Facebook tra meta-comunicazione, real time e operazioni nostalgia

In principio fu IKEA a smuovere le acque dei social media su Facebook così facendo capire poco dopo che no, non era stato un errore, anzi, un discreto test per vedere quante interazioni riuscivano a fare 6 lettere a caso (diventate anche un hashtag #hhsdjh).

Il caso più recente? Il polverone sollevato da Unieuro prima di Natale e replicato pochi giorni fa, per confermare che no, quello non era un post estemporaneo o “sbagliato” ma fortemente voluto (e studiato, come questo).

Questo è un normalissimo post che parla di questa ottima lavatrice LG scontata del 54%. Non c’è altro da vedere….

Pubblicato da Unieuro su Martedì 12 gennaio 2021

Ma quanto è utile questa strategia di meta-comunicazione in termini di marketing? Geniale se l’obiettivo è far parlare di sé ed entrare nell’immaginario del pubblico degli addetti ai lavori (non a caso poi ne nascono libri, gadget, ecc…), un po’ meno forse per supportare le vendite, visto che tutta questa macchina sembra montata più per chi lavora nella comunicazione e non per l’acquirente finale che una tv o una lavatrice la deve comprare veramente.

Il Real time

Questo filone si aggiunge a un altro trend dei social media che da anni spopola: i brand che cavalcano il real time come core strategy. In questo caso come non citare i sempreverdi Ceres, Taffo che con i loro post strappano sempre una risata.

e la Lidl Italia muta.

Pubblicato da Taffo Funeral Services su Mercoledì 18 novembre 2020

Skipper Zuegg

COMUNICATO AZIENDALE.

Se avete dimenticato un succhino sotto il banco a febbraio, vi suggeriamo di controllare la data…

Pubblicato da Skipper Zuegg su Lunedì 14 settembre 2020

o Durex

Un mandato di lunga durata.

#durex #durexItalia #election2020

Pubblicato da Durex su Martedì 3 novembre 2020

Operazione nostalgia

Una tendenza degli ultimi mesi dei brand sui social media (e anche qui Facebook la fa da padrone) prevede una perfetta “operazione nostalgia” per coinvolgere emotivamente chi ha superato i 30 anni ed è cresciuto a pubblicità e tormentoni. Due esempi sono quelli di (ancora una volta) Skipper Zuegg, con uno dei suoi jingle più famosi

Ci sono due tipi di persone: quelli che capiranno al volo questo post e quelli che faranno sentire vecchi i propri genitori chiedendone il significato ❤️

Pubblicato da Skipper Zuegg su Sabato 8 agosto 2020

e da Subaru Italia, cha ha recuperato uno dei migliori sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo per una comunicazione che a qualcuno avrà fatto scendere una lacrimuccia.

Stai già ridendo? Allora sei pronto per l’#ExtraordinaryXmas di Subaru. Seguici e continua a divertirti con noi!
#WeAreSubaru

Pubblicato da Subaru Italia su Mercoledì 2 dicembre 2020

Da qui si spalanca non una porta ma un portone di possibilità perché, soprattutto su Facebook dove il pubblico è sempre più “-anta”, il tormentone anni ’90 potrebbe funzionare: un messaggio caldo, rassicurante ed empatico… Sì, anche quando si parla della Subaru “Baracca”.

Voi cosa ne pensate? Al di là del gusto personale, pensate che sia una comunicazione efficace o si sta perdendo la bussola?

Real Time Marketing: la top 4 dei vantaggi

Real Time Marketing che passione! C’erano una volta i contenuti programmati da giorni e giorni, quelli che ci facevano spremere le meningi per trovare l’incastro perfetto tra obiettivo di comunicazione, mood del brand e tone of voice. Un bel giorno è arrivato il Real Time Marketing che ha stravolto tutto… o quasi. Ripassiamo quindi che cos’è il RTM e scopriamo quali sono i suoi vantaggi.

Real Time Marketing: facciamo un ripasso

Considerare il brand come parte di un ambiente più ampio è importante oggi più che mai. Soprattutto nel mondo dei social network, dove tutti siamo legati inesorabilmente a ciò che ci circonda, anche le aziende devono trovare il loro posto. Non stiamo parlando di entrare nel mondo di Matrix, ma di guardarsi intorno e sfruttare positivamente gli avvenimenti per valorizzarsi.

Abbiamo parlato di RTM in questo articolo, ma c’è ancora tanto da sapere. È infatti importante capire perché il Real Time Marketing può essere l’approccio giusto per la comunicazione di un brand e quali sono i suoi vantaggi.

Questa tipologia di marketing mette al centro le occasioni della vita di tutti i giorni per coinvolgere gli utenti, soprattutto quando si vuole scatenare in loro una reazione. Solitamente si cerca di essere ironici e divertenti, cercando di (re)interpretare tutto con una comunicazione che sia in linea con gli obiettivi.

Non è però l’unico modo per cavalcare quest’onda: anche supportare una causa seria con il proprio brand può essere fatto con un tono di voce più serio e adatto, pur rimanendo nei confini del Real Time Marketing.
Il brand diventa più umano e si avvicina all’utente, dimostrandosi così meno “patinato” e rigido e più attento e reattivo a ciò che avviene intorno.

La top 4 dei vantaggi del RTM

Quali sono quindi i vantaggi per le aziende che scelgono di utilizzare il Real Time Marketing come approccio di comunicazione?

  • Tu sei tu, io sono io: quando si comunica è importante non essere tutti una copia l’uno dell’altro. Infatti prendere ispirazione può essere un ottimo punto di partenza, ma non dovrebbe mai essere quello di arrivo. Legandosi ad eventi che accadono e a trend, l’azienda può esprimersi anche sotto altri punti di vista e mostrarsi sotto una luce diversa agli utenti.
    Inoltre, scegliere il giusto avvenimento è di cruciale importanza, non tutto quello che passa in convento va bene. Ci si può differenziare nel modo di comunicare, ma anche semplicemente nella scelta dello stesso, per mantenere una coerenza di fondo.
  • Brands or Humans: parola chiave umanizzare. Uscire dai propri schemi per comunicare i Real Time Moments permette al brand di essere percepito come più umano e meno come un’entità distante anni luce che parla per esempio solo dei propri prodotti. Inoltre gli utenti saranno più spinti a interagire con contenuti a loro più vicini, che siano ironici o che trattino di un tema di loro interesse. Abbiamo approfondito il tema anche in ottica CRM in questo articolo.
  • È tutta una questione di percezione: la percezione del brand da parte dell’utente è fondamentale per instaurare un rapporto duraturo nel tempo. L’immagine che si comunica di se stessi dipende da svariati fattori, tra cui gli argomenti che si trattano tutti i giorni. Per questa ragione utilizzare il Real Time Marketing per modificare la percezione dell’utente nei confronti del brand è un’ottima scelta, se fatta con criterio e nel modo giusto.
    Non tutti i canali e tutte le aziende sono adatti, se per esempio lo scopo è solo far conoscere i vostri prodotti e come vengono realizzati, il RTM non è la strada che fa per voi. Se invece volete riscaldare la comunicazione è il momento di dargli una chance!
  • Visibili anche dallo spazio: meme virali, giornate internazionali e avvenimenti che fanno rapidamente il giro di internet sono occasioni perfette per essere sfruttate con lo scopo di aumentare la propria visibilità. Cavalcare l’onda e creare un contenuto ad hoc che possa coinvolgere gli utenti al primo colpo è essenziale. Per questa ragione, il Real Time Marketing può essere anche un’ottima chiave per farsi conoscere sul Pianeta Social e attrarre attenzione. Associando per esempio un hashtag correlato, usando una grafica che catturi o un copy di accompagnamento studiato, il gioco sarà fatto!

Adesso conoscete i vantaggi del Real Time Marketing e perché può essere uno strumento molto utile per brand e aziende che vogliono comunicarsi al meglio. Siete curiosi di provarlo?

Real Time Marketing, o semplicemente RTM

Se non hai mai sentito parlare di Real Time Marketing.. no dai, non possiamo crederci!

Oggi tutti, o quasi, parlano della strategia RTM sui social network (lo avevamo fatto anche noi). O almeno, tutti hanno iniziato a farlo dopo questo famosissimo tweet di Oreo durante il Super Bowl 2013.
Giovani che sognano di lavorare nel mondo digital o marketers esperti che già si muovono con sicurezza in questo campo, sicuramente sapete di cosa stiamo parlando.

Per quelli che invece hanno bisogno di schiarirsi meglio le idee in proposito, ecco una piccola guida che in breve vi renderà veri esperti di RTM, pronti a sfruttare questa risorsa al momento giusto!

Prima una definizione

Un contenuto RTM è una tipologia di approccio utilizzato da un’azienda e pensato appositamente per rispondere, in tempo reale, a una specifica situazione temporanea.

In poche parole, misura la bravura di un brand nell’essere reattivo e pronto a sfruttare un trend o un hot topic dell’ultima ora al momento giusto e in un tempo ristretto. Ma non solo: l’abilità sta nel sapere trattare questo contenuto con originalità e nel saperlo elaborare velocemente, per evitare di parlare di qualcosa che si è già “bruciato”.

Per fortuna, non sempre l’improvvisazione è l’unica strada: per alcune occasioni “pianificate” è possibile infatti programmare per tempo il contenuto RTM. In questi casi, proporre un’idea creativa lontana dalle aspettative più scontate potrebbe essere un’impresa più agevole.

Quindi, nella pratica?

Ma facciamo un passo indietro. Prima di mettersi a lavorare su un contenuto RTM, è necessario dotarsi di un ottimo strumento per l’ascolto e l’analisi delle conversazioni online (abbiamo spiegato perché qui). In questo modo si potrà sempre monitorare la nascita, lo sviluppo e il “boom” di un trend online. E, di conseguenza, essere pronti a “piazzare” il proprio contenuto al momento più adeguato.

Una volta trovato l’argomento di cui ci si vuole occupare, ecco che sorge una domanda spontanea (e utile da porsi): a quali condizioni il Real Rime Marketing risulta davvero significativo per i brand?

La risposta è semplice: tempismo e qualità dei contenuti.
Questi aspetti sono essenziali per differenziare la propria proposta da tutte le altre che, come avrete immaginato, con buona probabilità invaderanno i social network negli stessi giorni.

Parlare di un topic che è sulla cresta dell’onda può essere una strada per attirare l’attenzione di una grande fetta di utenti, ma – questo è certo – bisogna prepararsi a sgomitare con altri che cercheranno di fare lo stesso con contenuti RTM simili.

E come si fa ad ottenere risultati performanti?

La vera sfida si fa allora più grande.
Il punto fondamentale è che, una volta individuato l’hot topic giusto, non basta “esserci”. Bisogna arrivare prima degli altri, o per lo meno, bisogna creare un valore aggiunto intorno a ciò che si propone.

Come dicevamo, alcuni RTM sono pianificabili, per altri ci si deve  “giocare” letteralmente una mattinata di lavoro.
In entrambe i casi, i risultati possono essere performanti, ma a patto che alla base del lavoro non ci sia (solo) improvvisazione e  fiducia in un lampo di genio improvviso, ma una vera e propria strategia, ideata e pianificata ad hoc, sia stata necessaria un’intera settimana, oppure una sola mattina.

Ma si deve “esserci” per forza?

Questo è un altro punto fondamentale.
Non tutti devono essere dappertutto. Soprattutto se il prezzo da pagare per “esserci” a tutti i costi è quello di risultare scontati. La priorità deve sempre essere quella di sapersi differenziare.

E non è finita. Primaria importanza ha anche la capacità di restare nel proprio campo d’azione, riuscendo a creare un contenuto che sfrutti l’onda del momento, rimanendo comunque coerenti con la vision del brand e i valori che include. Tanto che alcuni esperti sostengono che sia meglio puntare a un altro RTM: il Right Time Marketing invece che il Real Time Marketing.

Sicuramente si può anche “ironizzare” su un tema, ma senza esagerare, per evitare scivoloni. Diventare virali, in modo negativo, non è mai una strategia vincente. Meglio evitare di ritrovarsi a dover gestire crisi in cui si è entrati da soli.

Dopo quest’ultimo ammonimento, siete finalmente pronti! Ora non vi resta che munirvi di creatività e tempismo e iniziare a pensare al prossimo imperdibile evento da sfruttare per proporre un contenuto RTM. Cavalcare l’onda giusta, come veri surfer esperti, potrebbe essere la vostra chiave per ingigantire la brand awareness e sorprendere il vostro pubblico!

Non tutto è real time marketing

Nell’ultimo periodo il concetto di real time marketing è entrato nelle teste e nei social di molti brand. Anche negli spazi di discussione degli addetti ai lavori il tema è caldo e occupa la maggior parte delle conversazioni.
Social Media Manager di moltissimi marchi non aspettano altro che una scintilla, un indizio, una notizia, per poter produrre contenuti sull’attualità e su quel che succede.
Come ho già detto in altre occasioni, però, non tutto è real time marketing. Facciamo un po’ di chiarezza.

Occasioni che si possono programmare con largo anticipo come Natale, capodanno, San Valentino, la festa della mamma, solo per fare qualche esempio, rientrano in un normale piano editoriale che tenga conto di festività e giorni particolari. Sì, anche la giornata mondiale del gatto rientra in questa casistica.

Eventi largamente prevedibili come l’assegnazione dell’Oscar a Leonardo di Caprio, il rientro sulla terra di Samantha Cristoforetti o la finale di Master Chef non rientrano nel segmento “Contenuti real time marketing”.

Meme. I meme sono meme. Cosa dobbiamo aggiungere?

Qualcuno dirà: e allora “petaloso” dove me lo metti?
Risponderò senza cadere nella provocazione: se hai scritto un contenuto sulla parola petaloso, non hai fatto real time marketing, sei entrato nel flusso comunicativo di decine di persone che pur di usare questo termine hanno fatto veri e propri salti mortali creativi. Pericolosissimi.

Breaking News. Ecco, i contenuti social dei brand realizzati in tempo reale su una cosa inaspettata, il famoso blackout di Oreo, sono da considerasi RTM.

Per concludere, infine, se anche le mie tesi fossero solo convinzioni mie, resta il fatto che il brand deve essere concepito come se fosse una persona, e come una persona deve avere i propri gusti e una personalità ben definita.
Dobbiamo capire chi vogliamo che il brand sia, se una persona con poca austostima e carattere – che quindi sente il bisogno di citare ogni tormentone senza discriminare – oppure se ritenga opportuno intervenire in casi pertinenti alla propria natura che accrescono il posizionamento di personalità.

Real Time Marketing VS De Gea 1-0. La giocata vincente di un brand

David de Gea è un giovane calciatore spagnolo, ha 25 anni ed è considerato uno dei più forti portieri sulla piazza, tanto che quest’estate il Real Madrid l’ha acquistato dal Manchester United. Anzi, quasi. Sì, perché David alla fine è rimasto bloccato a Manchester nonostante l’accordo già stipulato con il team spagnolo. La causa è di natura insolita: la documentazione non è stata depositata entro i tempi previsti dalla finestra di calciomercato.

La notizia ha fatto il giro del mondo sulle testate sportive ma è diventata anche un caso di real time marketing.

Pizza Hut, a distanza di un anno dal caso ”Pink Fat Lady”, torna a far parlare di sé sui social network, questa volta per un’abile intrusione in uno degli argomenti più discussi del 1° settembre, ricevendo anche gli elogi del pubblico per avere trollato in maniera geniale il portiere spagnolo.

Non sono però mancate reazioni negative da parte dei tifosi (e non solo) nei confronti del post ironico.

L’operazione di real time marketing compiuta dalla famosa catena di ristorazione americana è stata davvero efficace in termini di risultati, fruttando più di 6.000 retweet e svariati articoli, ma non per questo si mostra priva di criticità.

Come potrebbe prenderla David De Gea?
Una questione da analizzare, per esempio, è se lo sfruttamento della popolarità delle persone, anziché di un avvenimento, da parte di un brand, possa considerarsi una partnership non richiesta da parte del personaggio coinvolto, che si vede accostato a una marca a cui magari non vuole essere associato, o almeno, non gratuitamente.

Gli avversari non approfittano per andare in contropiede.
Appare però evidente la disattenzione dei competitor, che avrebbero potuto invitare il portiere a consolarsi con la loro pizza in una delle loro sedi di Manchester, ma non ne hanno approfittato per pareggiare.