Twitter Spaces atterra su Android

Il successo di Clubhouse, l’app basata solo su voce, continua a crescere in tutto il globo. Nell’attesa che Facebook lanci la sua versione, Twitter si è rivelata pronta per il suo lancio tra Marzo e Aprile: Twitter Spaces.

Aggiornando in questi giorni le app Android e iOS di Twitter, tra le novità si fa riferimento alla possibilità di twittare e parlare, inizialmente accedendo agli “spazi” avviati da alcuni profili tester e provare le funzionalità da semplici ascoltatori della discussione.

Ma ancora per poco. Tra un paio di settimane, annuncia infatti l’azienda cinguettante, che l’arrivo di Twitter Spaces per tutti sarà realtà. Si parla di Aprile ma possiamo già notare sui nostri smartphone che il processo sarà più veloce.

Finalmente anche gli utenti Android avranno voce con Twitter Spaces

La vera novità rispetto a Clubhouse è che Twitter Spaces sarà appunto disponibile non solo su iOS ma anche per gli utenti Android, presidiando un target ancora (per il momento) libero dalla voce.

La crescita di Twitter passerà dunque anche per Spaces, un progetto che consente di trovare un nuovo spazio d’espressione che va al di là dei canonici 280 caratteri.

Un altro punto di forza di Twitter Spaces sarà la possibilità di rendere gli audio degli spazi e delle trascrizioni scaricabili, del resto è innegabile: verba volant, scripta manent.

Gli utenti avranno così l’opportunità di fruire sempre e comunque degli spazi e dei contenuti di loro interesse, potendo riascoltare a piacimento gli interventi prediletti e non perdendo nessun intervento degli speaker.

Twitter Spaces, quali opportunità per le aziende?

Le app vocali rappresentano un ulteriore spazio di crescita per i brand. All’interno di Twitter Spaces le aziende possono promuovere servizi, prodotti, eventi, trovare nuovi potenziali clienti. Fornire informazioni mirate e argomenti di discussione stimolanti in una stanza dedicata può far intercettare un target veramente interessato al proprio marchio, andando così a colpire nuovi contatti.

Grazie ad un content creator o uno speaker specializzato si possono realizzare degli appuntamenti ad hoc, con rubriche ad hoc. Un brand del food potrebbe ad esempio realizzare una rubrica vocale con delle ricette veloci da creare in diretta, guidando passo passo gli utenti e favorendo il coinvolgimento attivo del pubblico qualora si dia la possibilità di fare delle domande.

Inoltre la possibilità di scaricare gli interventi di Twitter Spaces fa si che possa rimanere uno storico anche per chi in quel momento non può ascoltare o non può fruire a 360 gradi dell’intervento. Nascerà così la possibilità di instaurare una relazione che va al di là di quel preciso istante.

La voce dei brand

Le aziende possono, attraverso la voce, creare un rapporto più diretto e informale con i clienti, ad esempio chiedendo in tempo reale dei feedback come se si trattasse di un “focus group”. Inoltre interagire con la voce rispetto a un video può far sentire più a proprio agio le persone, facendole sentire meno esposte.

Twitter Spaces così come Clubhouse rappresenta per i brand un posto dove apprendere, dove creare condivisione e dove ampliare la propria rete.

Clubhouse è stata la prima app che ha saputo presidiare lo spazio voce all’interno del panorama dei social media, ma è sembra arrivato il momento in cui gli altri colossi dei social media vogliano dire la loro.

Quale delle app vocale avrà più successo? Clubhouse è l’app pionieristica del settore, ma a volte gli ultimi potrebbero diventare i primi, no? Staremo a vedere. Anzi, a sentire.

Ecco come Facebook e Twitter stanno rincorrendo Clubhouse

Sicuramente avrete sentito parlare di Clubhouse. La notizia del nuovo social network basato unicamente sul potere della voce è seconda, forse, solo all’insediamento del Governo Draghi.

Se vi sembrava strano che Mark Zuckerberg ne fosse rimasto alla larga, ci avete visto giusto. Infatti, durante un talk show serale tenutosi su Clubhouse e chiamato “The Good Time Show”, Sriram Krishnan e Aarthi Ramamurthy, due tecnologi della Silicon Valley, hanno intervistato un dirigente di Facebook che ha portato con sé un ospite speciale: Mark Zuckerberg.

Questo, però, non è l’unico modo in cui il social network blu e bianco sembra essersi interessato a Clubhouse, infatti, le chat audio potrebbero presto arrivare su Facebook.

Nonostante il nuovo social network sia stato rilasciato in versione “beta” e sia circoscritto ai soli utenti Apple (per i dispositivi Android, infatti, bisognerà attendere ulteriormente), secondo il New York Times l’amministratore delegato di Facebook ha già chiesto ai “suoi” di sviluppare un prodotto molto simile a Clubhouse.

Sarà forse un tentativo per accontentare tutti gli utenti che ancora non sono riusciti ad iscriversi a quest’ultimo?

Lo scenario tra Clubhouse e Facebook

Se la decisione presa da Zuckerberg non vi sorprende è perché non è nuovo all’inseguimento dei diversi mezzi di comunicazione che attraggono, soprattutto, i giovani. Egli ha infatti acquistato l’app regina della pubblicazione di foto, Instagram, e l’app di messaggistica WhatsApp.

“Se non puoi acquistarli, copiali” sembra essere questo il mantra del Signor Zuckerberg che non è nuovo a integrare spunti presi dalla concorrenza. Basta pensare al passato: l’ultimo caso in ordine cronologico è quello dei Reels su Instagram i quali replicano il format di TikTok.

Prima ancora, ormai nel 2016, dopo non essere riuscito ad acquistare Snapchat decise di replicare sui suoi prodotti la feature più originale, quella delle Storie.

Menlo Park, però, non è il primo ad interessarsi al genere. Infatti, se è ancora troppo presto per comprendere la strategia di Facebook, più chiara è senza dubbio quella di Twitter: al cinguettio di “sometimes, 280 isn’t enough” da qualche mese ha pronto Spaces, un servizio davvero molto simile a quello offerto da Clubhouse.

L’interessamento di Twitter

Twitter dichiara di aver compreso come la voce umana porta con se emozioni, sentimenti ed empatia che spesso con il testo si perdono, il desiderio è quello di far sentire gli utenti a “proprio agio ad una grande cena”.

Inizialmente sono stati selezionati quattro rappresentanti che avrebbero dovuto testare una versione “base” della nuova funzione. Un mese più tardi la versione è stata collaudata da un altro piccolo gruppo di utenti con l’obiettivo, aggiornamento dopo aggiornamento, di ampliare il raggio a tutti gli account presenti sulla piattaforma.

Inizialmente Spaces era disponibile solo per i clienti Apple, ma dalla fine del mese di Gennaio l’account Twitter della chat audio ha presentato anche una versione per Android.

Per creare uno “spazio”, e quindi avviare una chat audio, sarà necessario tenere premuto il tasto “compose”, altrimenti vi è la possibilità di utilizzare i Fleet. Sarà inoltre possibile interagire con emoji.

IAKI - Facebook Clubhouse

Lecito chiedersi come mai Twitter abbia deciso di rilasciare la sua “versione prova” solo ad una cerchia ristretta di persone per poi, lentamente, raggiungere tutti gli utenti. Il desiderio sarà forse quello di renderla una piattaforma più sicura?

Soprattutto negli ultimi tempi sono circolati tweet e commenti violenti che hanno generato spesso conversazioni cariche d’odio e di intolleranza. Tutto ciò lascia pensare che voglia testare la sua capacità di moderazione circoscrivendo la nuova funzione a un numero ridotto di persone per poi ampliarsi in modo da moderare situazioni complicate fin dall’inizio.

Zuckerberg è da sempre il primo della classe in materia di social network e anche questa volta farà di tutto per salire sul gradino più alto del podio,Twitter, invece, oltre a Clubhouse e Facebook dovrà sfidare sé stesso.

Live streaming e social distance: una diretta ci salverà

Le live streaming sono state un po’ una benedizione durante l’emergenza sanitaria degli ultimi mesi. Inutile negarlo, ci sono attività che nella fase 2 (ma anche più avanti) sono di difficile realizzazione visto che la distanza sociale rimane una realtà. Come fare se le regole dicono ancora: niente assembramenti e distanza di almeno 1 metro tra le persone?

Che fine fanno tutti gli incontri che prevedono la presenza di 100, 500 o migliaia di persone nel medesimo luogo allo stesso momento? Non parliamo solo del campionato di Serie A, ma anche di manifestazioni culturali, festival o più semplicemente di presentazioni di libri.

Naturalmente è tutto da rivedere, emergenza coronavirus e sicurezza impongono una totale revisione degli spazi e dei modi di fruizione degli incontri fisici, ed è qui che la tecnologia viene in aiuto di artisti e pubblico.

Sì, perché se c’è una cosa che ci hanno insegnato le piattaforme di videoconferenza come Zoom e Skype negli ultimi tre mesi, è che una video call azzera le distanze.

Ma ci sono altri vantaggi dal punto di vista della comunicazione, vediamoli insieme:

  • Una live streaming si può seguire ovunque: o altrimenti detto, se il tuo pubblico non può venire da te, vai tu da lui! In termini di comodità non ci sono paragoni né è possibile pensare a scenari migliori: si evitano file, attese e basta veramente un clic per partecipare a un incontro online.
    Un esempio? Le dirette streaming del Salone del Libro che causa Covid-19 ha posticipato l’evento in fiera a settembre, ma non ha voluto rinunciare a qualche occasione di incontro con gli autori a maggio. (Ad aprire SalToEXTRA è stato Alessandro Barbero, con una lectio inaugurale che ha fatto la gioia dei fan dello storico. 🔥)
  • La live streaming elimina le sovrastrutture: evviva, finalmente un modo per dare ampio spazio alla sostanza! Si eliminano i “rumori” di fondo e i riempitivi per andare dritti al punto, per la gioia di chi ama la concretezza. Un esempio? I tanti webinar (tipo questo di Università Cattolica) che hanno animato la rete in questi mesi particolari o le dirette di Marco Montemagno, personalità del mondo web e tech. 📢
  • La live streaming è perfetta per gli utenti che amano interagire: la diretta si guarda, è vero, ma durante tutta la durata è possibile partecipare attivamente: sarà per questo che Instagram ha dedicato alla modalità diretta una sezione Q&A impostata unicamente alle domande della community a cui i protagonisti della live possono rispondere?

IAKI - Instagram Q&A live streaming

Ecco, se il vostro brand ha qualcosa da dire in questo momento, le live streaming sono la risposta!

Su che canale farle? A questo proposito non avete che l’imbarazzo della scelta: Facebook, Instagram e Youtube sono sicuramente i social più utilizzati, ma anche Twitch e Twitter potrebbero regalarvi grandi soddisfazioni. E no, non dovrete ingaggiare una troupe cinematografica.

Per una live streaming Facebook ad esempio potrete pensare a creare una diretta con regia in modo da:

  • Dare il giusto spazio in video a ogni relatore, regolare il volume dei loro microfoni, ecc
  • Condividere una schermata o inserire un elemento grafico o video
  • Customizzare con grafiche e overlay
  • Far comparire nel video un commento social da parte di un utente
  • Invitare partecipanti del pubblico alla live

Insomma, nulla da invidiare a un’occasione di incontro fisica, ma con un plus non indifferente: un risparmio economico importante. Pensate solo a spostamenti, vitto, alloggio, logistica, attrezzatura, prenotazioni location e tanto altro…

Dite la verità, vi stiamo tentando eh?

Allora date uno sguardo a uno dei nostri lavori in materia di live streaming (qui il lancio di Fifa 20 per Electronic Arts) e poi scriveteci: organizzeremo per voi una live streaming di successo!

Covid-19: come il coronavirus ha impattato sul web

Web, televisione, social network e ogni canale di comunicazione: il coronavirus o Covid-19 è ormai da settimane presente nella comunicazione che riceviamo ogni giorno.
Ci vengono ribadite continuamente le regole da rispettare, le conseguenze di questo virus e ci vengono dati aggiornamenti sullo stato della situazione nazionale e mondiale ogni minuto.
Sì, questo è quello che stiamo vivendo in Italia.
Ma nella comunicazione mondiale il Covid-19 in che modo è presente? Avevamo già analizzato i risultati sul web alla fine di febbraio, ma quella data ci sembra già così lontana considerando i cambiamenti che si susseguono giorno dopo giorno, ora dopo ora.
Vi mostriamo quindi quali sono ad oggi i trend, gli hashtag, i volumi e i topic riguardo a questo argomento nel mondo. Perché sì, in tutto il mondo, ormai le persone nominano il coronavirus sul web per un totale di quasi 3 milioni di risultati (dal 19 dicembre ad oggi).

Covid-19: quanto se ne parla?

I volumi delle mention sono stati in continuo aumento nelle ultime settimane, li vediamo infatti di seguito riportati e suddivisi per lingua. L’inglese ovviamente prevale sulle altre, come prevedibile, ma è presente una grande fetta di risultati in spagnolo e francese.
Il 13 marzo come si vede dal grafico si è registrato il picco di 250 mila mention.

Come se ne parla?

Ricercando i topic sull’argomento, compaiono per la maggior parte hashtag sul virus in relazione alla nazione di provenienza. #coronavirus conta più di 141 mila menzioni sul web. Avete mai visto tante risultati per una sola parola?
Da giorni compare inoltre la bandiera degli Stati Uniti, il cui numero di risultati sta crescendo in modo esponenziale.

Hashtag “Covid-19”

Facendo una ricerca nello specifico sull’utilizzo di hashtag ed emoji sul web, si nota che i risultati ottenuti riguardano i principali stati coinvolti nel mondo. Le mention non comprendono solamente la Cina e gli Stati Uniti, come abbiamo visto poco fa, il nome del virus viene associato a diverse nazioni. Nello specifico vediamo come è messa in evidenza la bandiera francese tra le emoji (per il suo ampio utilizzo in rete) e tra gli hashtag compare anche #macron. La nostra nazione seppur ampiamente nominata sul web non sembra essere più nell’occhio del ciclone insieme alla Cina, come invece è stato fino alla scorsa settimana. Non possiamo invece non notare la presenza chiara e ripetuta di mention sugli Stati Uniti ed il loro presidente, come ad esempio #trumpvirus.

Un’agenzia di stampa internazionale ha il tweet con più interazioni: questo rimanda ad un articolo sul proprio sito che monitora il tracking del coronavirus. A questo link viene riportato il numero di casi, morti, ricoverati e guariti per ogni paese nel mondo.

Il profilo più menzionato di Twitter è nientepopodimeno che @realdonaldtrump. Come si può immaginare le persone parlano anche alle prossime elezioni in USA, ma ogni tweet rimanda all’argomento coronavirus.
Nei risultati sono presenti anche i tweet di personaggi conosciuti a livello internazionale.

Covid-19 nei siti di informazione

Per quanto riguarda i siti di informazioni e news si riscontra un picco di notizie il giorno 11 marzo, di 7.619 menzioni. Il 17 gennaio erano presenti solamente 64 risultati sul coronavirus, quante cose sono cambiate a soli 2 mesi di distanza!
I siti di press news che hanno registrato un maggior numero di menzioni sono maville.com un sito di informazione francese e yahoo.com che tutti conosciamo bene.

Quali saranno i prossimi risultati?
Le mention aumentano e raggiungono i paesi di tutto il mondo. Nel frattempo vi suggeriamo di leggere il nostro articolo sulla solidarietà digitale in relazione al coronavirus e prendere qualche spunto per le vostre attività digital casalinghe!

Fridays For Future: il social listening della green wave

Il Web Listening, come vi abbiamo già raccontato qui, è un importante strumento per tracciare le conversazioni degli utenti sul web e capire cosa dicono su un determinato argomento. Ci è sembrato interessante analizzare un trend attuale come Fridays for Future. Ecco cosa abbiamo scoperto.

Fridays for Future: tutte le numeriche sul movimento

Il movimento Fridays for Future, lo sciopero scolastico per il clima, è apparso online sul Guardian il primo settembre 2018, quando Greta Thunberg era descritta come “a Swedish 15-year-old girl” ( The Swedish 15-year-old who’s cutting class to fight the climate crisis) , articolo ripreso poi da La Repubblica lo stesso giorno. Non è importante se si sposi o meno la causa del climate change, ma è interessante vedere quali sono state la ricadute nel web.
Nel corso di un anno l’interesse sull’argomento su Google ha raggiunto due picchi in concomitanza con le due manifestazioni a marzo e a settembre.

Google Analytics

Il totale delle conversazioni su Twitter, Blog e News con citazioni al Fridays for Future e Climate Strike si aggira nell’ultimo anno intorno ai 26 milioni di mentions pubbliche.
In Italia, in particolare, il valore è salito del 600% solo in 3 giorni (26-27-28 settembre), con un picco alle 12 di venerdì.

Google Analytics

Chi sono le persone interessate al Fridays for Future?

Secondo Google, la maggior parte di ricerche sono arrivate dalla Germania, in particolare dalla regione a nord di Amburgo, Schleswig-Holstein.

Google Analytics

In Italia la regione più interessata è stata il Trentino-Alto Adige: la classifica è tutt’altro che corta, in Molise Google non ha registrato abbastanza ricerche per poter inserire questa regione in classifica.

Incrociando i dati con una analisi di Social Listening si conferma il silenzio anche sui social della regione del Molise e più conversazioni nel nord d’Italia.

Brandwatch

Gli autori di queste conversazioni sono uomini (46%) e donne (54%), risultano abbastanza bilanciati, e, in base agli elementi pubblici all’interno dei profili Twitter, solo il 14% è uno studente, la maggior parte risultano essere giornalisti e artisti (dato fortemente interpretabile). Curioso notare come effettivamente l’aspetto “giovane” emerga parecchio dai contenuti condivisi: i termini “giovane”/“studente” e affini sono molto ricorrenti tra le conversioni, saranno più i media a parlare di movimento giovane più del movimento stesso?

Brandwatch

Effettivamente, chi ha raggiunto più impression, su Twitter, escludendo i politici, sono stati i media stessi: tra i top tweeter ritroviamo il Corriere, Le Iene e la Repubblica.

Il sentiment dei contenuti è stato principalmente positivo, ma la crescita di quello negativo è stata quasi del doppio durante i tre giorni presi in esame: in termini relativi, la manifestazione ha acuito la negatività attorno al tema più che sedarla.

Brandwatch

Fridays for Future: dillo con un’emoji!

Eppure, se dovessimo descrivere il Friday for Future Italiano con una emoji, l’emoji cloud parla chiaro: ❤️

Brandwatch

Perché dovrebbe interessarci come interpretano le persone un fenomeno come il Fridays for Future?

Perché, per esempio, Treedom, azienda che mette in vendita alberi da adottare a distanza, con 11 Tweet ha ricevuto quasi 66K impression in 3 giorni.

Certo, Treedom la filosofia green ce l’ha insita nel suo manifesto ed è scontato che partecipi a movimenti di questo tipo, ma la green wave è fonte di ispirazione per molti brand, e conoscerne i numeri ha aiutato molti a capire già anni fa da che parte si stavano muovendo le nuove generazioni (vedi “i giovani” sopra, la Generazione Z).

Come il Web Listening può orientare i brand e i consumatori

L’ascolto delle conversazioni in rete è una delle fonti per conoscere in anticipo cosa arriverà dall’estero e influenzerà il mercato italiano nel futuro, in modo da posizionarsi prima dei competitor su segmenti di comunicazione precisi. 
Arrivare prima degli altri non è solo un fattore puramente di posizionamento, ma è anche battere il ferro prima che diventi troppo caldo.
L’impennata di sensibilità nei confronti di alcuni temi come il green o la privacy influenza le scelte dei consumatori e lo sanno bene i mezzi di comunicazione, che, sopratutto digital, si adeguano molto in fretta: oggi Facebook per trasparenza rende visibile (a chiunque) il budget investito dai brand nei temi “about social issues” e richiede obbligatoriamente di inserire nelle inserzioni che toccano la “pancia” degli utenti il nome dell’azienda o brand che veicola determinati contenuti attraverso investimenti.

Patagonia

L’ascolto della rete è una importante arma in tasca ai brand che incaricano le agenzie di analisi periodiche, misurate e approfondite.

Social Media Marketing: che fine ha fatto Twitter?

Ve lo ricordate Twitter? Dai, l’uccellino blu, il social dei 140 caratteri diventati ora 280, quello che ormai nelle social media strategy è quasi sparito dai radar.
Sappiamo che in Italia non è utilizzato come tanti altri social (molto poco ad esempio rispetto a WhatsApp che stravince con il 67% anche su Facebook che, nel 2018, è il secondo servizio web per utilizzo con il 56%, YouTube al 51,8%, Instagram al 26,7% ) e solo il 12,3% degli italiani dichiara di usarlo (percentuale che sale al 24% se si guarda al segmento di giovani tra i 14 e i 29 anni).

Anche noi ne abbiamo parlato nei nostri spazi per l’ultima volta circa 3 anni fa e da allora non è cambiato molto, a parte il numero di caratteri raddoppiato da 140 a 280.

L’uccellino blu di Twitter cinguetta ancora e, nonostante le difficoltà, non ha intenzione di smettere

Ammettiamolo, Twitter ne ha avute parecchie di difficoltà a livello globale e societario, dalle accuse di “shadow banning” durante la campagna USA che ha portato all’elezione di Trump alle continue voci di crolli in borsa e chiusure imminenti causa crescita zero, tutti fattori che hanno contribuito alla sua impopolarità. Aggiungiamoci anche che in casa Twitter sono sempre stati consapevoli di essere meno user friendly degli altri social, tanto che nel 2017 hanno anche girato uno spot per incentivare le iscrizioni e mostrare che il social è semplice da utilizzare. Ma è anche vero che l’utente medio di Twitter si fregia di far parte di una nicchia, dell’élite dei social in cui deve essere conciso e spesso può permettersi punte di ermetismo nei tweet che lo fanno sentire un novello Ungaretti.

Nonostante questi aspetti che ne fanno un social particolare (non si può avere un giro ristretto di interlocutori come per Facebook, si scrive o al singolo o a tutti, non si postano immagini d’effetto come su Instagram e non ci sono le Stories) l’uccellino blu cinguetta ancora e non ha intenzione di smettere.

Twitter: sorvegliato speciale o Social Media di riferimento?

I segnali positivi arrivano da un Q4 del 2018 sereno e da ricavi in crescita di un +24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a 909 milioni di dollari. Quello che non convince è il calo degli utenti attivi mensili, a quota 321 milioni e in calo del 5% rispetto ai tre mesi precedenti e del 9% anno su anno. Twitter rimane quindi un “sorvegliato speciale”, da tenere sotto osservazione per il futuro, ma da non scartare a priori in una strategia di social media marketing.

Sì, perché anche se sulla carta non sembra essere un social vincente ci sono alcuni settori che hanno fatto di Twitter la propria piattaforma di riferimento.

Un esempio su tutti è quello del mercato editoriale: non è un caso che gli account più seguiti, anche in Italia, siano quelli dei principali siti di news. Per farvi qualche esempio:

Un fatto che non sorprende, visto che Twitter è per antonomasia il social del “live” e dei trending topic (gli argomenti più popolari e chiacchierati del momento).
La fame di informazioni in tempo reale è tanta che i principali broadcast internazionali hanno creato canali preferenziali dedicati unicamente alle Breaking News: a farla da padrone in questo caso sono la CNN (quasi 55 Mln di follower) e la BBC (39 Mln di follower)

Quindi il real time rimane centrale nella strategia Twitter, quello stesso real time che Facebook ancora non è riuscito a centrare con nessuna nuova feature e che Instagram prova ogni giorno a cavalcare con le Stories.

Sarà abbastanza per continuare a salvare l’uccellino blu dall’estinzione?

All-in di Twitter sul live streaming

Twitter tira le somme del secondo trimestre dell’anno e i risultati continuano a non essere del tutto convincenti. La media mensile degli utenti è cresciuta leggermente, ma gli incassi non hanno soddisfatto le previsioni degli analisti (nonostante una crescita del 20% rispetto al 2015).
Le novità introdotte in questi mesi, prima fra tutte la possibilità annunciata a marzo di dire molto di più nei 140 caratteri, non sembrano aver riscosso i risultati sperati, per questo il prossimo obiettivo di crescita che Twitter si pone è legato direttamente ai video, in particolare al live streaming.
Già da tempo Twitter ha manifestato la volontà di rafforzarsi in questo campo. Ne è un esempio la recente acquisizione della startup Magic Pony, specializzata nel machine learning, con cui Twitter punta a offrire foto e video di alta qualità senza che questi elementi incidano sulla piattaforma in termini di peso. La scelta di Twitter di creare un team tecnologico di altissimo livello potrebbe rivelarsi utile per poter sviluppare in futuro soluzioni innovative sulla realtà aumentata.

Restando in tema di novità, Periscope ha recentemente annunciato nuovi strumenti che potenzieranno e renderanno più fruibile il live streaming.
Gli Highlights saranno dei veri e propri trailer che avranno la funzione di mostrare i momenti più salienti di una diretta, per incuriosire gli utenti e fare in modo che si facciano un’idea sull’argomento del video. Un po’ la versione Periscope del “mentre non c’eri” di Twitter per trasmettere i momenti migliori di una diretta live. I trailer saranno disponibili sia per iOS che per Android.
La novità probabilmente più significativa è quella degli Embedded Tweets, i tweet dei live di Periscope che potranno essere incorporati in qualsiasi pagina web e il cui video partirà automaticamente con l’inizio di ogni diretta.

Queste nuove opportunità in campo live streaming potranno essere testate grazie agli accordi siglati per trasmettere live il Torneo di Wimbledon, la Convention Nazionale dei Democratici USA e le partite della NFL. Eventi che potrebbero rivelarsi capaci di offrire una solida risorsa, con lo scopo di mantenere gli utenti sulla piattaforma per più tempo e di riuscire a coinvolgere una fetta maggiore di pubblico.
Il microblog del cinguettio intraprende quindi una direzione sempre più video-centrica: resta però ancora da capire se questa è la strada giusta.

Twitter e Tumblr sempre più orientati al video content marketing

Che riguardino gattini, ricette o scherzi, sono sempre i video ad avere la meglio sulla vostra attenzione, non è così?
Ormai lo ha capito anche Facebook che, favorendo questo tipo di contenuti, ha fatto sì che molte delle stime sui trend del video content marketing si siano già rivelate corrette. Ad esempio alcune previsioni per il 2017 dicono che il 69% del traffico internet sarà detenuto da questo tipo di contenuto e che lo stesso viene fruito principalmente da mobile: un terreno estremamente fertile per le aziende che vogliono incrementare awareness e conversioni. E se YouTube registra due milioni di visitatori unici al mese, va da sé che per coloro che si occupano di marketing è ormai indispensabile incentrare le proprie strategie proprio sui video. Per questo anche le tecnologie si stanno adeguando al trend implementando nuovi strumenti per facilitare content e video creator.

In queste settimane anche i due nuovi lanci da parte di Twitter e Tumblr seguono questo trend, come già era successo per l’introduzione di Amazon Video Direct qualche giorno fa. In quel caso si trattava di un servizio rivolto ai creatori di video per il pubblico, proponendo un servizio di streaming premium su abbonamento. È evidente come anche i social stiano quindi formulando servizi che offrano alle aziende nuove opportunità di fare del video content marketing il cuore pulsante della propria comunicazione. Vediamo nel dettaglio come.

Twitter Engage: la nuova app per i content creator

Twitter Engage (al momento disponibile solamente per i device Apple iOS negli Stati Uniti) è la nuova app che agevola i video creator nella pubblicazione di contenuti nativi. Permetterà inoltre di monitorare più facilmente l’audience raggiunto, fornirà informazioni specifiche sul pubblico e particolari tool per l’advertisement. Come annunciato da Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter: “We want to be the best place for creators and influencers to build an audience and make it easier for creators to make money on Twitter, and soon, Vine”. Uno sforzo in più da parte del social network per rimanere a galla e in qualche modo intercettare almeno parte dei content creator e delle aziende che attualmente si riversano su altri canali come Facebook, YouTube e Tumblr.
Da sottolineare anche che il limite di 30 secondi per i video caricati su Twitter verrà ampliato a 140 nei prossimi giorni. Questo, e la novità per cui il caricamento dei video non toglierà più caratteri ai 140 concessi per ogni tweet, apriranno la strada alla possibilità di sviluppare strategie di video content marketing più strutturate e complete anche su Twitter.

Tumblr come distributore di servizi

Ma Twitter non è solo nella corsa ai video, risale sempre a pochi giorni fa anche un annuncio da parte di Tumblr: a breve le video dirette saranno supportate dalla piattaforma di micro-blogging. I content creator sono senz’altro un asset importante per Tumblr che risulta il principale distributore di GIF tra i social network, quindi allargare ai video sembra essere la naturale crescita della piattaforma.
Quello che stupisce è la scelta dell’azienda di non creare (o acquisire) un tool interno per la pubblicazione diretta ma lo sviluppo di più partnership con sistemi esterni come YouTube, YouNow e altri. Tumblr sta recentemente attraversando un periodo di stallo e non è chiaro se questa scelta potrebbe rivelarsi del tutto positiva per l’azienda. Competere con strumenti come Facebook Live può essere una sfida dalla vittoria incerta, allo stesso tempo proporsi soltanto come distributore di un servizio già presente su altri social non rende il canale indispensabile per questo tipo di contenuto. Twitter invece ha fatto la scelta opposta, proponendo uno strumento specifico, proprietario e addirittura segmentando l’offerta con una applicazione a sé stante. Potrebbe essere questa la chiave vincente, oppure l’ennesima sfida persa contro il colosso Facebook.

Si dice che una immagine valga più di mille parole, e i video? Se questo è il futuro di internet allora non solo i social devono adeguarsi ma anche e soprattutto le aziende, proponendo contenuti validi, innovativi e attuali. Adesso che le tecnologie ci sono, resta solo mettersi all’opera in chiave di video content marketing. Volete già segnalarci qualche case history di successo?

Raccontare di più nei 140 caratteri di Twitter

Twitter è un canale che esiste ormai da dieci anni e nel corso della sua storia ha visto diversi cambiamenti importanti nel modo in cui le persone sono abituate a utilizzarlo. Inizialmente era possibile twittare soltanto testo entro i 140 caratteri, uno degli asset del sito di micro-blogging. L’idea iniziale era di collegare l’impiego del mezzo a un altro medium popolare, gli SMS, infatti inviando un messaggio a un numero dedicato era possibile comunicare con una ristretta cerchia di persone. Dagli albori le cose sono cambiate notevolmente, ora Twitter è usato principalmente attraverso l’applicazione mobile, oltre che da browser e attraverso i più disparati dispositivi.

Le modalità di fruizione e utilizzo non sono le uniche ad essere cambiate. Anche la gamma di soluzioni offerte per comunicare è stata ampliata, aggiungendo la possibilità di usare hashtag, allegare immagini, gallerie di immagini, video, Vine e GIF, oltre all’introduzione delle Twitter card, che in maniera analoga a Facebook sfruttano i meta-tag delle pagine linkate nel tweet per generare un’anteprima del contenuto collegato. Questa serie di media aggiuntivi però ha sempre avuto un impatto sul consumo dei 140 caratteri disponibili.

La novità annunciata da Twitter riguarda la semplificazione del conteggio dei caratteri disponibili.

Questo significa che potremo utilizzare tutti i 140 caratteri per ogni tweet (non si tratta quindi del tanto chiacchierato abbattimento del limite dei caratteri). Vediamo nel dettaglio quali saranno le modifiche che verranno introdotte:

  • Risposte: quando ci troveremo a rispondere a un tweet, la menzione del @profilo non verrà più conteggiata.
  • Media: foto, GIF, video, sondaggi o Quote Tweet non toglieranno più spazio alle parole.
  • Retweet e Quote Tweet: verrà abilitato il tasto di retweet sui propri lanci.
  • .@: i tweet che iniziano con la menzione di un profilo non verranno più considerati come risposte, verranno invece mostrati a tutti alla stregua di un normale lancio.

twitter e i 140 caratteri

Fonte: blog.twitter.com

Queste modifiche semplificano senz’altro l’utilizzo del canale, ma non saranno disponibili da subito: Twitter ha comunicato che verranno rilasciate nei prossimi mesi.

#HappyBirthdayYourMajesty, i 90 anni (social) della Regina Elisabetta

Ammirata come una celebrity, compassata come una vera signora british, elegantemente fuori dal tempo come solo lei riesce ad essere: questi sono solo alcuni degli ingredienti che fanno di Elisabetta II d’Inghilterra una delle sovrane più amate al mondo.
Il 21 aprile, in occasione del suo 90° compleanno, tutto il mondo ha avuto l’occasione di farle gli auguri: del resto lei, personaggio simbolo della monarchia britannica, regina da record (con oltre 63 anni e 217 giorni di regno ha battuto il primato della Regina Vittoria) e di stile, grazie ai caratteristici tailleur abbinati agli immancabili cappellini rigorosamente tinta pastello, ha da tempo fatto breccia se non nel cuore almeno nell’immaginario di tutti.
In occasione del 90° genetliaco dell’augusta sovrana la rete si è scatenata e al grido di #HappyBirthdayYourMajesty sono giunti messaggi di auguri dai quattro angoli del mondo.

Su Facebook hanno aperto le danze i brand: British Airways ha scelto di mostrarla in cima a una scaletta pronta al decollo, Land Rover insieme al consorte Filippo su un’auto fiammante, mentre The Tube ha ricordato con orgoglio che Elisabetta è stata la prima reggente a viaggiare in metropolitana.
Barbour ci ha tenuto a fare gli auguri con un biglietto-Union Jack mentre l’ippodromo di Ascot, dove Elisabetta e la Royal Family sono di casa, ha voluto festeggiare ricordando la sua passione per le corse con un momento di gioia (quasi) incontenibile della Regina proprio in occasione di una gara! (Video da non perdere per chi pensa che la Royal M’am non perda mai l’aplomb).

Relive the moment Estimate won the Gold Cup for Her Majesty The Queen and the joyous scenes that followed in the Royal…

Pubblicato da Ascot Racecourse su Giovedì 21 aprile 2016

 

La pagina della Nazionale inglese ha invece ricordato la premiazione all’Inghilterra con la Coppa del mondo. Naturalmente anche gli spazi di news hanno riportato la notizia, ma è stata l’occasione giusta per uscire dagli schemi: via libera allora alle emoji per la BBC, mentre SkyTG24 ha rilanciato con emoji e GIF.
Sul versante brand anche in Italia non si sono lasciati sfuggire l’occasione del real compleanno: Vespa ha puntato sugli amati corgi, ormai quasi più iconici della Regina stessa, Puro sullo stile inconfondibile delle sue mise.

Su Twitter Cineworld Cinemas ha ricordato una delle sue apparizioni più celebri, al fianco di Daniel Craig nei panni della più regale Bond Girl in occasione cerimonia di apertura alle Olimpiadi 2012.
Google Maps ha ideato uno speciale Pegman con le sembianze della Regina mentre Burger King ha annunciato uno speciale rebranding del ristorante in Tottenham Court per festeggiare il compleanno reale e Haribo ha rispolverato il ritratto di caramelle gommose realizzato per il Royal Jubilee (e il video del making of).

Anche su Instagram non sono mancati tributi per l’#HappyBirthdayYourMajesty: il più fantasioso è quello di LEGO che ha dedicato alla Regina un francobollo davvero speciale!

Difficile che sulle vostre bacheche di Facebook sia passato in sordina, ma se vi siete persi #HappyBirthdayYourMajesty sappiate che la Regina è pronta a replicare: i festeggiamenti ufficiali infatti si celebreranno l’11 giugno, e state certi che Facebook ve lo ricorderà! Ora non avete più scuse!