Facebook e le foto a 360°: noia o rivoluzione?

Avrei voluto iniziare con una delle mie intro un po’ pazze (giusto per usare una espressione anni ’80) ma ho deciso di andare subito al sodo: Facebook ha introdotto le immagini a 360°.
Sorpresi? No dai. La rivoluzione era nell’aria, c’era l’esigenza di sfruttare tutti gli scatti panoramici realizzati con App, fotocamere e smartphone e Zuckerberg e soci non se la sono fatta scappare.

Di cosa si tratta? Semplice, le immagini panoramiche potranno essere pubblicate su Facebook (pagine e profili) e “navigate”, la stessa cosa che avviene per i video (ne avevo parlato qui).
Da desktop è sufficiente cliccarci sopra e muoversi all’interno della foto, mentre sul mobile abbiamo due opzioni: muovere il telefono oppure toccare la foto.

Come vengono visualizzate? Appariranno nei nostri stream e saranno contrassegnate da un’icona che rappresenta una bussola. L’icona è sul lato destro dell’immagine.

Qui c’è una foto pubblicata dal buon vecchio Mark il giorno del mio compleanno:

It’s 360 photo launch day! Here’s one inside the Supreme Court of the United States taken by Fred R. Conrad at The New York Times.

Pubblicato da Mark Zuckerberg su Giovedì 9 giugno 2016

Il product manager Andy Huang ha recentemente scritto: “We introduced photos on Facebook more than a decade ago, and they quickly became one of the main ways that people share their experiences.”. Vorrei tanto dire di essere d’accordo con lui, ma non è così. Ma chi sono io per dirgli di no?

In effetti questa novità rappresenta una nuova opportunità per i brand per creare contenuti interessanti. Soprattutto nel settore dell’intrattenimento, del turismo e in tutti quei settori dove, ovviamente, l’immagine è importante.

Ecco qualche esempio di chi ha già provato:

 

Facebook Spaces: la seconda vita di Second Life?

La seconda vita di second Life è su Facebook. Come la seconda vita di molti di noi del resto. Insomma un’inception di vite.

Facebook da tempo prende quel che c’è di bello (o ritiene utile) e lo fa proprio. Finite le novità del momento volge lo sguardo al passato e si ricorda di Second Life lanciando Facebook Spaces.

Ai più giovani forse il nome Second Life non dirà niente, ma per chi ha superato la soglia degli enta (io no, da tempo ho 21 anni), Second Life rappresenta una pietra miliare nel percorso che ci ha portati ai social del 2017.

Per chi non sapesse di cosa parlo ecco un estratto da Wikipedia: “Second Life è un mondo virtuale elettronico digitale online lanciato il 23 giugno 2003 dalla società americana Linden Lab a seguito di un’idea del fondatore di quest’ultima, il fisico Philip Rosedale”.

In Second Life ci sono case, luoghi, negozi e persone che creano e fanno cose straordinarie (lo dicono anche loro in home page). Sì perché il mondo di Linden Lab è ancora vivo e lotta insieme a noi. O a qualcuno di noi.

Facebook quindi lancia Spaces, un luogo virtuale da visitare con la realtà… virtuale.
Al momento è tutto in beta per Oculus Rift e Touch e si può scaricare dall’Oculus Store.

Fonte: Facebook Spaces

Con Facebook Spaces si può creare la propria copia virtuale partendo da una foto Facebook e customizzabile con molti dettagli. Si possono condividere ricordi incontrando virtualmente gli amici e mostrando loro foto e video. Ci sarà la possibilità di disegnare oggetti 3D, scattare selfie virtuali con gli amici.

 

Come dice Rachel Franklin, Head of Social VR Facebook, è solo l’inizio:

“Today is only the beginning. We’re launching in beta, and we’ll add new features as we learn from your feedback and continue exploring what makes social VR experiences most meaningful. We also plan to bring the experience to more platforms over time. We’ve only just scratched the surface of social VR technology. In the future, it will continue to transform the way people around the world stay connected with their communities and those closest to them. We can’t wait to get there”.

Opportunità per i brand?

Con Facebook Spaces i brand avranno un ulteriore spazio per il coinvolgimento delle persone e per la promozione dei propri prodotti.
Al momento credo che una delle attività più interessanti da attivare su questo canale sia legata all’influencer marketing. Vedo gruppi di discussione e presentazioni di prodotti (come accade per noti marchi di cosmetici che vendono porta a porta) ed eventi. Il tutto realizzato a costi organizzativi minori.

Insomma, una nuova versione di Second Life, ma con il visore. Ci vediamo lì?

Il decalogo Facebook contro le Fake News

Quali sono i segnali per individuare una fake news?

Sarà capitato anche a voi di trovare un articolo condiviso su Facebook con un titolo urlato e sensazionalistico o con una formattazione strana o errori di battitura, o con una url che assomiglia a quella di un sito conosciuto e autorevole. Sono tutti segnali che ci indicano che quella notizia in realtà è un falso: è una fake news.

Nonostante la notizia contenga uno di questi segnali non sempre le persone riescono a distinguerla e a evitarla cedendo alle bufale. Ne avevamo parlato QUI.

Le fake news sono dannose per tre motivi:

  • Generano ricchezza ai proprietari dei siti che lanciano notizie false con logiche acchiappa click.
  • Assenza di controlli per chi si crea fake news.
  • Nessuno è immune alle fake news: nonostante tutti gli strumenti in possesso per smascherare una falsa notizia, la nostra guardia non è sempre alta e i titoli accattivanti finiscono per farci cliccare.

Le ripercussioni sociali, economiche e politiche della circolazione di queste notizie sono molteplici e meritano un discorso molto approfondito. Mi limiterò solo a spiegare cosa Facebook sta facendo per contrastare la diffusione di questo fenomeno.

Il primo passo avanti è stato di Mark Zuckerberg, che ha annunciato che a partire da venerdì 7 aprile per alcuni giorni agli utenti di 14 Paesi sarà disponibile un nuovo strumento educativo contro la disinformazione per aiutare gli utenti ad identificare le notizie false. Una sezione del Centro Assistenza Facebook che contiene informazioni, consigli e un decalogo su come individuare meglio notizie false. Non è quindi uno strumento per segnalare le bufale ma per educare gli utenti a riconoscerle.

https://www.facebook.com/zuck/posts/10103623502743251
Oltre a questo spazio Facebook, collaborando con alcuni organismi esterni di verifica delle notizie, negli Stati Uniti (e presto anche in alcuni paesi europei) ha introdotto il bollino rosso da affiancare alle notizie ritenute false. Decidere quali notizie sono vere e quali sono false è un tema rischioso e delicato perché ogni intervento potrebbe essere soggetto a critiche e sollevare anche questioni etiche.

Quello che i brand possono e devono fare, specie quando vogliono cavalcare un trend, è di verificare il topic e osservare con disciplina il decalogo Facebook.
Può capitare infatti che un brand voglia creare un contenuto di real time marketing per mostrarsi, il consiglio è di essere sempre prudenti: se la notizia è nota, vera ed è in linea con la strategia del brand allora si può pensare a un contenuto per seguire la tendenza.

 

IL DECALOGO

  1. Occhio ai TITOLI!!!! Spesso le fake news utilizzano titoli con parole altisonanti, urlate in caps lock e accompagnate da molti punti esclamativi.
  2. Un secondo aspetto sono gli url: per sembrare vere e attendibili, le fake news sono ospitate su url molto simili ai siti di informazione autorevoli.
  3. Scopri qual è la fonte della notizia. Basta fare un check sulla sua attendibilità per scoprire se la notizia è vera o meno.
  4. Errare è umano, ma spesso le fake news hanno molti errori di battitura (troppi), l’impaginazione è sbagliata.
  5. Non credere alle foto. Molte volte anche le foto che accompagnano le fake news sono finte.
  6. Nelle fake news le date spesso sono riportate male o non hanno un senso cronologico con altri avvenimenti.
  7. Simile al terzo punto, ma riguarda le fonti di chi riporta la notizia. Le vere notizie riportano studi, ricerche, esperti del settore, etc.
  8. Se la notizia non è riportata anche da giornali autorevoli non c’è alcuna prova che quella notizia sia vera.
  9. Cerca di capire il tono della notizia. Può darsi che si tratti solo di uno scherzo.
  10. Alcune volte la fake news è dichiaratamente una notizia finta per stimolare l’ironia delle persone. In questi casi la fonte di questa notizia usa un tono sempre ironico e scherzoso.