?

Allora date uno sguardo a uno dei nostri lavori in materia di live streaming (qui il lancio di Fifa 20 per Electronic Arts) e poi scriveteci: organizzeremo per voi una live streaming di successo!

Il Virtual Office di Lark: stay hungry, stay smart!

Qualche mese fa per alcune aziende sembrava impossibile poter organizzare il lavoro di ogni giorno da casa, eppure l’emergenza virus ha costretto tutti a cambiare prospettiva e mentalità, verso una delle più veloci digital trasformation degli ultimi anni.
E così, in meno di due giorni, gli uffici di tutta Italia si sono attivati con:

  • Smart working
  • Telelavoro
  • Chat
  • Video-conferenze.

Ogni mattina, davanti al primo caffè della giornata, ci siamo ritrovati ad aprire non solo le email e l’agenda di lavoro, ma anche una sfilza infinita di chat e tool differenti per le video call del giorno.

E così, tra colleghi che a ogni ora ci contattavano su una chat diversa o programmavano call sull’ennesima app, ci è apparso davanti come una visione celestiale proprio lui… Lark!

Virtual Office: una feature per smartizzarli…

No, non si tratta del nome del nostro nuovo cane o animale domestico, bensì di una suite office di nuova generazione in cui abbiamo trovato un alleato perfetto per l’organizzazione del nostro lavoro. In realtà già vi avevamo spillolato tutte le best feature, ma per chi se lo fosse perso, con la piattaforma è possibile gestire i flussi interni di lavoro del proprio team da casa, in un unico workspace.

Pronti quindi a ripulire la memoria del vostro smartphone e PC, perché per calendar, documenti, chat e video-call vi basterà (finalmente!) una sola app.

In particolare, tramite la funzionalità di Virtual Office è possibile avviare una chat room audio che può contenere fino a 50 partecipanti contemporaneamente (per la gioia delle vostre orecchie!).

IAKI - Lark Virtual Office 1

Fonte: larksuite.com

All’interno del tuo ufficio virtuale potrai:

  • Visualizzare l’elenco dei partecipanti
  • Disattivare l’audio
  • Invitare nuovi membri a partecipare

E se avessi bisogno di assentarti per qualche “urgente” motivo (come l’arrivo del corriere che suona al citofono per consegnarti l’ennesimo acquisto online)? Potrai tranquillamente disconnetterti dal Virtual Office, lasciando la sessione in funzione per i membri del tuo team, e raggiungerli nuovamente in qualsiasi momento.

My Virtual Office is better than yours!

Le chiamate o le videochiamate presuppongono una pianificazione degli argomenti da discutere, un orario e dei temi prestabiliti. Insomma una vera e propria comunicazione intenzionale e, in un certo senso, in via più ufficiale.

Il Virtual Office si allontana dal concetto di “riunione” e cerca di replicare l’ambiente di lavoro tramite una comunicazione spontanea che fa sentire il team fianco a fianco, come se tutti i colleghi fossero alla stessa scrivania.
Di’ la verità, non ti manca scambiare due battute con il tuo “compagno di banco” mentre discutete delle prossime idee e avanzamenti di progetto? Beh, con Lark sarà un po’ la stessa cosa, ma potrete rimanere tranquillamente in tuta e senza pettinarvi: il bello del Virtual Office è che nessuno lo noterà!

E quando proprio non riesci a fare a meno delle videochiamate…

Il Virtual Office è fantastico, ma quando il tuo responsabile chiede di mostrargli il progetto a cui stai lavorando è inevitabile fissare un video meeting.
E allora perché utilizzare Lark anche in questi casi?
Semplice, oltre alla normale condivisione dello schermo, il tool permette ai partecipanti del meeting di condividere e modificare allo stesso tempo i propri documenti con diverse modalità di visualizzazione:

  • Modalità Free: i partecipanti possono scorrere il documento individualmente
  • Modalità Follow: i partecipanti seguono l’avanzamento della persona che sta condividendo il file

È inoltre possibile modificare le autorizzazioni del documento permettendo a tutti di apportare direttamente le modifiche su di esso in modalità “live”, in poche parole potrai lavorare sullo stesso file insieme ai tuoi colleghi. Fantastico, no?

IAKI - Lark Virtual Office 2

Fonte: larksuite.com

Pronti a farvi catapultare in un’esperienza di lavoro da remoto a 360°?