TikTok Shop: cos’è, come funziona e come possiamo aiutarti

Aprile si preannuncia un mese rivoluzionario. Perché? Segna l’arrivo in Italia di TikTok Shop, l’innovativa piattaforma di shopping che cambierà le regole del gioco. In questo articolo scopriremo insieme come funziona, quali opportunità offre e, soprattutto, perché IAKI è l’agenzia giusta per aiutarti a sfruttarne al massimo il potenziale.

Indice

  • TikTok Shop: da piattaforma di intrattenimento a e-commerce
  • TikTok: cos’è e come funziona
  • TikTok Shop e l’Affiliate Program: come attrarre gli influencer 
  • IAKI: l’agenzia specializzata per il successo su TikTok Shop

TikTok Shop: da piattaforma di intrattenimento a e-commerce

TikTok non è solo una piattaforma di intrattenimento. È molto di più: detta le regole del gioco nell’intero ecosistema digitale. I numeri parlano chiaro: con oltre 27 milioni di utenti attivi mensili italiani e 100 minuti spesi in media al giorno, TikTok ha rivoluzionato il modo in cui consumiamo contenuti e interagiamo online.

Non a caso, ciò che TikTok introduce diventa presto uno standard per altre piattaforme: Instagram, Facebook e persino YouTube adottano sempre più funzionalità ispirate al modello di TikTok.

TikTok è la nuova TV, che colpisce tutti. Non é più, infatti, solo il regno della Gen Z: cresce la percentuale di utenti 35+ (ben 7% in più rispetto al 2023) rendendolo un canale sempre più strategico per i brand.

Ha trasformato il modo in cui scopriamo prodotti, ci informiamo e facciamo acquisti (l’ hashtag #TikTokMadeMeBuyIt ha registrato ben 90 miliardi di contenuti), diventando un vero e proprio motore di ricerca per molti utenti. Sempre più spesso, le persone si affidano a TikTok per scoprire nuovi prodotti e tendenze, utilizzandolo come un motore di ricerca alternativo a Google.

Fonte: TikTok

Qui entra in gioco il content commerce: TikTok ha reso i contenuti non solo strumenti di engagement, ma veri e propri driver di vendita. Grazie a format coinvolgenti, recensioni autentiche e una community iper-attiva, il percorso dall’ispirazione all’acquisto si è accorciato come mai prima d’ora. Con funzionalità come TikTok Shop e il live shopping, il confine tra intrattenimento e shopping si è dissolto, trasformando la piattaforma in un ecosistema in cui il contenuto è commercio e il commercio è contenuto. Con TikTok, l’e-commerce non è più solo transazione, ma esperienza.

TikTok Shop: cos’è e come funziona

TikTok Shop è la soluzione per il mondo dell’e-commerce, integrando perfettamente il processo d’acquisto all’interno dell’esperienza utente. Il sistema permette di acquistare direttamente dalla piattaforma attraverso quattro modalità principali:

  • Live Shopping: durante le dirette, gli utenti possono acquistare prodotti in tempo reale con un semplice click.
  • Shoppable Videos: i video mostrano prodotti acquistabili con un tap, creando una shopping experience fluida e intuitiva.
  • Vetrina prodotto: una sezione dedicata all’interno del profilo dei brand, con schede dettagliate per ogni articolo, rendendo l’esperienza simile a quella di un e-commerce tradizionale.
  • Shop Tab: direttamente in feed con una sezione ad hoc, l’utente può effettuare acquisti, a seconda anche delle preferenze basate sul proprio algoritmo.

L’esperienza di acquisto su TikTok Shop è molto simile a quella degli e-commerce più famosi, come Amazon, così come l’interfaccia, con schede prodotto dettagliate, recensioni e un checkout fluido. Tutto il funnel avviene interamente nella stessa piattaforma. Davvero un gioiello.

Fonte: TikTokNewsRoom

TikTok Shop e l’Affiliate Program: come attrarre gli influencer

Una delle grandi novità di TikTok Shop è il suo Affiliate Program, che segna un passo avanti nelle opportunità di monetizzazione per i creator. Questo programma consente agli influencer di generare guadagni attraverso la collaborazione con brand e venditori indipendenti, favorendo una sinergia tra il mondo dei contenuti creativi e quello dell’e-commerce.

Il meccanismo è semplice ma potente: i creator possono promuovere prodotti utilizzando tag, hashtag e schede prodotto direttamente all’interno dei loro video e post, facilitando il processo di acquisto per i follower. Ogni vendita generata grazie al contenuto del creator comporta una commissione, permettendo agli influencer di guadagnare in modo diretto in relazione alle performance delle loro promozioni.

Questa evoluzione della piattaforma offre numerosi vantaggi sia per i brand che per gli influencer:

  • Per i marchi è una possibilità unica per amplificare la loro visibilità in modo più mirato, sfruttando il potere della creatività e dell’autenticità dei creator, che sono in grado di connettersi con il loro pubblico in modo genuino.
  • Per i creator, invece, rappresenta una nuova fonte di reddito che premia l’impegno e la capacità di coinvolgere il proprio pubblico. Inoltre, il sistema di affiliazione integrato direttamente nell’app facilita il monitoraggio delle vendite e delle commissioni, rendendo il processo ancora più trasparente ed efficiente.

Questa dinamica rende le campagne di influencer marketing ancora più potenti, con un impatto diretto sulle vendite. Non solo i creator possono monetizzare i propri contenuti, ma contribuiscono anche al rafforzamento dell’ecosistema di e-commerce su TikTok. In questo scenario, la content creation non è più solo un’attività creativa, ma si trasforma in una leva strategica fondamentale per il successo di vendite online, abbattendo le barriere tra contenuti e acquisti.

IAKI: l’agenzia specializzata per il successo su TikTok Shop

TikTok Shop sta rivoluzionando il mondo dell’e-commerce, offrendo ai brand un’opportunità unica per connettersi con un pubblico altamente coinvolto. Per emergere in questo scenario dinamico, è fondamentale affidarsi a un’agenzia specializzata che conosce a fondo la piattaforma e le sue strategie vincenti. IAKI, con oltre 20 anni di esperienza nel Social Media Marketing, è l’agenzia specializzata ideale per aiutarti a sfruttare al meglio TikTok Shop, dalla creazione della content strategy alla gestione delle campagne pubblicitarie, dalla creazione dei contenuti video per il catalogo fino all’integrazione con altri canali digitali e fisici.

Perché scegliere IAKI per TikTok Shop?

Il successo su TikTok dipende dalla capacità di coinvolgere il pubblico con contenuti autentici e ingaggianti. La nostra Talent Activation Unit, Cimiciurri, ti aiuta a individuare e attivare i migliori creator per il tuo brand, trasformando il loro talento in branded content efficaci.

Grazie a CimiCheck, la nostra piattaforma proprietaria data-driven, analizziamo i creator con un approccio quali-quantitativo, selezionando solo i profili più adatti al tuo target. In più, forniamo dashboard personalizzate per monitorare e ottimizzare le performance in tempo reale.

Un contenuto di qualità è essenziale, ma senza una strategia paid efficace, il tuo messaggio rischia di non raggiungere il pubblico giusto. Dal 2020, in IAKI creiamo e gestiamo campagne pubblicitarie su TikTok, ottimizzando il budget e sviluppando adv mirate che parlano il linguaggio della piattaforma.

TikTok premia contenuti originali, dinamici e coinvolgenti. Per questo, il nostro team creativo progetta contenuti accattivanti e sviluppa un piano editoriale strategico, monitorando costantemente le performance per affinare la tua presenza sulla piattaforma.

Inoltre, realizziamo video su misura per presentare al meglio i tuoi prodotti, sia nel feed che nel catalogo di TikTok Shop. Grazie al nostro studio shooting dedicato, produciamo contenuti di alta qualità ottimizzati per la piattaforma, garantendo un perfetto equilibrio tra estetica e performance. Ti supportiamo anche nella gestione del Live Shopping, trasformando ogni diretta in un’opportunità concreta di vendita.

TikTok Shop è il futuro dell’e-commerce: inizia ora con IAKI

TikTok Shop non è solo una nuova opportunità di vendita, ma una rivoluzione nel mondo dello shopping online. Con IAKI al tuo fianco, potrai sfruttare tutto il suo potenziale e trasformare il tuo business.

Contattaci oggi stesso e scopri come possiamo aiutarti a ottenere risultati concreti su TikTok Shop.

Shopping Social e Realtà Aumentata: come cambiano gli acquisti?


Che si tratti di un paio di scarpe o di un elettrodomestico, tutti, almeno una volta, abbiamo fatto acquisti online; ora lo shopping online passa anche dai social.
Certo è più semplice quando si tratta di un oggetto da utilizzare, ma come si comportano le persone quando si trovano di fronte a un accessorio più personale, come un paio di occhiali o make-up?

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Global Online Consumer Report KPMG International 2017

Una delle principali barriere all’acquisto online per gli utenti è proprio il fatto di non poter provare su di sé l’oggetto del desiderio, vivendo l’esperienza diretta del prodotto.
 È vero, molte aziende offrono il cambio di merce gratuito entro qualche giorno, ma volete mettere il tempo necessario per restituire gli articoli e ricevere un nuovo ordine?

Social e Realtà Aumentata: l’AR sbarca su Instagram per “provare” i prodotti

Questo meccanismo è stato ben compreso da Facebook che, da settembre 2019, ha introdotto per le aziende la possibilità di sfruttare la tecnologia di Realtà Aumentata, per dare la possibilità agli utenti di “provare” i prodotti prima di acquistarli. Un noto esempio è quello del brand di cosmetici WeMakeUp, che consente di testare sulle proprie labbra le diverse tonalità di rossetto grazie alla fotocamera dello smartphone, per poi passare se soddisfatti direttamente all’acquisto online.

È proprio WeMakeUp uno tra i primi brand italiani a sfruttare la possibilità di creare personali filtri AR (Augmented Reality) per approdare anche su Instagram (per il momento rimanendo però solamente tra l’elenco dei tanti filtri).

Il canale ha infatti da poco inaugurato l’AR: alcuni brand che vendono i propri prodotti su Instagram potranno aggiungere un’opzione di prova in realtà virtuale ai propri profili. Inizialmente la funzione sarà disponibile solamente per alcuni marchi di cosmetici e occhiali, ma in futuro sarà disponibile anche per oggetti differenti.
 Insomma, un vero e proprio camerino virtuale per uno shopping social al 100%.

“Puoi condividerlo attraverso Stories con gli amici, i marchi possono creare Stories – questo è sicuramente uno dei modi principali in cui pensiamo che la gente farà acquisti.” spiega Srilatha Raghavan, product manager per il commercio AR di Facebook (Fonte: Mashable)

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Ray Ban

La speranza del canale, oltre a massimizzare le vendite, è infatti proprio che gli utenti condividano le proprie “prove” di prodotto attraverso le Stories, portando ulteriori consumatori a sperimentare la funzionalità per poi passare all’acquisto senza uscire da Instagram. Quale pubblicità è più credibile se non i contenuti (semi-reali) prodotti dagli utenti?

Shopping social e Realtà Aumentata: un rapporto destinato al successo?

Secondo i dati forniti da Facebook, l’utilizzo degli annunci pubblicitari con AR ha fatto registrare +27,6% per gli acquisti online, con un tempo medio di interazione degli utenti per il post pari a 38 secondi. 
Quindi al momento pare che sì, la novità stia piacendo agli utenti, che oltre a fruire di un contenuto di intrattenimento sono maggiormente invogliati a comprare un prodotto online che probabilmente non avrebbero mai acquistato senza prima “provare”.

Per quanto riguarda Instagram questo è un ulteriore segno di come il canale si stia sempre di più dirigendo verso la funzione di e-commerce, iniziata a marzo con l’introduzione delle funzione acquisti in-app.
Grazie quindi alla nuova modalità di acquisto e alla possibilità di interagire con il prodotto, anche Instagram riuscirà a catturare sempre di più l’attenzione e, probabilmente, le carte di credito.

Creare un sito web: lo starter pack per cominciare

L’altro giorno mi sono imbattuta nell’articolo di Davide Pozzi, dal titolo “Quanto costa un sito web?”, un pezzo semplice e chiaro per chiunque, addetti o non addetti ai lavori.
Ho letto l’articolo tutto d’un fiato perché, per noi project manager del digitale 3.0, questo quesito fa parte delle 10 grande domande dell’esistenza, alla pari di “Perché viviamo?”, “Cos’è l’amore?” e “C’è la vita dopo la morte?”.

Diversi sono i fattori determinanti, concordo con Davide: in base alle decine di siti che ho visto e condotto alla nascita e alla rinascita (talvolta dalle ceneri) in questi anni, provo a razionalizzare anche io.

Gli step necessari per la creazione di un sito: da che parte cominciare?

Sia che si voglia procedere alla produzione di un sito da zero, che al rinnovo di un sito già esistente, si procederà con le seguenti attività:

  • Analisi del settore di riferimento
  • Analisi dei siti dei competitor
  • Analisi UX e proposta di funzioni
  • Alberatura e organizzazione dei contenuti
  • Produzione wireframe di template
  • Layout grafico
  • Sviluppo tecnico frontend e backend
  • Test e Fine-tuning
  • Project Management

Questo blocco di attività necessarie si dilata o si comprime a seconda della dimensione e profondità di un sito: un sito istituzionale statico richiederà uno sforzo minore rispetto ad esempio ad un e-commerce complesso. Un portale web, invece, richiederà potenzialmente un effort maggiore rispetto ad un sito dinamico di news.

Analisi del sito e customizzazione: tutti i fattori da tenere in considerazione per un sito web

Qualunque sia l’intervento (fare un sito, rifarlo o rinnovarlo) la fase di analisi è comune.
Il web sfreccia velocissimo sotto ai nostri piedi e, se non si impara a correre, si rischia di rimanere molto indietro. Per questo motivo, per ogni intervento importante sul proprio sito, sia anche di sola modifica grafica dell’interfaccia, vale la pena di investire alcuni giorni di pura analisi del trend di mercato e di settore, nonché della user experience per arrivare alla conversione, qualunque essa sia.

Occorre esaminare e catalogare tutto il contenuto e verificarne la fruizione attraverso i tool di analisi (ad esempio Analytics e i suoi diagrammi di flusso di navigazione) per cercare di capire le aree di miglioramento e le nuove tendenze di comportamento sul sito. Vi renderete conto di quanto non conosciate mai a sufficienza i vostri utenti: non a caso, si tratta pur sempre una “relazione”!

In tutto questo, dobbiamo tenere in considerazione due importanti fattori per la costruzione di un sito:

  1. Ormai i clienti sono più o meno digitali e vogliono poter intervenire in autonomia
  2. La possibilità di customizzazione del frontend

Per questo, in fase di creazione, è ormai imprescindibile l’uso di un CMS (rigorosamente open-source) che è completamente personalizzabile e permette, tramite l’editor, di accedere facilmente ai contenuti e attuare con facilità l’intervento voluto.

L’uso di CMS ha diversi ulteriori vantaggi: alleggerisce in parte la produzione tecnica e i relativi costi del sito. Quanto? Ancora una volta dipende. Dalla profondità della customizzazione, dalle necessità di intervento del cliente e dal CMS stesso scelto per il proprio sito. Sì, perché i CMS non sono tutti uguali. Il consiglio però sempre lo stesso: fidatevi dei più conosciuti. WordPress, Drupal, Joomla, Magento, Typo3 sono i più diffusi, i più testati ed aggiornati.

Semplificare per ottimizzare i tempi di produzione di un sito: libertà artistica e atomic design

Al netto delle esigenze di comunicazione e di efficacia del messaggio, per un sito le priorità di oggi sono: velocità di caricamento, responsività totale, qualità e coerenza nella presentazione dei contenuti.

Oggi, la moltitudine di dispositivi in circolazione e la crescente necessità di velocità nel passaggio fra le diverse pagine, ha totalmente cambiato la prospettiva: non è più pensabile lavorare pagina per pagina, si deve procedere per elementi che poi vengono assemblati tra loro per creare, prima il template, poi la pagina.
Questa ulteriore ottimizzazione è possibile solo con una stretta collaborazione e intesa tra reparto art e reparto tech che, come in un balletto, fin da subito si scambieranno materiali, opinioni e ottimizzazioni, nella piena consapevolezza che, alla fine delle danze il sito sarà più veloce e coerente nelle diverse pagine, mantenendo la qualità dell’idea creativa.
Dal momento che alcuni siti hanno qualche decina di elementi, mentre altri addirittura superano il centinaio, il costo non sarà calcolato per pagina, sezione o template, ma soppesando volume e complessità degli elementi in gioco. Semplificare è sempre e comunque la parola chiave dell’ottimizzazione di tempi e costi!

I tre elementi fondamentali (e obbligatori) per la gestione di un sito

Una volta creato il vostro sito, dovrete tenere a mente tre elementi imprescindibili:

  1. La produzione di contenuti: un aspetto molto importante, che potrà essere seguito direttamente dall’azienda cliente oppure essere demandata all’agenzia e al suo Team di Copywriters, SEO friendly.
  2. La consulenza SEO: a meno che il vostro sito non abbia un nome altisonante, diffidate sempre da chi offre questo servizio come facoltativo. SEO significa analisi del posizionamento, delle keyword più utilizzate per raggiungere il sito in modo organico e quindi gratuito, garantendo un posto sicuro nell’Olimpo di tutti i siti.
  3. Last but not least, la basic maintenance: i CMS sono strumenti imprescindibili, abbiamo visto, ma richiedono un minimo di manutenzione tecnica che non può essere sottovalutata. I plugin da aggiornare sono un insidioso esempio, dietro cui si insinuano labirintici bug capaci di mettere a rischio il funzionamento dell’intero sito.

Extra budget: l’importanza di gestire i costi extra per la felicità degli utenti

Tutto ciò che non è stato menzionato è da considerarsi budget extra e facoltativo.
Questi costi possono aumentare in modo considerevole l’effort per la produzione del sito, (fino anche al +50%!) ma spesso fanno parte di un progetto più ampio e a larghe vedute. Prendiamo ad esempio la marketing automation e i chatbot.

In un’era in cui tutte le attenzioni si stanno finalmente spostando sull’utente, è necessario procedere passo passo con lui, in modalità one-to-one: messaggi personalizzati sui canali più performanti, raccolta dati del singolo utente, lettura e utilizzo di questi dati per fornire una tra le più efficaci esperienze dell’utente sul sito. Un utente sarà perciò sempre più guidato verso la conversione, in quanto sarà il sito stesso a dare anticipatamente tutte le risposte evitando eventuali ripensamenti.

In conclusione, la creazione e la gestione di un sito web sono, come in tutti i casi, un investimento che può aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi, rendendo i funnel-bounce più radi, migliorando le conversioni e rendendo gli utenti più felici. Così, anche voi!

La funzione Shoppable arriva anche nelle Instagram Stories

Pochi mesi fa Instagram ha rilasciato la nuova funzione Shoppable per i post all’interno del feed, ovvero la possibilità di inserire un tag che colleghi il prodotto in foto al sito su cui acquistarlo. Pensavate fosse finita qui?
Sbagliato. La nuova era dello shoppable content è appena iniziata, e ora continua nelle Instagram Stories.

Il canale ha deciso di puntare nuovamente sull’e-Commerce, questa volta direttamente dalle Storie. In questo modo i brand hanno la possibilità di mostrare il prodotto nella vita di tutti i giorni e, allo stesso tempo, rendere immediato e realizzabile il desiderio di possederlo.

Ci troviamo in un momento dell’era digitale in cui l’obiettivo non è vendere un prodotto, ma la sua idea, l’emozione, un modo di essere. Tutto molto bello, il rischio però è che questa idea rimanga astratta, o peggio, venga dimenticata.

L’utilizzo della funzione Shopping sarà quindi sempre più indispensabile all’interno di una social media strategy di successo. Questo poiché rende immediatamente realizzabile un desiderio dell’utente che altrimenti potrebbe svanire o essere abbandonato.

Ma come funziona lo Shopping sulle Instagram Stories?

Su Instagram gli utenti sono sempre in cerca di nuovi trend e ispirazioni osservando le storie dei loro brand preferiti. Tuttavia non è soltanto un canale ispirazionale, è un luogo in cui avvengono azioni, dove all’utente non si chiede più solamente di interagire, ma finalmente di agire.

Le aziende potranno utilizzare l’opzione Shopping non solo sul feed di Instagram, ma anche all’interno delle Stories, grazie a un nuovo sticker che lo rende possibile.

L’icona di una shopping bag invita infatti l’utente a scoprire ulteriori dettagli: dopo il tap potrà visualizzare le specifiche del prodotto, il prezzo e il bottone che riporta al sito web per l’acquisto.

Per ora la funzione è utilizzabile soltanto da alcune aziende, ma non temete presto la piattaforma rilascerà la nuova feature anche per gli altri brand.

instagram stories

Fonte: igersitalia.it via @louisvuitton

Instagram Shoppable, una nuova opportunità per i brand

Ci sono due notizie che riguardano, in modo diverso, gli acquisti in rete: l’aumento del costo di Amazon Prime, che passa a 36€ e il lancio anche in Italia di Instagram Shoppable.
Entrambe le cose influenzeranno, in modo diverso, il modo di comprare online. O almeno la seconda. Sì, soprattutto la seconda.

Ma cos’è Instagram Shoppable?

Lanciata lo scorso anno in USA, ora Instagram apre questa funzionalità in altri 8 Paesi, tra cui l’Italia, funzionalità che consente di comprare prodotti direttamente dall’applicazione.
I brand posteranno sui propri profili le immagini dei prodotti e li taggeranno (come si fa con le persone). Gli utenti potranno fare un tap su un post taggato che apparirà nei loro feed Instagram per vedere le informazioni dei prodotti, come ad esempio il prezzo, e fare un tap su “shop now” per acquistare.

Perché puntare su Instagram Shoppable?

Principalmente per quattro ragioni:

  • Per la semplicità di acquisto:
    • Le persone possono acquistare prodotti partendo da un tap su un’immagine.
  • Per l’experience dell’utente:
    • Che troverà le referenze nel feed dell’applicazione.
  • Per gli 800 milioni di utenti attivi al mese, 500 milioni al giorno.
  • Per i 15 milioni attivi di utenti attivi al mese in Italia.

E lo storytelling?
Sta bene, grazie.

Facebook si concentra sull’e-commerce

Durante il 2015 Facebook ha lavorato sempre di più per avvicinare i brand ai consumatori attraverso la propria piattaforma, seguendo due obiettivi fondamentali: facilitare l’esperienza di acquisto per gli utenti e aumentare le percentuali di conversione alle vendite per le aziende. Negli ultimi giorni l’annuncio di importanti novità a riguardo ha creato fermento tra tutti i retailer interessati ad utilizzare questo mezzo di comunicazione per raggiungere il proprio target e aumentare le percentuali di vendita.

Vediamo nello specifico la prima novità. Già dal mese di giugno Facebook aveva annunciato l’intenzione di condurre alcuni test su un numero limitato di pagine, permettendo agli utenti di acquistare prodotti online attraverso un nuovo format di post sponsorizzati sul social network: Canvas. Dai risultati di questi test si è evidenziato un ampio margine di miglioramento, sul quale il team di Facebook si è messo subito al lavoro, apportando nuove interessanti migliorie annunciate in questi giorni. Due importanti limiti riscontrati, per esempio, sono il tempo troppo lungo di caricamento della versione mobile di molti siti e il fatto che un’alta percentuale di questi non sia responsive.

Proprio da questa necessità nasce una delle novità annunciate di recente che si prepara a rivoluzionare il mondo dello shopping online. Infatti Facebook ha pensato di rendere l’esperienza degli acquisti online attraverso Canvas ancora più semplice e immediata. A partire dalle prossime settimane verranno condotti nuovi test in cui, dopo aver cliccato su un post sponsorizzato apparso nel proprio feed, gli utenti verranno reindirizzati ad una nuova landing page, creata appositamente per diminuire il fenomeno di drop off dato dai tempi di attesa. Se vi state chiedendo in che modo questo influenzerà il comportamento degli utenti, infatti, la risposta risiede proprio nella velocità di caricamento. Gli utenti navigheranno quindi su una pagina che permetterà di visualizzare vari prodotti prima di atterrare sul sito del retailer e procedere con l’acquisto. A rendere l’esperienza ancora più sales oriented è inoltre la presenza nella nuova landing di un tasto call-to-action “Buy” con il quale è possibile acquistare in maniera diretta.

Le novità non finiscono qui: durante la prima metà di settembre Facebook aveva annunciato anche l’arrivo di alcune nuove sezioni di pagina, tra cui, in particolare, una sezione chiamata “Shop”. Le aziende proprietarie di pagine Facebook potranno in questo caso scegliere se indirizzare i propri utenti all’e-shop già presente sul proprio sito, o testare la nuova possibilità di acquisto diretto tramite la pagina Facebook.

 

Infine, Facebook ha annunciato un’altra serie di test che avverranno nelle prossime settimane per facilitare la navigazione degli utenti in un’unica sezione dedicata allo shopping, accessibile nel proprio profilo personale dai “Favourite”. Per il momento anche questi test verranno condotti solo negli USA e i brand coinvolti saranno selezionati tra quelli che stanno già testando la sezione di pagina “Shop” descritta nel paragrafo precedente.

Si tratta nel complesso di una vera rivoluzione per i proprietari di pagine Facebook, che oltre a parlare dei propri prodotti potranno realmente godere di una nuova opportunità di vendita, fino ad ora impraticabile. Siamo davvero curiosi di conoscere quale sarà l’impatto effettivo sulle percentuali di vendita provenienti dal social network e derivate da queste novità. Non ci resta che aspettare i risultati dei test e vedere come andrà.

L’evoluzione del mercato degli acquisti online

Cresce sempre di più il mercato degli acquisti online, per il 2014 sono stimate oltre 100 milioni di nuove esperienze d’acquisto (fonte Netcomm), ovvero acquisti fatti su siti web o attraverso delle App che gli acquirenti non avevano mai utilizzato prima. È quanto emerge nella terza rilevazione trimestrale dal titolo “Net Retail – Il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani”, realizzata da Netcomm con il supporto di Human Highway.

Da quante persone è popolato il mondo dell’e-commerce del nostro Paese? 21,8 milioni di italiani hanno comprato online almeno una volta nella vita, di questi 10 milioni sono clienti online abituali ed acquistano la media di una volta al mese.

Tra i tanti interessanti dati della ricerca, ci preme sottolineare che tra 16 milioni di acquirenti online degli ultimi tre mesi si rileva che il 18% ha fatto almeno un’esperienza di acquisto utilizzando un’app su Smartphone e l’11% almeno un acquisto utilizzando un’app su Tablet. Inoltre, chi acquista tramite app, spende importi medi più elevati e con frequenza maggiore della media degli altri utenti che popolano il mondo degli acquisti online.

Il device utilizzato influenza dunque la frequenza d’acquisto? Sì, la ricerca sottolinea che chi acquista da smartphone lo fa più frequentemente, a parità però di importo medio speso che è sovrapponibile a quello di chi utilizza altri dispositivi. Ogni 100 acquisti online, 15 sono originati da un dispositivo mobile.

Chi sono gli e-shopper del 2014?
40 anni è l’età media, uomini per il 55,4%, tra questi molti i laureati e per lo più i clienti del web vivono nei grandi centri urbani. Gli e-shopper hanno le idee molto chiare su ciò che desiderano perchè giungono all’acquisto dopo essersi informati e confrontati con gli altri utenti, hanno quindi desideri lucidi e concreti, oltre ad essere molto esigenti.

Le richieste alle aziende riguardano gli sconti sui prodotti, la possibilità di provare e poter restituire subito il prodotto se non si è soddisfatti, la consegna gratuita e quella su appuntamento. Gli acquirenti del 2014 hanno inoltre un totale controllo del processo di acquisto anche grazie alla multicanalità che oggi permette di fare acquisti in qualsiasi momento della giornata da qualsiasi luogo e attraverso molteplici mezzi, che sia uno smartphone o la vetrina di un negozio in strada abilitata a essere un touch screen attraverso cui fare shopping. Tra i settori più gettonati come sempre spiccano viaggi e turismo, seguiti dall’elettronica, dai servizi assicurativi, dall’abbigliamento e dagli accessori.

Per le aziende diventa sempre più imprescindibile sviluppare una strategia digitale che comprenda la realizzazione di un e-commerce, è fondamentale puntare sulle versioni responsive dei siti per garantire una miglior user experience ed ampliare il customer engagement, è strategico sviluppare applicazioni ad hoc data la crescita di questo nuovo fenomeno per gli acquisti online.

E voi, avete già iniziato a comprare i regali di Natale sul web?