Live Shopping su TikTok: come creare una live perfetta

Il commercio online ha subito un’evoluzione straordinaria, con nuove formule che integrano intrattenimento e acquisto diretto in una sola esperienza. Il live shopping si afferma come trend vincente, e collaborare con un’agenzia specializzata su TikTok consente ai brand di ottenere un supporto strategico e tecnico fondamentale per emergere nel mercato. Ma cosa rende questa modalità così efficace e perché i brand dovrebbero sfruttarla?

Cos’è il live shopping su TikTok e perché è una strategia vincente

Il live shopping su TikTok è una strategia di vendita che combina il potere delle dirette streaming con la possibilità di acquistare prodotti in tempo reale. Questo formato coinvolge attivamente il pubblico, creando un’esperienza d’acquisto dinamica e interattiva che aumenta le conversioni e rafforza il legame tra brand e consumatori.

Il boom del live commerce 

Negli ultimi anni, il live commerce ha registrato una crescita esponenziale, trainato dalla popolarità delle piattaforme social e dalla crescente abitudine degli utenti a fare acquisti online. In particolare, TikTok ha rivoluzionato il settore con un approccio basato su contenuti brevi e coinvolgenti, rendendo il live shopping una tendenza imprescindibile per i brand.

Perché TikTok è la piattaforma ideale

TikTok si distingue per il suo algoritmo avanzato, che facilita la scoperta di contenuti e prodotti anche a chi non segue direttamente un brand. Grazie alla sua natura fortemente interattiva, la piattaforma consente di creare un forte engagement durante le live, trasformando il pubblico in potenziali acquirenti.

Live shopping su TikTok: quali sono i requisiti?

Per accedere alla funzione di live shopping TikTok, gli account devono soddisfare determinati criteri:

  • Avere un profilo TikTok Business.
  • Avere almeno 1.000 follower.
  • Aver rispettato le linee guida della community.
  • Essere registrati su TikTok Shop (disponibile in alcuni Paesi).

Chi può accedere al live shopping

Attualmente, il live shopping su TikTok è disponibile per brand, creator e venditori che rispettano i requisiti sopra elencati. L’abilitazione della funzione dipende dalla regione e dall’idoneità dell’account.

Impostazioni e abilitazione della funzione

Per attivare il live shopping su TikTok, bisogna:

  • Registrarsi su TikTok Shop e collegare un catalogo prodotti.
  • Accedere alla sezione “LIVE” dell’app.
  • Selezionare i prodotti da promuovere.
  • Configurare le impostazioni di live shopping prima della trasmissione.

Live shopping su TikTok: come pianificare una live efficace

Pianificare una live su TikTok richiede attenzione ai dettagli per massimizzare engagement e vendite. Gli elementi chiave includono:

  • Obiettivo della live: lanciare un nuovo prodotto, svuotare stock o creare awareness.
  • Target di riferimento: definire il pubblico per personalizzare il tono e il contenuto.
  • Durata e orario: testare diversi momenti per individuare il migliore per il proprio pubblico.

Scelta del format e del tono di comunicazione

Il format deve essere coinvolgente e in linea con l’identità del brand. Alcuni esempi:

  • Demo prodotto: mostrare il prodotto in azione.
  • Q&A live: rispondere alle domande degli utenti in tempo reale.
  • Collaborazioni con influencer: aumentare la credibilità grazie a creator di fiducia.

Strumenti tecnici: luci, audio e setup ideale

Per una live di qualità, servono strumenti tecnici adeguati:

  • Luci: evitare ombre e garantire un’illuminazione uniforme.
  • Audio: utilizzare un microfono per una voce chiara e nitida.
  • Stabilità della camera: un treppiede aiuta a evitare immagini mosse.

Creazione della scaletta della live

Una scaletta aiuta a mantenere il focus e a evitare momenti morti. Esempio:

  • Introduzione e presentazione del brand.
  • Panoramica dei prodotti in vendita.
  • Dimostrazione e test dal vivo.
  • Risposte alle domande della community.
  • Offerte esclusive e call to action finale.

Come aumentare l’engagement e le conversioni in diretta

Un alto engagement migliora la visibilità della live e incentiva le vendite. Ecco alcune strategie:

Tecniche per coinvolgere il pubblico

  • Fare domande e rispondere ai commenti.
  • Coinvolgere gli spettatori con giochi e sfide.
  • Creare suspense con reveal e teaser.

Uso di sconti, countdown e interazioni 

  • Offrire codici sconto esclusivi per chi acquista durante la live.
  • Usare un countdown per stimolare il senso di urgenza.
  • Attivare sondaggi e reazioni per mantenere alta l’attenzione.

Call to action efficaci per stimolare gli acquisti

  • “Clicca sul link per acquistare ora!”
  • “Solo per i prossimi 10 minuti, sconto esclusivo!”
  • “Tagga un amico che vorrebbe questo prodotto!”

Live shopping su TikTok: gli errori da evitare 

Evitare errori comuni può fare la differenza tra una live di successo e una deludente.

Cosa penalizza la visibilità della live 

  • Scarsa interazione con il pubblico.
  • Audio o video di bassa qualità.
  • Mancanza di una CTA chiara.

Comuni problemi tecnici e come risolverli

  • Connessione instabile: usare il Wi-Fi e testarlo prima della live.
  • Problemi audio: verificare microfono e livelli sonori.
  • Lag o ritardi: chiudere app in background e ottimizzare le impostazioni.

IAKI è l’agenzia specializzata su TikTok Shop. Come possiamo aiutarvi?

Desiderate trasformare la vostra presenza su TikTok in un vero motore di vendite? Affidatavi a IAKI, agenzia specializzata su TikTok Shop. Grazie ai nostri autori e ai nostri strumenti proprietari, Sparklink e CimiCheck, sviluppiamo contenuti ad alto impatto, ideati per potenziare il valore del vostro brand.

Ecco i nostri servizi dedicati al Live Shopping su TikTok Shop:

  • Strategia personalizzata: studiamo il vostro target e il posizionamento del brand per sviluppare format orientati alla conversione.
  • Talent selection e gestione: grazie alla nostra piattaforma proprietaria CimiCheck troviamo i creator più adatti per rappresentare il vostro brand, aumentando credibilità e engagement.
  • Produzione e setup professionale: mettiamo a disposizione il nostro studio dedicato alle Live Shopping con luci, audio e riprese di alta qualità.
  • Analisi post-live: raccogliamo dati sulle performance e forniamo insight strategici per ottimizzare le live future.

Grazie a un approccio data-driven e alla nostra expertise nel digital marketing, trasformiamo le Live Shopping su TikTok in un potente strumento di vendita e brand awareness.

Se cercate l’agenzia per TikTok che vi supporti con strategia, creatività e orientamento ai risultati, contattateci.

Facebook tra meta-comunicazione, real time e operazioni nostalgia

In principio fu IKEA a smuovere le acque dei social media su Facebook così facendo capire poco dopo che no, non era stato un errore, anzi, un discreto test per vedere quante interazioni riuscivano a fare 6 lettere a caso (diventate anche un hashtag #hhsdjh).

Il caso più recente? Il polverone sollevato da Unieuro prima di Natale e replicato pochi giorni fa, per confermare che no, quello non era un post estemporaneo o “sbagliato” ma fortemente voluto (e studiato, come questo).

Questo è un normalissimo post che parla di questa ottima lavatrice LG scontata del 54%. Non c’è altro da vedere….

Pubblicato da Unieuro su Martedì 12 gennaio 2021

Ma quanto è utile questa strategia di meta-comunicazione in termini di marketing? Geniale se l’obiettivo è far parlare di sé ed entrare nell’immaginario del pubblico degli addetti ai lavori (non a caso poi ne nascono libri, gadget, ecc…), un po’ meno forse per supportare le vendite, visto che tutta questa macchina sembra montata più per chi lavora nella comunicazione e non per l’acquirente finale che una tv o una lavatrice la deve comprare veramente.

Il Real time

Questo filone si aggiunge a un altro trend dei social media che da anni spopola: i brand che cavalcano il real time come core strategy. In questo caso come non citare i sempreverdi Ceres, Taffo che con i loro post strappano sempre una risata.

e la Lidl Italia muta.

Pubblicato da Taffo Funeral Services su Mercoledì 18 novembre 2020

Skipper Zuegg

COMUNICATO AZIENDALE.

Se avete dimenticato un succhino sotto il banco a febbraio, vi suggeriamo di controllare la data…

Pubblicato da Skipper Zuegg su Lunedì 14 settembre 2020

o Durex

Un mandato di lunga durata.

#durex #durexItalia #election2020

Pubblicato da Durex su Martedì 3 novembre 2020

Operazione nostalgia

Una tendenza degli ultimi mesi dei brand sui social media (e anche qui Facebook la fa da padrone) prevede una perfetta “operazione nostalgia” per coinvolgere emotivamente chi ha superato i 30 anni ed è cresciuto a pubblicità e tormentoni. Due esempi sono quelli di (ancora una volta) Skipper Zuegg, con uno dei suoi jingle più famosi

Ci sono due tipi di persone: quelli che capiranno al volo questo post e quelli che faranno sentire vecchi i propri genitori chiedendone il significato ❤️

Pubblicato da Skipper Zuegg su Sabato 8 agosto 2020

e da Subaru Italia, cha ha recuperato uno dei migliori sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo per una comunicazione che a qualcuno avrà fatto scendere una lacrimuccia.

Stai già ridendo? Allora sei pronto per l’#ExtraordinaryXmas di Subaru. Seguici e continua a divertirti con noi!
#WeAreSubaru

Pubblicato da Subaru Italia su Mercoledì 2 dicembre 2020

Da qui si spalanca non una porta ma un portone di possibilità perché, soprattutto su Facebook dove il pubblico è sempre più “-anta”, il tormentone anni ’90 potrebbe funzionare: un messaggio caldo, rassicurante ed empatico… Sì, anche quando si parla della Subaru “Baracca”.

Voi cosa ne pensate? Al di là del gusto personale, pensate che sia una comunicazione efficace o si sta perdendo la bussola?

Facebook Slideshow. Il video advertising per i mercati emergenti

Prosegue la crescita esponenziale dei video online, che secondo le previsioni costituiranno già entro il 2017 il 69% del traffico internet. L’immediatezza e la forza d’impatto li rendono sempre più adatti a soddisfare le esigenze di informazione e intrattenimento delle persone. È quindi del tutto naturale che i video siano ormai considerati come il futuro del content marketing.

In linea con questo trend è giunto qualche giorno fa l’annuncio di Facebook Slideshow, il nuovo servizio del colosso di Menlo Park per il video advertising. Si tratta di una piattaforma che consente di creare video pubblicitari “ultraleggeri” e low cost. Il target principale è evidentemente rappresentato dai mercati emergenti, in cui la connettività si mostra ancora labile e precaria.
L’obiettivo primario sembra infatti quello di incrementare l’accesso ai contenuti anche dalle reti più deboli, dove spesso non esiste nulla oltre il 2G. Facebook ha del resto costituito i “2G Tuesdays” per aiutare i propri dipendenti a immedesimarsi negli utenti che utilizzano una connessione molto lenta, navigando per un’ora a velocità ridotta.
I video di Facebook SlideShow sono fino cinque volte più leggeri di quelli che si impiegano ora e rappresentano quindi un contenuto fruibile da qualsiasi connessione e dispositivo (si prevede che il prossimo miliardo di nuovi utenti internet accederà per la prima volta alla rete da mobile).

Sul piano tecnico, il meccanismo è estremamente semplice: si caricano dalle tre alle sette immagini, si decide la lunghezza di uno “show” (compresa tra 5 e 15 secondi) e il gioco è fatto. Facebook Slideshow confeziona un vero e proprio video pubblicitario, minimal ma estremamente efficace, anche se privo di audio.

Facebook Slideshow è già stato testato nei mercati emergenti africani. Coca-Cola ha lanciato per il suo Coke Studio Africa in Kenya e Nigeria una campagna pubblicitaria di video ultralight con risultati eccezionali: “We are pleased – spiega Ahmed Rady, Regional Marketing Director di Coca-Cola – with how the Facebook slideshow campaign performed across our key markets in Africa, particularly in Nigeria and Kenya. The campaign over-delivered on reach by one million and had a 10 point increase in ad awareness in Kenya”.

Chissà se il nuovo servizio di Facebook verrà utilizzato soltanto in quei mercati che, nel giro di 5 anni, rappresenteranno il 60% della crescita economica a livello mondiale. Facebook Slideshow potrebbe costituire un’opzione nuova e con ampi margini di sperimentazione anche per gli inserzionisti dei “vecchi mercati” sempre più orientati al mobile. Del resto, la spesa per il mobile video advertising continua a crescere: finora nel 2015 si è registrato un incremento del 190%.

I sondaggi tornano di moda su Twitter

Lo scorso ottobre Twitter ha annunciato il ritorno dei sondaggi.

“Se ti interessa scoprire l’opinione che gli altri utenti hanno su un determinato argomento – il nome da dare al tuo nuovo cane, chi vincerà la partita di questa sera o quale aspetto di una campagna elettorale pensano sia più rilevante – non c’è posto migliore di Twitter”.

È un ritorno perché anche in passato si potevano fare sondaggi con call to action, domande aperte, contando le occorrenze su uno o più hashtag, chiedendo agli utenti di fare un favorite o un RT per scegliere una posizione su un determinato quesito, e (last but non least) le Twitter Poll Card che a mio parere erano anche più funzionali, anche se tecnicamente difficili da gestire e non aperte a tutti.

Sky Tg24 Poll Card

Come funzionano i sondaggi?

Semplice: chiunque cliccando sul pulsante blu per creare un nuovo tweet può scegliere la modalità sondaggio con una domanda e due possibili scelte. Il sondaggio rimarrà “vivo” per 24 ore.

A cosa possono servire i sondaggi?

Solitamente le novità Twitter sono disponibili solo agli account verificati, quindi solo a personaggi famosi e handle global di grandi marchi, ma questa volta l’opzione è aperta a tutti. Chiunque può fare un sondaggio sia che si tratti di chiedere ai propri amici “cosa fare stasera” o “chi sarà il nuovo Presidente della Repubblica”. Le opzioni sono solo 2, ma le domande da poter fare sono infinite, i brand possono quindi sbizzarrirsi.

Arriva-Twitter-Poll-e-il-sondaggio-si-fa-a-forza-di-cinguettii
Fonte: pastemagazine.com

Questa “nuova” opzione mostra però diverse lacune:

  • Non è possibile inserire una immagine per aumentare la visibilità del sondaggio.
  • A bordo del nostro tweet-sondaggio è visibile il numero dei voti.
  • Le scelte dei votanti non si trasformano in altri tweet per aumentare la visibilità del sondaggio, come succedeva invece nelle Twitter Poll Card.
  • Come anticipato, non è una vera novità.

Diversamente dai rivali social, Twitter fatica a innovare e rinnovare la sua piattaforma: le ultime vere grandi novità sono stati Periscope, ottima app con un grande potenziale soprattutto per il citizen journalism (ne abbiamo parlato qui), e Twitter Moments (ancora per pochissimi eletti).

I sondaggi sono sicuramente un tool molto interessante per la community Twitter, favoriranno le conversazioni tra utenti, creeranno nuove formule di interazioni sulla piattaforma, ma mancano dell’effetto wow.

I social network fanno vendere libri?

In principio fu aNobii. Poi i social network dedicati ai libri si sono moltiplicati, e con loro l’eco della domanda che arriva dagli uffici marketing del mondo editoriale: “Ma i social network fanno vendere libri?”.

La risposta è sì, ma in modo non quantificabile, per almeno 3 motivi:

1. Il passaparola non è misurabile perché i social network sono una piazza digitale. È forse quantificabile il numero di libri venduti grazie alle chiacchiere tra amici?

2. E il lettore “potenziale”? Gli spazi sociali giocano un ruolo fondamentale nel posizionamento di un brand: la presenza sociale è ormai imprescindibile. Certo, è necessario tarare spazi e obiettivi, ma è ormai chiaro come l’alba che i social network siano il biglietto da visita di qualsiasi brand, spesso ancor prima del sito. E se è vero che la prima impressione non mente, l’assenza dai social network non passerà certo inosservata agli occhi di un potenziale lettore, che passerà oltre.

3. Amplificazione = qualità: le piazze digitali sono il luogo perfetto dove il lettore può approfondire, scoprire, appassionarsi sempre di più. Ma sono anche per l’editore un’occasione per raccontarsi e dare un valore aggiunto al libro rendendolo un oggetto ancora più interattivo, attivo, appetibile. 

Nascono così una serie di progetti come #libriparlanti, che valorizza l’esperienza della lettura, la creatività e l’amore per l’oggetto libro, ma è anche occasione per gli editori di mettere in mostra i propri titoli di punta e inserirsi in una conversazione tutt’altro che timida.
E che dire della possibilità, grazie a Periscope, di raggiungere, anche senza un collegamento streaming, il pubblico che non ha avuto modo di partecipare a un evento, invitandolo a contribuire alla conversazione?

Tutto questo contribuisce a creare un legame con i propri (pochi) lettori, facendoli sentire parte di un mondo di connessioni possibili proprio grazie ai social network, un mondo di cui sono partecipi, protagonisti attivi, e non fruitori passivi. 

Gli uffici marketing di tutto il globo non si faranno comprare da queste parole, ma un fatto è certo: in un panorama in cui il 58% degli italiani non legge neanche un libro in un anno, non ci resta che coccolare quel 14% di lettori forti che rimangono stabili.

Miao, le gif funzionano su tutte le pagine Facebook

IAKI ama le gif, ormai è un fatto risaputo. Abbiamo seguito nel tempo le varie declinazioni del formato video ai tempi del mobile web, come Cinemagram (ora Yeti – Campus Stories), Vine e il lancio dei video su Instagram. Ognuno di questi casi citati deve qualcosa al formato gif, che ormai vanta oltre un quarto di secolo dalla sua nascita. Facebook ha sempre mantenuto una posizione piuttosto rigida riguardo l’impiego di questo formato sui propri spazi, ammorbidendo gradualmente il suo punto di vista. Da un po’ di tempo infatti gli utenti possono usare le gif per commentare gli status, oppure all’interno delle chat di gruppo o private. Quello che continuava a rimanere un tabù era il posting delle immagini animate da parte dei brand sulle pagine, costringendo a rinunciare a un linguaggio contemporaneo e apprezzato.

Già ad agosto c’era stata una notizia interessante sui tabloid riguardo la travagliata storia d’amore tra Facebook e le gif, secondo cui alcune pagine avevano ricevuto il dono delle gif (the gift of gifs), lasciando a data imprecisata il rollout di questa funzione. Il momento è arrivato, finalmente anche le pagine possono pubblicare gif animate. La modalità è la stessa riservata fino ad ora alle persone, ovvero attraverso il link alla gif e non caricandola come un’immagine.

Altri canali social da tempo avevano fatto la stessa scelta in maniera anche più coraggiosa, come Google Plus che ne ha permesso l’utilizzo anche nell’immagine del profilo e Twitter che le ha sbloccate da più di un anno. Nei prossimi giorni sarà interessante osservare come i brand abbracceranno la novità, in maniera totalizzante, letterale e a volte fuori luogo come il real time marketing? Noi ci auguriamo di no, confidando in un utilizzo oculato e sapiente di uno strumento che permette capacità espressive e di engagement da tenere in considerazione per la costruzione di un piano editoriale.

Facebook si concentra sull’e-commerce

Durante il 2015 Facebook ha lavorato sempre di più per avvicinare i brand ai consumatori attraverso la propria piattaforma, seguendo due obiettivi fondamentali: facilitare l’esperienza di acquisto per gli utenti e aumentare le percentuali di conversione alle vendite per le aziende. Negli ultimi giorni l’annuncio di importanti novità a riguardo ha creato fermento tra tutti i retailer interessati ad utilizzare questo mezzo di comunicazione per raggiungere il proprio target e aumentare le percentuali di vendita.

Vediamo nello specifico la prima novità. Già dal mese di giugno Facebook aveva annunciato l’intenzione di condurre alcuni test su un numero limitato di pagine, permettendo agli utenti di acquistare prodotti online attraverso un nuovo format di post sponsorizzati sul social network: Canvas. Dai risultati di questi test si è evidenziato un ampio margine di miglioramento, sul quale il team di Facebook si è messo subito al lavoro, apportando nuove interessanti migliorie annunciate in questi giorni. Due importanti limiti riscontrati, per esempio, sono il tempo troppo lungo di caricamento della versione mobile di molti siti e il fatto che un’alta percentuale di questi non sia responsive.

Proprio da questa necessità nasce una delle novità annunciate di recente che si prepara a rivoluzionare il mondo dello shopping online. Infatti Facebook ha pensato di rendere l’esperienza degli acquisti online attraverso Canvas ancora più semplice e immediata. A partire dalle prossime settimane verranno condotti nuovi test in cui, dopo aver cliccato su un post sponsorizzato apparso nel proprio feed, gli utenti verranno reindirizzati ad una nuova landing page, creata appositamente per diminuire il fenomeno di drop off dato dai tempi di attesa. Se vi state chiedendo in che modo questo influenzerà il comportamento degli utenti, infatti, la risposta risiede proprio nella velocità di caricamento. Gli utenti navigheranno quindi su una pagina che permetterà di visualizzare vari prodotti prima di atterrare sul sito del retailer e procedere con l’acquisto. A rendere l’esperienza ancora più sales oriented è inoltre la presenza nella nuova landing di un tasto call-to-action “Buy” con il quale è possibile acquistare in maniera diretta.

Le novità non finiscono qui: durante la prima metà di settembre Facebook aveva annunciato anche l’arrivo di alcune nuove sezioni di pagina, tra cui, in particolare, una sezione chiamata “Shop”. Le aziende proprietarie di pagine Facebook potranno in questo caso scegliere se indirizzare i propri utenti all’e-shop già presente sul proprio sito, o testare la nuova possibilità di acquisto diretto tramite la pagina Facebook.

 

Infine, Facebook ha annunciato un’altra serie di test che avverranno nelle prossime settimane per facilitare la navigazione degli utenti in un’unica sezione dedicata allo shopping, accessibile nel proprio profilo personale dai “Favourite”. Per il momento anche questi test verranno condotti solo negli USA e i brand coinvolti saranno selezionati tra quelli che stanno già testando la sezione di pagina “Shop” descritta nel paragrafo precedente.

Si tratta nel complesso di una vera rivoluzione per i proprietari di pagine Facebook, che oltre a parlare dei propri prodotti potranno realmente godere di una nuova opportunità di vendita, fino ad ora impraticabile. Siamo davvero curiosi di conoscere quale sarà l’impatto effettivo sulle percentuali di vendita provenienti dal social network e derivate da queste novità. Non ci resta che aspettare i risultati dei test e vedere come andrà.

Twitter punta sulle news, ecco i Moments

Twitter punta sulle news, e questa volta fa sul serio. Lo annuncia, ovviamente, con un tweet.

Disponibili al momento solo negli USA, attraverso un’icona a forma di fulmine, i Moments sono una raccolta delle news più importanti dell’ultimo momento, raccolte da un team interno a Twitter in ordine temporale e suddivise per argomenti specifici: ad esempio, News, Sport, Intrattenimento etc. Il tasto è in posizione centrale nella app, quello con l’icona a forma di fulmine.

L’uccellino blu ci aveva già provato con “Project Lightning”, questa volta però pare davvero intenzionato a mettere ordine tra i suoi contenuti e a coinvolgere sempre più i frequent users, oltre a volerci riprovare con chi lo aveva accantonato perché troppo confusionario.

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Fonte: wired.co.uk

Se avete sempre pensato che “Twitter è bello, ma non ci vivrei”, questa potrebbe essere la svolta che vi farà cambiare idea. Moments ha una veste tutta nuova per un contenuto Twitter: spazio a immagini e filmati a tutto schermo, le news si scorrono con uno swipe laterale mentre per tornare all’app basta scorrere il dito verso l’alto o il basso. I Moments si possono condividere o embeddare, proprio come i classici tweet, mentre Vine e Periscope, naturali “costole” di Twitter, danno il meglio di sé nelle vesti di Moments.

Il team Twitter è pronto a selezionare le notizie in collaborazione con colossi dell’editoria americana, come il Washington Post, il New York Times, Fox News ma anche Buzzfeed e Mashable. Alla realizzazione dei tweet sono pronti a partecipare anche altri partner di tutto rispetto tra cui Getty Images, la NASA e la MLB (la lega di baseball Usa), quindi è il caso di aspettarsi immagini e video mozzafiato.

Moments promette di aiutare a trovare il meglio di Twitter. Questo perché, come ha detto il suo product manager Muthukuma, ci sono contenuti, dallo scambio di battute tra leader mondiali agli aggiornamenti sulle partite, che nascono su Twitter ed esistono solo su Twitter. Ora saranno più accessibili anche a chi non segue gli account delle celebrities o dei personaggi protagonisti dei tweet “caldi”.

Ma Twitter non è il primo social network ad essersi appassionato alle news: a maggio ci aveva pensato Facebook con i suoi “Instant Articles” a puntare i riflettori sull’informazione grazie ad un accordo con i big dell’editoria.

Sembra davvero che per le news e il giornalismo il momento sia caldissimo, grazie anche all’avvento e alla diffusione di Periscope. Sempre più connessi, sempre informati e sempre più vicini alle notizie: così ci vuole Twitter che, mai come ora, rende il real time immediato e accessibile!

Noi non vediamo l’ora di mettere gli occhi e le mani sui Moments, sicuri di vederne davvero delle belle! Per ora seguiamo l’account @TwitterMoments e rimaniamo sintonizzati.

Snapchat diventa grande: arrivano i selfie sponsorizzati

Continua la crescita vertiginosa di Snapchat, l’app che ha dato valore all’effimero con la sua killer feature, ovvero la possibilità di scambiare foto e video che dopo la visualizzazione si cancellano automaticamente. Snapchat ha da poco raggiunto Facebook in termini di visualizzazioni video con 4 miliardi al giorno: un risultato davvero impressionante, soprattutto se si pensa che negli ultimi cinque mesi l’app è riuscita a raddoppiare le video view.

E così anche per Snapchat – che adesso vale 16 miliardi di dollari – è arrivata l’ora di batter cassa. Del resto, il servizio sta registrando molti cambiamenti che testimoniano il tentativo di rinnovarsi, a partire dalle “Storie sponsorizzate” dei brand o dalle notizie raccolte nella sezione “Discover” (tra i primi inserzionisti: CNN, Buzzfeed, National Geographic, MTV, Cosmopolitan, Daily Mail, Vice, People).

Qualche settimana fa sul blog ufficiale sono stati annunciati i replay a pagamento (3 per 99 centesimi di dollaro). Quest’ultima novità è più significativa di quanto sembri: in questo modo Snapchat rinuncia infatti alla distruzione dei messaggi dopo la prima visualizzazione – il marchio di fabbrica che l’ha contraddistinto rispetto agli altri servizi di messaggistica istantanea. Segno che i tempi sono realmente cambiati.

Ma la novità più interessante in chiave social media marketing riguarda il prossimo lancio di selfie sponsorizzati, che aprirà definitivamente ai brand la possibilità di interagire con un pubblico di 100 milioni di utenti attivi ogni mese, tramite filtri particolari e personalizzati. Per sfruttarne uno, un marchio dovrà sborsare fino a 750.000 dollari per un peak day (come Halloween, quando i filtri sponsorizzati verranno introdotti, Natale o Black Friday) o “soltanto” 450.000 dollari per un giorno qualsiasi dell’anno che non coincide con nessuna ricorrenza particolare sul calendario.

Questo cambio di rotta rispetto alle origini conferma che l’app è diventata grande e può ora porsi sul mercato degli advertiser con sicurezza. Snapchat spera di attrarre i grandi marchi con la sua larga base di utenti – che ormai coinvolge non più solamente i millenial, ma anche gli over 35 – nonostante non offra ancora opzioni di targettizzazione profilata come i giganti Facebook e Google. L’interesse dei brand è tuttavia confermato da una ricerca di eMarketer secondo cui Snapchat, dopo Instagram e Pinterest, è il social media che maggiormente attrae gli inserzionisti.

Periscope e il giornalismo

Grazie a internet, le notizie si diffondono molto velocemente da un angolo all’altro del globo e per le testate giornalistiche è diventato cruciale mantenere il passo. Per poter offrire servizi di informazione sempre più efficienti e coinvolgenti per il loro pubblico, i giornali sono attenti all’evoluzione della comunicazione e pronti a sperimentare.

A marzo è uscito Periscope, l’app Twitter che permette live streaming video da un qualsiasi smartphone iOS o Android. I video in streaming non sono certo una gran novità, la pirateria, gli hangout Google, YouTube ci hanno abituato a fruire quotidianamente di contenuti video in rete, ma Periscope gode di due vantaggi competitivi rispetto alle altre piattaforme: il primo è l’immediatezza, per poter essere on air basta aprire l’app e iniziare a filmare (niente di più facile); il secondo punto a favore è l’integrazione con Twitter. Questo è particolarmente importante per i giornali perché vivono di fatti che riguardano il presente e nessun canale può raccontarlo come Twitter che ha fatto del real time la sua forza.

Quando l’app iOS di Periscope fu lanciata, già nel suo primo giorno di vita fu utilizzata dai newyorkesi per testimoniare la diretta di un incendio scoppiato nell’East Village di New York. Periscope è così diventato un importante mezzo del citizen journalism: un giornalismo fatto di contribuiti e testimonianze degli utenti che da lettori diventano editori di notizie in grado di raggiungere un pubblico più vasto anche di alcune testate online.

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Fonte: Periscope

Se Periscope può essere utilizzato da chiunque per il citizen journalism, può anche essere utilizzato magistralmente dalle testate per documentare day by day dei momenti o delle crisi importanti come quella dei rifugiati che sta colpendo l’Europa in queste settimane.

Ad esempio, Paul Ronzheimer, un reporter del quotidiano tedesco Bild, ha raccontato e documentato il viaggio in Germania dei rifugiati dell’isola greca di Kos con dei broadcast su Periscope: “È stato interessante vedere quanto interesse c’è stato nel racconto. Alcune volte i live viewer arrivavano a 5-6 mila e un video è stato rivisto 90.000 volte”.

Secondo Paul, Periscope gli ha permesso di utilizzare i commenti del pubblico per arricchire le sue interviste, poter filmare ogni volta che poteva stando al fianco dei rifugiati per tutto il viaggio: il giornalista ha potuto seguire anche le strade illegali percorse dai rifugiati e stare con loro durante situazioni molto delicate in cui non era permesso l’accesso alla troupe.

Nonostante fosse inizialmente preoccupato di ricevere commenti razzisti, il giornalista ha ricevuto migliaia di commenti, tweet e email di persone che lo ringraziavano per il suo lavoro grazie al quale è stato approfondito il problema dei rifugiati e la loro condizione.

Periscope è quindi la nuova frontiera del giornalismo moderno? 

Vi invito a visitare Periscope ora, aprite la vostra app! Non troverete reportage o notizie di rilievo. Periscope è ancora lontano da essere un tool di informazione pura, ma è sulla buona strada. Come molti social network, Periscope consiste di una grossa percentuale di broadcast di persone che filmano il proprio cane o la propria colazione, ed è esposto a diverse insidie tra cui la pornografia, la pirateria e la questione della privacy.