Instagram Marketing: countdown!

Una nuova soluzione per l’Instagram Marketing: countdown! Instagram ha deciso, per questo Natale, di fare un regalo ai suoi utenti (più di un miliardo da Giugno 2018) lanciando il nuovo sticker per le Stories “Countdown”.

Si tratta della prima novità per l’Instagram Marketing dopo l’adesivo “Musica” nelle Stories, introdotto a luglio.

La piattaforma social non poteva che scegliere il mese di dicembre per far uscire la sua novità, che trova terreno fertile in questo periodo per numerose occasioni d’uso.

Di cosa si tratta?

Si tratta di un vero e proprio conto alla rovescia che gli utenti possono inserire nelle Stories. Potete infatti trovarlo tra le feature della piattaforma, proprio tra l’adesivo “domande” e l’indice di gradimento.

Si sceglie il video (o la foto) da pubblicare, si inserisce il testo ed il tempo su cui settare il countdown (si può scegliere data e ora), si personalizza l’adesivo con la dimensione e il colore più adatti e… Si pubblica!

La parte migliore però deve ancora arrivare: toccando l’adesivo gli utenti avranno, infatti, la possibilità di salvare l’evento come promemoria nel proprio calendar. Ad ogni annotazione salvata, i profili con più di 50K riceveranno una notifica mentre gli altri profili un messaggio privato. Possiamo considerarla a tutti gli effetti una valida alternativa alla notifica di Facebook che riceviamo quando mettiamo “Mi interessa” o “Parteciperò” ad un evento e questo sta per iniziare.

In quali occasioni si può utilizzare?

Ma non limitiamoci a pensare al countdown per l’ultimo dell’anno, o per l’ultimo giorno di lavoro pre-feste. Questo nuovo sticker è da inserire immediatamente nei prossimi piani editoriali! I profili aziendali, infatti, hanno una chance in più per interagire con gli utenti che non possono lasciarsi scappare. Non solo possono invitarli a partecipare agli eventi, promuovere campagne o annunciare il lancio di nuovi prodotti, ma con questa feature possono avere un insight immediato sugli utenti interessati al conto alla rovescia.

Udite! Udite! Event Planner, Brand Manager e Social Media Manager: non fatevi scappare quest’occasione, è arrivato il momento di fare il conto alla rovescia!

Stories e la nuova evoluzione del linguaggio

“Le Stories sono un formato che è sulla via per superare i feed come modo in cui le persone condividono le cose” – Chris Cox, 1 maggio 2018, Facebook F8 Keynote.

La storia delle Stories

Lanciate da Snapchat nel 2011, riprese da Instagram nel 2016 e infine consacrate da Facebook e WhatsApp nello stesso anno, le Stories sono l’ultimo step di un percorso evolutivo di un linguaggio che fa a meno delle parole.

Nel 2008, quando Facebook è stato lanciato, era possibile condividere uno status: l’unica forma di espressione erano infatti brevi frasi, scevre di qualsiasi altro tipo di supporto, visivo o non. “A cosa stai pensando?” significava perciò dover processare un pensiero, un’emozione o un’opinione e trasformarli in parole.

Dopo qualche tempo, è stato possibile condividere anche immagini. Abbiamo dovuto poi aspettare ben 7 anni per poter condividere gif native e, nel frattempo, abbiamo visto l’esplosione delle emoji. Da un anno a questa parte anche gli status sono diventati immagini: l’utente può infatti facilmente customizzarli con sfondi di ogni sorta. Allo stesso tempo il semplice “Like”, si è evoluto in una rosa di reactions, dando modo agli utenti di esprimere diverse opinioni con un solo clic.

Immagini, reactions, emoji e gif dicono tutto da sé: non hanno bisogno di essere accompagnati da testo per essere compresi. Anzi, a volte risultano essere molto più esplicativi e velocemente comprensibili di qualsiasi testo scritto. Velocemente comprensibili e altrettanto velocemente realizzabili.

Se da un lato è questa velocità (e democraticità) di produzione che li rende così popolari, dall’altro lato abbiamo anche una questione di fruibilità. Non serve leggere, interpretare un testo articolato, ma basta un colpo d’occhio per inquadrare il contenuto.

Le Stories oggi

All’insieme di fattori appena illustrato dobbiamo il successo di questa comunicazione non verbale, di cui le Stories sono l’apoteosi indiscussa. E i numeri degli utenti attivi ogni giorno lo confermano:
– WhatsApp Stories: 450 milioni di utenti attivi al giorno
– Instagram Stories: 400milioni di utenti attivi al giorno
– Facebook (Messenger): 300 milioni di utenti attivi al giorno
– Snapchat Stories: 191 milioni di utenti attivi al giorno
(fonte: Tech Crunch)

Il resto del mondo digital non è stato a guardare: Netflix ha introdotto nella sua app mobile un formato Stories per mostrare le anteprime delle ultime uscite e, dalle ultime notizie di settore, traspare la volontà di muoversi verso questa direzione anche da parte di LinkedIn.

Anche per quanto riguarda la possibilità di sponsorizzare le Stories, il mondo dei social network è in continua evoluzione. Già consolidata questa potenzialità per Instagram, da fine settembre è possibile sfruttarla anche su Facebook/Messenger e WhatsApp ha annunciato che la prevederà a partire dal 2019.

E a quanto pare, questo format sta avendo una crescita di visual sharing 15 volte più veloce del classico feed: già nello scorso maggio, Chris Cox ci aveva visto – ovviamente – bene.

Un nuovo tipo di linguaggio

Le Stories ci pongono però di fronte ad diverso tipo di contenuto non verbale perché, a differenza degli altri, si evolve in continuazione. Quanto creato dall’utente può essere customizzato con filtri, geolocalizzazione, emoji, stickers, face masks, gif. Senza contare i polls e l’emoji slider, che alzano decisamente l’asticella, in quanto capaci di creare interazione tra creatore e fruitore.
Proprio per questo è sempre più importante per i brand essere presenti sulle piattaforme con questo tipo di format, non una tantum o in occasione di eventi, ma con un presidio quotidiano, proprio come i normali utenti utilizzano i social. Contenuti accattivanti e innovativi che si allontanino dalla comunicazione istituzionale per creare un reale curiosità nell’utente, portandolo a fidelizzarsi. Anche considerando che, come dicevamo, la sua attenzione sta sempre più abbandonando il Feed in favore delle Stories.

Tirando le somme, con le Stories abbiamo a che fare con un nuovo modo di comunicare, alla portata di tutti e letteralmente a portata di mano, visto che per farlo basta avere in tasca uno smartphone. Che ormai di “phone” ha sempre meno, ma che invece si fa veicolo di un’espressione del sé che esclude quasi del tutto le parole.

La riflessione che potrebbe quindi sorgere spontanea è: questa rivoluzione del linguaggio non verbale rischia di lasciarci, prima o poi, senza parole? 🤔

Instagram marketing: 3 novità

Quale canale non può più mancare in una social media strategy che si rispetti? Instagram, ça va sans dire. E quindi l’Instagram marketing non può che farla da padrone.
Provate a NON proporre a un brand/cliente una strategia di Instagram marketing e subito vedrete sopracciglia arcuate e espressioni perplesse, perché dai, su Instagram bisogna esserci. (Frenate gli entusiasmi, sul come esserci parleremo in un capitolo a parte…)

Dopo gli ultimi aggiornamenti estivi, ecco 3 novità (vere e rumors) pronte a migliorare le strategie social (e le giornate di tanti social media manager) in materia di Instagram marketing!

1. Il Nametag
Inquadra con la fotocamera dello smartphone, scansiona attraverso l’app Instagram, diventa follower. Facile, no?
È la filosofia del Nametag, che riprende un po’ quella di Snapchat (Snapchat chi?) e che ricorda molto l’utilizzo dei QR code. In questo caso però il nome dell’account è ben visibile e il visual del Nametag è personalizzabile (sfondi colore e emoji come se piovessero). Ma che uso fare del Nametag? Proprio come i QR code possono essere utilizzati online (i vostri fan Facebook non vi seguono su Instagram? Mostrate loro il vostro Nametag!) ma anche offline (sarete presenti a un evento e volete che i visitatori vi seguano su IG in pochi tap? Stampate il Nametag su flyer, roll-up e tutti gli spazi personalizzati!). Insomma, finalmente una feature per autopromuoversi in modo semplice ed efficace.
Se ancora non ci seguite fatelo ORA! Dai, abbiamo appena detto che è semplice..! Sù, provate.

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2. Video Stories più lunghe di 15 secondi
Se amate le Instagram Stories e se ne avete fatto il perno della vostra strategia di Instagram marketing questa è per voi!
La nuova feature consentirà di riprendere o caricare video più lunghi che la piattaforma provvederà a frammentare in segmenti di 15″. Dite addio ad app terze (ciao Limitless!) per la pubblicazione di video di un minuto o più… Una bella comodità.

3. Localizzazione
Instagram potrebbe presto, secondo un’indiscrezione, condividere con Facebook le coordinate GPS degli utenti. Cosa significa? Una nuova opportunità di business per la creatura di Zuckerberg che avrebbe a disposizione nuove informazioni per targettizzare le campagne ADV e personalizzare i contenuti proposti in base alla posizione di chi sta utilizzando il social.
Non male per tutti quei servizi dislocati sul territorio, per la grande distribuzione con diversi punti vendita o per tanti altri player, non trovate?

Del resto, se ancora non ve ne foste accorti (!), tra tutti i social network Instagram è quello che gode di miglior salute!

Ha compiuto da poco 8 anni (il 6 ottobre, per la precisione) e la sua popolarità cresce sempre di più.
In un solo anno è passato da 14 a 19 milioni di utenti attivi al mese, con 11 milioni di utenti attivi ogni giorno!
Piace molto ai giovani (per capirci, il 59% delle persone che lo usa ha meno di 35 anni), infatti la fascia di età che lo utilizza di più è quella tra i 19 e i 24 anni. Ma nell’ultimo anno è cresciuto soprattutto tra gli over 55!
Insomma, è un social network trasversale che parla a tutti.

E si sa, in ottica di social media strategy avere una audience ampia (e targettizzabile) è un’ottima cosa.

Noi siamo pronti a implementare le novità nelle social media strategy Instagram dei clienti e stiamo studiando le prossime mosse, voi cosa state aspettando?

Instagram Marketing: arriva la musica nelle Stories

L’Instagram marketing continua a evolversi, coinvolgendo sempre più utenti e brand. Dopo il lancio di IGTV, il broadcaster per creare il proprio palinsesto di contenuti video, è arrivato il momento della musica nelle Stories. Una feature che, siamo sicuri, renderà i contenuti ancora più unici e performanti. Il successo delle Stories è destinato a crescere sempre più.

Fino ad ora per inserire sottofondi musicali nelle Instagram Stories bisognava usare piattaforme esterne. Con la musica nelle Stories – che in Italia arriverà con la versione Instagram 51 – si potrà invece caricare la musica direttamente dall’App.

Come si fa?

Dopo aver caricato la foto o il video su Instagram, basterà selezionare l’adesivo Music presente nella gallery stickers. A quel punto si potrà scegliere tra migliaia di brani da utilizzare come colonna sonora.

In alternativa si potrà scegliere la musica, al momento solo per IOS ma prossimamente anche per Android, attraverso la fotocamera di Stories. Basterà selezionare la parte del brano che interessa e registrare il video mentre la musica viene riprodotta.

In entrambi i casi, una volta completata l’operazione, un adesivo con brano e nome artista comparirà nella Stories.

Che valore aggiunto per le Stories?

Gli utenti attivi delle Stories superano i 400 milioni. Scommettiamo che questa feature le farà spopolare ancora di più? La musica è una passione trasversale a tutte le età e i target.
I primi a beneficiarne, ovviamente, saranno le case discografiche: grazie alla musica nelle Stories le hit diventeranno ancora più virali e protagoniste.

E per le pagine brand?

È possibile che ci saranno delle limitazioni legati ai diritti d’autore, ma le Major che concederanno anche ai profili aziendali la propria musica potrebbero aumentare il successo dei propri artisti, soprattutto di quelli emergenti. I brand, dal canto loro, potranno rendere ancora più engaging e accattivanti i contenuti pubblicati. Grazie all’utilizzo di brani la comunicazione diventerà più incisiva e riconoscibile.

Tra le altre novità rilasciate da Instagram anche le videochat in direct, con le quali video chattare anche in gruppo con i propri contatti.

Disponibili anche le risposte rapide in direct, per programmare le risposte rapide da inviare alle domande più frequenti dei clienti. Una feature sicuramente molto apprezzata dai brand.

Instagram continua giorno dopo giorno a rilasciare strumenti per facilitare brand e agenzie nel gestire al meglio le loro social media strategy.

Quale sarà la prossima novità? Stay tuned!

Instagram marketing: nasce IGTV e si apre la sfida a YouTube

C’è chi per un’occasione speciale si regala un viaggio o un oggetto di valore e chi, come Instagram, per festeggiare il suo miliardo di iscritti decide di scardinare uno degli asset distintivi della piattaforma: la lunghezza dei video con IGTV. Ancora una volta, quindi, l’instagram marketing si conferma in continua evoluzione.

Per tutti quelli che lavorano nel digital o nel brand entertainment è scattata la gara al pronostico sul successo e la ricerca della chiave vincente per sfruttare l’estensione del formato video.

 

Sicuramente c’è chi ancora non ha avuto tempo di farsi qualche domanda su IGTV, quindi ci abbiamo pensato noi. E, già che ci siamo, cerchiamo di dare anche qualche risposta.

Dove trovo IGTV?

IGTV può essere scaricata come app dedicata oppure direttamente nel caro vecchio Instagram, aggiornando l’applicazione e cliccando sull’icona che appare accanto ai direct.

Sostanzialmente, di che si tratta? La prima impressione è quella di avere a che fare con un broadcaster “intelligente”. Puoi cercare quello che vuoi, ovvio, ma IGTV ti propone direttamente un palinsesto di contenuti suddivisi in quattro categorie:

Per te: una selezione basata sugli interessi

Persone che segui: i canali e i video di chi già segui su Instagram

Popolari: i video più popolari nel tuo network 

Continua a guardare: permette di riprendere la visione di video interrotti precedentemente

Tutto il resto è contenuto, contenuto, contenuto. O, almeno, immaginiamo sarà così, dato che il servizio, nel momento in cui scriviamo, è all’esordio.

Quanto sono lunghi i video? Certo non i 15 secondi classici di Instagram, ma anche qui c’è un “ma”. Tutti possono caricare video fino a 10 minuti di lunghezza. I “lungometraggi” fino a 60 minuti sono, per il momento, territorio di una selezione di creators con numeri elevati di followers e interazioni.

E la pubblicità? Per il momento non è possibile fare Adv, anche se è ipotizzabile che, con formati lunghi, il break possa essere inserito in futuro.

Insomma, dopo una prima panoramica viene abbastanza facile pensare che IGTV si candidi per diventare un competitor di YouTube. Tanti i punti in comune, altrettante le peculiarità distintive, come il formato verticale tipico di Instagram in contrasto con il più televisivo 16:9 di YouTube (e per questo immaginiamo che un limite di IGTV possa essere l’impossibilità a essere cross device).  Capire, però, quanto la sfida sarà accesa è ancora prematuro. YouTube ha dettato degli standard di formato, di linguaggio, persino di formati Adv. È difficile pensare che IGTV voglia giocare con le stesse regole. Più facile pensare che voglia far evolvere gli asset che hanno reso popolare Instagram nella direzione di uno storytelling più corposo e strutturato.

Ora la questione è semplicemente quanto tempo ci vorrà perché i creators e gli utenti in generale comincino a creare format in grado di valorizzare al massimo il nuovo servizio. E le agenzie e i brand sono già alla finestra ad aspettare…

La funzione Shoppable arriva anche nelle Instagram Stories

Pochi mesi fa Instagram ha rilasciato la nuova funzione Shoppable per i post all’interno del feed, ovvero la possibilità di inserire un tag che colleghi il prodotto in foto al sito su cui acquistarlo. Pensavate fosse finita qui?
Sbagliato. La nuova era dello shoppable content è appena iniziata, e ora continua nelle Instagram Stories.

Il canale ha deciso di puntare nuovamente sull’e-Commerce, questa volta direttamente dalle Storie. In questo modo i brand hanno la possibilità di mostrare il prodotto nella vita di tutti i giorni e, allo stesso tempo, rendere immediato e realizzabile il desiderio di possederlo.

Ci troviamo in un momento dell’era digitale in cui l’obiettivo non è vendere un prodotto, ma la sua idea, l’emozione, un modo di essere. Tutto molto bello, il rischio però è che questa idea rimanga astratta, o peggio, venga dimenticata.

L’utilizzo della funzione Shopping sarà quindi sempre più indispensabile all’interno di una social media strategy di successo. Questo poiché rende immediatamente realizzabile un desiderio dell’utente che altrimenti potrebbe svanire o essere abbandonato.

Ma come funziona lo Shopping sulle Instagram Stories?

Su Instagram gli utenti sono sempre in cerca di nuovi trend e ispirazioni osservando le storie dei loro brand preferiti. Tuttavia non è soltanto un canale ispirazionale, è un luogo in cui avvengono azioni, dove all’utente non si chiede più solamente di interagire, ma finalmente di agire.

Le aziende potranno utilizzare l’opzione Shopping non solo sul feed di Instagram, ma anche all’interno delle Stories, grazie a un nuovo sticker che lo rende possibile.

L’icona di una shopping bag invita infatti l’utente a scoprire ulteriori dettagli: dopo il tap potrà visualizzare le specifiche del prodotto, il prezzo e il bottone che riporta al sito web per l’acquisto.

Per ora la funzione è utilizzabile soltanto da alcune aziende, ma non temete presto la piattaforma rilascerà la nuova feature anche per gli altri brand.

instagram stories

Fonte: igersitalia.it via @louisvuitton

Buyer personas, preziosi alleati delle social media strategy

È davvero fondamentale tenere in considerazione le buyer personas del brand di cui ci occupiamo quando delineamo una social media strategy?
Certo, se vogliamo che la nostra strategia digitale sia davvero efficace e porti dei risultati in termini di reach, engagement e non solo.

Cosa sono le buyer personas

Ma andiamo con ordine e definiamo il concetto di buyer personas. Le personas o buyer personas sono dei clienti ideali che rispecchiano i consumatori reali del prodotto o servizio che andremo a comunicare. Per costruire questi profili si procede in maniera scientifica. Si strutturano infatti interviste, sondaggi e questionari, sia offline che online, così da raccogliere tutti i dati utili a compilare la “carta d’identità” dei nostri consumatori tipo.
Oltre alle informazioni socio-demografiche, è utile conoscere i loro hobby e interessi, sapere come si informano e come arrivano alle decisioni d’acquisto, qual è il loro livello di digitalizzazione e quali device prediligono, individuare non solo le loro necessità e bisogni ma anche quali ostacoli e problemi affrontano cercando di soddisfarli e ultimo, ma non meno importante, quali critiche muovono al brand che stiamo comunicando.

Veniamo ora al punto chiave di questo articolo: come le buyer personas aiutano l’efficacia di una social media strategy.

Ecco qualche spunto:

Decidere cosa comunicare

Conoscere le necessità del target delle nostre pagine social e come il nostro prodotto o servizio risponde a queste ci permetterà di focalizzare i contenuti su aspetti davvero rilevanti per gli utenti, andando così a colpire il loro interesse.

Decidere come comunicare

I nostri post dovranno attirare l’attenzione non solo per il contenuto ma dovranno anche avere visual e formati adatti alle nostre buyer personas di riferimento. Per questo è importante valutare sia le specifiche socio-demografiche sia il livello di digitalizzazione della nostra community.

Andare oltre il beneficio funzionale

Individuare le aspettative che le buyer personas hanno sul nostro brand ci permetterà di poter guardare al prodotto in maniera più ampia, individuando nuovi punti di vista. Immaginiamo per esempio di gestire la social media strategy di un brand che commercializza tappi per le orecchie. Sappiamo bene che la necessità a cui questi rispondono è ottenere silenzio, isolamento acustico. Quali benefit derivano dal loro utilizzo al lavoro per esempio? Non avendo distrazioni, riusciamo a concentrarci meglio, ad essere più produttivi i quindi uscire in tempo dall’ufficio per goderci un aperitivo in compagnia! Abbiamo parlato del prodotto, ma andando oltre il prodotto stesso.

Scegliere le collaborazioni giuste

Conoscere cosa e chi influisce sulle decisioni d’acquisto sarà fondamentale per la nostra social strategy. Sapere quali sono le voci che il target ritiene autorevole ci permetterà di scegliere le collaborazioni giuste per i nostri progetti di digital PR, in modo che colpiscano realmente gli utenti e risultino quindi efficaci.

Ottimizzare le occasioni di engagement

Indagare hobby e interessi delle buyer personas ci permetterà di sfruttare al meglio occasioni da calendario ed eventi di real time marketing. Creare contenuti sfruttando questi avvenimenti potrà sicuramente portare vantaggi in termini di engagement di pagina, a patto però che questi siano davvero in linea con il nostro target. Se così non dovesse essere infatti, il social flop sarebbe dietro l’angolo!

Decidere cosa non dire

Non dimentichiamo che le buyer personas ci rivelano anche le barriere di acquisto al prodotto, cioè quelle caratteristiche che frenano il nostro target. Questo ci aiuterà a capire quali sono i nostri punti deboli e ci preparerà anche ad affrontare in maniera efficiente la gestione del CRM.

Compilare la carta d’identità dei nostri utenti tipo, dando loro un nome, una storia e descrivendo il loro modo di vivere, ci permette quindi di produrre contenuti davvero interessanti, che li porteranno prima a conoscere e poi interagire con la pagina fino a fidelizzarli al brand. Attenzione però, la nostra community è in continuo cambiamento ed evoluzione. Teniamo quindi sempre presente la social media strategy che abbiamo delineato e non perdiamo di vista l’obiettivo senza però dimenticarci dei principi fondamentali del community marketing.

Instagram Marketing: ecco gli adesivi con emoji a scorrimento

L’Instagram marketing non si ferma più! Dopo i sondaggi e le gif, nelle stories sono arrivati gli adesivi con emoji a scorrimento.

Da qualche giorno è possibile infatti esprimere il proprio indice di gradimento attraverso una barra scorrevole.

Tramite una domanda possiamo chiedere cosa ne pensano i nostri amici di una foto o un video che abbiamo pubblicato nelle stories.

Grazie a un’emoji che si ingrandisce o si riduce in base al nostro gradimento (tutta a sinistra: non ci sta piacendo, tutta a destra: il contenuto è super!) possiamo rispondere a domande come: “Quanto è cool questo paio di scarpe?” pubblicando la foto del modello di sneakers appena uscito sullo sfondo e un’emoji con gli occhi a cuore.

Questa funzione è senza dubbio importantissima per i brand che potranno così avere un riscontro immediato sul gradimento di un prodotto appena lanciato, una news o un evento live creando così una sorta di archivio storico dei contenuti più apprezzati dalla community.

Utilizzarla è un gioco da ragazzi: basta aggiungere l’adesivo con l’emoji a scorrimento alle proprie stories prendendolo nella zona “sticker”.

Gli amici interagiranno rilasciando l’emoji al raggiungimento della dimensione (e quindi del gradimento) desiderata.

Si può anche visualizzare la media delle risposte fornite dagli altri così come è possibile farlo ora con le percentuali sui sondaggi.

 

Investire nelle Instagram Stories  è un passaggio necessario per i brand tenendo conto anche di dati come la reach (più di 300 milioni di persone che ogni giorno passano parte del loro tempo su Instagram). Per una social media strategy di successo è quindi importante considerare sempre lo storytelling delle stories e rapportarsi con la community. Sia per generare conversazione intorno al brand sia per mantenere sempre vivo l’interesse per le novità.

E dopo gli adesivi con emoji a scorrimento, quali sorprese ci riserverà l’instagram marketing? Stay tuned 🙂 

Instagram Stories: facciamo il punto

La crescita del video advertising rappresenta il vertice di un fenomeno che si è definitivamente consacrato: il digital advertising, la cui spesa complessiva ha superato quella della tv per la prima volta lo scorso anno. In questo scenario si ritagliano uno spazio importante i video in verticale, in particolare le Instagram Stories.

L’adozione travolgente di questo formato ha trovato riscontro ovviamente anche in ambito advertising, superata una prima diffidenza da parte dei brand. Investire ora nelle Instagram Stories pare una scelta obbligatoria, se teniamo conto di due fattori: l’incredibile reach (oltre 300 milioni di utenti che ogni giorno passano parte del loro tempo su Instagram) e la convenienza dell’investimento rispetto ai contenuti statici.

Ecco tre spunti che un brand dovrebbe tenere a mente quando propone delle Instagram Stories, a maggior ragione se pianifica di investire in advertising.

  • Storytelling: ok, ma non dimentichiamo il prodotto.
    Le Instagram Stories offrono incredibili possibilità di storytelling, ma stando a uno studio di SocialCode le campagne più performanti sono quelle che mettono in primo piano il prodotto: se compare nei primi tre secondi, le views rates crescono del 79% rispetto ai video che inseriscono il tema più avanti. Dritti al punto, quindi: altrimenti rischiamo che l’utente fugga verso il contenuto successivo.
  • La giusta colonna sonora.
    L’immediatezza è senz’altro uno dei punti di forza di Instagram per via della sua identità marcatamente visiva. Ma la musica è un’altro elemento su cui fare leva per catturare l’attenzione delle persone, spiazzarle o sorprenderle. 
  • Influencer marketing.
    L’influencer marketing ai tempi delle Stories è una carta vincente, ne è una conferma lampante la recente vicenda di Rihanna, a cui è bastata una storia su Instagram per far calare del 5% le azioni di Snapchat, con una perdita pari a 800 milioni di euro. Arruolare il giusto ambassador nelle proprie Stories può quindi fare la differenza per il posizionamento e l’awareness di una marca.

Le Stories – e i loro video verticali – aprono un ventaglio sterminato di possibilità: capire come sfruttarle al meglio per i propri obiettivi di marca rappresenta quindi la base per il successo di una social media strategy.

Instagram Shoppable, una nuova opportunità per i brand

Ci sono due notizie che riguardano, in modo diverso, gli acquisti in rete: l’aumento del costo di Amazon Prime, che passa a 36€ e il lancio anche in Italia di Instagram Shoppable.
Entrambe le cose influenzeranno, in modo diverso, il modo di comprare online. O almeno la seconda. Sì, soprattutto la seconda.

Ma cos’è Instagram Shoppable?

Lanciata lo scorso anno in USA, ora Instagram apre questa funzionalità in altri 8 Paesi, tra cui l’Italia, funzionalità che consente di comprare prodotti direttamente dall’applicazione.
I brand posteranno sui propri profili le immagini dei prodotti e li taggeranno (come si fa con le persone). Gli utenti potranno fare un tap su un post taggato che apparirà nei loro feed Instagram per vedere le informazioni dei prodotti, come ad esempio il prezzo, e fare un tap su “shop now” per acquistare.

Perché puntare su Instagram Shoppable?

Principalmente per quattro ragioni:

  • Per la semplicità di acquisto:
    • Le persone possono acquistare prodotti partendo da un tap su un’immagine.
  • Per l’experience dell’utente:
    • Che troverà le referenze nel feed dell’applicazione.
  • Per gli 800 milioni di utenti attivi al mese, 500 milioni al giorno.
  • Per i 15 milioni attivi di utenti attivi al mese in Italia.

E lo storytelling?
Sta bene, grazie.