L’influencer marketing ai tempi delle Stories

L’influencer marketing riflette i movimenti continui della galassia social, dove Instagram e Snapchat sono stelle variabili. Il loro destino è intrecciato: il “fantasmino” sta attraversando un momento di incertezza data la crescita esponenziale dell’app di Facebook, che – è noto – fa proprio quanto di buono trova in giro. E nell’ultimo anno a Menlo Park piace soprattutto Snapchat: in un recente articolo del Guardian si contano ad oggi 18 “prestiti”, tra cui le Instagram Stories, che rappresentano la minaccia maggiore per Evan Spiegel. Dopo la loro introduzione nell’agosto 2016, la crescita di Snapchat ha registrato un notevole rallentamento, che non sembra fermasi nonostante lo sbarco a Wall Street di due mesi fa (con una quotazione di 24 miliardi di dollari).

Bisognerà comunque aspettare per vedere la reazione del mercato all’introduzione dello Snapchat Ad Manager, il nuovo strumento per l’advertising annunciato ieri, che sarà lanciato il prossimo mese. Ma è certo che Instagram vive un’autentica età dell’oro e ha appena annunciato di aver toccato la quota di 700 milioni di utenti mensili attivi, registrando un incremento formidabile (saldo attivo di oltre 200 milioni da giugno). E nell’ultimo mese le Instagram Stories hanno raggiunto 200 milioni di utenti mensili attivi, sorpassando ufficialmente Snapchat a soli otto mesi dal loro lancio.

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Fonte: TechCrunch

La crescita vertiginosa di Instagram pone una questione cruciale in chiave influencer marketing: cosa stanno facendo gli influencer di Snapchat, anche loro si stanno riversando in massa nelle Instagram Stories?
Uno studio recente di Mediakix cerca di fare chiarezza, prende in analisi il comportamento dei 12 top social media influencer negli ultimi 30 giorni e vaglia la loro attività di posting sulle rispettive app. Ne viene fuori che, in media, ogni giorno gli influencer utilizzano le Instagram Stories il 25% in più rispetto alle Snapchat Stories (6.6 vs. 5.3). Il risultato è estremamente significativo, considerando che si parla di un mercato – quello dell’influencer marketing su Instagram – stimato 1 miliardo di dollari nel 2017, con previsioni che parlano di 2 miliardi di valore complessivo entro il 2019.

A conti fatti, ci sono diverse ragioni che possono spiegare il cambio di rotta dell’influencer marketing e l’utilizzo crescente delle Instagram Stories. La prima è la più ovvia: l’audience con cui interagire è maggiore (come dicevamo, Instagram ha appena sfondato la soglia di 700 utenti mensili attivi, mentre Snapchat è fermo a quota 300). Instagram ha “giocato sporco” copiando le Snapchat Stories, ma garantisce un bacino di utenti più grande e una maggiore varietà di contenuti: le “classiche” foto statiche sul profilo, le Instagram Stories e le Instagram Live Stories (i video in live streaming che scompaiono immediatamente, senza nemmeno aspettare le ormai canoniche 24 ore).

influencer marketing stories
Fonte: TechCrunch

Instagram appare insomma uno strumento più versatile e più facile da usare anche per gli utenti. La sezione Explore consente di scovare contenuti in linea con i propri interessi (suggeriti in base alle interazioni e ai profili seguiti). Un altro punto a favore se si parla di influencer marketing: gli influencer hanno maggiori possibilità di venire scoperti in modo “organico” e possono inoltre linkare – tramite il proprio profilo – contenuti esterni alla piattaforma. Mentre la natura “intimista” di Snapchat paradossalmente pone un limite al valore degli influencer al di fuori dell’app (l’unica vera capacità di link è delegata agli editori e agli inserzionisti). Di fatto, Snapchat tratta – apparentemente – celebrities e influencer come tutti gli altri, ragion per cui non si può misurarne la popolarità.

Per capire che aria tira, basta prendere l’esempio del campione del mondo di Formula 1 Lewis Hamilton, che nell’ultima delle sue Snapchat Stories annuncia l’approdo definitivo su Instagram (dove conta 4,2 milioni di follower).

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Detto ciò, sembrerebbe che per l’app di Evan Spiegel le cose non si mettano troppo bene. Ma c’è una cosa che Instagram non è riuscito a copiare, e che può rappresentare un’ancora di salvezza per Snapchat: una userbase fedelissima di “duri e puri”, preziosissima per gli influencer. Stando alle analisi di App Annie, i 60 milioni di utenti attivi ogni giorno su Snapchat offrono una possibilità straordinaria per chi vuole raggiungere un’audience che non frequenta altre piattaforme: il 35% degli utenti non va su Facebook nello stesso giorno in cui va su Snapchat, mentre addirittura il 46% non avrebbe un profilo Instagram. Ecco il tesoro nascosto per chi si occupa di influencer marketing.

Album su Instagram: nuove possibilità di storytelling

Instagram ha chiuso in bellezza il 2016 con 600 milioni di utenti attivi. La sua crescita sembra non arrestarsi, così come la sua evoluzione. Dopo il lancio delle Stories, l’ultima novità (introdotta un mese fa) consiste negli album, che permettono di postare fino a dieci foto o video in un unico post e rendono Instagram sempre di più “Facebook-like”.

Per il momento è possibile caricare le foto solo in formato quadrato 1:1. La didascalia è unica per l’intero album, così come la geolocalizzazione, e non è possibile interagire con ogni singola foto o video, ma mettendo Like o commentando l’intero carousel.
Si tratta di una novità sostanziale che mette in discussione il core su cui si è sempre basato Instagram, ossia la condivisione dello scatto migliore che racchiude l’esclusività di un momento unico. C’è addirittura chi considera questa nuova feature la “morte” di Instagram. Tra questi, il Tech Editor di Mashable Pete Pachal, secondo cui questa novità è destinata a rendere Instagram indistinguibile da Facebook, distruggendo il focus sul quale l’app ha costruito il suo successo: la qualità della singola foto, che racchiude la perfezione e l’emozione di un istante speciale. Instagram diventerebbe così un’app come tante altre già diffuse, senza una sua vera peculiarità.

Bisogna però ammettere che l’album su Instagram apre realmente nuove e differenti possibilità di trattamento dei contenuti da parte dei brand. Uno dei vantaggi è quello di non risultare troppo invadente nel feed e presentare anzi i contenuti in modo alternativo, con un unico post che permette di scorrere più immagini o video. Caricare foto su foto rischia infatti di infastidire l’utente che naviga sul social, con il rischio di allontanarlo. Postando un album su Instagram si potrà invece esprimere la propria brand identity in modo più discreto e più efficace. Gli album costituiscono inoltre un nuovo format da sperimentare per i post sponsorizzati, come alternativa ai soliti annunci pubblicitari.

Se pensiamo ad un brand del mondo food and beverage, per esempio, l’album può essere un formato utile per raccontare e spiegare step by step ricette o preparazioni, rendendole subito consultabili e immediate.

☝️Turn audio on to hear the #TastyStory☝️ Honey-Glazed Fried Chicken Servings: 4 INGREDIENTS 4 chicken drumsticks 4 chicken thighs Brine 8 cups water ¾ cup apple cider vinegar 3 tablespoons salt Seasoning Lemon pepper, to taste Onion powder, to taste Garlic powder, to taste Seasoned salt, to taste Breading 3 cups flour 2 eggs 1 cup milk 2 tablespoons hot sauce Glaze ¼ cup honey 2 tablespoons water PREPARATION 1. In a large glass bowl, combine water, vinegar, and salt, mixing until some salt is dissolved. Add chicken, cover, and refrigerate for 2-8 hours. 3. Remove chicken from brine, place in bowl and season. 4. In a medium bowl, combine eggs, milk, and hot sauce to create the egg wash. Add flour to bowl and set aside. 5. Transfer chicken to egg wash then the flour, coating evenly. 6. Fry chicken in a large cast-iron pan for 10-15 minutes on each side. 7. Place chicken on drying rack and let cool for 5 minutes. 8. Mix honey and water together and lightly brush each piece of chicken. 9. Enjoy!

Un post condiviso da Tasty (@buzzfeedtasty) in data:

Pensiamo anche a un possibile utilizzo dell’album nel mondo beauty, per veicolare un tutorial su come utilizzare un prodotto di cosmesi, o nell’ambito fashion, per mostrare un outfit completo composto da più capi o spunti per un look, come nel caso di Vans.

Every step is a work of art. Shop the new Vans x Kendra Dandy Collection. Shop online or find a store at vans.com

Un post condiviso da vans (@vans) in data:

Questi sono solo alcuni dei modi in cui gli album su Instagram possono essere sfruttati. Mentre un’immagine singola o un video vincolavano maggiormente nella selezione dei contenuti per scegliere lo scatto migliore e in un certo senso più esplicativo, l’album su Instagram continua sulla strada alla narrazione, iniziata con le Stories. Sempre più proiettata nell’ottica dello storytelling, questa nuova feature dà la possibilità ai brand di raccontare in più step delle storie su qualsiasi cosa (prodotti, panorami, viaggi, contenuti esclusivi di backstage, eventi), senza che questi contenuti scompaiano dopo 24 ore, ma valorizzandoli invece in una gallery sfogliabile come un mini-racconto interattivo.

Gli album costituiscono quindi una feature destinata ad avere successo o a essere scartata perché troppo lontana dalla vera natura del social? È ancora troppo presto forse per rispondere a questa domanda, ma una cosa è certa: Instagram continua sulla sua strada di crescita e sperimentazione, e la sua “morte” sembra ancora lontana.

A proposito di major discografiche, etichette indipendenti e Instagram

Musica e fotografia, vanno d’accordo? Se ci dovessimo basare sulla classifica stilata da Social Blade diremmo che sì, la gente ama i propri beniamini anche su Instagram. Tra i 10 profili più seguiti troviamo infatti star come Selena Gomez (più di 100 milioni di follower!), Taylor Swift e Beyoncé.

E le case discografiche invece come sono messe? Ho fatto una piccola ricerca per analizzare i loro profili Instagram e vedere come interagiscono con il proprio pubblico, creando engagement e consolidando la brand awareness.
La scelta è ricaduta sulle tre grandi major e su due etichette di nicchia. Un confronto necessario in un’epoca dove anche le case discografiche “minori” possono dire la loro e farsi conoscere più facilmente attraverso i social network.

Sono partito dalla pagina internazionale di Universal (poco più di 7.000 follower). I post sono di tipo promozionale, intervallati da ricorrenze (compleanni, anniversari dell’uscita di dischi storici), minivideo e foto di concerti. Frequente anche l’uso dei regram. Un profilo gradevole, ma non particolarmente originale.

25 years ago Nirvana’s Nevermind was released and forever altered the rock landscape. #Nevermind25

Una foto pubblicata da UMG (@universalmusicgroup) in data:


Passiamo a Sony. Questo profilo (poco più di 40.000 follower) ha una caratteristica fondamentale: pubblica con una grande frequenza puzzle di immagini (spesso composti da tre foto).

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Fonte: profilo Instagram @sonymusic

Una scelta singolare ma azzeccata, fresca e di grande impatto. Una comunicazione così diretta, permette di dare maggiore visibilità ai contenuti.

Warner Music invece punta molto sul concetto di live e lo fa con le foto dei concerti, dei cantanti e dei fan. Anche qui l’uso di video e regram non manca.

@anitta gave a stunning performance at last night’s Olympic Games Opening Ceremony #olympics2016 #letthegamesbegin

Una foto pubblicata da Warner Music (@warnermusic) in data:

E dopo aver incontrato le major principali del panorama musicale mondiale, vediamo come se la cavano due “alternative” come Rough Trade Records e SubPop. Partiamo dall’etichetta britannica (circa 9.000 follower), che  fa un uso di Instagram simile a quello che potrebbe fare un fanatico di musica indie. Foto di dischi in vinile, locandine di concerti, regram dei post delle band. Una scelta che punta ad avvicinarsi molto agli “indie addicted” ed allontanarsi dal pubblico mainstream.

La Sub Pop (103.000 follower), storica etichetta discografica di Seattle, punta come Rough Trade a stabilire punti di contatto con i fan “alternative” pubblicando dischi in vinile di prossima uscita, minivideo e foto dei concerti. Una modalità che sicuramente rende SubPop più vicina ai suoi seguaci.

Instagram si conferma allora un mezzo vincente anche per la musica. E allora lunga vita al rock’n’roll, lunga vita a Instagram!

Stories: Instagram Vs Snapchat

La notizia è uscita quando eravamo già (se non altro con la mente) sotto l’ombrellone: Instagram ha reso disponibili le Stories.
È universalmente noto che “l’imitazione è la forma più sincera di adulazione”, quindi Snapchat in casa Zuckerberg deve piacere parecchio (del resto il CEO di Facebook aveva provato a comprarlo per 3 miliardi di dollari). Ecco che quindi le nuove Stories riprendono quasi in tutto gli snap; facciamo però un recap delle somiglianze e differenze tra i due strumenti.

Sono uguali perché per entrambi:

  • I contenuti sono fruibili solo per 24 ore.
  • Sono presenti filtri e contenuti aggiuntivi per personalizzare foto e video.
  • Chi vede il video può interagire.
  • È possibile vedere chi visualizza i miei contenuti.

Sono diversi perché:

  • Su Instagram si possono utilizzare solo foto e video live; Snapchat anche foto e video vecchi.
  • Instagram al momento presenta molti meno filtri di Snapchat.
  • Snapchat permette di creare dei gruppi di persone con cui condividere i propri snap, Instagram no.
  • Non c’è una sezione Discover di Instagram Stories che permette di far conoscere le storie dei brand, cosa che invece è presente su Snapchat.
  • Snapchat ha un target molto più teen, Instagram invece può contare su un’interfaccia più conosciuta e un pubblico più trasversale (e ampio).

Sono diversi i brand che hanno subito approfittato delle novità su Instagram. Ketel One Vodka ad esempio ha utilizzato Stories per mostrare la creazione di un cocktail. Avrebbe potuto farlo agevolmente su Snapchat? No, solo Instagram consente di restringere le visualizzazioni ad un pubblico maggiorenne, per fare lo stesso su Snapchat il brand avrebbe dovuto accedere a un servizio a pagamento.

Il giorno in cui sono state rilasciate le Stories Nike, pur avendo un account Snapchat, ha deciso di provare la nuova feature e con una Story ha registrato 800.000 visualizzazioni in 24 ore. L’agenzia che segue i social dell’azienda è rimasta di stucco, il video migliore mai postato dal brand su Snapchat ha avuto “solo” 66.000 visualizzazioni.

Il plus di Instagram è il trattamento degli account dei brand, ben diverso da Snapchat. Su Instagram è semplice trovare i brand, seguire gli account e mettere Like ai contenuti, mentre su Snapchat non ci sono cuori, stelline o unicorni di sorta per apprezzare i post, e difficilmente si trovano account se non si conosce il nome esatto da seguire. Per non parlare dei numeri: Instagram vanta 500 milioni di utenti attivi al mese, Snapchat solo 150 milioni.

Da qualche giorno poi Instagram ha aggiunto anche la funzione zoom per le foto e i video: proprio come si può fare con le immagini della propria galleria, da mobile ora si può zoomare sui contenuti postati.

Un modo divertente per creare engagement, sfruttato per esempio da The Cheesecake Factory, Primark o British Airways:

Ora che abbiamo messo sul piatto tutti gli elementi a voi la parola. Meglio le Instagram Stories o le Snapchat Stories?

Quattro chiacchiere su Instagram e le case editrici del fumetto

“Il fumetto è morto, chi legge ancora i fumetti? I fumetti sono per bambini. Io leggo solo ZeroCalcare.”

Quante volte vi sarà capitato di sentire frasi così, soprattutto se siete appassionati della nona arte?
Rispondo io: molte, moltissime.

La realtà è ben diversa, il fumetto non è morto, non è forse popolare come lo era 40-50 anni fa ma ha un pubblico di fedelissimi che non abbandona mai le imprese dei suoi (super)eroi.
Così come quelle di quotidiani, magazine e libri, anche le case editrici del fumetto sono sbarcate già da tempo su Instagram.
La cassa di risonanza del social fotografico è ampia e permette di arrivare ad un pubblico più ampio e meno di nicchia come notoriamente è quello dei fumetti.
Le case editrici hanno la grande opportunità di sfruttare la visibilità ottenuta grazie a serie tv (DareDevil) e film di successo (Batman). Una grande opportunità che viene ripagata soprattutto in termini di notorietà da sfruttare su tutti i canali di comunicazione.

Passiamo a qualche esempio concreto analizzando il mercato americano delle nuvole parlanti.

Partiamo con una delle più famose case editrici: la Marvel.
Il colosso Marvel non produce solo comics, si occupa di cinema, gadgets e videogiochi. Il suo prodotto di punta rimane però il fumetto, anche se non è il più redditizio.
Instagram è senza dubbio un’ottima vetrina per arrivare ai più giovani senza deludere le aspettative dei vecchi fan.
L’utilizzo di mini-video qui è largamente diffuso, un buon modo per riassumere in pochi secondi le caratteristiche dei suoi personaggi abbinando anche scritte a immagini.
Le nuove uscite settimanali vengono fotografate tutte insieme, quasi come un promemoria.

Analizziamo anche la DC comics che, proprio grazie a dei brevi filmati, promuove i suoi fumetti dando una maggiore visibilità (e freschezza) al prodotto. Un modo per far ingolosire e incuriosire i lettori e farsi conoscere a dei potenziali nuovi fan.

Qui le similitudini con l’eterna rivale Marvel, sono parecchie: minivideo, sketchbook, presentazione dei personaggi. Qui però c’è anche il coinvolgimento degli appassionati con il “DC VERIFIED FAN”.

Rimanendo sempre sul mercato americano diamo un’occhiata anche alla IDW Publishing, una casa editrice “minore” ma pur sempre molto influente sul proprio mercato. Qui il coinvolgimento dei fan e della redazione è decisamente più presente rispetto a Marvel e Dc. Il profilo ospita molte foto scattate alle convention e propone regram degli utenti. Il legame con i propri lettori si fa più forte.
Lo stesso discorso vale anche per la DarkHorse comics. In entrambi i casi passa quasi in secondo piano il prodotto e si punta a costruire una community più forte. Un’idea sicuramente condivisibile ma che personalmente non apprezzo molto. Avrei preferito vedere più anteprime e sketchbook che cosplayer divertiti alle feste!

IDW is in full effect at #BotCon2014. We will be here all weekend, come see us.

Una foto pubblicata da IDW Publishing (@idwpublishing) in data:

Così come i libri e i giornali, anche il fumetto, sui social, cattura l’attenzione degli utenti e crea coinvolgimento e aiuta a vendere di più. Quello che molti definiscono un prodotto di nicchia potrebbe spiccare il volo (come Superman) e diventare più fruibile e vicino alle masse. Sempre che non arrivi la Kryptonite a rovinare tutto.

Case editrici e Instagram: quando i libri diventano fotogenici

Era una notte buia e tempestosa…
E questo basta per farci innamorare di un libro e calarci a pieni polmoni nel ritmo della narrazione.
L’incipit, infatti, è senz’altro una soglia testuale cui i lettori si affidano per sondare l’atmosfera di un libro e spesso le case editrici cercano di mutuare questa pratica anche nella promozione dei libri sui social: su Facebook e Twitter infatti, canali con una maggiore componente word based, solitamente vengono pubblicate citazioni o capoversi per ricreare, nel virtuale, il primo approccio tra libro e lettore.

Ma come si promuovono i libri su Instagram? Come fare cioè per raccontare l’atmosfera di un libro su un canale che predilige e premia l’iconicità rispetto alle parole?

Gli editori, che hanno tra le mani un prodotto accattivante anche esteticamente, cercano di trovare modi innovativi per sfruttare la piattaforma leader del visual web. E il panorama è variegato, in particolare diamo un’occhiata alle suggestioni che provengono dalle case editrici internazionali.
La Penguin Random House inserisce i libri ambientandoli in situazione, cioè in contesti informali e quotidiani abbinandoli spesso al food o alla natura, unione che ripaga molto bene in termini di interazione con gli utenti.

Treat yourself. 😎

Una foto pubblicata da Penguin Random House (@penguinrandomhouse) in data:

La sua brand awareness poi è talmente riconoscibile e consolidata che può anche giocare con il suo logo ed ottenere alti livelli di engagment.

La Bloomsbury Publishing ricerca e ricrea le suggestioni evocate dal libro nei contesti fotografici in cui lo ritrae.
Éditions Grasset predilige invece lanciare le ultime uscite a partire dalle rassegne stampa e dai momenti che gravitano attorno al libro oggetto di comunicazione, cioè incontri con gli autori e firmacopie.

L’americana Farrar Straus & Giraux gioca e punta molto sulla grafica e sulla continuità tematica tra libro e sfondo alla ricerca di un’identità grafica ben riconoscibile, essenziale e minimal.
Un elemento che le accomuna è quello di portarci anche dietro le quinte del libro in modo ingaggiante e ludico. I contenuti condivisi raccontano le attività che ruotano intorno alla creazione del libro stesso, tante sono le immagini e video che mettono in evidenza aspetti poco conosciuti dell’autore, della redazione del libro o degli stessi luoghi in cui lo scritto è ambientato. Sono foto che raccontano non solo l’atmosfera del libro ma che fanno leva anche sugli aspetti particolari dell’oggetto della comunicazione, cioè del libro in quanto tale e del mondo che gravita intorno ad esso.

Forse il segreto del successo dei libri su Instagram è l’essenzialità: un’immagine, poche parole per commentarla e il gioco è fatto. Perché i libri sono davvero fotogenici.

Giornalismo su Instagram, è possibile?

È arte la fotografia? Quien sabe? Chi lo sa e chi se ne importa? Mi piace!
Edward Weston

Siamo soliti pensare ad Instagram come a un social dove pubblicare e condividere contenuti piuttosto frivoli, ma i brand che si affidano alla app fotografica più famosa al mondo sono in costante aumento, spinti dai dati positivi che circolano a proposito. Il buon momento di Instagram è dimostrato anche dalla ricerca dello scorso ottobre effettuata da Piper Jaffray per cui l’uso del social fotografico avrebbe addirittura sorpassato Facebook nelle preferenze dei teenager americani.

Ma non solo i brand si affidano a Instagram, anche il mondo del giornalismo (come quello dei magazine) si è mosso in questa direzione, adottando soluzioni differenti. La panoramica che segue intende proprio evidenziare le diverse strategie di comunicazione impiegate dalle testate giornalistiche.

Un recente esempio tutto italiano è quello di Sky TG24, che dopo aver raggiunto (e superato) i 2 milioni di follower su Twitter ha deciso di approdare anche sul social fotografico ampliando così l’offerta per i suoi utenti. Il profilo (partito a gennaio 2016, conta già più di 6000 seguaci) utilizza foto d’impatto, foto di backstage e mini video “rubati” alla redazione, cavalcando inoltre le notizie e i temi del giorno più importanti. Si affida anche a ricorrenze storiche e anniversari, proponendo talvolta contenuti diversi da quelli presenti sugli altri canali social e dal TG stesso. 

Se diamo uno sguardo alla Spagna, troveremo nel profilo del quotidiano El Pais una proposta fotografica varia, che spazia dai backstage della redazione alla riproposizione delle prime pagine del quotidiano cartaceo, oltre a minivideo, grafiche, infografiche e vignette.

Anche il quotidiano britannico Guardian, con un seguito di oltre 270.000 follower, propone minivideo, fotografie di forte impatto visivo, grafiche e illustrazioni create ad hoc, utilizzate anche per celebrare le ricorrenze. Un profilo “fresco” e gradevole da seguire.

Happy #chinesenewyear in this, the #yearofthemonkey Illustration: @chrisclarkecc

Una foto pubblicata da The Guardian (@guardian) in data:

Passiamo all’analisi del profilo Instagram della BBC. La “zietta”, come viene chiamata in maniera informale dai britannici, è seguita da ben 1 milione e 600 mila persone. Qui l’uso dei minivideo Instafax è dominante. In 15 secondi i giornalisti riescono ad esaurire una notizia ampliando il contenuto con dei sottotitoli che spiegano o aggiungono informazioni alle immagini. Un metodo innovativo e senza dubbio efficace per il giornalismo mobile. Le fotografie “pure” sono pochissime e difficilmente se ne trovano senza testo. Da segnalare anche l’utilizzo delle infografiche, che sembrano essere molto gradite dagli utenti.

19 FEB: Pope Francis met journalists aboard his plane during the flight from Ciudad Juarez to Rome, Italy, at the end of a six-day trip to Mexico. The Pope questioned US Republican presidential candidate Donald Trump’s Christianity over his call to build a border wall with Mexico. Pope Francis said “a person who thinks only about building walls… and not of building bridges, is not Christian”. The New York businessman supports deporting nearly 11 million undocumented immigrants. Calling himself a “proud Christian”, Mr Trump blamed Mexico for the Pope’s remarks, calling them “disgraceful”. But hours later, at a town hall event in South Carolina, the billionaire hotel developer was more conciliatory. “I have a lot of respect for the Pope. He has a lot of personality and I think he’s doing a very good job, he has a lot of energy.” He said the pontiff was misinformed when he criticised the proposed wall, because he was not aware of the drugs coming in and the other security problems that made a strong border a necessity. PHOTO: Alessandro Di Meo / via AP Read more: bcbc.in/Pope #BBCQuotePic #PopeFrancis #DonaldTrump #Pope #Trump #Election #Presidency #Christian #faith

Una foto pubblicata da BBC News (@bbcnews) in data:

Rimanendo in ambito internazionale, il profilo Instagram della CNN invece è piuttosto deludente. Ha puntato tutto sulla fotografia (per carità, ci sono delle bellissime foto) tralasciando però qualsiasi altro tipo di contenuto che sia video, infografica o repost. Dando quell’effetto di già visto e non innovativo che ti aspetteresti dall’emittente americana.

Stesso discorso per Al Jazeera Arabic, che solo raramente utilizza video e repost ampliando  però l’offerta di contenuti con vignette satiriche.

#كاريكاتير | خطاب #السيسي المزيد من الرسوم على الرابط التالي: http://www.aljazeera.net/caricature #الجزيرة

Una foto pubblicata da قناة الجزيرة الفضائية (@aljazeeraarabic) in data:

Snapchat, il fantasmino continua a farsi vedere (e sentire)

Dopo il Wall Street Journal anche la Casa Bianca, in occasione del discorso sullo Stato dell’Unione, è sbarcata su Snapchat. Sì, proprio Snapchat. L’app dai contenuti usa e getta, popolarissima tra i più giovani, vive una frenetica evoluzione.

Raggiungendo ormai oltre 6 miliardi di visualizzazioni al giorno, da quando è stata lanciata nel 2011, Snapchat ha fatto numerosi passi in avanti provando ad espandersi anche oltre l’audience di riferimento da cui era partita. Negli ultimi mesi infatti, grandi aziende l’hanno integrata alla loro strategia di digital marketing.

Dopo aver proposto selfie sponsorizzati e lanciato nuovi strumenti di targeting, adesso sembra che Snapchat stia lavorando alla possibilità di inserire ads.

Nello specifico sta mettendo a punto lo sviluppo di una API (Application Programming Interface) attraverso cui potrà offrire ai media buyers sia basic ads che versioni customizzate per mezzo della propria interfaccia e, di fatto, aprirà anche ad enti terzi, come partner advertising e siti e-commerce, che potranno comprare spazi sulla piattaforma.

A differenza di Facebook, Twitter e Instagram – che rilasciano inserzioni all’interno del proprio feed – Snapchat non permette ad oggi di proporre i contenuti in una modalità così friendly e non troppo invasiva per gli utenti. Dunque c’è da chiedersi quale “campionario” renderà disponibile perché è difficile immaginare che Snapchat offrirà lo spazio per gli ads sui messaggi, temporanei, che si scambiano gli utenti. Le sezioni Live e Discover, piuttosto, potranno essere adibite a tale scopo perché offrono un’opportunità per gli advertisers di interagire con gli utenti in modo non invasivo. C’è da riflettere poi anche su quale tipo di advertising Snapchat offrirà, se modalità immagini o video ad esempio.

Facebook e Twitter, dal canto loro, insegnano che, se eseguite correttamente, le sponsorizzazioni posso incidere alquanto nella crescita del fatturato. Dunque quali saranno le scelte future di Snapchat?  Occhi puntati sull’app!

9 Magazine da seguire su Instagram

Sembra che, in Italia, giornali e riviste non abbiano ancora ben capito come utilizzare Instagram. Ci sono ormai quasi tutti (aprire un account è facile) ma basta dare un occhio al numero di follower per capire che i magazine più importanti in edicola non sono altrettanto bravi ad arrivare al pubblico tramite foto e immagini. In realtà, ammettiamolo: non è semplice servirsi di Instagram se il proprio lavoro consiste nel produrre contenuti scritti. Che cosa bisogna postare? A quale target fare riferimento? E come la mettiamo con l’assenza di link, che impedisce di portare traffico al proprio sito?

Per trovare qualche risposta, abbiamo selezionato 9 magazine internazionali che hanno trovato una chiave per gestire al meglio i propri account. Eccoli, in ordine casuale:

New York Magazine

Preview dei contenuti in uscita, call to action fotografiche, consigli su dove mangiare, ballare e divertirsi. Ma anche piccoli gioielli video creati ad hoc per presentare ricerche e inchieste, importanti foto d’archivio e mini interviste usate come teasing di contenuti su carta. Alta qualità e tono informale.

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Fonte: New York Magazine

Vogue

Solo un paio di contenuti al giorno e più di 8 milioni di follower. La rivista di moda più prestigiosa del Pianeta utilizza Instagram con molta attenzione, controllando la qualità dei contenuti e centellinando le iniziative speciali. Un pizzico di senso dell’umorismo fa il resto.

National Geographic

L’account IG più seguito in assoluto non appartenente a una celebrità del mondo dello spettacolo. Ogni immagine, una storia. Ogni storia, un pezzo di mondo di sfavillante bellezza. Ok, stiamo parlando della rivista che gestisce un archivio fotografico incredibile dal 1910. Ma il bello è che l’account è utilizzato in modo collettivo da più fotografi.

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Fonte: National Geographic

VICE 

Da rivista underground a vera e propria istituzione di news e lifestyle, seguire VICE su Instagram significa avere un assaggio dei servizi fotografici, guardare in anteprima servizi video, e trovare foto che altrimenti non trovereste da nessuna altra parte. Must follow.

Wired 

Se abbiamo messo Wired nella lista non è perché i suoi social media manager siano particolarmente produttivi (al contrario, i post arrivano con una frequenza di 2, 3 alla settimana). Ma dove altro potreste vedere un bonsai sparato nello spazio, un’anteprima del genere, o scoprire esperimenti sui cyborg come questo?

Mashable 

Ogni mese, il sito fondato da Pete Cashmore lancia un contest tra i suoi follower chiamato MashableReads attraverso cui chiede di postare foto sulla base di un tema proposto dalla redazione. E l’iniziativa funziona davvero bene. Tanto che la maggioranza dei loro contenuti arriva da altri account.

Business Insider

Difficile trovare qualcuno così bravo a condensare in un’infografica semplice e comprensibile gli approfondimenti e le inchieste più complesse. Business Insider su Instagram fa prima di tutto questo e lo fa alla grande. Aggiungeteci consigli per professionisti, notizie dal mondo digitale e video da far vedere agli amici.

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Fonte: Insider Buisness

The Verge 

Possiamo dire che quello che faceva Wired negli anni ’90 lo fa oggi The Verge? Forse esageriamo, ma sembra che per restare al passo con i trend tecnologici sia necessario seguire loro, prima di tutti. Dove altro si parla con altrettanta semplicità di realtà virtuale, scooter ecologici e droni?

ESPN

E dato che nella nostra lista non poteva non esserci lo sport, ecco la rivista di sport (ma è anche un canale televisivo, un’emittente radio e una rete di siti internet) più importante del mondo. Su Instagram trovate le loro foto migliori, le citazioni giuste al momento giusto, e qualche video da guardare almeno 3 volte di seguito.

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Fonte: espn

Instagram, una nuova sfida per le aziende

Dove eravate il 27 Agosto? Con i piedi nell’acqua e la mente in vacanza, scommetto. Instagram invece, noncurante dell’estate o sperando di approfittare delle vostre foto in spiaggia, annunciava il nuovo formato rettangolare.

A partire dallo scorso mese infatti è possibile pubblicare immagini e video di formato rettangolare: niente più minuti persi a inserire bordi laterali con applicazioni terze o a pensare l’inquadratura al momento dello scatto cercando di far entrare ogni particolare.

Ma si tratta di una innovazione o di un passo indietro? La diatriba è già aperta tra chi sostiene che si tratti di una rinuncia alla cifra stilistica che ha contraddistinto l’applicazione e chi invece accoglie a braccia aperte la novità. Sta di fatto che si conserva una continuità con il passato, perché il formato tradizionale rimane quando si visualizza il proprio profilo o la sezione Ricerca (aggiornata recentemente).

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Fonte: about.instagram.com

Ma non è l’unica novità introdotta da Instagram negli ultimi giorni: oltre ad un potenziamento dell’opzione di messaggistica diretta è arrivata anche la pubblicità. L’azienda ha annunciato l’imminente sbarco con un post sponsorizzato in cui sono state spiegate agli utenti le modalità con cui avverrà questa introduzione, complice ovviamente l’integrazione con Facebook che ha acquisito la nota applicazione nel 2012.

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Didascalia: ninjamarketing.it

Pare quindi che il nuovo formato fotografico sia stato la premessa per l’apertura alla pubblicità, assieme alla possibilità di utilizzare quattro immagini per le inserzioni. Di fatto in questo modo si moltiplicano le opportunità per le aziende, che si trovano ora a affrontare la sfida più complessa: sperimentare. Si rivolgono ad un pubblico nuovo, guadagnando quindi un’occasione unica per distinguersi proponendo contenuti di qualità ad una community già solida.

Instagram intanto ha pubblicato alcuni significativi risultati riguardo le prime inserzioni portate avanti durante l’estate, ad esempio il sito americano di shopping online Gilt Groupe ha visto aumentare dell’85% i download della propria app. Si tratta forse di numeri alimentati dalla curiosità iniziale da parte degli utenti, ma che in ogni caso sembrano non lasciare dubbi sulla reale opportunità che, dopo anni di rumors, si è finalmente aperta a piccole e grandi aziende.

E voi, avete già visto le prime inserzioni? Cosa ne pensate?