Influencer Marketing: quando puntare sui micro influencer?

Il percorso di un brand verso il successo (e la notorietà) è costellato anche da influencer. Avete subito pensato a Chiara Ferragni, dite la verità?
Se nella vostra mente infatti alla parola influencer corrisponde una celebrity del web con milioni di follower è arrivato il momento di farvi cambiare idea.

Già all’inizio del 2019 abbiamo discusso di nano influencer: ci siamo chiesti se puntare su di loro fosse la scelta giusta per una campagna di comunicazione più fresca e se fossero davvero loro i nuovi protagonisti del panorama social.
Oggi, a distanza di qualche mese, possiamo confermare che optare per una strategia di comunicazione che coinvolge nano e micro influencer può dare ottimi risultati sotto diversi punti di vista.

Chi sono i micro influencer?

Ma facciamo un recap: chi sono i micro influencer?
Sono utenti presenti sui social che hanno una follower base che raggiunge al massimo i 50.000 seguaci, sono super appassionati di un argomento specifico o competenti in un determinato settore.

La strategia social da adottare con i micro influencer è differente rispetto a quella per coinvolgere un big influencer, un personaggio famoso/VIP attivo sui social. Infatti il micro influencer comunica le proprie passioni attraverso Facebook, Instagram o in alcuni casi anche su un proprio blog, raggiungendo utenti interessati a quello specifico argomento che hanno quindi in condivisione con lui o lei tutta una serie di modi di dire, abitudini, interessi, comportamenti, ecc… Insomma, “parlano la stessa lingua”.

Tre buoni motivi per scegliere un micro influencer

“Ma hanno un numero minore di follower rispetto a un influencer di grido” potrebbe obiettare il brand.

Certo, ma i loro follower, proprio perché fanno parte di una “nicchia”, di un gruppo ristretto, quasi di un’elite, sono molto più ricettivi ai contenuti proposti.
Seppur arrivando ad un bacino di utenti minore rispetto ad un big dei social network, il micro influencer in alcuni casi riesce a rispondere maggiormente alle esigenze dei brand e diventare un vero e proprio ambassador. Perché?

  1. È specializzato su un tema specifico.
  2. Racconta le proprie esperienze e competenze che ha acquisito in prima persona, condividendole. Questo tipo di autorevolezza è di appeal per un brand che vuole comunicare ad un target con un interesse specifico, per questo motivo scegliere un profilo di questo tipo può rivelarsi la scelta giusta.
  3. È estremamente targettizzato e mantiene la sua credibilità sui social trattando argomenti di cui è padrone e acquistando autenticità nel momento in cui comunica un brand in cui crede realmente.

Brand e micro influencer

Sono molte le aziende che hanno iniziato un percorso di comunicazione con dei nano o micro influencer e sono cresciute insieme a loro raggiungendo entrambe un buon livello di engagement e trust da parte degli utenti.

Ecco qualche esempio:

  • Tonno Nostromo per spingere una delle sue referenze, gustosa, versatile e pratica, ha collaborato con un giovane lavoratore fuorisede Un Terrone a Milano, perfettamente in target per valorizzare le qualità del prodotto con i suoi 10k follower.
  • Unopiù ha puntato sulla blogger, influencer e Interior Stylist Valentina Raviolo che parla a una fanbase di 16,5k follower interessati e attenti a home design. Una strategia che si è rivelata vincente.

     

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Come scegliere se utilizzare macro o micro influencer? L’obiettivo della strategia e il target a cui si vuole parlare guidano la scelta. Se vogliamo parlare ad un gruppo specifico di utenti, perché non affidarsi a loro? Provare per credere!

Quando un evento diventa digital: largo alla tecnologia!

Gli eventi costituiscono un eccellente strumento di marketing poiché rafforzano le relazioni brand-utente e si confermano come particolarmente influenti nella customer experience e nella brand awareness. Un elemento da non trascurare è l’apporto della tecnologia che, presentandosi nella sua veste innovativa, suscita la curiosità e la partecipazione del pubblico, soprattutto quando riesce a proporre contenuti interattivi.
Oggi un apporto digital, sempre più user-friendly, assume un peso decisamente prioritario all’interno delle strategie di marketing e comunicazione delle aziende, il cui scopo è quello di accrescere il valore di un marchio, suscitando emozioni e stimolando l’empatia tra brand e utente.

Scopriamo quindi in che modo tecnologia ed eventi si integrano per un’esperienza vincente!

Il mondo del digital al servizio degli eventi per migliorare la relazione fra brand e utente

Negli eventi il target digital è sempre più quotato, per questo è necessario che un settore come quello del MICE (Meeting, Incentive, Conference and Exhibitions) evolva verso l’adozione di una strategia piena e consequenziale che coinvolga il prima, il durante e il post evento e che quindi accompagni l’utente durante l’intera esperienza. Si tratta di una vera e propria digital strategy ideata per gestire le caratteristiche e le fasi evolutive del progetto il cui fine è quello di rendere la tecnologia protagonista dell’attività e non ridurla un mero supporto.
Concretamente? Parliamo di un ingaggio degli utenti con “soluzioni multi-canale” nel pre-evento, per il quale gli utenti possono accreditarsi tramite portale e rispondere per mail ad un RPSV o scaricare il biglietto attraverso una apposita App. Durante, attività per promuovere l’interazione brand-utente e coinvolgere attivamente il pubblico durante l’evento: è proprio a questo punto che entra davvero in gioco il corpus digital rappresentato da piccoli apparecchi che suscitano la curiosità dell’utente per il loro essere automatizzati e sofisticati e di cui si può fare esperienza “touch” on-site. Per quanto riguarda l’ultima fase, sono state sviluppate delle tecniche di follow-up personalizzate, grazie alle quali l’utente instaura con il brand un dialogo 1to1 poiché riceve comunicazioni a misura delle sue scelte e delle sue preferenze.
Inoltre, il servizio digitale non coinvolge solo l’evento ma anche il suo back office, permettendo di ricevere in tempo reale dati e reportistica grazie a chatbot e avanzate piattaforme di gestione.

Incuriosire gli ospiti attraverso esperienze 3D per implementare la brand awareness

In effetti a chi non piace immortalare esperienze sensazionali ed invidiabili da postare sui social? In questo caso, la presenza di un influencer, blogger o attore che condivida sui suoi canali social contenuti live dell’evento, potrebbe rivelarsi fondamentale al fine di mostrarne il carattere esclusivo. Così facendo, catturando l’attenzione e la fiducia degli utenti, avremo aumentato notevolmente la visibilità del brand nei propri spazi social e nelle rispettive fanbase, approfittando del mezzo pubblicitario più potente al giorno d’oggi.

Ancora una volta il plus tecnologico ha un ruolo importate in questo processo, trasformando l’evento in una proposta accattivante attraverso contenuti interattivi che incuriosiscano gli ospiti portandoli a mettersi in gioco in prima persona. Parliamo per esempio di esperienza 3D come quella della Augmented Reality e dei marker che, con un click sullo smartphone, permettono agli utenti di visualizzare oggetti tridimensionali nello spazio circostante.

L’Augmented Reality per vivere un’esperienza tridimensionale: l’esperienza IAKI

Guardate qui. In questa occasione IAKI ha messo in gioco la propria esperienza in campo digital per realizzare un’App di Realtà Aumentata per un cliente molto importante. Durante l’evento sono stati distribuiti al pubblico alcuni marker piegati a flyer per permettere agli ospiti di utilizzare l’App: ogni foglio, attraverso un disegno grafico, rappresentava un modello virtuale di differenti elementi d’arrendo il quale, una volta inquadrato col proprio smartphone, sarebbe apparso sullo schermo come se realmente presente nell’ambiente circostante.
L’esperienza tridimensionale, da rivivere facilmente anche a casa, ha certamente fatto la differenza e permesso all’azienda cliente di acquisire nuovi lead e costumer, associando la percezione generale del brand al mondo dell’innovazione.

Insomma, nuove e sorprendenti tecnologie vengono testate e messe in funzione con un ritmo ormai velocissimo, spingendo brand e agenzie a ideare ogni giorno nuove soluzioni creative in campo digital al passo coi trend del momento. Per questo, il tentativo di spiccare e proporre soluzioni innovative e sempre più catchy, è un vero e proprio dovere e obiettivo per tutti coloro che lavorano in ambito creativo, ancora di più se l’obiettivo è (come dovrebbe essere) dare vita a un evento a tutti gli effetti indimenticabile.