Instagram Marketing: countdown!

Una nuova soluzione per l’Instagram Marketing: countdown! Instagram ha deciso, per questo Natale, di fare un regalo ai suoi utenti (più di un miliardo da Giugno 2018) lanciando il nuovo sticker per le Stories “Countdown”.

Si tratta della prima novità per l’Instagram Marketing dopo l’adesivo “Musica” nelle Stories, introdotto a luglio.

La piattaforma social non poteva che scegliere il mese di dicembre per far uscire la sua novità, che trova terreno fertile in questo periodo per numerose occasioni d’uso.

Di cosa si tratta?

Si tratta di un vero e proprio conto alla rovescia che gli utenti possono inserire nelle Stories. Potete infatti trovarlo tra le feature della piattaforma, proprio tra l’adesivo “domande” e l’indice di gradimento.

Si sceglie il video (o la foto) da pubblicare, si inserisce il testo ed il tempo su cui settare il countdown (si può scegliere data e ora), si personalizza l’adesivo con la dimensione e il colore più adatti e… Si pubblica!

La parte migliore però deve ancora arrivare: toccando l’adesivo gli utenti avranno, infatti, la possibilità di salvare l’evento come promemoria nel proprio calendar. Ad ogni annotazione salvata, i profili con più di 50K riceveranno una notifica mentre gli altri profili un messaggio privato. Possiamo considerarla a tutti gli effetti una valida alternativa alla notifica di Facebook che riceviamo quando mettiamo “Mi interessa” o “Parteciperò” ad un evento e questo sta per iniziare.

In quali occasioni si può utilizzare?

Ma non limitiamoci a pensare al countdown per l’ultimo dell’anno, o per l’ultimo giorno di lavoro pre-feste. Questo nuovo sticker è da inserire immediatamente nei prossimi piani editoriali! I profili aziendali, infatti, hanno una chance in più per interagire con gli utenti che non possono lasciarsi scappare. Non solo possono invitarli a partecipare agli eventi, promuovere campagne o annunciare il lancio di nuovi prodotti, ma con questa feature possono avere un insight immediato sugli utenti interessati al conto alla rovescia.

Udite! Udite! Event Planner, Brand Manager e Social Media Manager: non fatevi scappare quest’occasione, è arrivato il momento di fare il conto alla rovescia!

Stories e la nuova evoluzione del linguaggio

“Le Stories sono un formato che è sulla via per superare i feed come modo in cui le persone condividono le cose” – Chris Cox, 1 maggio 2018, Facebook F8 Keynote.

La storia delle Stories

Lanciate da Snapchat nel 2011, riprese da Instagram nel 2016 e infine consacrate da Facebook e WhatsApp nello stesso anno, le Stories sono l’ultimo step di un percorso evolutivo di un linguaggio che fa a meno delle parole.

Nel 2008, quando Facebook è stato lanciato, era possibile condividere uno status: l’unica forma di espressione erano infatti brevi frasi, scevre di qualsiasi altro tipo di supporto, visivo o non. “A cosa stai pensando?” significava perciò dover processare un pensiero, un’emozione o un’opinione e trasformarli in parole.

Dopo qualche tempo, è stato possibile condividere anche immagini. Abbiamo dovuto poi aspettare ben 7 anni per poter condividere gif native e, nel frattempo, abbiamo visto l’esplosione delle emoji. Da un anno a questa parte anche gli status sono diventati immagini: l’utente può infatti facilmente customizzarli con sfondi di ogni sorta. Allo stesso tempo il semplice “Like”, si è evoluto in una rosa di reactions, dando modo agli utenti di esprimere diverse opinioni con un solo clic.

Immagini, reactions, emoji e gif dicono tutto da sé: non hanno bisogno di essere accompagnati da testo per essere compresi. Anzi, a volte risultano essere molto più esplicativi e velocemente comprensibili di qualsiasi testo scritto. Velocemente comprensibili e altrettanto velocemente realizzabili.

Se da un lato è questa velocità (e democraticità) di produzione che li rende così popolari, dall’altro lato abbiamo anche una questione di fruibilità. Non serve leggere, interpretare un testo articolato, ma basta un colpo d’occhio per inquadrare il contenuto.

Le Stories oggi

All’insieme di fattori appena illustrato dobbiamo il successo di questa comunicazione non verbale, di cui le Stories sono l’apoteosi indiscussa. E i numeri degli utenti attivi ogni giorno lo confermano:
– WhatsApp Stories: 450 milioni di utenti attivi al giorno
– Instagram Stories: 400milioni di utenti attivi al giorno
– Facebook (Messenger): 300 milioni di utenti attivi al giorno
– Snapchat Stories: 191 milioni di utenti attivi al giorno
(fonte: Tech Crunch)

Il resto del mondo digital non è stato a guardare: Netflix ha introdotto nella sua app mobile un formato Stories per mostrare le anteprime delle ultime uscite e, dalle ultime notizie di settore, traspare la volontà di muoversi verso questa direzione anche da parte di LinkedIn.

Anche per quanto riguarda la possibilità di sponsorizzare le Stories, il mondo dei social network è in continua evoluzione. Già consolidata questa potenzialità per Instagram, da fine settembre è possibile sfruttarla anche su Facebook/Messenger e WhatsApp ha annunciato che la prevederà a partire dal 2019.

E a quanto pare, questo format sta avendo una crescita di visual sharing 15 volte più veloce del classico feed: già nello scorso maggio, Chris Cox ci aveva visto – ovviamente – bene.

Un nuovo tipo di linguaggio

Le Stories ci pongono però di fronte ad diverso tipo di contenuto non verbale perché, a differenza degli altri, si evolve in continuazione. Quanto creato dall’utente può essere customizzato con filtri, geolocalizzazione, emoji, stickers, face masks, gif. Senza contare i polls e l’emoji slider, che alzano decisamente l’asticella, in quanto capaci di creare interazione tra creatore e fruitore.
Proprio per questo è sempre più importante per i brand essere presenti sulle piattaforme con questo tipo di format, non una tantum o in occasione di eventi, ma con un presidio quotidiano, proprio come i normali utenti utilizzano i social. Contenuti accattivanti e innovativi che si allontanino dalla comunicazione istituzionale per creare un reale curiosità nell’utente, portandolo a fidelizzarsi. Anche considerando che, come dicevamo, la sua attenzione sta sempre più abbandonando il Feed in favore delle Stories.

Tirando le somme, con le Stories abbiamo a che fare con un nuovo modo di comunicare, alla portata di tutti e letteralmente a portata di mano, visto che per farlo basta avere in tasca uno smartphone. Che ormai di “phone” ha sempre meno, ma che invece si fa veicolo di un’espressione del sé che esclude quasi del tutto le parole.

La riflessione che potrebbe quindi sorgere spontanea è: questa rivoluzione del linguaggio non verbale rischia di lasciarci, prima o poi, senza parole? 🤔

Instagram marketing: 3 novità

Quale canale non può più mancare in una social media strategy che si rispetti? Instagram, ça va sans dire. E quindi l’Instagram marketing non può che farla da padrone.
Provate a NON proporre a un brand/cliente una strategia di Instagram marketing e subito vedrete sopracciglia arcuate e espressioni perplesse, perché dai, su Instagram bisogna esserci. (Frenate gli entusiasmi, sul come esserci parleremo in un capitolo a parte…)

Dopo gli ultimi aggiornamenti estivi, ecco 3 novità (vere e rumors) pronte a migliorare le strategie social (e le giornate di tanti social media manager) in materia di Instagram marketing!

1. Il Nametag
Inquadra con la fotocamera dello smartphone, scansiona attraverso l’app Instagram, diventa follower. Facile, no?
È la filosofia del Nametag, che riprende un po’ quella di Snapchat (Snapchat chi?) e che ricorda molto l’utilizzo dei QR code. In questo caso però il nome dell’account è ben visibile e il visual del Nametag è personalizzabile (sfondi colore e emoji come se piovessero). Ma che uso fare del Nametag? Proprio come i QR code possono essere utilizzati online (i vostri fan Facebook non vi seguono su Instagram? Mostrate loro il vostro Nametag!) ma anche offline (sarete presenti a un evento e volete che i visitatori vi seguano su IG in pochi tap? Stampate il Nametag su flyer, roll-up e tutti gli spazi personalizzati!). Insomma, finalmente una feature per autopromuoversi in modo semplice ed efficace.
Se ancora non ci seguite fatelo ORA! Dai, abbiamo appena detto che è semplice..! Sù, provate.

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2. Video Stories più lunghe di 15 secondi
Se amate le Instagram Stories e se ne avete fatto il perno della vostra strategia di Instagram marketing questa è per voi!
La nuova feature consentirà di riprendere o caricare video più lunghi che la piattaforma provvederà a frammentare in segmenti di 15″. Dite addio ad app terze (ciao Limitless!) per la pubblicazione di video di un minuto o più… Una bella comodità.

3. Localizzazione
Instagram potrebbe presto, secondo un’indiscrezione, condividere con Facebook le coordinate GPS degli utenti. Cosa significa? Una nuova opportunità di business per la creatura di Zuckerberg che avrebbe a disposizione nuove informazioni per targettizzare le campagne ADV e personalizzare i contenuti proposti in base alla posizione di chi sta utilizzando il social.
Non male per tutti quei servizi dislocati sul territorio, per la grande distribuzione con diversi punti vendita o per tanti altri player, non trovate?

Del resto, se ancora non ve ne foste accorti (!), tra tutti i social network Instagram è quello che gode di miglior salute!

Ha compiuto da poco 8 anni (il 6 ottobre, per la precisione) e la sua popolarità cresce sempre di più.
In un solo anno è passato da 14 a 19 milioni di utenti attivi al mese, con 11 milioni di utenti attivi ogni giorno!
Piace molto ai giovani (per capirci, il 59% delle persone che lo usa ha meno di 35 anni), infatti la fascia di età che lo utilizza di più è quella tra i 19 e i 24 anni. Ma nell’ultimo anno è cresciuto soprattutto tra gli over 55!
Insomma, è un social network trasversale che parla a tutti.

E si sa, in ottica di social media strategy avere una audience ampia (e targettizzabile) è un’ottima cosa.

Noi siamo pronti a implementare le novità nelle social media strategy Instagram dei clienti e stiamo studiando le prossime mosse, voi cosa state aspettando?

!!!SPOILER!!! Top social media trend 2019

Prendete un’ottima pianificazione, aggiungetevi una sostanziosa strategia, amalgamate il tutto utilizzando una creatività performante. Se nemmeno così riuscirete a raggiungere gli obiettivi prefissati e a ottenere i risultati sperati, beh, leggete qui sotto come passare da follower a leader in tre semplici trend. Prossimamente nei migliori PED del 2019.

1. Engagement a ogni costo (basso, possibilmente)

Come diceva Oscar Wilde, “Parlarne bene o parlarne male non importa, purché se ne parli”.
Uno dei mantra del 2019 sarà infatti “urtare la sensibilità” del pubblico, leva intelligente ed economica per sedimentare il ricordo del brand nella frenetica quotidianità delle persone.
Basterà infatti davvero poco per ottenere di più, esasperare i toni ad esempio.

2. La moderazione, come la corazzata Potëmkin (una c****a pazzesca)

Perché negare al pubblico la possibilità di esprimersi e alle marche di instaurare un dialogo costante, sincero e fondato sulla fiducia reciproca?
L’approccio agli UGC muterà radicalmente nel 2019, preparatevi a piani editoriali che daranno voce alle persone, senza filtrarne commenti, pensieri, emozioni.
Questo approccio rivoluzionerà non solo i social dei brand considerati “di nicchia”, ma anche – o soprattutto – quelli dei più grandi Gruppi internazionali.

3. Real Time Marketing? Rest In Peace

Diciamo addio alla tempestività, poiché rispondere agli stimoli esterni verrà considerata una vera e propria perdita di tempo. Blasfemia? No, dato di fatto.
Il 2019 sarà l’anno del “chissene”, dove ci dimenticheremo volutamente di anniversari storici, lutti, statuette degli Oscar, giornate mondiali dei nani da giardino e chiacchiericci dell’ultima ora.
Sarà l’anno del “Brand first”, ovvero di quelle marche che sceglieranno di rafforzare la propria identità, digitale e non, parlando solamente di sé, ponendosi al di sopra di tutto ciò che le circonda.

E se ti dicessi che un engagement intelligente, una moderazione oculata e un RTM scelto con attenzione rappresentano invece tasselli imprescindibili di una solida strategia social?
Ahimè, purtroppo ti imbatterai spesso in “professionisti” pronti a propinarti le peggio castronerie pur di ottenere la tua firma su un contratto, per questo voglio darti un consiglio: per la gestione dei tuoi canali social non affidarti al caso, affidati a IAKI. Anche prima del 2019 se vuoi.

Nessun copywriter è stato maltrattato durante la stesura di questo articolo.

WhatsApp Business: ecco la nuova reception online

Cosa penseresti se al posto di scrivere ai tuoi amici o alla tua famiglia potessi contattare direttamente su Whatsapp il tuo negozio preferito?

Whatsapp Business nasce proprio per mettere in contatto aziende e clienti in maniera più diretta e istantanea, e in privato.
I messaggi istantanei funzionano perché sono semplici e veloci, infatti da una ricerca di Semrush l’89% degli utenti preferisce comunicare con le aziende attraverso messaggi istantanei, mentre da una ricerca di Hootsuite emerge che il 67% degli utenti che utilizzano app di messaggistica istantanea si aspetta di instaurare un rapporto con le aziende tramite WhatsApp nei prossimi due anni, e il 53% sostiene di affidarsi maggiormente alle attività che si possono contattare direttamente via chat istantanea.

Un po’ di numeri:
Con un miliardo e mezzo di utenti utilizzatori ogni mese e più di 60 miliardi di messaggi inviati ogni giorno, Whatsapp è tra le app più popolari di messaggistica istantanea nel mondo.
Il nostro caro amico Mark Zuckerberg, proprietario di Facebook e Instagram oltre che di WhatsApp, ci ha pensato bene, non solo la app per i “privati”, ma anche per il “business”.

Che cos’è WhatsApp Business?
Da gennaio 2018, in Italia, è disponibile app di messaggistica indipendente ad uso esclusivamente aziendale, attualmente disponibile solo per Android.

Posso usare Whatsapp e WhatsApp Business con lo stesso numero?
La risposta è no. Si possono Whatsapp e WhatsApp Business con lo stesso telefono se dual-SIM, infatti il numero deve essere diverso per le due app.

Come funziona?

Nel tuo profilo puoi modificare l’indirizzo (che verrà visualizzato su Google Maps), gli orari di apertura, la email e il sito web. Mandare un messaggio di benvenuto e creare dei messaggi personalizzati con risposte rapide come conferme di spedizione o promemoria per appuntamenti. Per questi messaggi, però ci sarà una tariffa fissa addebitata per la conferma di consegna.
Se qualcuno invia messaggi alla tua azienda, puoi usare le API Whatsapp per rispondere a domande gratuitamente entro 24, mentre i messaggi inviati dopo le 24 ore saranno addebitati.
Si può anche catalogare i contatti e le chat con delle etichette personalizzate, utilissime per organizzare le chat.

Ma si può fare advertising?
Facebook negli ultimi mesi sta testando svariati modi per avviare una chat su Whatsapp dalle inserzioni di Facebook. Quando un utente tocca l’inserzione verrà reindirizzato su WhatsApp con un solo clic in una chat pre-compilata in cui potrà inviare messaggi alla tua azienda.
Le metriche che si possono misurare tramite Business Manager in Gestione Inserzioni saranno:

  • Conversazioni iniziate: calcola il numero di conversazioni attribuite alla tua campagna Facebook da persone che avviano una conversazione o che inviano un messaggio per la prima volta in più di una settimana
  • Risposte ai messaggi: calcola il numero totale di messaggi inviati dalla tua azienda attribuiti alla campagna Facebook

Facebook ha annunciato che questa funzione sarà resa disponibile per la maggior parte dei Paesi in tutto il mondo e potrà essere implementata sia sul sito web che sulla pagina Facebook aziendale.

Quali sono i vantaggi di usare WhatsApp Business e per cosa è utile?
WhatsApp Business potrebbe essere utile alla strategia di business per le varie aziende per due principali motivi. Il primo è sicuramente la rapidità nel rispondere ai clienti e il secondo, forse quello più importante, è riuscire a instaurare un rapporto più informale e umano con un linguaggio più “easy” e emoji 😅.

Ecco un ultimo trick per la formattazione su WhatsApp:
– Grassetto: *ciao*
– Corsivo: _ciao_
– Barrato: ~ciao~

Facebook Marketing: la realtà aumentata apre nuove strade all’advertising

Con la realtà aumentata di Facebook, vestiti e accessori li provi direttamente sullo smarthphone. E per la taglia, come la mettiamo?

La realtà aumentata sta per colonizzare il territorio del Facebook marketing. Da poco infatti è arrivato l’annuncio ufficiale del gigante di Menlo Park, che dice di testare nel news feed annunci pubblicitari in augmented reality (AR). Si parte dagli Stati Uniti, ma l’obiettivo è rendere questo formato disponibile a tutti gli advertiser entro fine anno, con grandissime conseguenze sul modo di fare – e fruire – pubblicità.

Ce lo fa capire il primo esempio: l’AR ad che consente alle persone di “provare” un paio di occhiali da sole Michael Kors. Lo stesso stilista dice: “We see augmented reality as an emerging and important part of our customer-centric mobile strategy. We know our customer is highly visual, and we are always looking for ways to deliver experiences that are not only unexpected but relevant, personalized and useful to her in her shopping journey.”

Facebook Marketing
Fonte: facebook.com

Insomma, questo “tocca per provarlo” consente di “indossare” virtualmente un indumento, come se lo smartphone diventasse un camerino di un negozio. Ecco la rivoluzione: il brand non solo parla alle persone, ma offre loro un’autentica experience che può avvicinare ai prodotti anche chi non ama fare shopping, e spinto dalla curiosità vuole solo “provare”. E può farlo ovunque, basta avere sotto mano il proprio smartphone. Le potenzialità sono evidentemente enormi non solo per il fashion, ma anche per altri settori come la cosmetica e l’arredamento.

L’annuncio della realtà aumentata in ambito Facebook Marketing è stata così commentata dal Vice President Product Marketing di Facebook Ty Ahmad-Taylor: “People now expect a personalized and visually inspiring experience wherever they shop — whether on their phone or in-store, which is why video will play an increasingly important role in the mobile shopping experience”.

La nuova feature fa testare i prodotti in modo simile a quello dei filtri di Snapchat, sempre più minacciato dai sapienti “copia e incolla” del rivale. Del resto Facebook ha comprato già nel 2016 MSQRD (l’app per “animare” i propri selfie con filtri speciali) e condotto vari esperimenti anche con Wayfair (e-commerce proprietà di Facebook): Asus, che ha accettato la sfida dell’AR experience, ha registrato su Messenger un tasso di interazione 10 volte superiore rispetto alla versione normale degli annunci.

Parliamo comunque di vero e proprio trend, non limitato al Facebook advertising. L’intero mercato della realtà aumentata è in crescita esponenziale: si stima possa raggiungere i 120 miliardi di dollari nel 2020 con un tasso di crescita annua del +180%.

Instagram Marketing: arriva la musica nelle Stories

L’Instagram marketing continua a evolversi, coinvolgendo sempre più utenti e brand. Dopo il lancio di IGTV, il broadcaster per creare il proprio palinsesto di contenuti video, è arrivato il momento della musica nelle Stories. Una feature che, siamo sicuri, renderà i contenuti ancora più unici e performanti. Il successo delle Stories è destinato a crescere sempre più.

Fino ad ora per inserire sottofondi musicali nelle Instagram Stories bisognava usare piattaforme esterne. Con la musica nelle Stories – che in Italia arriverà con la versione Instagram 51 – si potrà invece caricare la musica direttamente dall’App.

Come si fa?

Dopo aver caricato la foto o il video su Instagram, basterà selezionare l’adesivo Music presente nella gallery stickers. A quel punto si potrà scegliere tra migliaia di brani da utilizzare come colonna sonora.

In alternativa si potrà scegliere la musica, al momento solo per IOS ma prossimamente anche per Android, attraverso la fotocamera di Stories. Basterà selezionare la parte del brano che interessa e registrare il video mentre la musica viene riprodotta.

In entrambi i casi, una volta completata l’operazione, un adesivo con brano e nome artista comparirà nella Stories.

Che valore aggiunto per le Stories?

Gli utenti attivi delle Stories superano i 400 milioni. Scommettiamo che questa feature le farà spopolare ancora di più? La musica è una passione trasversale a tutte le età e i target.
I primi a beneficiarne, ovviamente, saranno le case discografiche: grazie alla musica nelle Stories le hit diventeranno ancora più virali e protagoniste.

E per le pagine brand?

È possibile che ci saranno delle limitazioni legati ai diritti d’autore, ma le Major che concederanno anche ai profili aziendali la propria musica potrebbero aumentare il successo dei propri artisti, soprattutto di quelli emergenti. I brand, dal canto loro, potranno rendere ancora più engaging e accattivanti i contenuti pubblicati. Grazie all’utilizzo di brani la comunicazione diventerà più incisiva e riconoscibile.

Tra le altre novità rilasciate da Instagram anche le videochat in direct, con le quali video chattare anche in gruppo con i propri contatti.

Disponibili anche le risposte rapide in direct, per programmare le risposte rapide da inviare alle domande più frequenti dei clienti. Una feature sicuramente molto apprezzata dai brand.

Instagram continua giorno dopo giorno a rilasciare strumenti per facilitare brand e agenzie nel gestire al meglio le loro social media strategy.

Quale sarà la prossima novità? Stay tuned!

Web Listening: perché è importante per una social media strategy?

Se lavori nel mondo dei social media o ne sei semplicemente attratto, avrai sicuramente sentito parlare di Web Listening.
Se invece non è così, ora scoprirai di cosa si tratta e capirai come ogni social media strategy di successo, abbia inizio da questa attività.

Cosa si intende per Web Listening e perché è importante?

Tutti noi, nessuno escluso, possiamo esprimere il nostro pensiero (purché non offensivo) sui social media; proprio per questo motivo, uno dei compiti di te, azienda, è quello di mantenere positiva la tua immagine sui social network.

Al giorno d’oggi, infatti, non puoi più fare a meno di monitorare le conversazioni (commenti o recensioni che siano) relative al tuo brand che avvengono sul web.

Devi quindi eseguire un lavoro di estrapolazione delle conversazioni, positive e negative, nel tuo segmento di pubblico di interesse, cioè il target.

Ecco che qui nasce l’importanza dell’ascolto, cioè del tracciamento su ciò che gli utenti dicono di te e dei tuoi prodotti.

Solo così puoi comprendere in modo realistico il livello di Brand Reputation della tua azienda, ma non solo: puoi capire in quale direzione muoverti per implementare così la miglior strategia di successo.

Insomma, una grande opportunità che ti dà la possibilità di cogliere le preferenze dei tuoi customers, ma non solo, anche quelle che loro hanno nei confronti dei tuoi competitor.

Come mettere in atto un Web Listening?

Ora che hai capito di cosa si tratta, ti sarai anche chiesto come poter mettere in pratica questa definizione.

Non preoccuparti, nel mondo 2.0, non devi certo fare tutto “a mano”, come si suol dire.

Se fai una ricerca, infatti, puoi notare che esistono numerosi tools, sia in versione free che in versione paid, che sono strutturati in modo omogeneo e che ti permettono di raccogliere, attraverso un’analisi precisa e dettagliata, le percezioni del tuo pubblico.

Il primo step che devi affrontare per iniziare l’ascolto è la costruzione di una o più query di ricerca basate su determinate keywords e operatori (AND, NOT, OR, etc…)

La query, infatti, oltre a definire il tipo di contenuto che vuoi trovare, ti permette di escludere ciò che per te non è rilevante. Ovviamente, più questa è precisa, più ti restituisce un risultato rilevante per il tuo brand.

Bene, da adesso in poi non puoi più fare a meno di questa analisi.

Quindi: ascolta, comprendi e agisci.

Instagram marketing: nasce IGTV e si apre la sfida a YouTube

C’è chi per un’occasione speciale si regala un viaggio o un oggetto di valore e chi, come Instagram, per festeggiare il suo miliardo di iscritti decide di scardinare uno degli asset distintivi della piattaforma: la lunghezza dei video con IGTV. Ancora una volta, quindi, l’instagram marketing si conferma in continua evoluzione.

Per tutti quelli che lavorano nel digital o nel brand entertainment è scattata la gara al pronostico sul successo e la ricerca della chiave vincente per sfruttare l’estensione del formato video.

 

Sicuramente c’è chi ancora non ha avuto tempo di farsi qualche domanda su IGTV, quindi ci abbiamo pensato noi. E, già che ci siamo, cerchiamo di dare anche qualche risposta.

Dove trovo IGTV?

IGTV può essere scaricata come app dedicata oppure direttamente nel caro vecchio Instagram, aggiornando l’applicazione e cliccando sull’icona che appare accanto ai direct.

Sostanzialmente, di che si tratta? La prima impressione è quella di avere a che fare con un broadcaster “intelligente”. Puoi cercare quello che vuoi, ovvio, ma IGTV ti propone direttamente un palinsesto di contenuti suddivisi in quattro categorie:

Per te: una selezione basata sugli interessi

Persone che segui: i canali e i video di chi già segui su Instagram

Popolari: i video più popolari nel tuo network 

Continua a guardare: permette di riprendere la visione di video interrotti precedentemente

Tutto il resto è contenuto, contenuto, contenuto. O, almeno, immaginiamo sarà così, dato che il servizio, nel momento in cui scriviamo, è all’esordio.

Quanto sono lunghi i video? Certo non i 15 secondi classici di Instagram, ma anche qui c’è un “ma”. Tutti possono caricare video fino a 10 minuti di lunghezza. I “lungometraggi” fino a 60 minuti sono, per il momento, territorio di una selezione di creators con numeri elevati di followers e interazioni.

E la pubblicità? Per il momento non è possibile fare Adv, anche se è ipotizzabile che, con formati lunghi, il break possa essere inserito in futuro.

Insomma, dopo una prima panoramica viene abbastanza facile pensare che IGTV si candidi per diventare un competitor di YouTube. Tanti i punti in comune, altrettante le peculiarità distintive, come il formato verticale tipico di Instagram in contrasto con il più televisivo 16:9 di YouTube (e per questo immaginiamo che un limite di IGTV possa essere l’impossibilità a essere cross device).  Capire, però, quanto la sfida sarà accesa è ancora prematuro. YouTube ha dettato degli standard di formato, di linguaggio, persino di formati Adv. È difficile pensare che IGTV voglia giocare con le stesse regole. Più facile pensare che voglia far evolvere gli asset che hanno reso popolare Instagram nella direzione di uno storytelling più corposo e strutturato.

Ora la questione è semplicemente quanto tempo ci vorrà perché i creators e gli utenti in generale comincino a creare format in grado di valorizzare al massimo il nuovo servizio. E le agenzie e i brand sono già alla finestra ad aspettare…

La funzione Shoppable arriva anche nelle Instagram Stories

Pochi mesi fa Instagram ha rilasciato la nuova funzione Shoppable per i post all’interno del feed, ovvero la possibilità di inserire un tag che colleghi il prodotto in foto al sito su cui acquistarlo. Pensavate fosse finita qui?
Sbagliato. La nuova era dello shoppable content è appena iniziata, e ora continua nelle Instagram Stories.

Il canale ha deciso di puntare nuovamente sull’e-Commerce, questa volta direttamente dalle Storie. In questo modo i brand hanno la possibilità di mostrare il prodotto nella vita di tutti i giorni e, allo stesso tempo, rendere immediato e realizzabile il desiderio di possederlo.

Ci troviamo in un momento dell’era digitale in cui l’obiettivo non è vendere un prodotto, ma la sua idea, l’emozione, un modo di essere. Tutto molto bello, il rischio però è che questa idea rimanga astratta, o peggio, venga dimenticata.

L’utilizzo della funzione Shopping sarà quindi sempre più indispensabile all’interno di una social media strategy di successo. Questo poiché rende immediatamente realizzabile un desiderio dell’utente che altrimenti potrebbe svanire o essere abbandonato.

Ma come funziona lo Shopping sulle Instagram Stories?

Su Instagram gli utenti sono sempre in cerca di nuovi trend e ispirazioni osservando le storie dei loro brand preferiti. Tuttavia non è soltanto un canale ispirazionale, è un luogo in cui avvengono azioni, dove all’utente non si chiede più solamente di interagire, ma finalmente di agire.

Le aziende potranno utilizzare l’opzione Shopping non solo sul feed di Instagram, ma anche all’interno delle Stories, grazie a un nuovo sticker che lo rende possibile.

L’icona di una shopping bag invita infatti l’utente a scoprire ulteriori dettagli: dopo il tap potrà visualizzare le specifiche del prodotto, il prezzo e il bottone che riporta al sito web per l’acquisto.

Per ora la funzione è utilizzabile soltanto da alcune aziende, ma non temete presto la piattaforma rilascerà la nuova feature anche per gli altri brand.

instagram stories

Fonte: igersitalia.it via @louisvuitton