Community Based Marketing: un approccio moderno per un impegno efficace con i clienti

Il Community Based Marketing (CBM) è una strategia di marketing progressiva che si concentra sulla creazione e sull’alimentazione di una comunità attiva intorno a un marchio o a un prodotto. L’obiettivo è quello di promuovere il coinvolgimento dei clienti, aumentare la fedeltà dei clienti e, infine, aumentare vendite e interazioni nei confronti del brand. In questo articolo approfondiremo la natura del CBM, i suoi punti di forza, gli approcci innovativi e quali sono i requisiti necessari per strutturare un ambiente ad esso favorevole.

Cosa è il Community Based Marketing

Il CBM è una strategia di marketing che si concentra sul coinvolgimento diretto con i clienti attraverso comunità online e offline. Questo approccio considera i clienti non solo come destinatari passivi di messaggi promozionali, ma come partecipanti attivi in grado di contribuire al successo del marchio. Le aziende che adottano il CBM cercano di creare un legame emotivo tra i clienti e il marchio, incoraggiando la partecipazione attiva, la collaborazione e la condivisione di esperienze.

Come si costruisce un ambiente favorevole al CBM?

Come abbiamo visto e come approfondiremo in seguito, il Community Based Marketing è una strategia ottima per costruire una clientela fidata e di qualità. Tuttavia per arrivare ad un risultato di questo tipo sono necessari alcuni importanti accorgimenti e degli step di fondamentale importanza.

Definire la tua comunità:

Prima di tutto, è necessario identificare chi sono i tuoi clienti e cosa vogliono. Ciò può includere la comprensione dei loro interessi, desideri, bisogni e comportamenti. Questo ti aiuterà a creare una comunità che sia rilevante e coinvolgente per loro.

Creare una piattaforma di comunità:

Avrai bisogno di un luogo dove la tua comunità possa riunirsi e interagire. Ciò potrebbe essere un forum online, una piattaforma di social media, un’app mobile o un sito web dedicato. La piattaforma dovrebbe essere facile da usare, accessibile e fornire strumenti per facilitare la comunicazione e la collaborazione. La stessa natura di molti social network oggigiorno largamente utilizzati (Facebook, Instagram, X), se utilizzati con accortezza, possono meravigliosamente svolgere questa funzione.

Fornire contenuti coinvolgenti:

Il contenuto è il cuore di qualsiasi comunità. È imperativo creare contenuti che siano rilevanti, interessanti e utili per la tua comunità. Questo potrebbe includere articoli di blog, video, webinar, guide, quiz, sondaggi e altro ancora.

Promuovere l’interazione e la partecipazione:

La partecipazione attiva dei membri è fondamentale per il successo di una comunità. Dovresti incoraggiare i membri a condividere le loro idee, esperienze e feedback. Ciò potrebbe includere la creazione di forum di discussione, l’organizzazione di eventi virtuali o fisici, o l’implementazione di un sistema di incentivi che daranno agli utenti sconti o accesso anticipato a promozioni e nuovi prodotti.

Monitorare, migliorare, ripetere:

Infine, dovresti monitorare costantemente la tua comunità per vedere cosa funziona e cosa no. Ciò potrebbe includere l’analisi dei dati di partecipazione, il feedback dei membri e le prestazioni dei contenuti. Dovresti poi utilizzare queste informazioni per migliorare continuamente la tua comunità creando un circolo virtuoso dove la tua community sarà parte integrante del processo di realizzazione dei contenuti.

In conclusione, costruire un ambiente adatto al CBM richiede un impegno a lungo termine e uno sforzo continuo. Tuttavia, con la giusta strategia e gli strumenti giusti, è possibile creare una comunità che sia coinvolgente, gratificante e vantaggiosa sia per il brand che per i clienti.

Dove il Community Based Marketing eccelle

Il CBM eccelle in settori in cui l’interazione tra il cliente e il marchio è fondamentale. Questo include, ma non si limita a, settori come il retail, l’ospitalità, l’intrattenimento e la tecnologia. In questi settori, il feedback dei clienti e l’interazione possono guidare l’innovazione del prodotto, migliorare il servizio al cliente e creare un senso di appartenenza tra i clienti.

Nuovi Approcci al CBM

Con l’avvento dei social media e delle piattaforme di comunità online, il CBM ha assunto una nuova dimensione. I brand possono ora interagire direttamente con i clienti in tempo reale, rispondere ai loro feedback, risolvere i problemi e condividere contenuti coinvolgenti. Questo approccio più diretto e personalizzato ha portato a un aumento del coinvolgimento dei clienti e a una maggiore fedeltà al marchio.

Future Best Practices per il CBM

In futuro, le aziende dovranno adottare un approccio più strategico e personalizzato al Community Based Marketing. Questo potrebbe includere l’uso di dati e analisi per comprendere meglio i clienti, la creazione di contenuti personalizzati che rispondano alle loro esigenze e interessi, e l’implementazione di programmi di fidelizzazione che ricompensino la partecipazione attiva alla comunità. Le aziende dovranno inoltre essere più trasparenti e autentiche nelle loro interazioni con i clienti, poiché questi valori sono fondamentali per costruire una comunità forte e impegnata.

In conclusione, il Community Based Marketing offre un approccio efficace per coinvolgere i clienti e costruire relazioni durature. Con l’uso strategico di tecnologie emergenti e l’adozione di best practices innovative, i brand possono utilizzare il CBM per creare un vantaggio competitivo e guidare la crescita a lungo termine.

Se vuoi approfondire il tema del Community Based Marketing puoi trovarci qui, saremo felici di fare due chiacchiere con te!

Social customer care nelle festività natalizie: come sfruttarla al meglio in 5 mosse

Il Natale porta con sé un aumento del traffico e delle interazioni online, e il customer care sui social media diventa un elemento chiave per gestire con successo le esigenze dei clienti durante questo periodo frenetico. In un’epoca in cui la comunicazione digitale gioca un ruolo sempre più centrale nelle interazioni tra aziende e consumatori, sfruttare al meglio l’esperienza di customer care sui social può fare la differenza tra una stagione festiva soddisfacente e una deludente.

Ecco come massimizzare il potenziale del customer care durante le festività natalizie.

1. Preparare il terreno

Prima che l’ondata di richieste e interazioni inizi a fluire prepara il terreno. Assicurati che tutti i canali siano perfettamente monitorati e che il team di customer care sia pronto ad affrontare un aumento del volume di richieste (considera anche l’ipotesi implementare le risorse… e di formarle per tempo!). L’efficienza è fondamentale durante questo periodo, quindi la formazione del personale e la preparazione degli strumenti tecnologici sono passaggi cruciali.

2. Risposte rapide e immediate

Durante il periodo natalizio i clienti sono spesso impazienti e desiderosi di risposte immediate. L’utilizzo di tool AI per il social customer care consentono di rispondere in modo istantaneo soprattutto alle domande più comuni e frequenti. Tuttavia, rimane altrettanto importante mantenere un tocco personale. Personalizzare le risposte, magari facendo riferimento al Natale o offrendo auguri personalizzati, contribuisce a creare un’esperienza più calorosa e accogliente.

3. Monitorare e analizzare

Il customer care sui social non si conclude con la risoluzione di un problema. Un’altra cosa altrettanto importante? Monitorare costantemente le interazioni, raccogliere feedback e analizzare i dati per identificare possibili aree di miglioramento. Le festività natalizie forniscono un’opportunità unica per raccogliere dati su comportamenti di acquisto, preferenze dei clienti e opinioni sulla tua azienda.

4. Comunicare in modo proattivo

Anticipare i bisogni dei clienti è sinonimo di un ottimo lavoro di customer care. Durante questo periodo prevedere le domande comuni e fornire informazioni utili in anticipo può ridurre il carico di lavoro del team che si dedica al customer care e migliorare l’esperienza complessiva del cliente.

Un esempio? Condividere informazioni sui tempi di spedizione, suggerimenti per regali o risposte a domande frequenti.

5. Coinvolgimento emotivo e storie di successo

Durante il Natale il coinvolgimento emotivo può fare la differenza sull’esperienza complessiva del cliente. Utilizza i canali social per condividere storie di successo e testimonianze di clienti soddisfatti. Questo non solo crea un legame emotivo con il pubblico, ma anche rafforza la fiducia nei confronti del brand. Rispondi ai commenti positivi con gratitudine e riconoscimento, mostrando apprezzamento per la fedeltà del consumatore.

Le aziende che riescono a creare un’esperienza positiva durante questo periodo cruciale non solo soddisferanno i clienti esistenti, ma avranno anche l’opportunità di conquistarne di nuovi. Un social customer care efficace non è solo un servizio, ma una componente chiave della strategia aziendale per costruire relazioni a lungo termine con i clienti.

Se vuoi approfondire l’argomento insieme a noi,  puoi contattarci qui!

L’era degli AI Influencer su Instagram: cosa sono e quali opportunità rappresentano per i brand

Nel panorama sempre più affollato dei social media, Instagram continua a primeggiare come una delle piattaforme più influenti e popolari al mondo. Un fenomeno interessante che sta emergendo sembra essere la presenza di AI Influencer, cioè influencer virtuali creati e gestiti da algoritmi di intelligenza artificiale. Questa tendenza sta rivoluzionando il modo in cui concepiamo gli influencer e le celebrità online.

AI Influencer: cosa sono
Gli AI Influencer sono personaggi digitali creati da sviluppatori di software che utilizzano algoritmi avanzati per imitarne il comportamento e l’aspetto umano. Questi personaggi possono essere sia realistici, con sembianze umane perfettamente riprodotte, sia fantastici, con caratteristiche uniche e stravaganti.

Uno degli esempi maggiormente noti? Lil Miquela, un AI Influencer con quasi 3 milioni di follower su Instagram. Si tratta di un’adolescente virtuale che condivide la propria vita quotidiana, partecipa a eventi di moda e collabora con importanti brand, come ad esempio BMV.

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AI Influencer su Instagram: alcuni dei profili più seguiti
Gli AI Influencer hanno guadagnato notorietà significativa negli ultimi anni. Oltre a Lil Miquela, menzionata in precedenza, ci sono molti altri profili di AI Influencer su Instagram che hanno accumulato una serie di collaborazioni prestigiose con importanti brand.

Noonoouri
Ideata da Joerg Zuber, amministratore delegato dell’agenzia hi-tech Opium, Noonoouri collabora da tempo con marchi di tutto il mondo. La musa ispiratrice di questa influence virtuale? La top model Naomi Campbell.
Su Instagram, ad oggi, comunica a quasi mezzo migliore di follower.

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Shudu
La prima super modella digitale del mondo.
La top model, creata dall’artista Cameron-James Wilson, ha un seguito di 240.000 follower e negli anni ha collezionato una serie di liaison con diversi brand, tra cui Fenty Beauty di Rihanna. Sul suo profilo Shudu posa per “editoriali” e colleziona cover come un vera e propria modella.

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Imma
Imma vive in Giappone insieme al suo cane, ha i capelli rosa e l’attenzione di quasi 400.000 seguaci su Instagram. Negli anni ha guadagnato molta fama tanto da divenire il volto di alcuni importanti brand tra cui Porsche e Valentino e Tommy Hilfiger.

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Importante tenere presente come il panorama degli AI Influencer sia in costante evoluzione, e nuovi personaggi virtuali continuano a emergere con il tempo. Questi influencer virtuali sono diventati una parte significativa del mondo dei social media e dell’influenza digitale, aprendo nuove opportunità per i marchi e le aziende che cercano di raggiungere il loro pubblico online. Vediamo in che modo.

AI Influencer: opportunità per i brand
Ecco come i brand possono trarre vantaggio dalla collaborazione con gli AI Influencer, spesso considerati più affidabili e a basso rischio rispetto agli influencer umani:

  1. Con i virtual influencer viene completamente eliminato il fattore “imprevedibilità umana”. Il rischio di legare l’immagine di un brand a un personaggio “reale” risiede nella possibilità che quest’ultimo compia azioni scelte che potrebbero danneggiare l’immagine del marchio. Gli AI Influencer, invece, garantiscono una costanza maggiore e possono essere adattati alle esigenze in modo coerente in modo da garantire ai brand “legami a lungo termine” stabili e prevedibili.
  2. Questa categoria di influencer può essere personalizzata a piacimento in modo da poter rappresentare esattamente i valori e l’immagine del brand. Il loro stile e i loro contenuti possono essere adattati per rispondere alle esigenze specifiche dei marchi, aumentando l’efficacia delle campagne.
  3. Gli AI Influencer possono mantenere un coinvolgimento costante con il pubblico, 24/7. Per loro non esistono notte e giorno, sbalzi di umore, momenti di sconforto, ma soprattutto barriere linguistiche e culturali, questo permette ai brand i raggiungere un pubblico globale.

Negli ultimi tempi, il mondo degli AI Influencer ha visto anche la partecipazione di celebrità del mondo reale. Un esempio noto? Kendall Jenner, una delle supermodelle più famose al mondo e una figura iconica su Instagram. Nel corso di quest’anno ha sorpreso il pubblico annunciando una collaborazione innovativa con Meta, azienda madre di Facebook. In questa partnership, Kendall ha concesso l’accesso alla sua immagine (per ben 5 milioni di dollari) alla piattaforma, che farebbe diventare la modella un’assistente AI con il compito di rispondere tramite chat alle richieste degli utenti.
Questo passo audace rappresenta un’interessante fusione tra il mondo delle celebrità umane e quello degli influencer virtuali, aprendo nuove prospettive per la creazione di personaggi ibridi che sfruttano sia l’aspetto autentico delle celebrità che la costanza degli AI. Questo sviluppo getta luce su come l’intersezione tra le personalità reali e virtuali potrebbe continuare a evolversi, creando nuove opportunità per il mondo dell’intrattenimento e del marketing digitale.

https://www.instagram.com/p/CyBuBdaPkfi/

In un mondo digitale in continua evoluzione, gli AI Influencer stanno aprendo le porte a un futuro entusiasmante, dove la creatività, l’innovazione e la tecnologia si fondono per ridefinire il concetto di influenza e celebrità.

Meta spunta blu a pagamento: vantaggi e requisiti per ottenerla

Il programma Meta Verified per le aziende è un abbonamento a pagamento per gli account business su Instagram e Facebook idonei che prevede la concessione della spunta blu.

Meta spunta blu a pagamento: quali sono i vantaggi?

Gli abbonati hanno questi vantaggi:

  • distinguersi con la verifica migliorata confermando così l’autenticità della propria azienda
  • gestire su WhatsApp contemporaneamente più chat con i clienti, con un massimo di 10 dispositivi collegati
  • proteggere gli account attraverso un monitoraggio proattivo del furto di identità
  • su WhatsApp aumenta la visibilità dell’azienda sul web attraverso un link e una pagina web personalizzati
  • assistenza prioritaria per la risoluzione dei problemi legati all’account
  • permette che il profilo dell’azienda sia visualizzato tra i primi risultati quando le persone ricercano informazioni

Meta spunta blu a pagamento: quali sono i requisiti per ottenerla?

Per poter sottoscrivere questo abbonamento è necessario soddisfare determinati requisiti di idoneità:

  • trovarti in un Paese in cui Meta Verified per le aziende è disponibile
  • avere abilitato l’autenticazione a due fattori sull’account
  • avere il controllo completo di un account business di Meta
  • avere una Pagina business di Facebook e un account Instagram per professionisti
  • rispettare le Condizioni d’uso di Meta Verified per le aziende, Condizioni d’uso di Instagram, Condizioni d’uso di Facebook, Standard della community di Facebook e Linee guida della community di Instagram

Questi requisiti di idoneità sono soggetti a modifiche man mano che il servizio viene implementato nel tempo.

Meta spunta blu a pagamento: le indicazioni per richiederla

Attualmente la spunta blu a pagamento non é disponibile in tutti i Paesi e per tutte le Pagine ed Account, ma è possibile comunque inoltrare la richiesta.

Come? Iscrivendosi in lista d’attesa e aspettando di ricevere un avviso appena sarà disponibile.

La procedura di verifica dell’account si attiva cliccando su “Abbonati subito” a questo link.

Fonte: business.facebook.com

Meta, per ora, non fornisce un listino prezzi per la spunta blu in essendo ancora un servizio in fase di aggiornamento nei diversi Paesi.

Se hai bisogno di supporto per la tua comunicazione online contattaci!

Marketing Natale 2023: i vantaggi di una strategia omnichannel

A Natale tutte le aziende sono alla ricerca della campagna perfetta da realizzare ma soprattutto dell’agenzia perfetta con cui realizzarla! Il “marketing del Natale” assume quindi grande rilevanza strategica per le aziende ed è per questo che, soprattutto in questo periodo, i brand sono alla ricerca di una social media strategy di successo.

Sicuramente se pensiamo ad una pubblicità di Natale per eccellenza ci viene subito in mente Coca Cola con il suo iconico camion di Babbo Natale!

I vantaggi di una strategia omnichannel per il Natale

Nell’ottica di una gestione sinergica di tutti i canali di comunicazione di un brand sia online che offline, adottare una strategia omnichannel è sicuramente la strada vincente perché permette di:

  • essere raggiungibile ovunque, dando un’esperienza all’utente a 360 gradi
  • trasmettere un messaggio più coerente ed efficace
  • dare agli utenti la libertà di scegliere il canale che preferiscono
  • unire l’online con l’offline
  • migliorare la brand reputation

I pillar di una strategia omnichannel

I tre pilastri di una strategia omnichannel sono:

  • Eventi > organizzare eventi su tutto il territorio di interesse mirando a coinvolgere il proprio target di riferimento attraverso attivazioni che lo rendano protagonista
  • Canali social > creare un piano editoriale con un ricco e costante flusso di contenuti, anche generati durante gli eventi stessi, per costruire uno storytelling quotidiano
  • Influencer > coinvolgere vip o influencer riconosciuti all’evento per alimentare una narrativa extra attraverso i loro social media, in aggiunta a quella veicolata attraverso i canali proprietari del brand

La centralità degli eventi di Natale per i brand

Il periodo natalizio costituisce un’opportunità eccezionale per ogni brand poiché rappresenta un’occasione unica in cui uno straordinario numero di persone sono propense ad effettuare acquisti, sia per se stessi che per gli altri. Pertanto, il Natale diventa una straordinaria finestra di vendita, richiedendo la creazione di una strategia di comunicazione in grado di raggiungere il pubblico di riferimento in un momento in cui è particolarmente aperto e propenso all’acquisto.

Esaminare il mercato e formulare una strategia efficace, nonché identificare gli strumenti adeguati per la sua attuazione e una comunicazione ottimale della campagna, sono processi che necessitano di una pianificazione accurata nei mesi che precedono il periodo natalizio. Queste attività richiedono un notevole impegno e sono di vitale importanza, non solo per l’impatto immediato sulle vendite, ma anche per il loro impatto a lungo termine sull’immagine del marchio, che può consolidare ulteriormente il posizionamento complessivo dell’azienda.

Questo periodo è un’opportunità che va colta nel modo giusto quindi affidatevi a professionisti della comunicazione per la vostra strategia! Se vuoi approfondire il nostro approccio omnichannel puoi contattarci qui!

Marketing & videogiochi: opportunità e strategie di un settore in crescita

I videogiochi sono da tempo una parte intrinseca della cultura contemporanea. Nati come strumento di intrattenimento ed espressione artistica, oggi sono parte integrante delle nostre vite e presenti nella maggior parte delle case italiane.
Un medium così potente non ha tardato ad acquisire negli anni una sempre maggiore rilevanza: analizziamo il fenomeno insieme.

I numeri del settore videogiochi in Italia

In Italia il settore videoludico ha registrato una costante crescita negli ultimi anni. Secondo i dati raccolti e pubblicati da Censis e IIDEA, l’industria videoludica italiana ha raggiunto un valore di mercato di oltre 2 miliardi di euro nel 2022, un aumento del 14% rispetto all’anno precedente, che complessivamente supera di molte lunghezze il mercato legato al binomio musica-cinema.
In termini di utenza si parla addirittura di un terzo della popolazione totale italiana, 14,2 milioni di videogiocatori attivi.

Marketing e videogiochi: Le Opportunità per le Aziende

opportunità per le aziende

Le infinite possibilità che la natura di questo medium fornisce lo rendono uno strumento di marketing senza eguali.

Ecco alcune applicazioni possibili:

In-Game Advertising

Le aziende possono inserire i propri prodotti o servizi all’interno dei giochi, creando un’esperienza pubblicitaria interattiva.
Immaginate di star giocando al vostro videogioco preferito, mentre camminate per le strade di una città futuristica vi trovate di fronte ad un caleidoscopio di luci al neon e auto che vi passano accanto nel traffico urbano. Facilmente possiamo intuire quante possibilità di posizionamento di un brand questa semplice immagine ci offra. Presenza di loghi e promozioni su cartelloni pubblicitari e auto di uno specifico brand automotive su cui poter salire e utilizzare come mezzo di spostamento nel corso delle vostre partite.

Collaborazioni e Sponsorizzazioni

Molte aziende stanno collaborando con sviluppatori di giochi per creare contenuti esclusivi o eventi in-game, basti pensare al concerto di Travis Scott, che nel 2020 ha visto la partecipazione di 12 milioni di spettatori virtuali connessi contemporaneamente su Fortnite, videogioco sviluppato da Epic Games, che ha realizzato e ospitato questo sensazionale evento.
In questi casi non ci si può limitare al solo videogioco. Al giorno d’oggi qualsiasi prodotto è fatto e pensato per una condivisione massiva. Il concerto che abbiamo preso in esame ha raggiunto complessivamente più di 45 milioni di utenti tra visualizzazioni post-evento (su portali come YouTube) e utenti connessi in diretta al canale ufficiale dell’artista su Twitch.

Esports e Tornei Online

Esports marketing

Gli Esports sono un settore partito anni fa in sordina ma la cui esponenziale crescita degli ultimi anni l’ha reso un fenomeno di enorme interesse per brand e investitori.
L’Esport cattura l’attenzione attraverso la competizione e la partecipazione a tornei dai montepremi vertiginosi. Tornei da centinaia di milioni di dollari raccolgono attorno a se innumerevoli pro-player (videogiocatori professionisti), organizzazioni esportive che preparano e seguono i loro team e sponsor che non vedono l’ora di poter mettere il proprio logo sulle magliette dei giocatori e sui social wall durante i momenti chiave degli eventi.

Gamification

Ultima, ma non per importanza, troviamo la gamification, una metodologia tanto semplice quanto efficace.
Con la gamification le aziende possono incorporare elementi di gioco nelle loro strategie di marketing per coinvolgere i clienti. Ad esempio in un videogioco si può inserire un sistema di classifica che premierà i giocatori più bravi con sconti e prodotti in regalo, oppure attraverso lo svolgimento di alcune missioni in game si possono ottenere sconti e promozioni dedicate.

Esempi di Strategie Vincenti

Un caso tra i più impattanti di strategie veicolate da videogiochi che si sono rivelate vincenti è sicuramente il caso di Despar Nordest che, nell’arco di soli 3 mesi, ha registrato una crescita in termini di follower del 400%.

Il tutto utilizzando con saggezza come unica strategia di marketing la gamification e ottenendo grande fidelizzazione con il pubblico attraverso community dedicate.

Un altro importante esempio è la collaborazione tra McDonald’s e Pokémon. Da Settembre 2023 con l’acquisto di un Happy Meal presso McDonald’s sono stati regalati gadget e merchandising a tema Pokémon. Il tutto accompagnato con uno studio del packaging degli Happy Meal che ritraggono i mostriciattoli più amati del brand.

Nel panorama globale di grandi attivazioni marketing legate al mondo dei videogiochi non possiamo non citare Red Bull e la sua presenza globale nel settore, specialmente in quello esportivo.

Tornei brandizzati con title sponsor Red Bull, sponsorizzazioni dirette di Team Esport di fama mondiale come i G2 Esports e la presenza durante le trasmissioni su Twitch più importanti dedicate al mondo del gaming competitivo, fanno di RedBull un’icona in questo settore.

Un brand che tanto ha investito in questo settore e tanto ha ottenuto, diventando uno tra i marchi di energy drink più bevuto e conosciuto dai gamer in tutto il mondo.

Videogiochi e aziende: per concludere

In conclusione, il marketing legato ai videogiochi offre ampie opportunità per le aziende in Italia e nel mondo. Con la crescita costante del settore dei videogiochi e l’evoluzione delle modalità di coinvolgimento dei giocatori, le aziende che adottano strategie innovative possono beneficiare di una visibilità e di un coinvolgimento significativi. La sinergia tra il mondo del marketing e dei videogiochi è una tendenza destinata a crescere negli anni a venire.

Agenzie come IAKI hanno ben compreso queste potenzialità. Se volete ampliare la vostra strategia di comunicazione con questo potente strumento noi siamo ciò che state cercando!

Marketing subliminale: cos’è e come utilizzarlo nel digital

Da sempre un argomento piuttosto controverso, il marketing subliminale è una tecnica di comunicazione che mira a influenzare le persone senza che ne siano consapevoli.

Cos’è il marketing subliminale?

Il marketing subliminale si riferisce all’uso di stimoli visivi o sonori che sono al di sotto della soglia di percezione cosciente di una persona per orientarne il suo comportamento o le sue decisioni. Subliminale sta per sub-limen, al di sotto della soglia di consapevolezza.

Questi stimoli (suoni, immagini, parole o simboli) vengono presentati in modo così veloce o sottile che il cervello non li percepisce consapevolmente perché al di sotto della soglia sensoriale.

Nel caso del materiale visivo subliminale l’immagine non è percepibile all’occhio perché inframezzata ad altri fotogrammi con un tempo di esposizione che ne rende impossibile l’identificazione. Ciò che vediamo ai bordi della strada quando siamo concentrati sulla guida può approssimativamente dare un’idea dell’esposizione subliminale.

I messaggi subliminali audio vengono trasmessi ad una frequenza non udibile dall’orecchio umano, ma possono essere percepiti dal cervello. Questi messaggi sono costituiti da suoni, parole o frasi che vengono inserite in sottofondo ad altri suoni e sono percepiti solo inconsciamente dal nostro cervello.

Questo concetto è stato ampiamente discusso e studiato negli anni, ma il suo effettivo impatto sull’azione umana rimane in gran parte contestato.

Informazioni chiave sul marketing subliminale

Storia

Il concetto di marketing subliminale emerse per la prima volta negli anni ’50 e ’60, quando furono condotti alcuni studi che suggerivano che l’esposizione a messaggi subliminali potesse influenzare il comportamento delle persone. Questi studi furono spesso controversi e le loro conclusioni non furono ampiamente accettate dalla comunità scientifica.

Regolamentazione

Molte nazioni hanno leggi che vietano o regolamentano l’uso del marketing subliminale. Utilizzarlo può essere considerato manipolativo e ingannevole dato che mira a influenzare le persone senza il loro consenso o la loro consapevolezza.

Controversie ed efficacia

Nonostante le affermazioni iniziali sugli effetti del marketing subliminale, la maggior parte delle ricerche successive ha mostrato che gli effetti reali sono deboli o inesistenti. Il cervello umano è selettivo nella sua percezione, i messaggi subliminali spesso non riescono a raggiungere un livello di consapevolezza sufficiente per influenzare le decisioni.

Etica

Il marketing subliminale è spesso considerato non etico, in quanto cerca di manipolare le persone senza il loro consenso o la loro conoscenza. La maggior parte delle organizzazioni e dei professionisti del marketing adotta pratiche etiche e trasparenti per interagire con i consumatori.

Il messaggio subliminale nel marketing

L’uso del marketing subliminale, specialmente nel marketing digitale, è altamente controverso ed è spesso evitato dalle aziende a causa delle questioni etiche e delle potenziali implicazioni legali. La maggior parte delle piattaforme pubblicitarie digitali, come Google e Facebook, proibiscono esplicitamente l’uso di tattiche subliminali nelle loro linee guida.

L’obiettivo della comunicazione subliminale nel marketing è quello di instillare un messaggio inconscio che sia legato a uno specifico prodotto/servizio attraverso una comunicazione subliminale che viene spesso collegata a un’emozione o una sensazione.

Uno degli esempi più conosciuti di utilizzo di una forma di comunicazione subliminale è il logo Amazon. La freccia che unisce la “A” e la “Z” del logo è un messaggio subliminale visivo: indica sia la velocità del servizio di e-commerce Amazon sia la completezza del catalogo che consente di trovare tutto, dalla “A” alla “Z”.

I messaggi subliminali possono essere, così come nella pubblicità, impiegati nel digital marketing. Attraverso la comunicazione subliminale si possono utilizzare parole per creare brand awareness e iniziare a suggerire un’idea che potrebbe poi scaturire in un’azione, ovvero in un potenziale acquisto. Anche il marketing subliminale può quindi seguire il funnel del consumatore, ovvero le tappe che portano alla conversione, dalle fasi iniziali in cui i potenziali clienti vengono a conoscenza della tua attività fino alla fase di acquisto.

Il subliminale negli e-commerce

Anche negli e-commerce l’utilizzo dei messaggi subliminali può essere impiegato per costruire un linguaggio persuasivo che attiri il futuro cliente e lo guidi nel percorso di acquisto.

Bisognerà quindi seguire il potenziale consumatore lungo il percorso che lo trasformi da semplice utente visitatore a compratore. Utilizzando le parole giuste per rispondere al bisogno dell’utente (perché è arrivato sulla sito? Perché dovrebbe volere acquistare il tuo prodotto/servizio?) e trasmettere un senso di necessità.

Come?

Utilizzando frasi motivazionali per ricordare dell’acquisto e enfatizzare le offerte e la scontistica, ponendo l’accento sulla eccezionalità (e irripetibilità) dell’offerta.

Il messaggio subliminale è “ora o mai più” e spinge l’utente all’acquisto.

È quello che accade anche quando, durante le ricerche sugli e-commerce, vengono proposti prodotti simili a quelli già acquistati. Senza farci troppo caso iniziamo a scorrere i nuovi prodotti proposti e possibilmente finiamo per fare un ulteriore acquisto non previsto. Viene “solleticato” un bisogno estemporaneo che può essere soddisfatto subito. Perché aspettare? È ciò che, subliminalmente, veicola il messaggio a cui veniamo sottoposti.

Product placement e messaggi subliminali

Il product placement, oggi chiamato anche Embedded Marketing o pubblicità indiretta, prima di essere regolamentato veniva liberamente utilizzato al cinema o in tv. Successivamente è stata la volta dei Social Media attraverso l’inserimento di prodotti nelle inquadrature, per stimolare la brand awareness.

Anche la figura dell’Influencer si può considerare un’evoluzione del percorso di product placement e può veicolare una comunicazione subliminale sui social. Ciò accadeva soprattutto prima che venisse resa obbligatoriamente esplicita, attraverso l’hashtag #adv ad esempio, la presenza di accordi di sponsorizzazione tra l’influencer e il brand.

Come veicolare i messaggi?

Il marketing subliminale veicola i messaggi nel digital attraverso:

  • Immagini o video lampeggianti: questa tecnica presenta immagini o video lampeggianti a frequenze molto elevate, in modo che il cervello possa percepirli solo a livello subliminale. Tuttavia, queste tattiche possono causare disturbi epilettici e sono considerate pericolose e inaccettabili.
  • Audio subliminale: l’uso di suoni o messaggi vocali subliminali presentati a un volume così basso da non essere uditi consapevolmente. Ma potrebbero influenzare le emozioni o le reazioni del pubblico.
  • Microtesti o microimmagini: alcuni siti web e annunci online possono contenere microtesti o microimmagini posizionati in modo tale da non essere facilmente visibili a meno che non si presti molta attenzione.
  • Colori e schemi visivi: anche la scelta dei colori e degli schemi visivi in un sito web o in un annuncio può influenzare sottilmente il comportamento del consumatore. Ad esempio, l’uso di colori associati a emozioni specifiche può influenzare la percezione del marchio o del prodotto.

Non dimentichiamo che la trasparenza e il rispetto della privacy dei consumatori sono fondamentali per costruire relazioni positive e durature con il pubblico.

Cosa ne pensi del tema? Passa a trovarci in Via Panzeri 10 a Milano o contattaci per discuterne insieme e per costruire insieme la strategia migliore per il tuo brand.

Banche e Community management: perché è importante

Perché il community management per le banche è così importante?

L’attenzione agli utenti che interagiscono con i contenuti e il modo in cui lo si fa rispecchia l’orientamento dell’azienda verso il cliente. E il servizio alle persone è centrale nel posizionamento delle banche e nella loro percezione da parte dei clienti! Per questo nella stesura di una social media strategy è importante dedicare un’attenzione specifica alla gestione delle interazioni.

Vediamo ora in che modo il community management rappresenta una leva strategica preziosissima per le banche.

Può essere un valido strumento di ascolto dei consumatori

La corretta impostazione del community management (di cui abbiamo già parlato in questo articolo) rappresenta lo step base per trasformare il CRM social in consumer listening. A questo va aggiunto un tool di gestione dei commenti e ottime capacità di analisi dei dati: si otterrà così un report sfaccettato in grado di riflettere il sentiment degli utenti verso la banca.

Quali informazioni può rivelare il community management alla banca

Cosa scrivono le persone sotto i post? Attraverso la classificazione dei messaggi e commenti che si ricevono possiamo capire quali sono le casistiche più diffuse, quali volumi raccolgono e come si muovono mese dopo mese.

Questa analisi può dare evidenza alla banca di territori potenzialmente di crisi, di servizi e prodotti che raccolgono feedback negativi oppure su cui si richiedono più informazioni. Queste informazioni rappresentano un bacino di spunti per lo sviluppo del portfolio di prodotti e servizi della banca.

Community management banche analisi topic

Classificare il sentiment dei commenti è sicuramente un’altra scelta di community management utile a fornire alla banca un’idea della percezione dell’azienda. Confrontando i risultati mese per mese si potranno monitorare le variazioni, capendo così se ci sono aree di intervento da implementare oppure se azioni già intraprese stanno fruttando.

Analisi sentiment banche sui Social

È interessante capire anche chi interagisce con i contenuti: chi è già cliente o potenziali tali? Questo dato fornirà preziosi insight sulla strategia di sponsorizzazione, orientando potenzialmente la massimizzazione degli sforzi su uno o l’altro target.

Analisi Community Social banche

L’analisi del community management quindi costituisce non solo una leva strategica nell’ambito social: si rivela infatti anche un ottimo strumento per indirizzare scelte di posizionamento e comunicazione che vanno oltre il digital e atterrano sull’offline.

Monitorare le potenziali crisi

L’interazione con la community è in grado di fornire alla banca alert su situazioni potenzialmente di crisi, più o meno gravi. 

Immaginiamo uno scenario in cui, in una giornata, il team di social CRM rileva diverse segnalazioni che riguardano una determinata filiale o il malfunzionamento di uno specifico servizio. Un’attenta gestione di commenti e messaggi privati permetterà di rilevare i volumi potenzialmente in crescita su un argomento e attivare una procedura di contenimento. Le azioni principali saranno infatti:

  1. Definizione una risposta standard da fornire agli utenti, condivisa tra social CRM e CRM/Comunicazione interni alla banca
  2. Creare una label all’interno del tool di gestione per quantificare i messaggi, permettendo un reporting più accurato
  3. Attivare strumenti di web listening per monitorare la crisi oltre gli spazi social owned, in tutti i social media

Può suggerire insight per lo sviluppo di prodotti e progetti

Il community management non è solo questione di numeri: anche l’analisi di contenuto è molto importante. Valutando il contenuto di ciò che viene scritto, la strategia social media può fornire interessanti insight, potenzialmente d’ispirazione per la banca. Gli scenari possibili sono molti:

  • Captare un bisogno del target e cogliere un potenziale spazio di sviluppo prodotto e servizio
  • Nell’ambito di partnership o sponsorship, possono sorgere dei suggerimenti: invitare personaggi noti e rilevanti agli eventi, collaborare con un’azienda finora non presa in considerazione, scoprire che le persone sono interessate a un particolare argomento
  • Un personaggio in vista o un influencer potrebbe commentare i nostri contenuti, aprendo le porte a una collaborazione fruttuosa

Se correttamente gestiti quindi, i social media si trasformano in opportunità di contatto e ascolto dei propri clienti e sono in grado di fornire informazioni preziose per la crescita del business aziendale.

Se vuoi approfondire il tema del community management nel settore bancario puoi trovarci qui, saremo felici di fare due chiacchiere con te!

Banking e social media: comunicare alle generazioni

L’incontro tra il mondo del banking e social media è un fenomeno ormai affermato da anni. Abbiamo già parlato delle 5 regole per una social media strategy vincente nel settore bancario, abbiamo però deciso di dedicare un approfondimento ai possibili target di comunicazione e alle loro differenze.

Negli ultimi anni le banche hanno nuovi potenziali consumatori: quelli appartenenti alla GenZ. Dopo anni di esperienza, sappiamo che questa generazione rappresenta un vero e proprio punto di rottura nel campo della comunicazione: sono infatti i primi veri digital native e questo li porta ad avere regole di fruizione totalmente diverse dalle generazioni che li hanno preceduti.

Banking e social media: come impostare una strategia cross-generazionale

Le variabili da tenere in considerazione per una content strategy che comunichi un prodotto o un servizio ad ogni target sono 4.

  1. Selezionare il giusto canale

  2. Scegliere il giusto focus

  3. Attenzione al tono di voce

  4. Anche l’occhio vuole la sua parte

Questa to do list, unita ad una strategia media mirata e al giusto tocco creativo, darà vita a contenuti davvero efficaci per la generazione che vogliamo raggiungere.

Come comunicare lo stesso prodotto a due generazioni diverse

Chiariamo il concetto con un esempio. Vogliamo comunicare la possibilità di inserire la carta di credito sul cellulare e utilizzare lo smartphone per pagare nei negozi fisici. Questa comunicazione non ha di per sé un particolare target generazionale: può interessare un Gen X o un Boomer così come un GenZ.

Ecco un esempio di come possiamo differenziare i contenuti in base alle generazioni, riprendendo la check list di prima.

Comunicazioni banking e social media per il target Gen X/Boomer

Banking e social media GenX

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  • Un formato statico: chiaro ed immediato, comunica tutte le informazioni unitamente
  • Anche la lunghezza dei testi è ridotta, per una fruizione immediata del concetto
  • Visualizziamo il servizio con uno smartphone, device sicuramente più affine al target
  • Il focus dei testi è la sicurezza, per contrastare pregiudizi rispetto ai metodi di pagamento tradizionali. Comunichiamo il concetto nel testo principale e lo rafforziamo nel testo secondario, rassicurando che si attiva solo tramite riconoscimento biometrico
  • Anche il copy di lancio rimarca il tema della sicurezza e invita a un ulteriore approfondimento sul sito

Contenuto per Gen Z

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  • Per attirare l’attenzione del target giovane (che fruisce un numero di contenuti altissimo in una giornata, scrollando al primo sguardo ciò che non interessa) optiamo per una costruzione di contenuto differente: partiamo con una domanda diretta che riguarda il loro comportamento, per arrivare poi al prodotto
  • Questo porta alla scelta di un formato più complesso, un video, che ci permette la costruzione del breve storytelling
  • Il ToV è ironico per attirare l’attenzione, così come è ironica la scelta delle immagini a inizio contenuto
  • Il prodotto è descritto mettendo in luce la praticità del sistema, sia attraverso scelte lessicali che nell’inserimento dello smartwatch come device
  • Il copy di lancio è breve e si mantiene su un tono ingaggiante e informale. La CTA all’approfondimento sul sito gira attorno ai vantaggi del sistema, richiamando l’idea della praticità

Conoscere i comportamenti digitali e le caratteristiche di ogni generazione ci dà la possibilità di costruire contenuti ad hoc per ciascuna, per dare vita a una social media strategy davvero efficace per una banca.

Se vuoi approfondire il nostro approccio generation driven, puoi trovarci qui, saremo felici di fare due chiacchiere con te!

Banche e social media: 5 regole di strategia social

Da tempo banche e social media si sono incontrati, dando vita a diversi spazi utili alle strategie di comunicazione di piccoli e grandi istituti di credito e alle esigenze di informazione e contatto dei loro clienti.

Le possibilità che i social offrono a questo settore sono numerose: interazione con clienti attuali e potenziali, comunicazione di servizi e prodotti e più in generale l’opportunità di raccontare le attività della banca nel contesto del territorio e della vita sociale nel suo complesso.

La presenza delle banche nella vita sociale, al di là della pura erogazione di servizi finanziari, fa sì che una strategia social media per una banca debba essere per definizione tailor-made, perché al di là delle similitudini dei servizi offerti, il posizionamento della banca nella vita culturale, sportiva e sociale e le sue nuove strategie ESG sono uniche e distintive.

Vediamo insieme le 5 regole d’oro per una strategia social media efficace per una banca:

1. Scegliere di cosa parlare sui social media
2. Ad ogni canale la giusta pubblicazione
3. Essere riconoscibili, per non essere UNA qualsiasi banca sui social media
4. Il tono di voce giusto
5. Un’attenta gestione delle interazioni

1. Scegliere di cosa parlare sui social media

Prodotti e servizi sono sicuramente due topic di comunicazione importanti per una banca sui social media.

Nel complesso della comunicazione social media, è fondamentale dare vita a un piano editoriale ricco e distintivo che veicoli l’offerta commerciale. Tuttavia l’offerta di un istituto bancario potrebbe essere percepita come simile a quella della concorrenza.

Per questo è bene attingere anche ad altri argomenti che riflettono il posizionamento della banca e rappresentano un prezioso bacino di contenuti:

  • Racconto delle attività CSR / ESG
  • Condivisione dei risultati dei progetti CSR / ESG
  • Sponsorship e partnership in ambito culturale, sociale e sportivo
  • Comunicazioni corporate

Bilanciare il mix di contenuti in maniera corretta è fondamentale per rispecchiare il posizionamento dell’azienda e riuscire a rispondere agli obiettivi di comunicazione della strategia.

banche e social media_topic

2. Ad ogni canale la giusta pubblicazione

Un altro elemento che costruisce la strategia social media è la valutazione dei canali social da attivare. Di fatto ogni piattaforma è popolata da target anagrafici differenti, ha funzioni diverse, viene utilizzata con spirito differente e infine è caratterizzata da formati peculiari.

Gli utenti hanno aspettative e comportamenti diversi quando navigano le diverse piattaforme social: nelle pagine Facebook delle banche troviamo spesso lamentele o richieste di supporto, mentre su Instagram si raccolgono maggiormente interazioni positive legate alle attività di sponsorship o ESG.

Per questo scegliere con cura la distribuzione dei contenuti sui canali è imprescindibile per una strategia social media efficace; il “mirroring” deve avere un ruolo secondario, spesso residuale.

banche e social media_canali

 

3. Essere riconoscibili, per non essere una banca qualsiasi

Se facciamo un po’ di benchmark tra le banche sui social media, notiamo quanto spesso i contenuti abbiano un aspetto simile. Ovviamente quasi tutte le aziende utilizzano fotografie da database immagini: nulla di male se questa scelta è supportata dallo sviluppo di una visual identity riconoscibile.

Tra i tanti elementi che concorrono all’identità grafica social troviamo:

  • Palette colori definita
  • Elementi grafici peculiari
  • Set animazioni uniformi
  • Linee guida sulla scelta delle immagini
  • Dos e don’ts nella post produzione delle immagini

Queste scelte costruiscono la coerenza dei nostri feed, permettono ai nostri contenuti di essere riconoscibili al primo sguardo e mantengono la nostra identità anche tra piattaforme e formati diversi. Parte fondamentale per una strategia social media efficace per una banca è la stesura di un documento di visual identity social media che delinei tutti questi elementi.

 banche e social media_visual identity

4. Il tono di voce giusto

I social media hanno un linguaggio proprio, diverso dalla comunicazione monodirezionale di altri canali. E non basta: ogni social network incarna peculiarità di linguaggio uniche, che dipendono dall’anagrafica dei sui membri, dalle sue finalità d’uso, dai formati testuali e visuali e anche dalla sua storia.

La vera sfida è trovare il giusto bilanciamento tra le esigenza dei social, della singola piattaforma e del tono di voce di marca, che deve mantenere la sua connotazione. In questo modo avremo contenuti credibili nel contesto in cui sono pubblicati e perfettamente bilanciati tra le 2 anime: banche e social media.

Anche il pubblico a cui ci rivolgiamo fa la differenza: ad esempio, se vogliamo comunicare un prodotto sia ai Millennials che alla Gen Z dovremo utilizzare codici e toni differenti. Se siete curiosi, in questo articolo abbiamo proprio approfondito il tema della comunicazione multi-generazionale delle banche sui social media.

 banche e social media_tov

5. Un’attenta gestione delle interazioni

Il bello dei social media è che non è solo il brand a parlare al pubblico, ma anche i consumatori hanno la possibilità di parlare alla marca. I motivi per cui gli utenti interagiscono con i post social o tramite direct message sono svariati: richieste di informazioni, ricerca di supporto, condivisione di esperienze positive e non, richieste alla stessa community di opinioni su prodotti o servizi. La gestione delle interazioni è uno strumento potentissimo di marketing e costituisce una componente essenziale di una strategia social media.

Ecco le regole d’oro del community management per le banche:

  • Prevedere periodo di formazione delle risorse dell’agenzia social, per gestire in autonomia e rapidamente alcune tipologie di richieste e commenti
  • Impostare un documento di FAQ e tenerlo aggiornato, per facilitare il lavoro di community management con template di risposte approvate
  • Avere procedure e strumenti di condivisione di informazioni tra chi gestisce il CRM internamente alla banca e chi si occupa del social CRM, così da poter affrontare casi inusuali con la massima efficienza
  • Elaborare un documento di tone of voice che si adatti alle diverse casistiche: differente sarà infatti il tono di risposta a un commento negativo rispetto all’interazione con un commento positivo
  • Avvalersi di un tool di ticketing che aiuti non solo a gestire le risposte ma anche a tenere traccia dei casi aperti e evasi

A questo tema abbiamo dedicato anche un approfondimento, in cui vi raccontiamo quanto un buon community management possa essere prezioso per l’azienda.

banche e social media_community management

 

Il mondo dei social media è caratterizzato da continue novità, cambiamenti di algoritmo, lanci di features e nuovi trend. Questo scenario sempre in movimento può sembrare in contrasto con strutture complesse come le banche, in cui i processi decisionali sono molto strutturati e i contenuti da comunicare estremamente delicati.

Come agenzia di comunicazione siamo sempre aggiornati su questi aspetti e siamo in grado di rivedere in modo agile la strategia, per garantire alle banche pagine social media sempre aggiornate ma coerenti con il loro posizionamento.

Se ti abbiamo incuriosito puoi trovarci qui, saremo felici di fare due chiacchiere con te!