Real Time Marketing

Era una notte buia e tempestosa. Anzi solo buia. Molto buia. Moltissimo. In quella notte, ora mi viene il dubbio se fosse già notte o solo tarda sera, nacque uno dei migliori esempi di Real Time Marketing.

Ovviamente parliamo di “You can still dunk in the dark” di Oreo, pubblicato durante il blackout del Super Bowl del 2013.

Lo avete perso? Eccolo qui:

Il Real Time Marketing è un nuovo concetto di marketing – più o meno nuovo – utilizzato dai brand che prendono spunto da eventi e conversazioni per creare contenuti. In tempo reale. O quasi.
Le marche possono dare il loro contributo attraverso le conversazioni social anche se i temi non sono strettamente legati (o per niente) alla loro immagine. Il caso di Oreo insegna: il biscotto è intervenuto su un evento da cui era totalmente scollegato.

Questo serve ad allargare l’audience, generare buzz attorno ai marchi e generare conversazioni.
I grandi eventi offrono una grande opportunità per il Real Time Marketing perché sono imprevedibili, hanno un alto numero di persone che li stanno guardando e che ne parlano.
Se il brand è in grado di cogliere l’attimo e di reagire nel momento giusto, con il giusto messaggio: è fatta!

Il real time marketing non deve essere necessariamente instantaneo, le marche possono prendere parte alle conversazioni che stanno prendendo piede, ad esempio usando un hashtag popolare.

Giusto per fugare ogni dubbio: preparare contenuti su eventi come l’inizio dei Mondiali di calcio, il Natale o l’apertura di Expo 2015 fa parte di un normale piano editoriale, non è real time marketing.

Google+: everything in its right place

Un annuncio interessante arrivato l’altro ieri smuove la scena social media: non sarà più necessario disporre di un account Google+ per utilizzare i vari prodotti di “big G”, basterà un account Google. Il motivo di questa scelta? Everything in its right place, dice il vice presidente del reparto Streams, Photos and Sharing:

“We’re going to continue focusing Google+ on helping users connect around the interest they love, and retire it as the mechanism by which people share and engage within other Google products.”

In altre parole il colosso di Mountain View è tornato sui suoi passi, ammettendo che forzare gli utenti ad avere un account Google+ per usare il resto dei servizi non è stato proprio una buona idea. Questo sia perché manifestato direttamente dalle persone, ma anche perché a quanto pare l’esecuzione del progetto si è allontanata dall’idea iniziale.

Quale sarà dunque il futuro di Google+?
Difficile dirlo, quello che è certo è che per ora cercherà di avere aspettative più realistiche, per iniziare smettendo di inseguire Facebook e concentrandosi su una strategia differenziata e incentrata sugli interessi e gli argomenti (vedi l’introduzione di Google Collections).

Riflettendoci Google ha sempre avuto una miriade di prodotti e servizi distinti, accomunati solo nel menu in alto. Con l’introduzione dell’ennesimo tentativo di vincere nel panorama social, dopo Buzz e Wave, l’errore è stato proprio quello di forzare la relazione tra le varie appendici: YouTube, Google e via dicendo. Questa forzatura ha creato confusione degli utenti, oltre a costituire un vero e proprio flusso illogico nell’esperienza di utilizzo.

Definito il “Facebook killer” nel 2011, oggi molti vedono Google+ morto e sepolto piuttosto. Secondo AdWeek invece non tutti sono di questo avviso, contando sul successo di alcune componenti della piattaforma come Hangout e Photos, oppure sull’utilizzo della piattaforma da parte dei millennials che si nascondono dai genitori, tutti accalcati su Facebook.

Le parti dell’ultimo progetto social di Google forse vivranno da sole come la coda mutilata di una lucertola, ma quello che è certo è che il colosso di Mountain View non ha fortuna con i social network. Qualche minuto di silenzio per i caduti in battaglia Wave e Buzz ascoltando i Radiohead.

Cambia il News Feed di Facebook. Le preferenze prima di tutto

Le persone sono sempre più al centro della social experience. Lo conferma il nuovo News Feed di Facebook che valorizza maggiormente i desideri e le scelte individuali. Come si legge in un post pubblicato qualche giorno fa sul blog ufficiale, le ultime modifiche alla sezione delle preferenze rispondono all’idea di migliorare e personalizzare l’esperienza di chi naviga nel flusso personale di storie (“The goal of News Feed is to show you the stories that matter most to you”). Anche perché il News Feed è lo spazio dove gli utenti trascorrono la maggior parte del loro tempo, scorrendo i contenuti più disparati provenienti dai profili degli amici e dalle pagine seguite. Questa tendenza a mettere in primo piano i contenuti più interessanti per le persone aveva già trovato riscontro in un’altra recente modifica all’algoritmo del News Feed, che considererà d’ora in poi anche il tempo speso sulle storie, a prescindere dalle interazioni (dell’importanza delle interazioni per l’EdgeRank avevamo invece scritto qui).

La sezione delle preferenze è stata quindi ampliata e consente ora di selezionare le persone e le pagine che si desiderano vedere in cima al News Feed di Facebook. In sostanza, le persone indicano le fonti di informazione che considerano imperdibili e si ritrovano i loro post – contrassegnati da una stella – nella parte più alta della bacheca. Scorrendo poi più in basso, sarà invece possibile visualizzare normalmente tutti gli altri contenuti.

Questa novità è per ora disponibile per iOS, ma verrà estesa nelle prossime settimane anche agli ambienti Android e Desktop. Così come per gli altri due aggiornamenti, che riguardano l’opzione Discover New Pages, ideata per facilitare la ricerca di nuove pagine (segnalate in base alle proprie preferenze), e la possibilità di aggiungere o eliminare persone e pagine da seguire.

Facebook_NewsFeed
Fonte: about.fb.com

Come leggere per i brand le ultime modifiche al News Feed di Facebook? Il messaggio è chiaro: conta sempre più raccontare storie davvero rilevanti per gli utenti e costruire una relazione con loro. Finire nella “lista dei buoni” significa che qualcuno ci ha scelto, è interessato a ciò che diciamo e desidera interagire con noi. Ciò comporta la necessità di affinare ulteriormente le strategie di social media marketing: un timone editoriale troppo concentrato sulla componente promozionale, ad esempio, rischia di non riscuotere l’interesse delle persone e venire bocciato con un click. Per stare in cima al News Feed serve quindi mostrare un’autentica attenzione nei confronti delle persone e offrire loro contenuti di qualità, capaci di differenziarsi in un flusso dinamico e confuso di storie.

Nuovi aggiornamenti per Instagram. Una minaccia per Twitter?

È di settimana scorsa l’annuncio degli aggiornamenti di Instagram che rendono più semplici e veloci le ricerche fra i 70 milioni di foto e video che vengono postati ogni giorno. Ciò sembra aprire una nuova strada all’utilizzo dell’app, con la condivisione in tempo reale di news e informazioni, campo che era finora appannaggio di Twitter. “It’s a real-time visual pulse for what is happening in the world”, dice il CEO Kevin Systrom spiegando l’aggiornamento delle sezioni Esplora e Ricerca che potrebbe spodestare la twittersfera (anche se, qualche giorno prima, proprio Twitter ha presentato Project Lightning, un servizio per seguire eventi live, ancora in fase di sperimentazione).

Del resto, Instagram sta diventando sempre più completo e user-friendly (avevamo già parlato dell’aggiornamento sulle caption). Lo conferma la nuova area Ricerca, che è stata completamente ripensata con nuovi filtri che consentono di affinare i risultati grazie a semplici tab, cercando le immagini per rilevanza, utente, hashtag e luogo. In particolare, il tab Places dà modo di effettuare una ricerca secondo criteri geografici, visualizzando le fotografie legate a un luogo. Se si utilizza quest’opzione, l’app mostra una mappa della location ricercata, una selezione delle immagini più popolari e un elenco cronologico delle ultime foto condivise e impostate geolocalmente. Ciò offre spunti estremamente interessanti anche per le organizzazioni che operano con contenuti aggiornati in real-time: i post degli utenti rappresentano un eccezionale bacino di informazioni da cui attingere per aggiornarsi, verificare la veridicità di notizie (fact checking) o anche promuovere un particolare evento.

instragram-aggiornamento-ricerca
Fonte: about.instagram.com

Un’altra novità della nuova versione di Instagram – disponibile per iOS e Android – è la sezione Esplora, ovvero la prima schermata a cui si accede toccando l’icona con la lente di ingrandimento, che mostra una serie di album tematici, selezionati dal team di Instagram. Per il momento, quest’ultima funzione è stata introdotta solamente negli Stati Uniti, ma a breve sarà disponibile anche in Italia.

instagram-aggiornamento-esplora
Fonte: about.instagram.com

Questi ultimi aggiornamenti di Instagram – con in testa il nuovo motore di ricerca dell’area Ricerca – espandono le risorse dell’app e la pongono, in prospettiva, in competizione con Twitter come fonte di informazione. D’altronde, il numero di utenti è più o meno lo stesso (300 milioni), mentre il tasso di crescita di follower di Instagram nell’ultimo anno è stato del 50%, contro il 18% di Twitter. I numeri tendono a confermare le previsioni: ora bisognerà aspettare e vedere come gli utenti si comporteranno, se cambieranno cioè le loro abitudini, individuando un nuovo punto di riferimento per la fruizione di news in tempo reale.